glossario 2

Il Glossario dei Termini Marinareschi

Lettera A 
 A - B - C - D - E F - G - H I J K - L - M N - O - P - Q - R - S - T - U V - W X Y Z

A: E' il nome della prima bandiera della serie del Codice internazionale dei segnali. Alzata isolatamente da una nave in navigazione indica che la nave sta sotto prova di velocità.

Abaca': Fibra tessile d'una specie di banano, che si coltiva abbondantemente nell'Asia meridionale, nelle Filippine (onde è anche detta Canapa di Manila o semplicemente Manila) e nella Malesia. Dà fibre fine di color biancastro, setose e resistenti, che si usano, invece delle canape, per far tele, tappeti, stuoie, ma sopra tutto cavi e strambe. Le corde di abaca non vanno soggette a marcire, anche non incatramate, e sono di modico prezzo.

Abbasso: 1) termine con cui si indicano gli ambienti situati sotto il ponte di coperta. 2)" abbasso da riva" per dare l'ordine di scendere dagli alberi durante le manovre a vela.

Abbattere: 1) in marina, con riferimento soprattutto a imbarcazioni a vela che, nell’atto di salpare l’ancora o lasciare la boa, si trovano con la prua al vento, far ruotare la nave intorno all’asse verticale, da un lato o dall’altro, al fine di poter ricevere il vento nella direzione prestabilita. Con uso assoluto, sempre riferito a imbarcazioni a vela , lo stesso che virare in poppa. Nel CIS (codice internazionale dei segnali ) alla voce TYB. Abbattere - verso (portare la prora nella direzione indicata).  2) In passato, abbattere in carena o in chiglia, inclinare su un fianco , artificialmente, i bastimenti per poter pulire o riparare la carena.

Abbertuna': (Corso): Piegarsi (di un bastimento da un lato). Anche Allatà.

Abbordare: 1) Prendere terra, approdare. – 2) Affiancarsi di due imbarcazioni fino a toccarsi. Avvicinare, accostare, assalire, arrembare, urtare, investire bordo contro bordo. Di punta, per fianco. Nella collisione l'urto è fortuito; nell'investimento o cozzo può essere volontario; nell' arrembaggio è dovuto ad assalto guerresco.

Abbordo: collisione in mare. Sinonimo, poco usato, di accosto e di abbordaggio.

Abbattuta: atto dell’abbattere. Impropriamente detta: virata di poppa.

Abbisciare: disporre la cima in modo tale che si possa svolgere senza difficoltà.

Abboccare: inclinarsi laterale di una nave sino a imbarcare acqua sul ponte di coperta.

Abbozzare: assicurare una fune, ovvero una cima, con una legatura provvisoria (detta bozza) per trattenerla in modo che non si allenti mentre viene legata o fissata stabilmente.

Abbrivo: (detto anche abbrivio) movimento iniziale dovuto alle vele o al motore e quello residuo al cessare dell’azione propulsiva di tali mezzi.

Abbuono: compenso (o vantaggio) dato ad una imbarcazione per permetterle di gareggiare più equamente (ad esempio abbuono per anzianità di costruzione dello scafo).

Abilitazione: 1.: riconoscimento ufficiale dell'idoneità alla conduzione di una imbarcazione (patente); 2. autorizzazione alla navigazione oltre certi limiti (ad esempio per uno yacht alla navigazione oltre le 6 miglia).

Accastellato: Vedi castello.

Accelerometro: strumento che permette di determinare se la barca sta aumentando o diminuendo di velocità.

Accollo: (a collo)si dice di una vela che con la bugna di scotta al vento viene spinta verso l’albero. Una vela prende a collo per un improvviso cambio di vento. Si fanno prendere a collo le vele per rallentare l’andatura o per arrestare la barca.

Acconsentire: (consentire) – il deformarsi, fendersi, rompersi di alberi, pennoni o aste e, in genere, di qualsiasi trave in legno.

Accostare: cambiare la direzione del moto della nave. Avvicinarsi a un bastimento o a una banchina. Il volgere della prua a dritta o a sinistra, da parte di una nave, fini a prendere la direzione voluta.

Acqua: 1)  col termine "chiedere acqua" si intende il manifestare a viva voce il proprio diritto di precedenza, sia agli incroci (mura a dritta contro mura a sinistra) che in boa. 2) Far acqua: imbarcare acqua per effetto di falle o avarie. 3) Far l'acqua: rifornimento e conservazione di provviste di acqua dolce per l'uso di bordo.

Acquartierare: dare una forte inclinazione alle manovre dormienti, l’apertura delle quali viene detta, appunto, quartiere, in riferimento agli alberi significa dare a essi una forte inclinazione nel piano longitudinale della nave.

Addugliare:
raccogliere un cavo su se stesso in modo da formare una matassa a spirale; la manovra va effettuata sempre seguendo il verso di torsione del cavo, generalmente in senso orario.

Affinate: il termine si usa per descrivere, genericamente, le line di carena di un’imbarcazione, verso le due estremità, particolarmente sottili. Più propriamente fa riferimento al concetto di “finezza” dello scafo usato in architettura navale.

Afforcare: dare fondo con due ancore in modo che le catene formino tra loro un angolo di circa 90 gradi; è una manovra che si esegue per diminuire le possibilità che la barca ruoti in caso di salto di vento.

Affusto: supporto per cannone che viene montato su ruote o rotaie per gli spostamenti per il fuoco e il puntamento.

Aggottare: togliere l'acqua dal fondo di un imbarcazione (da gottazza, lo strumento con cui si compie l'operazione). 

Agugliotti: cardini che fanno sì che il timone venga collegato alla poppa della nave.

Agugliotto: perno metallico posto sulla poppa o sul timone, che si infila nella corrispondente femminella per reggere la pala del timone.

Alabasso: vedi caricabasso.

Alaggio: operazione mediante la quale un’ imbarcazione viene tirata in secca.

Alambardare: deviare dalla rotta con delle accostate alterne e frequenti per effetto del moto ondoso del mare.

Alabardata: termine derivato da un'espressione francese per indicare lo spostamento brusco della barca rispetto alla rotta o alla prua tenuta quando è all'ancora, per effetto di vento o corrente.

Alabasso: Le corde che servono per tirar giù quelle vele di taglio che si chiamano fiocchi e vele di strallo, e quelle vele auriche che si chiamano rande a picco fisso e controrande. La voce alabbasso si estende a indicare qualunque corda destinata a tirare giù un oggetto o a guidarlo nella discesa. vedi caricabasso.

Alare: tirare un cavo allo scopo di sollevare un oggetto pesante legato all'estremità opposta; nella nautica da diporto il termine alare indica espressamente il porre una barca in terra. In gergo marinaresco significa tirare o tendere un cavo. Esercitare una forza di trazione su un cavo; quando si impiega un argano meccanico si usa il termine < virare>.

Alberatura:

  • Albero: Nei grandi velieri, di solito, la parte inferiore più grossa dell'albero è di metallo, come pure le parti medie (alberi di gabbia). Parti dell'albero: piede, maschio (nei minori: rabazza), fusto, conocchia o noce, maschette, costiere, crocette, colombiere, testate, dado, testadimoro; nei più alti: pomo. (Guglielmotti). Nel Medioevo gli alberi prendevano nome diverso a seconda della posizione: albero di proda, di mezzo e di retro. Gli alberi attrezzati per le vele quadre constano di tre parti: tronco o fuso maggiore, quella inferiore e più grossa; albero di gabbia, quella mediana e smontabile; alberetto, l'estremità superiore, anch'essa smontabile. Queste tre parti assumono nomi diversi a seconda dell'albero (di maestra, di mezzana, di trinchetto) cui appartengono:
    - tronco o fuso maggiore di maestro, albero di gabbia, alberetto di maestra o di gran velaccio
    - tronco o fuso maggiore di mezzana, albero di contro-mezzana, alberetto di mezzana o di belvedere
    - tronco o fuso maggiore di trinchetto, albero di parrocchetto, alberetto di trinchetto o di velaccino

  • Albero di maestra: Quello verticale più grande, a poppa nelle navi a due alberi, e in quelle a tre un poco a poppavia del centro.

  • Albero di mezzana: Quello più piccolo, di poppa, nelle navi a tre o a due alberi; detto anche Palo se non è a vele quadre. Nel caso di quei velieri a due alberi il cui albero prodiero prende il nome di Maestra, si dà il nome di Mezzana o Mezzanella all'albero di poppa.

  • Albero di trinchetto: Quello verticale di prua nei velieri a due alberi; detto, eccezionalmente, di maestra nei velieri a due alberi, con quello di prua situato quasi nel centro.

  • Albero di gabbia: La parte media dell'albero di maestra che si sovrappone al tronco maggiore di maestra.

  • Albero di contromezzana: La parte media dell'albero di mezzana che si sovrappone al tronco maggiore di mezzana.

  • Albero di parrocchetto: La parte media dell'albero di trinchetto che si sovrappone al tronco maggiore di trinchetto.

  • Albero di bompresso: Quello non verticale, sporgente fuori prua, nei velieri, su cui si distende il lato inferiore delle vele triangolari dette Fiocchi. Se grande, si compone di tre parti: la maggiore (bompresso) fissata alla prua; la mediana sovrapposta (asta di fiocco); la terza risovrapposta (asta di controfiocco). Incappellatura del bompresso.

  • Albero latino: Che porta vele latine.

  • Albero quadro: Che porta vele quadre.

  • Albero a calcese: Quello di un solo pezzo, in legno, recante sull'estremità superiore (a sezione quadrilatera) una cavatoia provvista di puleggia per il passaggio della drizza della vela; nei piccoli bastimenti a vele latine e sulle barche a remi, alberatura smontabile.

  • Albero a pioppo: Quello di un solo pezzo, e pure con tre o più ordini di verghe e di vele; nei piccoli bastimenti di traffico.

  • Albero a pible: Quello di un solo pezzo, senza coffa né barre, per vele quadre oppure auriche; nei piccoli velieri. (Dal francese: mât à pible).

  • Albero a chiave: Ciascun albero minore, se fermato con la chiavarda sopra la testata del sottostante.

  • Albero composto (o imbottato o artificiale): Quello composto ad arte, stringendo insieme, dentro cerchi di ferro, più travi squadrate e chiodate, fino a raggiungere la grossezza e lunghezza volute. Il pezzo Interno, a sezione poligonale, si chiama l'Anima; quelli aggiunti: Fattoni.

  • Albero a crocette: Quell'albero minore sghindato sul maggiore, sprovvisto di coffa. con le sole crocette per le sartie minori.

  • Albero di fortuna: Quello improvvisato per sostituire gli altri perduti o spezzati.

  • Albero lapazzato: Quello composito. V. Lapazza.

  • Albero sverzato: Quello chiuso con sverze.

  • Albero militare: Nome generico degli alberi metallici delle navi da guerra a propulsione meccanica. Per lungo tempo, dopo l'abbandono della propulsione a vela per le navi destinate al combattimento navale, gli alberi militari furono costituiti da un semplice grosso fusto d'acciaio opportunamente rinforzato e sorretto, nel modo tradizionale, mediante sartie e paterazzi metallici. Si ebbe cosi l'Albero militare comune, sostituito poi dall'albero a traliccio.

  • Albero a traliccio: Albero militare ideato dalla Marina degli U. S. A. con lo scopo di aumentare la resistenza. Il primo modello a struttura piramidale retiforme, poi sostituito con un gruppo di pali inclinati come a formare l'ossatura di una piramide. A seconda del numero di tali supporti (volpi) si chiama a tripode, a quadripode, a pentipode. Quest'albero porta la coffa militare con le stazioni di osservazione a direzione del tiro. (Bardesono).

  • Albero volante: V. Palischermo.

  • Albero di carico o Picco di carico: Quello, inclinato e girevole, situato presso i boccaporti, che, con un sistema funicolare, nelle navi mercantili carica e scarica le merci, nelle navi da guerra alza a ammaina le grandi imbarcazioni. Anche Bigo da carico.

  • Albero a manovelle o Albero motore: Quell'organo delle macchine motrici marine alternative e di quelle a combustione interna, che unisce su di una sola linea la manovella, e, ricevendone il movimento di rotazione, lo trasmette all'albero o asse dell'elica. (Bardesono).

  • Albero o Asse dell'elica o portaelica: A poppavia dell'albero a manovella, alla cui estremità, uscente dal dritto dell'elica, é calettato il propulsore elica.

Alberi: v. Alberatura

Alberetto: nome del fuso superiore di ogni albero, viene distinto in base alle vele che vi corrispondono (alberetto di velaccino, alberetto di velaccio, alberetto di belvedere).

Albero: tronco di legno sul quale erano montate le vele della nave.

Albero di parrocchetto: proprio del bastimento a vele quadre, è l'albero minore sulla piattaforma del trinchetto, cioè dell'albero a prua.

Albero nudo: navigare ad albero nudo significa far portare la barca dal vento sull’attrezzatura, senza vele.

Aletta: nome del contorno laterale dell’arcaccia.

Alette: particolari appendici applicate alla parte inferiore del bulbo e ideate per diminuire i vortici di estremità ed accrescere la portanza, pur contenendo il pescaggio. Sono divenute famose dopo la vittoria di Australia 11 all'America's Cup.

Alfa: termine che rappresenta la A nell'alfabeto fonetico internazionale ICAO.

Alidada: Parte del goniometro solidale con il collimatore, che porta uno o due indici diametralmente opposti per la lettura sul cerchio graduato

Alighiero: Termine italiano un po' in disuso che indica l'asta d'accosto per l'ormeggio. Oggi viene anche definito "mezzomarinaio" o, derivato dal francese, "gaffa". L'alighiero è l'asta solitamente di legno la cui parte terminale è metallica con una punta e un doppio gancio. La punta si compone di una ghiera centrale e due ali laterali (ganci). Il termine era già in uso comunemente tra i marinai delle acque della Val Padana. Il poeta Dante Alighieri la cui famiglia era originaria, appunto, della Val Padana, ebbe il suo nome di battesimo proprio da tale termine.

Alisei: venti provocati dal riscaldamento dell'aria nelle zone equatoriali; spirano costanti da Nord-Est nell'emisfero Nord e da Sud-Est in quello Sud.

Allascare: ormai soltanto <lascare>. Si dice soprattutto nel senso di filare la scotta poco a poco, in modo che la vela tenda a fileggiare o porti meglio, a seconda dell’assetto precedente.

Alleggio: 1. sbarco volontario di tutto o parte del carico di una nave per alleggerirla. 2. Galleggiante (zattera, chiatta, ecc.) destinato a ricevere il carico sbarcato dalle navi dei porti. 3. Foro chiudibile praticato sul fondo di un imbarcazione allo scopo di scaricare l’acqua quando essa si trova a secco. E’ detto anche leggio o allievo. Il tappo dell'alleggio (o allievo) è da alcuni chiamato zaffo.

Allestimento: atto dell'allestire; si intende la sistemazione degli interni, attrezzature, strumentazione, organi di governo, ecc., dopo la costruzione dello scafo.

Allievo: è una valvola che ha sede in un foro, detto alleggio, ricavato sul fondo di piccole imbarcazioni, e che serve a vuotare la sentina.

Allineamento: retta passante per due punti; si è effettuato un allineamento in mare quando si sta navigando sulla rotta passante per due punti cospicui (fari, mede, ecc.); operazione tipica degli atterraggi in una costa densa di pericoli.

Allunamento: curvatura convessa della balumina per accrescere l'area della vela; tipico nelle moderne rande.

Alta pressione: (Anticyclone; High; Hoch) - Zona in cui le i-sobare hanno un andamento quasi circolare, con pressione che decresce dal centro verso la periferia della configurazione.

Altezza della marea: è la differenza fra il livello della bassa marea e quello della superficie marina in qualunque istante.

Altezza d’onda: distanza tra la cresta dell'onda e il cavo che la segue o la precede, presa perpendicolarmente alla linea dell'orizzonte.

Altocumulo: nube che si trova a circa 5000-6000 metri, caratterizzata dall'essere aggregata in ampie distese rotondeggianti, con contorni e ombre sempre ben distinte; se tende a dissolversi le condizioni restano stazionarie, se invece assume forma lenticolare è probabile un forte rinforzo di vento.

Altostrato: nube che forma un velo grigio omogeneo che attenua fortemente la luce diurna; si trova a 6000-7500 metri di altezza.

Altura: l'alto mare, fuori dalla vista di terra.

Alzaia: - 1) Sistema funicolare per alzare grossi pesi, formato da una corda di fibra o metallica avente un'estremità legata ad un punto fisso, e che passa in una carrucola mobile, cui è agganciato l'oggetto da sollevare. – 2) Fune per trainare le imbarcazioni nei fiumi e nei canali, controcorrente.

Alzana: grossa cima o gomena utilizzata per tonneggio o per rimorchio.

Amante: Sistema funicolare per alzare grossi pesi, formato da una corda di fibra o metallica avente un'estremità legata ad un punto fisso, e che passa in una carrucola mobile, cui è agganciato l'oggetto da sollevare.Dal greco "correggia".

Amantiglio: manovra corrente (normalmente una cima tessile) utilizzata per sostenere un'asta (boma, tangone, ecc.); per questo corre internamente all'albero in modo identico alle drizze (che può anche sostituire in casi di emergenza) (detto anche mantiglio). 

America's cup: Regata svoltasi la prima volta il 22 Agosto 1851 intorno all' isola di Wight per provare la supremazia delle barche inglesi su quelle americane. Venne messa in palio "The one hundred Guinea Cup" (la "coppa delle cento Ghinee") vinta dalla goletta americana "America" da cui l'odierno nome . Attualmente si svolge ogni quattro anni nelle acque del detentore della coppa. Le imbarcazioni ammesse oggi alla America's Cup sono le "12 metri stazza internazionale". Un calcolo leggermente complicato che sviluppa in metri lineari i volumi, le superfici e le lunghezze. In realtà sono barche di circa 24 m. di lunghezza per 4,30 m. di larghezza con un albero di 32 m. e mezzo con una superficie velica di quasi 365 mq. senza spinnaker.

Ammainare: far scendere qualsiasi oggetto, filando una manovra da riva al ponte ( vele, aste, bandiere, ecc.).

Ammanigliare: propriamente significa unire due pezzi di catena tramite l’interposizione di una maniglia a perno o di altro tipo apribile. Si usa anche in riferimento all’unione della catena con la cicala dell’ancora e impropriamente per indicare una congiunzione di cime fatta con un legamento metallico.

Ammiragliato: classico tipo di ancora dall'ottima tenuta su qualsiasi fondale, anche se pesante e difficile da maneggiare; sulle imbarcazioni da diporto è utilizzato unicamente il modello a ceppo sfilabile.

Anca: Parte laterale della nave, dove la murata è maggiormente incurvata e quindi nelle vicinanze della prua e della poppa.

Ancora: Per "ancorare" un natante si utilizza un'ancora a presa o un "peso morto", ossia un oggetto tanto pesante da poter trattenere l'imbarcazione per mezzo di una cima. Le prime ancore a peso morto erano probabilmente costituite da pietre imbragate con sagole di fibra vegetale o di pelle, assicurate a una cima. Successivamente le pietre, lavorate in forma regolare, furono munite di fori nei quali far scorrere l'estremità della cima, mentre all'estremità inferiore venivano praticati fori atti a trattenere marre, di legno o di pietra, per far presa sul fondo. 2) strumento metallico con bracci terminali detti marre, utilizzato, una volta gettato in acqua, per fermare l'imbarcazione ad essa legata mediante un cavo o una catena. Diversi sono i tipi di ancore a seconda dei fondali e delle caratteristiche dell'imbarcazione: ammiragliato, Fortress, CQR, Danforth, Hall, Bruce e grappino.

Ancora ammarata: dicesi di ancora la cui catena si è avvolta attorno alle marre non permettendo allo strumento di penetrare nel terreno e fare sufficiente presa.

Ancora galleggiante: oggetto semigalleggiante con la funzione di frenare fortemente lo scarroccio dello yacht; normalmente è costituita da un cono di materiale tessile la cui bocca è mantenuta sempre aperta da una armatura rigida, così da funzionare come un piccolo "paracadute"; la parte terminale posteriore è provvista di una apertura di diametro inferiore alla bocca per favorire il deflusso non vorticoso dell'acqua.

Ancoraggio: specchio d'acqua utilizzato per ancorarsi; un buon ancoraggio deve avere un fondo che tenga bene e deve essere riparato sia dal vento che dalla risacca e dalle onde.

Ancorare: dare fondo all'ancora per fermare l'imbarcazione ad essa legata.

Ancora di Posta: ancora adibita al servizio ordinario e quindi collocata a prua e tenuta sempre pronta all'uso.

Ancorotto: nome specifico dell’ancora ausiliaria, un tempo usata dalle navi per compiere particolari manovre, con due ancore appennellate.

Andana: si effettua attracco in andana quando la barca si affianca parallelamente ad un altro yacht già ormeggiato alla banchina; se si occupa la seconda o la terza fila si dice in seconda o terza andana.

Andar di bordata: percorso di una nave a vela che rimonta il vento a zigzag. (vedi anche andature e bolinare).

Andatura: direzione di avanzamento della barca rispetto al vento; assume nomi differenti man mano che il vento ruota passando da prua verso poppa (bolina stretta: 40-45 gradi al vento apparente; bolina: 45-55 gradi; bolina larga: 60-80 gradi; traverso: 90 gradi; lasco: 100-130 gradi; gran lasco: 140-170 gradi; poppa pieno o fil di ruota: 180 gradi).

Andature:

Bolina: Andatura che si effettua mantenendo una rotta il più possibile contraria alla direzione del vento.
Bordo: Tratto di mare percorso seguendo la stessa rotta
Cyrcling: Andature concentriche durante le fasi di partenza per avvicinarsi alla poppa dell'avversario.
Lasco: Andatura che è caratterizzata da una rotta trasversale rispetto al vento.
Poppa: Andatura che è caratterizzata dal vento che colpisce la poppa della barca che avanza con una rotta uguale alla direzione di propagazione del vento.
Rifiutare: Rotazione del vento tale da costringere al cambiamento di rotta, si dice "il vento dà scarso".
Rinfrescare: Si dice del vento quando aumenta di intensità.
Scarocciare :Spostamento laterale della barca per effetto del vento; è più evidente in bolina.
Sopravento: Barca che si trova avanti ad un'altra rispetto alla direzione del vento.
Sottovento: E' il contrario di sopravento.


Anemometro:
strumento per la misura della velocità del vento. Può essere tenuto in mano contro vento oppure fissato in testa d’albero; in tal caso la lettura avviene su un quadrante in pozzetto o sopra il tavolo di carteggio, (se la barca è ferma si determina il vento reale, ovvero il fluire del vento non alterato dal moto dello yacht, mentre se la barca è in moto la misura si intende effettuata sul vento apparente, cioè la risultante tra il vento reale e il vento di avanzamento).

Anghiere: asta di legno munita di un uncino di ferro impiegata per accostarsi a un altra imbarcazione o alla banchina. (vedi Alighiero, o mezzo marinaio).

Angolo di sbandamento: l’angolo (indicato in gradi) dell’inclinazione di una nave su di un fianco, per effetto del moto ondoso o del vento, o anche per altre cause.

Angoli della vela:
l'angolo compreso tra la base e l'inferitura è detto di mura perché murato allo scafo; l'angolo più alto è chiamato di penna, ad esso è collegata la drizza; L'angolo di scotta è quello di incontro tra base e balumina.

Angolo di rotta: Angolo formato dalla direzione in cui si trova il nord e la direzione in cui si muove la barca.

Anguilla: Il baglio sostenuto da un puntale, sopra ai quali si interpone una traversina longitudinale detta “Anguilla”.

Antenna: La lunga asta di legno a cui si allaccia il lato superiore d'una vela latina (triangolare), che viene alzata sull'albero in posizione inclinata verso poppa. L'asta in posizione obliqua (basso a prua alto a poppa) rispetto all'albero che la sostiene. Può essere composta di uno o più pezzi. L'estremità superiore si chiama "penna"; quelle inferiore, più grossa, "carro".

Anticiclone:
configurazione barica formata da un complesso di isobare racchiudente una zona di pressioni che aumentano verso il centro.

Antirollio: sono ripari di legno o di tela che si mettono ai lati delle cuccette.

Antisdruciolo: trattamento o rivestimento applicato sul piano calpestabile della coperta per evitare di scivolare.

Antivegetativa:
pittura sottomarina ideata per impedire l'attacco e le incrostazioni di alghe o particolari tipi di fauna marina (tipici i denti di cane o i corallini).

Appendice di carena: qualsiasi superficie che sporge dalla carena (deriva, pinna, bulbo, timone, skeg, trimmer,ecc.).

Appennellare: nel linguaggio di marina 1) mettere una seconda ancora alla stessa catena o cavo.legare all’ancora già affondata , mediante una robusta cima (grippia) , un ancorotto (pennello) e affondarlo in modo che concorra all’ormeggio dell’imbarcazione. 2) far uscire l’ancora dalla cubia e tenerla a fior d’acqua in potere della bozza sulla catena, pronta a dar fondo.

Apostoli: travi che vengono montate a prua, alle quali è collegato un albero con un’ inclinazione di circa 35° (bompresso).

Appennellare: mettere una seconda ancora alla stessa catena o cavo.

Appoppare:
affondare la poppa più di quanto preveda il normale assetto.

Approdo:
l’atto di prendere terra o anche il punto di atterraggio.

Approfondimento: (Se creu-ser; Deepening; Austiefen) -Detto di una depressione, quando i valori della pressione atmosferica al centro di questa vanno diminuendo nel corso delle ore.

Appruare: far immergere oltre il normale la parte prodiera di una nave.

Arare:
termine che indica il muoversi dell'ancora quando è sottoposta a trazione, ovvero quando non ha fatto presa sul fondo.

Arcaccia:
ossatura della parte poppiera della nave.

Ardente:
dicesi di barca che tende ad andare all'orza.

Arenare:
(arenarsi) fermare una barca con la chiglia poggiata su una spiaggia o una secca.

Argano:
qualsiasi macchina che fornisce una forza di trazione, per mezzo di energia muscolare o elettrica. Nelle vecchie navi tronco verticale o orizzontale che ruotava sul proprio asse e veniva utilizzato per recuperare le catene delle ancore o per spostare dei carichi nei ponti.

Armamento:
l'insieme delle operazioni necessarie affinchè una barca possa prendere il mare (dal porre le attrezzature in condizione di poter operare all'accumulo di provviste, ecc.), comprendendo anche il montaggio dell'albero e la sua messa a punto; per estensione si usa spesso il termine armamento per indicare il tipo di attrezzatura velica (vedi attrezzare).

Armare:
preparare parte dell'attrezzatura affinchè possa eseguire il lavoro per cui è stata predisposta (armare la randa, il tangone, lo spinnaker, ecc.).

Armare le verghe: disporre le vele sui sostegni degli alberi maggiori.

Armatore:
il proprietario dello yacht.

Armo:
tipo di alberatura e di vele delle quali è dotata una nave; in riferimento ad una piccola imbarcazione ne indica l'equipaggio (armo di lancia) e talvolta anche il capo di questo, ovvero il timoniere.

Arrembaggio: Assalto a un bastimento dopo averlo abbordato.

Arricavo: termine usato normalmente per indicare la parte fissa di un cavo legata ad una staffa (quasi sempre foggiata a golfare, per estensione anch'esso denominato arricavo) o a un anello solidale ad un bozzello; la cima, inviata ad un secondo bozzello e poi fatta ripassare nella puleggia del primo, forma, insieme ai bozzelli, un paranco.

Arridare: Dare la necessaria tensione alle corde di canapa o metalliche, chiamate "manovre fisse" o "dormienti" (sàrtie. stralli, draglie ecc). Tendere le manovre correnti si dice invece tesare.

Arridatoio: attrezzo metallico a vite che serve tendere sartie e paterazzi dalla loro estremità inferiore. Strumento utilizzato dai marinai per tendere le manovre della nave.

Aspa:
bastone per fare leva e fare ruotare il cabestano o argano.

Aspect ratio: l’Aspect ratio è un coefficiente di forma. Indica la relazione tra la lunghezza e la larghezza di un oggetto. Riguardo le imbarcazioni viene anche definito “coefficiente di allungamento”; è usato per descrivere le proporzioni e quindi l’idrodinamicità di un timone, una deriva o anche l’efficienza aerodinamica di una vela. Un timone ad alto “Aspect ratio”, quindi avrà una forma molto stretta e lunga.

Assecco: la parte più bassa della sentina, dove si raccoglie l’acqua e dove nelle piccole barche ha sede l’alleggio e l’allievo(vedi).

Asse:
dell'elica o del timone; sono chiamati i sostegni (quasi sempre di acciaio inox) che permettono ai vari organi di ruotare espletando così la loro funzione.

Assetto:
posizione corretta dello scafo rispetto alla superficie del mare.

Assicurare:
ammainare, ovvero far discendere in coperta una parte qualsiasi dell'alberatura senza sguarnirla, cioè senza rimuovere le sue manovre dormienti e correnti; in riferimento ad una qualunque cima significa fissare stabilmente.

Assuccare:
un cavo che si è allentato viene <assuccato> cioè tesato. Legare tra loro oggetti con legature strette. Cazzare una manovra per recuperare un imbando.

Assuccato:
dicesi di un nodo particolarmente stretto.

Asta:
v. bastone Armo: designa il tipo di alberatura e di vele delle quali è dotata una nave. Quando riferimento a una piccola imbarcazione, ne indica invece l’equipaggio (armo di lancia).

Asta di controfiocco e di fiocco: vedi bompresso.

Astrolabio nautico: antico strumento per la navigazione, venne in uso verso la fine del XV secolo, esso si componeva di uno spesso cerchio sul quale erano incise due scale diametralmente opposte; un’alidada munita di due traguardi permetteva di osservare gli astri e determinarne le altezze.

Atterraggio:
avvicinamento alla costa.

Atterrare:
raggiungere la costa per scendere a terra.

Attraccare:
è usato in generale come sinonimo di ormeggiare, ma più correttamente indica l'atto di ormeggiare ad una banchina, così da poter scendere a terra direttamente, senza dovere usare il tender (si può invece ormeggiare anche ad un gavitello, nel qual caso l'uso del battellino di servizio è d'obbligo).

Attracco:
l'atto dell'attraccare.

Attrezzare:
installare l'albero e la relativa attrezzatura (sartie, stralli, drizze, ecc.).

Attrezzatura:
l'insieme dell'albero, sartiame, arridatoi, drizze, amantigli, bozzelli, ecc. destinato a sorreggere e manovrare le vele; le barche a vela sono identificabili per tipi a seconda dell'attrezzatura, ovvero a seconda del numero e della disposizione degli alberi e delle manovre fisse e correnti (cat, sloop, cutter, ketch, yawl, goletta, schooner, feluca, ecc.).

Attrezzatura di coperta:
l'insieme di attrezzature, winches, bozzelli, ecc. necessari per le manovre in coperta.

Attrezzatura frazionata:
attrezzatura il cui strallo di prua, sul quale viene inferito il fiocco, arriva solitamente a 7/8, 3/4 o 9/10 dell'altezza totale dell'albero; da ciò derivano i relativi nomi di piano velico a 7/8, 3/4 o 9/10.

Aurica:
vela dal taglio a forma trapezoidale che viene inferita ad un picco.

Aurico:
tipo di armamento costituito da vele trapezoidali per tre lati fissate sull'alberatura e  da vele triangolari.

Autogonfiabile:
canotto pneumatico (contenuto in un apposito involucro floscio o rigido) in grado di gonfiarsi automaticamente tirando una speciale cimetta; è obbligatorio sugli yachts abilitati alla navigazione d'altura.

Autohelm:
II termine Autohelm identifica una precisa azienda (ora Raymarine) che produce strumenti di bordo tra i quali, da trent'anni, anche piloti automatici. Come alcune volte accade, la notorietà di un marchio finisce per identifica­re il prodotto stesso. Così con questa parola spesso, soprattutto nelle inserzioni di com­pravendita, si intende dire che la barca in questione è provvista di pilota elettrico, ma può capitare che non sia di questa marca.

Autopilota: (pilota automatico) apparecchio elettromeccanico con una bussola incorporata che viene accoppiato al timone e mantiene costante una rotta prefissata.

Autovirante: viene così chiamato un fiocco che abbia il punto di scotta collegato ad un carrello che scorra su di una corta rotaia posta trasversalmente a pruavia dell'albero, in modo da evitare la manovra delle scotte durante la virata; molto diffuso anche il termine inglese self-tacking; sulle barche d'epoca il fiocco autovirante (trinchettina) è quasi sempre bomato, cioè con la base inferita su un apposito boma.

Autovuotante:
dicesi di un pozzetto che permette il rapido e completo deflusso dell'acqua attraverso gli ombrinali: di fatto rappresenta un fattore di sicurezza nel caso in cui una ondata (o anche solo la pioggia battente) abbia riempito il pozzetto stesso.

Avanti:
tutto ciò che sta verso prua o che si vede guardando in tale direzione.

Avaria:
guasto allo scafo o alle attrezzature dello yacht.


Avvisi ai naviganti:
bollettini pubblicati a cura dell'Istituto Idrografico della Marina. riportanti variazioni temporanee o permanenti dei dati e delle informazioni indicate sulle carte nautiche, sui portolani e sull'Elenco dei fari, fanali e segnali da nebbia.

Avviso: (dallo spagnolobarca de). Tipo di piccola nave da guerra, dapprima con propulsione a vela, poi a motore (con sistema a ruota o a elica), destinata, in passato, al servizio di esplorazione, di crociera e di comunicazione; in particolare a. scorta, per la scorta del naviglio militare – a. stazionario, per servizio per lunga permanenza in acque lontane, coloniali o straniere.

Avvistare:
riuscire a vedere la costa, un'altra imbarcazione o anche solo un oggetto lontano.

Avvolgifiocco:
sistema per arrotolare il fiocco attorno allo strallo; con esso si può ridurre con continuità la tela esposta al vento senza effettuare il cambio delle vele.

Avvolgiranda:
sistema per ridurre, issare o ammainare la randa avvolgendola intorno a speciali boma o internamente ad apposite cavità dell'albero.

Azimuth: Dall'arabo as-sumut "direzioni". E' l'angolo tra il circolo verticale di un astro e il meridiano del luogo di osservazione

 

Lettera B
 A - B - C - D - E F - G - H I J K - L - M
N - O - P - Q - R - S - T - U V - W X Y Z


B: Il nome di un gagliardetto della serie internazionale delle bandiere dei segnali: tutto rosso. Significa: Sto imbarcando o sbarcando materie esplosive.

Babordo: indica il lato sinistro della nave.

Baderna:
1. involto in tessuto o materiale plastico con cui viene coperto il cavo d'ormeggio per proteggerlo dallo sfregamento; 2. stoppa di cotone ingrassata che avvolge l'asse dell'elica del motore dentro l'astuccio per evitare che l'acqua penetri all'interno della barca.

Baffi:
Onde che si formano ai lati della prua di una barca che avanza, causate dallo spostamento d'acqua.

Baglio: trave di legno o di metallo posta trasversalmente all'asse longitudinale della barca, leggermente curve con la convessità in alto. Hanno la funzione di collegare superiormente la struttura della fiancata destra a quella di sinistra e di sorreggere la coperta.

Baglio massimo:
larghezza massima della barca.
Il baglio nelle costruzioni navali di legno è la trave che collega in senso trasversale le due fiancate con la funzione di sostenere anche il ponte. Per baglio massimo si identifica convenzionalmente il punto di maggiore larghezza dell’imbarcazione, che fino a qualche tempo fa coincideva più o meno con la sua parte centrale. La tendenza attualmente è di progettare barche con baglio massimo sempre più arretrato, sia per guadagnare spazio nelle zone interne a poppa, sia per supportare volumi di carena posteriori sempre più larghi e anche per esigenze legate a convenienze di misurazioni di stazza. Il baglio massimo molto arretrato, anche a estrema poppa come nelle imbarcazioni “open 60”, conferisce una caratteristica  linea a “cuneo” alla barca.

Baia:
1, insenatura di mare ampia e riparata. 2, secchio che accompagnava ogni cannone della nave, e conteneva l'acqua per spegnere eventuali incendi oppure per raffreddare le canne dei pezzi durante il loro uso.

Balbettare: Si dice della vela quando è percossa dal vento nel filo, cioè batte e fileggia. Oggi è più usato fileggiare

Balcone: pulpito poppiero.

Baleniera: imbarcazione che serve per la pesca alla balena con la fiocina; la nave stessa che va a caccia delle balene. Anche una lunga e svelta imbarcazione che fa parte della dotazione di bordo di una nave, ed ha cinque o sette remi con un solo vogatore per banco.

Balestrare: Tirare un cavo già in tensione e legato a una caviglia, agguantando il cavo al disopra della legatura suddetta ed esercitando la trazione perpendicolarmente alla direzione seguita dal cavo medesimo, come se questo fosse la corda d'una balestra. Contemporaneamente si fa scorrere la legatura alla caviglia, in modo da ricuperare quel che si tira.

Balestriglia: antico strumento per la navigazione, venne in uso nel corso del XVI secolo, o mazza di Giacobbe, un nuovo strumento per misurare gli angoli che soppiantò, per la sua facilità di impiego, il quadrante e l’astrolabio. Era generalmente di legno e si componeva di uno o più regoli di varia lunghezza, scorrevoli su una staffa a sezione quadrata, graduata secondo una scala delle cotangenti.

Balestrone: Anche livarda, cocchina, struzza: antenna imboccata da una parte nell'angolo superiore ed esterno della tarchia, e dall'altra in un paranchino fissato all'albero, che è posta in diagonale rispetto a tale vela e serve a distenderla affinché possa prendere vento.

Balipedio: Stabilimento attrezzato per l'esecuzione di tiri sperimentali per prova o collaudo delle artiglierie o delle corazze e per ricavare gli elementi necessari alla compilazione delle tavole di tiro. I tiri vengono eseguiti verso terra su appositi campi di tiro e, in taluni casi, verso mare. La R. Marina ne possiede due, l'uno a Viareggio e l'altro alla Spezia.

Ballast: i ballast sono delle zavorre per bilanciare lo sbandamento dello scafo durante la navigazione. Già nei sandbagger, veloci barche a vela diffuse alla fine dell’800 in francia e negli Stati Uniti, a questo scopo erano usati dei pesanti sacchi di sabbia o granaglie che l’equipaggio spostava divolta in volta secondo le andature. Attualmente come ballast vengono utilizzati dei serbatoi collocati a dritta e a sinistra dello scafo che vengono riempiti o svuotati d’acqua secondo le esigenze. Non servono solo a stabilizzare la barca, ma anche a variarne l’assetto per ottimizzarne le prestazioni.

Ballottarre: Navigare malamente, oltre che per il vento e per le onde, anche per cattivo governo.

Balumina: caduta poppiera di una vela di taglio, cioè bordo di uscita del vento quando questo scorre parallelamente alla superficie del mare.

Balzo:
v. bansigo

Bancaccia:
v. parasartie.

Banchina:
opera portuale fissa o galleggiante per consentire l'attracco delle imbarcazioni.

Banco:
1, fondale marino dalla profondità ridotta rispetto all'area limitrofa; quando la sua altezza è tale da diventare pericolosa per la navigazione si chiama secca. 2, nome specifico di ognuna delle tavole poste trasversalmente poco al di sotto della falchetta delle imbarcazioni perché vi possano sedere i rematori e gli altri occupanti.

Banda:
indica generalmente ciascun lato della nave. Indicata come banda sopravvento, banda sottovento a seconda da dove arriva il vento.

Bandiera: Il nome deriva da banda, ossia striscia dipinta. Oltre alla bandiera nazionale, è determinata con legge dello Stato anche la bandiera mercantile. Bandiere particolari (stendardo, gagliardetto, guidone, piedigallo, cornetta, fiamma, jack) sono quelle appartenenti alle Autorità nazionali e locali, ai diversi reggimenti e corpi, all'Autorità in comando.Numerose e varie per colori e forma, le bandiere dei segnali, che si stendono in bella mostra in segno di festa per l'impavesata di una nave. La bandiera della Marina Militare, definita don D.L. 1305/1947, reca lo stemma della Marina, a forma di scudo sannitico, con gli stemmi delle Repubbliche marinare, sormontato da una corona turrita, applicato sul campo bianco. Lo stemma della Marina mercantile non ha la corona.

Bandiera, nodo: nodo di congiunzione adatto sia per cavi grossi che leggeri; è chiamato in questo modo perché viene utilizzato per legare la sagola della bandiera ad una drizza; è anche chiamato nodo di scotta.

Bando:
l'espressione in bando significa completamente rilasciato, non legato, ne trattenuto.

Bansigo:
sedile pensile che viene fatto scendere e salire lungo l'alberatura o lungo le murate per eseguire lavori o ispezioni, ma anche per imbarcare o sbarcare persone che non possono farlo autonomamente.

Barber hauler:
termine inglese che indica il passascotte volante usato per modificare l'angolo di trazione della scotta sulla vela: solitamente viene predisposto per "aprire" o "chiudere" la parte terminale poppiera della vela, cioè per allontanarla o avvicinarla al centro barca. Il "barber hauler" con due bozzelli, uno apribile collegato alla scotta, l'altro collegato alla falchetta; la cima del barber hauler viene rinviata nel pozzetto  e cazzandola si scosta verso l'esterno il punto di scotta. 

Barbetta di prua:
cavetto attaccato alla prua di piccole barche con il quale può essere tenuta all’ormeggio o tonneggiata.

Barbotin:
puleggia di metallo con incise le impronte della catena per riuscire ad agguantarla e salpare quindi l'ancora con l'aiuto di un verricello salpa-ancore.

Barca:
piccolo natante aperto utilizzato prevalentemente lungo la costa e sull'acqua dolce; questo termine è entrato nel gergo comune per indicare qualsiasi tipo di imbarcazione, sia essa a remi, a motore o a vela.

Barcaccia: nome della maggiore delle imbarcazioni di servizio di una nave.

Barcarizzo: In passato, il luogo del ponte di coperta dove si teneva l'imbarcazione più grande, da cui questa veniva calata in mare e rialzata. Oggi, ciascuna delle aperture di accesso alla nave, praticate nelle murate, generalmente all'altezza del ponte di coperta, cui, quando la nave è all'ancora, si applicano le scale esterne che conducono dal pelo dell'acqua al ponte suddetto.

Barcarizzo: nome derivato da quello della parte del ponte ove era rizzata la maggiore delle imbarcazioni di servizio, e ora assunto dalla scala sollevabile che le navi hanno in murata.

Barchetto: Nel medio Adriatico, grossa barca a vela con due alberi e il fiocco, usata per la pesca in alto mare.

Bareno:
strumento costituito da un asta metallica che tramite una barretta affilata sita alla sua estremità scava lunghi fori cilindrici nel legno delle grandi strutture navali.

Baricentro:
centro di gravità di un corpo, cioè il punto dove si immagina concentrato tutto il suo peso.

Barco: Nome generico dei bastimenti a vela con più di un albero.

Barcobéstia: (o barco béstia). Nella marina velica, veliero con bompresso e tre alberi, dei quali il trinchetto con vele quadre, e la maestra e la mezzana con vele auriche.

Barcollamento: il fatto di barcollare, l’ondeggiamento di chi barcolla.

Barcone: 1.Grossa barca portuale o fluviale per trasporto o deposito di merci. 2. Barca piatta, adoperata dal genio pontieri per la costruzione di ponti provvisori.

Bargio: antico nome di imbarcazioni a vela. Nella marina mercantile velica del sec. 19°,  nome di una imbarcazione più piccola della barcaccia, ma che aveva le stesse funzioni. In alcune località (per es. a Livorno) indicava un’elegante imbarcazione da diporto.

Bernoulli (Principio di ): Bernoulli formulò la teoria che descrisse gli effetti di un fluido che passando velocemente sulla superficie di un corpo determina. Dimostrò, infatti, che all'aumentare della velocità diminuisce la pressione. Facciamo un esempio: Se portiamo la parte convessa di un cucchiaio da cucina a contatto con il flusso dell'acqua che esce dal rubinetto, ci accorgiamo che il cucchiaio viene, per cosi dire, "incollato" dal flusso stesso. Allo stesso modo l'aria che investe le ali di un aereo, si comporta come il flusso del nostro rubinetto. Guardando l'ala di un aereo alla sua estremità, noteremo che la parte superiore descrive una curva (più o meno accentuata) più marcata rispetto alla parte inferiore. L'aria accelerata dal moto relativo dell'aereo investe le ali sopra e sotto; ma dovendo percorrere più "strada" sulla superficie superiore a causa della curva maggiore, deve necessariamente accelerare e cosi facendo determina una depressione che agisce in senso verticale provocando quella che viene chiamata "portanza". Sappiamo che, al contrario di quello che comunemente si pensa, non è la parte inferiore delle ali a permettere il volo di un aereo ma bensì la parte superiore e questo per il 75% circa delle forze agenti in gioco.

Barometro: strumento per la misura della pressione atmosferica.

Barotti: i pezzi di ferro smontabili che, nelle caldaie, formano la graticola del forno. I bagli che invece di prolungarsi per tutta la larghezza della nave, sono interrotti dall’apertura di un boccaporto.

Barra:
asta collegata al timone per poterlo ruotare stando in pozzetto: da notare che, essendo collegata direttamente e trovandosi opposta alla pala rispetto al perno di rotazione, la barra va mossa in senso inverso a quello in cui si vuole muovere il timone.

Barra al centro: è la posizione della barra o della ruota del timone quando la pala giace nel piano verticale-longitudinale della barca.

Bertone: Bastimento di circa 100 t di stazza, con tre alberi a vele quadre e castelli altissimi, usato da Bretoni, Inglesi e Fiamminghi nei sec. 16° e 17°, specialmente per la guerra di corsa.

Base:
bordo inferiore della vela, sia essa randa o genoa, detto anche bordame.

Bassa marea: il livello minimo raggiunto dalla marea.

Bassa prua: nome generico, per indicare collettivamente gli uomini di equipaggio di grado inferiore a quello di ufficiale, con riferimento all’alloggio che, tradizionalmente, era appunto nel castello di prora.

Basso fondale:
vedi banco.

Bastimento: nome generico dei galleggianti di dimensioni piuttosto notevoli, di legno o di ferro, a vela o a propulsione meccanica.

Bastingaggio: (dal francese bastingare) -1) parapetto del ponte di coperta dei bastimenti, costituito da un fasciame continuo.2). cassoni speciali che corrono lungo la murata sopra coperta; per estensione, la murata stessa.  

Bastone:
asta che serve a tenere spiegata una vela, prende il nome in base alla vela a cui si riferisce (bastone di coltellaccio, bastone di fiocco).

Bastone (regata a bastone)
: Le regate della Coppa America si svolgono su un percorso detto a bastone: le barche girano intorno a due boe molto distanti, formando appunto un ideale bastone.

Batimetrica:
  linea congiungente, sulla carta nautica, punti aventi tutti la medesima profondità, detta anche batometrica o isobata.

Battagliola:
ringhiera metallica costituita da aste verticali (candelieri) e catenelle posta al limite di un ponte di coperta ove non vi sia la protezione dell'impavesata.

Battello:
denominazione generica di piccole imbarcazioni a remi di varia forma e destinate a diversi usi e servizi.

Batteria:
nella marineria velica indica ogni fila di cannoni disposta lungo il fianco della nave.

Batticulo:
vedi springs.

Battigia: il tratto della riva che viene lambito dal mare.

Bava di vento:
vento debolissimo (1-3 nodi). corrispondente a forza 1 nella scala Beaufort.

Beaufort ( Francis):
ammiraglio inglese vissuto nel 1800 a cui si deve l'invenzione dell'omonima scala per la misurazione del vento.

Beccaccino:
termine italiano per indicare una barca di classe Snipe.

Beccheggio:
movimento ritmico di oscillazione longitudinale della barca (la prua si solleva dall'acqua mentre la poppa affonda e viceversa) impressale dal moto ondoso. 

Becco d’anatra
- Le eliche realizzate con due pale abbattibili, sono dette anche a becco d’anatra. Questo sistema di chiusura automatico delle pale, che si attiva a motore spento durante la navigazione per effetto della pressione dell’acqua, consente di avere minore resi­stenza idrodinamica e quindi di guadagnare in velocità.

Belvedere:
nome specifico di una vela dell'albero di mezzana.

Bentinck:
(sartie di) nome che dal loro inventore (John Bentinck ,1737-1775) hanno assunto speciali sartie di rinforzo dei fusi superiori degli alberi e che dai parasartie raggiungevano la sommità di essi.

Bermudiana:
attrezzatura con vele triangolari inferite all'albero e al boma, la cui altezza è molto maggiore della lunghezza del lato inferiore. Si chiama anche "Marconi" per similitudine alle prime strutture fisse delle antenne radio.

Betulla:
tipo di legno che viene utilizzato particolarmente per i compensati.

Bidata-tridata -
Alcuni strumenti di bordo, soprattutto quelli di ultima generazione che possono essere collegati tra loro, hanno la possibilità di mostrare contemporaneamente sul display due o più dati relativi per esempio alla velocità della barca, a quella del vento, alla prora bussola, etc. A seconda delle funzioni che possono visualizzare, questi display vengono definiti bidata o tridata.

Big boy:
termine inglese; simile al blooper da cui si differenzia per la forma un poco più magra, è una sorta di grande fiocco non inferito che viene issato, sul lato di sottovento allo spi, dietro la randa; realizzato in nylon (lo stesso tessuto degli spi), consente di raccogliere l'aria che sfugge alle altre vele, donando un incremento di forza propulsiva: la funzione principale è comunque quella di stabilizzare lo scafo impedendo la formazione dei vortici di von Karman, con la conseguente eliminazione di pericolose rollate o sbandamenti.

Bigo:
nome marinaresco di ogni asta di carico o gru.

Bigotta: Come il bozzello, serve per il passaggio di una corda, ma senza rotelle. E' di legno duro, a forma sferoidale schiacciata, e ha nel mezzo, in senso normale alle fibre, tre o quattro fori scanalati. Le bigotte si mettono a coppie all'estremità di ognuna di quelle corde che, una volta tese, non si debbono più toccare. Le due bigotte, con un canapo (corridore o collatore) che passa dall'una all'altra, alternativamente per i loro fori, formano una specie di paranco, con cui la manovra dormiente viene tesa e fermata. Ha la stessa funzione dell'arridatoio, ovvero serve a tendere le manovre della nave.

Bilancella:
piccola tartana con un solo polaccone.

Bimini: 1) tendalino sorretto da struttura richiudibile. 2) Con il termine Bimini si indicano quelle strutture mobili tubolari, di metallo, che servono a stendere un tendalino o altra protezione dal sole e dalla pioggia sul pozzetto. Da non confondere con il roll-bar, una struttura fissa disposta in genere a poppa dove si possono installare pannelli solari, antenne, altoparlanti, etc. In alcuni casi la parola bimini viene utilizzata come sinonimo di tendalino.

Bireme:
tipo di nave da guerra ai tempi dei romani, la sua caratteristica era quella di avere due serie di remi in diversi livelli e di avere la vela quadra.

Biscaglina:
scala con montanti di cima e gradini di legno (tarozzi) di largo e vario uso in marina.

Biscia:
scanalatura fatta nei madieri e nelle corbe o nel fasciame per consentire il passaggio dell’acqua in modo che possa raccogliersi nel punto più basso della sentina.

Bitta:
attrezzatura di coperta o di banchina dalla caratteristica forma a colonnina svasata a cui vengono fissate le cime d'ormeggio: viene spesso così chiamata anche la galloccia che invece ha forma di pi greco.

Bittalò: Sulle galee è la freccia di legno posta orizzontalmente verso prua, in prolungamento del tagliamare. Su di essa poggiava dai due lati un graticolato che fungeva da latrina per l'equipaggio.

Bittone: è una robusta colonna verticale, di legno o di metallo, cui si danno volta i cavi di ormeggio o di tonneggio.

Blooper: vedi big boy.

Boa:
oggetto galleggiante utilizzato come punto d'appoggio per facilitare le manovre di ormeggio, per sostenere segnali (normalmente di pericolo) o per favorire l'atterraggio.

Bocca di lupo:
nodo scorsoio effettuato con i due mezzi colli rovesciati e accoppiati.

Boccaporto:
apertura chiudibile con un portello, praticata sulla coperta per consentire l'ingresso all'interno dello yacht dell'equipaggio (passauomo), delle vele o semplicemente per la ventilazione degli ambienti; quando il portello è trasparente è chiamato osteriggio (specie se di piccole dimensioni).

Boiler:
Lo scaldabagno di bordo è universalmente noto co­me boiler. È un piccolo serba­toio dotato di una resistenza elettrica che, appunto, scalda l’acqua al suo passaggio.

Bolina:
1, tipo di navigazione con un inclinazione particolare rispetto alla direzione del vento, andatura che si effettua mantenendo una rotta il più possibile contraria alla direzione di arrivo del vento (circa a 40-45 gradi a destra o sinistra rispetto al vento apparente); si distingue in bolina stretta, bolina, o bolina larga a seconda dell'ampiezza dell'angolo al vento. 2, Bolina indica anche la cima di manovra usata per distendere il lato sopravvento di una vela quadra.

Bolinare:
navigare di bolina.

Bolinometro:
strumento che amplifica I'indicazione di angolo di arrivo del vento rispetto alla prua della barca, ovvero facilita la lettura nell'andatura di bolina stretta, permettendo una più fine regolazione delle vele.

Bollettino Metereologico:
descrizione sommaria della situazione meteorologica di una zona con le previsioni a breve-medio termine sulla evoluzione delle condizioni del tempo.

Boma:
asta su cui viene inferita la base della randa; è collegato all'albero ( circa un metro più in alto rispetto al piano di coperta) mediante uno snodo detto trozza che permette il movimento in ogni direzione, e destinata a tenere esteso il lato inferiore (o bordame) di una randa.: può essere sostenuto da un amantiglio o da un vang rigido.

Bombarda:
tipo di nave armata di mortai e che aveva due alberi, uno a vele quadre e l'altro a vele auriche; è munita di bompresso con più fiocchi.

Bompresso: “Albero di prora”. Estremo albero prodiero dei comuni velieri, che porta il più avanti possibile i lati inferiori dei fiocchi, con un’inclinazione particolarmente forte, circa 35 gradi. Nelle barche moderne il bompresso può essere armato anche orizzontalmente.

Bonaccia:
calma di vento e di mare.

Bonnet: il “grembiale” o “vela giunta”, cioè la fascia allacciata al lato inferiore di una vela, che, con cattivo tempo, si poteva facilmente togliere, compiendo una funzione simile a quella delle mani di terzarolo.

Bonnetta:
designazione generica delle vele di straglio.

Bora:
vento che soffia da NE, molto violento soprattutto in Alto Adriatico: spesso segue il passaggio dei fronti freddi.

Bordame:
lembo o lato inferiore di qualsiasi vela.

Bordame libero: a bordame libero dicesi di vela il cui bordo inferiore non è inferito in un boma. Ne sono esempio la vela latina, le vele al terzo, al quarto e la vela a tarchia ed alcuni tipi di vele auriche particolari, nonché le vele quadre. 

Bordare:
termine marinaresco che significa lo spiegamento delle vele, tendere una vela portandola verso I'interno dello scafo.

Bordatura:
rinforzo cucito a protezione dell'orlo della vela.

Bordata:
fuoco simultaneo dei cannoni situati nella stessa fiancata della nave.

Bordeggiare: Modo di navigare di un veliero che debba raggiungere un luogo mentre il vento gli è nettamente contrario: consiste nell'avvalersi del vento prendendolo alternativamente, per tratti più o meno brevi, sulla dritta e sulla sinistra, e compiendo così, a zig-zag, percorsi le cui direzioni siano tanto prossime a quella d'origine del vento, quanto lo consente la massima inclinazione della velatura. I singoli percorsi si chiamano bordata o bordo. Per passare da una bordata alla successiva, il veliero fa la manovra che si chiama viramento di bordo. Andatura di bolina.

Bordeggiare: navigare con il vento alternativamente a dritta e a sinistra in modo da procedere verso la parte da cui esso spira. Andatura di bolina.

Bordeggio:
risalire il vento percorrendo ("tirando") dei bordi di bolina stretta.

Bordo:
indica il fianco di una nave ed indica anche il tratto di rotta che viene percorso mantenendo costante l'angolo tra essa e la direzione del vento, ovvero il
tratto di mare percorso seguendo la stessa rotta.

Bordo libero:
altezza del piano di coperta rispetto al livello del mare (con la barca in assetto), misurata a metà scafo. L'altezza del bordo libero determina anche i volumi degli interni, aumentando per un verso la riserva di galleggiabilità e stabilità della barca a grandi angoli di sbandamento, ma influenzando anche il peso dell'imbarcazione, la sua resistenza al vento e alzando il baricentro dello scafo.

Borosa:
cima utilizzata per richiamare e fissare (verso l'estremità del boma) l'occhiello di una bugna delle mani dei terzaroli.

Borrello:
(borello) cavicchio di legno usato per la congiunzione rapida di due cime con gasse, ottenuta passando una di queste dentro l’altra e infilando il borrello trasversalmente nella prima.

Bosa: maniglia o anello fatto dal gratile di una vela. Ciascuna di quelle maniglie di funicella, impiombate sulle ralinghe di caduta delle vele quadre per vari usi.
- Bose per le branche di
bolina: tre per lato, destinate a ricevere nell'andatura di bolina i tre capi della branca di bolina.
- Bose per i
terzaroli: in ogni lato, una all'estremità di ciascuna benda di terzarolo, destinata a ricevere la borosa rispettiva.
- Bose per i paranchini di terzarolo: in ciascun lato una, al disotto dell'ultima mano di terzarolo.

Bose di terzaroli: detti anche "bugne". Sono occhi o anelli sulla caduta poppiera della vela (balumina nelle Marconi), attraverso i quali si fanno passare le borose per assicurare al boma o al pennone la vela terzarolata.. Lo stesso nome hanno i fori lungo la benda di terzarolo, cui i matafioni sono fissati, tenuti da un nodo sulle due superfici della vela.

Bosso:
tipo di legno usato per il modellismo navale, ha un colore sul giallo ed è particolarmente duro, viene usato per realizzare bozzelli e polene.

Bottazzo:
rinforzo in legno, cavo tessile o plastica che corre lungo lo scafo. normalmente all'altezza del baglio massimo. a scopo protettivo.

Bovo:
veliero armato a tartana e munito di un piccolo albero di mezzana con vela aurica o latina.

Bozza: Pezzo di fune, o di catena, fissato con un'estremità a un punto fermo, in prossimità del passaggio di una manovra o di una catena in lavoro; con l'altro capo serve a trattenere questa temporaneamente, evitando che si perda quel che si è tirato quando, cessata la trazione, si debba dar volta definitivamente alla manovra o catena.

Bozzare:
(o abbozzare) assicurare una cima tramite una legatura provvisoria (detta bozza) per trattenerla in modo che non si allenti mentre viene legata o fissata stabilmente.

Bozzello:
termine marinaro con cui vengono chiamate le carrucole; a seconda del numero di pulegge viene chiamato anche bozzello semplice, doppio, triplo; quando è apribile, potendo esservi inserito anche un cavo già in tensione, prende il nome di pastecca.

Braca:
legamento, in genere semiavvolgente, per sollevare, spostare o trattenere in posizione oggetti voluminosi o pesanti.

Bracciare:
tendere i bracci dei pennoni per disporli secondo quanto richiesto dall'andatura della nave, ossia dalla direzione del suo moto rispetto a quello del vento.

Bracci: sono manovre costituite di cavi e paranchi che servono a dare ai pennoni l'orientamento necessario alle varie andature. Braccio dello spinnaker è la manovra fissata alla varea del tangone, che serve per orientare la vela al vento.

Braccio: manovra per l'orientamento del pennone in modo tale che esso tenga la posizione richiesta dall'andatura della nave. Il braccio indica anche un unità di misura usata per le profondità marine e corrisponde a 1,829 metri.

Bracciolo:
elemento angolare di congiunzione, posto fra i bagli e gli scalmi.

Braga: (braca) Pezzo di cavo o catena destinato a cingere gli oggetti pesanti da sollevare (balle, travi, botti, ecc.), o a forma di anello, cioè con i capi impiombati tra loro, o formante con i due doppini un nodo scorsoio che stringe l'oggetto; oppure con i due capi terminanti con ganci (braga da botte).

Bragozzo: (voce veneta) Piccolo veliero a scafo di legno, di forme rotonde e tozze, in genere a due alberi con vele dipinte a vivaci colori, largamente usato nell’Alto Adriatico, per pesca o trasporto.

Brancarella:
occhiello sulla vela per fissare la bugna e la mura, i terzaroli, far passare i matafioni ecc.; quasi sempre è irrobustita con una guarnizione metallica e fettucce cucite per meglio distribuire gli sforzi; quando è posizionata un poco sopra il punto di mura della randa serve per fare passare una borosa e tesare la vela lungo l'inferitura; in questo caso prende il nome di brancarella di mura oppure Cunningham hole, o semplicemente Cunningham, dal nome del suo ideatore.

Branda: il letto smontabile formato da una striscia di tela appesa a dei ganci.

Brandabasso: sulle navi militari, ordine e corrispondente operazione di portare nei locali destinati al riposo notturno le brande depositate al mattino nei bastingaggi.

Brandeggiare: far rotare orizzontalmente attorno a un asse verticale, riferito specialmente ai pennoni e alle artiglierie.

Brattare: sistema di remare con un solo remo fissato a poppa; la spinta all'avanzamento si ottiene imprimendo alla pala un movimento a "otto".

Bratto:
unico remo, posto a poppa, che manovrato alternativamente da destra a sinistra e viceversa fa avanzare l'imbarcazione. Remare a bratto, vedi brattare.

Bravo:
termine che rappresenta la B nell'alfabeto fonetico internazionale ICAO.

Brezza:
1. vento di origine termica che si instaura perpendicolarmente alla costa per la differente temperatura tra terra e mare, sia durante il giorno che nelle ore notturne (brezza di terra e di mare); 2. parola usata anche per indicare genericamente un vento di forza 2 (brezza leggera, 4-6 nodi) o di forza 3 (brezza tesa, 7-10 nodi) secondo la scala Beaufort.

Briccola:
termine che deriva dal dialetto veneto che indica i pali piantati sul fondo della laguna e usati sia per gli ormeggi che per delimitare i canali navigabili.

Brick: nave attrezzata con due alberi a vele quadre, talvolta chiamato “corvetta” nel linguaggio della marina militare.

Briefing:
riunione degli skipper e degli equipaggi con  i giudici di gara prima della partecipazione ad una regata, per discutere insieme le regole e le istruzioni delle regate, eventuali problemi legati al percorso o aspetti meteorologici della prova.

Brigantino:
veliero a tre alberi, di cui due a vele quadre (più bompresso) e uno a vele auriche.

Brigantino Goletta:
nave a due alberi, uno a vele quadre e uno a vele auriche.

Briglia del bompresso:
Nell’attrezzatura navale, ciascuno dei cavi o delle catene che tendono verso il basso un albero o un’asta orizzontali o leggermente inclinati verso l’orizzonte. – briglia del bompresso, briglia dell’asta di fiocco e controfiocco. Il cavo è legato alla prua del bompresso e alla chiglia della nave con un’asta buttafuori che lo tende. In pratica svolge la stessa funzione degli stralli dell’albero.

Bruce:
tipo di ancora con un'unica marra fissa a forma semicircolare ed avente due orecchie che si aprono ad ali di farfalla; ideata da Peter Bruce per le piattaforme petrolifere del Mare del Nord, offre una buona tenuta soprattutto su fondali sabbiosi.

Brulotto: Vascello incendiario. Scafo di bastimento o galleggiante, semovente o lasciato alla deriva, che veniva caricato di esplosivo e materiale combustibile e fornito di congegni atto a farlo scoppiare a tempo o all’urto contro il bersaglio; introdotto verso la fine del sec. 16°,  è rimasto in uso come mezzo bellico fino all’avvento delle navi in ferro.

Buca del gatto:
varco nel piano di una coffa per consentirvi l’accesso dalle manovre fisse sottostanti.

Bucaniere: sinonimo di pirata, deriva dal francese boucan, sorta di rozzo strumento di pali per affumicare la carne, in uso tra i corsari.

Bucanieri: Uomini di mare, più di tutto francesi, inglesi od olandesi, che esercitarono la guerra piratica contro la Spagna, nel Mar Caraibico, dal secolo XVI al trattato di Utrecht (1713). (Dal francese boucan "carne che i Caraibi facevano seccare al fumo; capanna in cui alle Antille si affumicavano la carne e il pesce ", avendo gli avventurieri francesi adottato il modo di arrostire la carne usato da quegli indigeni) (v. corsari, filibustieri, pirati).

Bugliolo: nome con cui viene chiamato il secchio nell'ambiente marinaresco.

Bugna:
indica genericamente l'angolo di una vela, più propriamente I'angolo di scotta.

Bulbo:
è la pinna zavorrata fissata sotto lo scafo per dare equilibrio stabile alla barca (stabilità di peso); nei moderni yachts da diporto il peso del bulbo varia dal 40 al 45% del peso complessivo della barca.

Bumps:
termine inglese che indica le protuberanze (ora vietate dai regolamenti di regata), aggiunte per modificare artificiosamente le misurazioni dei parametri costruttivi dello scafo.

Buono:
Momento favorevole di un salto di vento.

Burrasca:
corrisponde alla forza 8 della scala Beaufort (34-40 nodi di vento); e il momento in cui le onde possono raggiungere i 7 metri di altezza, con la sommità rotta in spruzzi vorticosi risucchiati dal vento; la burrasca forte (fr.:fort coup de vent; ingl.: strong gale), forza 9, arriva fino a 47 nodi di vento.

Bussola:
strumento essenziale per la navigazione, composto di un ago magnetico che si orienta sempre verso il Nord magnetico: il magnete è solidale con una rosa graduata in 360 gradi su cui si può quindi leggere di quanto la prua della barca, indicata da una linea fissa detta linea di fede, si discosta dal Nord: il tutto è immerso in un liquido apposito per attutire i contraccolpi, posto all'interno di un contenitore, di solito sferico. munito di una calotta trasparente ed eventualmente di una piccola luce per effettuare la lettura anche di notte.

Bussola da rilevamento:
bussola portatile munita di collimatori per potere traguardare lungo quale angolo rispetto al Nord è visto dalla barca un oggetto o un punto cospicuo.

Bussola denunziatrice: è una bussola a sospensione rovesciata che si legge dal di sotto. Si chiama a sospensione rovesciata perché ha il fondo di vetro anziché di metallo.

Buttafuori:
detto anche jockey-pole, è un corto tangone usato per fare sporgere qualcosa fuori bordo, tipico è il buttafuori usato per evitare che il braccio dello spinnaker possa strisciare contro il sartiame.

 

Lettera C
 A - B - C - D - E F - G - H I J K - L - M N - O - P - Q - R - S - T - U V - W X Y Z

C: Nome di una bandiera quadra nella serie del Codice internazionale dei segnali. Alzata sola significa: .

Cabestano: nome marinaresco dell'argano, ossia dell'apparecchio impiegato sulle navi per l'ancoraggio e altre manovre richiedenti grande forza.

Cabina: locale sottocoperta isolato in cui è garantita l'abitabilità.

Cabinato:
barca pontata dotata di una o più cabine.

Cablotto:
cavo usato per l'ancorotto, ossia quella piccola ancora a tre o quattro marre usata specialmente per le lance.

Cabotaggio:
dicesi "navigazione di piccolo cabotaggio" quella effettuata in mari adiacenti il porto di armamento. Navigazione delle navi mercantili lungo le coste del mare, da porto a porto; e si distingue in piccolo cabotaggio, entro i confini dello stato ; e in gran cabotaggio di corso molto ampio.

Cabotiero: di naviglio o di traffico di cabotaggio.

Caciabaderna: Succhiello da calafato. (Ancon.).

Caduta: nome del lembo o bordo laterale delle vele quadre. Lato poppiero delle vele, detto anche balumina.

Cagnaro:
cappotta in tela o in plastica collocata per riparare la barca dagli agenti atmosferici durante il ricovero invernale.

Caicco
: piccola nave, talvolta armata con un cannoncino, usata nei secoli scorsi dai pirati nel Mediterraneo; con questo termine s’indicava anche una barca a remi che le galee tenevano a bordo per le comunicazioni con la terra. Al giorno d’oggi si chiamano caicchi i battelli a remi, impiegati generalmente per il trasporto di persone, caratteristici del bosforo.

Cala:
1) locale situato nelle parti interne e basse di una nave e destinato a deposito di materiali e di attrezzi; si distingue dal gavone per dimensioni, destinazione e collocazione.2): piccolo seno di mare entro terra, dove le navi possono ancorarsi al sicuro.

Calafataggio:
riempimento relativamente elastico, un tempo fatto con filacce imbevute di pece al momento della posa in opera e poi inserito a forza, con speciali scalpelli, nelle giunzioni longitudinali , ovvero nei comenti, del fasciame per assicurarne la tenuta stagna.

Calafatura:
incatramatura e impermeabilizzazione dello scafo e del fasciame di una nave.

Calcagnolo:
parte terminale poppiera della carena su cui si inserisce la femminella bassa del timone.

Calcese: Nella marina velica, l’estremità superiore dell’albero a un sol pezzo per vele latine, detto appunto albero a calcese : su di essa è sistemata una puleggia per la drizza della vela.

Calma:
completa assenza di vento: forza 0 della scala Beaufort. Stato del mare e dell’atmosfera in tranquillità.

Calma piatta: immobilità assoluta del mare.

Calme equatoriali: nome che distingue la zona che separa le regioni dominate rispettivamente dagli alisei di NE e di SE.

Calorna:
paranco a molte vie in genere sospeso ad una coffa e adibito all’imbarco e allo sbarco di grossi pesi.

Calumo:
propriamente designa la quantità di gomena o di cima lanciata in mare; in senso ristretto è usato per indicare la quantità di catena o di cima che durante l’ormeggio si trovi tra l’ancora e la cubia.

Calza:
In alcune barche da crociera spesso lo spinnaker si alza e si ammaina utilizzando una lunga calza di nylon, con due anelli alle estremità, che avvolgendolo semplifica le manovre. Viene detta anche calza di lancio.

Cambiare mure: virare in maniera da ricevere il vento dall'altro lato.

Cambusa:
dispensa di bordo: fare cambusa significa procurare e quindi riporre i viveri in cambusa.

Camerotto: voce usata nella marina mercantile e specialmente sulle navi da carico per indicare il marinaio destinato ai servizi di camera del capitano e degli ufficiali.

Campana:
1. strumento sonoro di segnalazione in caso di nebbia, obbligatorio sulle imbarcazioni superiori ai 12 metri di lunghezza; 2. termine che indica la parte girevole esterna del verricello su cui si avvolge la cima. 3. strumento utilizzato sulle navi per scandire lo scorrere delle ore. 

Canaletta:
luogo dove si inferisce la vela: è ricavata sulla parte posteriore del profilo dell'albero (canaletta di randa) o dello strallo cavo (canaletta del fiocco).

Candeliere:
elemento di sostegno verticale delle battagliole; con cavi o catenelle forma una ringhiera per servire da sostegno ai marinai e impedire la caduta fuori bordo con mare molto mosso. 

Canestrello:
1) anello scorrevole di varia forma e dimensione destinato a trattenere una vela dell'albero o allo straglio d'inferitura.2) canestrello: garroccio per inferire la randa: il nome deriva dagli anelli di legno che, legati alla randa e fatti passare attorno all'albero, servivano per issare la vela sulle barche d'epoca.

Canotto:
piccola barca a remi o vela. Piccola imbarcazione di bordo; può anche essere pieghevole, in tela o in gomma.

Cappello: Ghia semplice che, per ognuna delle grandi vele quadre (basse vele e gabbie), quando sono serrate, serve ad alzare e sostenere il centro della vela, dove è raccolta la maggior quantità di tela e quindi un maggior peso.

Capo di banda o capodibanda: bordo di una barca; ovvero l'orlo superiore dove termina l'opera morta di un bastimento.Viene detto anche passamano.

Capone: grossa trave situata a prua per recuperare l'ancora.

Capotesta
: nome specifico delle maglie terminali e maggiorate delle catene di manovra e di quelle delle ancore in particolare.

Cappa:
1. mettere le vele in modo che la spinta propulsiva su di una di esse sia controbilanciata e annullata dalla spinta sull'altra (cappa flante); è una manovra che si effettua con cattivo tempo per ridurre al minimo la velocità della barca e mantenere sempre le onde al mascone, cioè circa 45 gradi rispetto alla prua; si dice cappa secca quando la barca mantiene la stessa posizione con tutte le vele ammainate; 2. telo usato per proteggere la strumentazione in coperta. Quello usato per la vela principale è comunemente definito copriranda.

Carabottino:
1. grata per fornire aerazione e luce attraverso i boccaporti, 2. grigliato di legno che permette all'acqua di scolare al di sotto; viene messo ad esempio in bagno o nel fondo del pozzetto per mantenere il più possibile i piedi all'asciutto.

Caracca:
nave tipica del Quattrocento a due o tre alberi.

Caramella:
definizione usata per indicare lo spinnaker allorquando si arrotola su se stesso o attorno allo strallo, gonfiandosi in mezzo e ai lati mentre resta strozzato in uno o più punti assomigliando, appunto, a una caramella.

Caravella:
mercantile del XV secolo a tre alberi.

Caravelle:
imbarcazione a deriva mobile di m. 4,70 x 1,90 progettata da J.J. Herbulot, avente superficie velica di 16 mq; I'equipaggio prevede un massimo di quattro persone.

Carbonera:
1. nome dato alla vela di straglio di gabbia perché spesso annerita dal fumo delle cucine, che erano in coperta al di sotto di essa. 2. particolare fiocco che si alza sui ketch e sulle golette tra l'albero di maestra e quello di mezzana.

Cardanica: sistema di sospensione per cui un oggetto rimane vincolato ad un certo piano, indipendentemente dagli spostamenti del punto di appoggio.

Carena:
è la parte immersa dello scafo, detta anche opera viva per essere a contatto con l'acqua.

Carenaggio:
lavoro di pulitura e pittura dell'opera viva con antivegetativa.

Carica: cavo che serve a sollevare qualcosa, per es. il tangone dello spinnaker: in questo caso si chiama caricaalto.

Caricabasso:
cima usata per fare trazione verso il basso, ad esempio sul tangone: è detta anche alabasso.

Carico massimo di lavoro:
massima intensità di vento che le scotte di una vela issata a riva possono sopportare: questa indicazione viene sempre fornita dal velaio.

Carpentiere: persona adibita alla esecuzione dei lavori di costruzione e di riparazione degli scafi in legno.

Carrello: 1. rinvio mobile su una rotaia, solitamente utilizzato per spostare con continuità il punto di scotta: 2. rimorchio utilizzato per il trasporto su strada di imbarcazioni aventi larghezza inferiore ai 2,5 metri.

Carronata:
particolare cannone di grosso calibro a canna corta.

Carta dell’Amiragliato: traduzione letterale in italiano del nome dato alle carte nautiche dell’Amiragliato (cioè Ministero della Marina) inglese.

Carta nautica:
particolare carta geografica che riproduce la superficie terrestre secondo la proiezione di Mercatore, in cui paralleli e meridiani divengono tutti perpendicolari tra loro; ciò comporta che viene rispettata l'uguaglianza degli angoli e sono invece deformate le distanze che, sulla carta, risultano accresciute andando dall'Equatore verso i poli.

Carta-pilota: traduzione letterale in italiano di “pilot chart”, nome in inglese della carta nautica con l’indicazione dei venti dominanti nei vari mesi, delle temperature, dei pericoli ecc

Carte sinottiche: quelle carte che abbracciano un'ampia area geografica, nella quale viene riportata la situazione del tempo a grande scala. Il termine deriva dalla lingua greca a sta a significare "visione d'insieme". Le carte sinottiche possono essere sia in superficie che in quota; entrambe sono carte attuali e previste. Quelle attuali in superficie vengono elaborate alle ore 06.00, 12.00, 18.00 UTC e previste per le stesse ore a venire, mentre quelle attuali in quota vengono elaborate alle ore 00.00, 12.00 UTC e previste per le stesse ore successive. Le carte in superficie contengono, fra l'altro, le isobare, ovvero le linee che uniscono i valori della pressione atmosferica al livello del mare alla stessa ora di riferimento (i valori attuali sono riferiti alle osservazioni meteorologiche e i valori previsti vengono elaborati secondo leggi fisiche), mentre le carte in quota contengono i valori (sia attuali che previsti) delle isoipse, ovvero le linee che uniscono, sempre al livello del mare, i punti aventi, alla stessa ora di riferimento, le stesse altezze di u-na determinata superficie isobarica standard. Sia le isobare che le isoipse assumono delle configurazioni standard, che sono portatrici di tipi di tempo: queste hanno lo stesso significato in tutto il mondo. Qui di seguito, oltre alla spiegazione del loro significato tecnico, si fornisce la versione multilingue (francese, inglese e tedesco) di alcune:

·        Alta pressione: (Anticyclone; High; Hoch) - Zona in cui le i-sobare hanno un andamento quasi circolare, con pressione che decresce dal centro verso la periferia della configurazione.
·        Approfondimento: (Se creu-ser; Deepening; Austiefen) -Detto di una depressione, quando i valori della pressione atmosferica al centro di questa vanno diminuendo nel corso delle ore.
·       
Ciclogenesi: (Cyclogénèse; Cyclogenesis; Zyklogenese) -Sviluppo e crescita di una depressione.
·       
Colmamento: (se combler; Filling; fuellen) - Detto di una depressione, quando i valori della pressione atmosferica al centro di essa vanno aumentando nel corso delle ore.
·       
Depressione: (Dépression; Low; Tief): zona in cui le isobare hanno un andamento quasi circolare, con pressione che cresce dal centro verso la periferia della configurazione.
·       
Depressione complessa: (Dépression complete; Complex low; komplex Tief) - Zona depressionaria, generalmente estesa, che presenta più centri di bassa pressione).
·       
Depressione relativa: (Dépression relative; shallow low; Randstoerung) - Depressione la cui pressione al centro rimane e-levata in valore assoluto (superiore, per es. a 1010 hPa), ma è più bassa rispetto ai valori al contorno.

·       
Flusso: (Flux; Flow; Flut) - Lo scorrere dell'aria a grande scala. La dirczione del flusso è data dall'orientamento delle isobare. In superficie, a causa dei rilievi e degli effetti termici, il vento locale può essere molto diverso dal flusso.
·       
Fronte occluso: (Occlusion, Occlusion; Okklusion) - Fronte risultante dall'unione di un fronte caldo e di un fronte freddo. Il settore caldo è spinto in altitudine, ma continua a generare precipitazioni.
·       
Gradiente di pressione: (Gra-dient de pression; Pressure gra-dient: Luftdruckgradient) - Variazione della pressione fra due punti vicini tra loro, alla stessa altitudine.
·       
Groppo: (Grains, Squalls; Windboe) - Fenomeno legato alla presenza di grandi Cumuli o Cumulonembi, caratterizzato da precipitazioni violente, raffiche di vento e talvolta temporali forti.
·       
Instabile: (Instable; air insta-ble; Unstabil) - L'atmosfera è instabile quando i suoi bassi strati sono anormalmente caldi in rapporto agli strati medi o superiori dell'atmosfera. Un'atmosfera instabile è sede di movimenti verticali che provocano delle raffiche di vento, migliorano la visibilità e favoriscono lo sviluppo di nubi a sviluppo verticale (Cu, Cb) generatrici di precipitazioni sotto forma di rovesci. Per contro, l'aria stabile è incollata al mare, il vento è regolare, la visibilità mediocre o scarsa e le nubi sono stratificate.
·       
Isobara: (Isobare; Isobar; Isobare) - Linea che unisce i punti che hanno la stessa pressione al l.d.m., alla stessa ora.
·       
Pressione livellata: (Marais barometrique; Fiat low; Flack-drucklage) - Zona in cui la pressione varia di poco, su una certa distanza. Il vento è scarso o molto debole.
·       
Promontorio: (Dorsale; Rid-ge; Ruecken eines Hochs) -Lingua di alta pressione che s'insinua in una zona dove la pressione è bassa; comporta miglioramento del tempo.
·       
Rotazione antioraria del vento: (Revenir; backing, links drehen) - Variazione della dirczione del vento in senso contrario alle lancette dell'orologio.
·       
Rotazione oraria del vento: (Tournant a droite; Veering; Re-cht drehen) - Variazione della direzione del vento nel senso delle lancette dell'orologio.
·       
Saccatura: (Thalweg; Trough; Trog) - Lingua di bassa pressione che s'insinua in una zona dove la pressione è alta; comporta peggioramento del tempo.
·       
Settore caldo: (Secteur chaud; warm air; warme Luft) - La massa d'aria relativamente calda e stabile compresa fra il fronte freddo e il fronte caldo di una perturbazione extratropicale.
·       
Sistema frontale: (Système frontal; frontal System; frontales System) - Insieme di fronte caldo, fronte freddo e fronte occluso, facenti parte della stessa depressione.
·       
Visibilità moderata: (Visibi-lité mediocre; Moderate visibi-lity; maessige Sicht) - Visibilità fra 4 e 10 km.
·       
Visibilità scarsa: (Mauvaise vi-sibilité; Poor visibility; schlechte Sicht) - Visibilità fra 1 e 4 km.
·       
Visibilità buona: (Bonne visi-bilité; Good Visibility; gute Sicht) - Visibilità superiore a 10 km.

Carteggio: serie di operazioni per seguire sulla carta nautica (posta sul tavolo di carteggio) tutte le fasi della navigazione.

Cartoccio:
involucro in carta contenente polvere da sparo per caricare i cannoni.

Cassa della deriva: alloggiamento o supporto di tenuta della lama di deriva, a baionetta o basculante.

Cassa del bozzello: è la parte che porta il perno delle pulegge.

Cassero:
negli antichi velieri parte generalmente rialzata del ponte di coperta compresa tra l'albero di maestra e la poppa.

Casseretto: Ponte parziale, soprelevato rispetto al ponte di coperta, che sui velieri si estende dall'estrema poppa fino all'albero poppiero (mezzana). La sua parte prodiera, guarnita di ringhiera, costituisce il ponte di comando della nave a vela. Lo spazio coperto dal casseretto è generalmente destinato ad alloggi. Molti piroscafi e motonavi mercantili hanno il casseretto allo scopo di disporre di un maggior spazio per gli alloggi, oppure per guadagnare in ampiezza della stiva poppiera quanto si perde per le forme più sottili dello scafo a poppa.

Castagna: nome generico di qualsiasi tacco o nottolino di arresto, per lo più usato in riferimento all’apparato che impedisce l’inversione di moto di un argano o di un mulinello.

Castagnola:
tacchetto di legno o riscontro metallico per impedire lo scorrimento di una legatura. 

Castello: Sui velieri era il ponte parziale soprelevato al ponte di coperta, estendendosi dalla estrema prora quasi fino all'albero di trinchetto. Quasi tutte le motonavi e i piroscafi moderni hanno il castello, mentre tra le navi da guerra lo hanno gli Esploratori e i Cacciatorperdiniere, perché tale sovrastruttura li abilita a navigare ad alta velocità con mare grosso di prua, senza imbarcare troppa acqua. Lo spazio sottostante al castello è generalmente destinato ad alloggiare l'equipaggio.

Castria: particolare tipo di ormeggio mediante il quale l'imbarcazione si mantiene sempre ad una certa distanza dal pontile, anche in presenza di forte risacca.

Cat:
1) piccolo yacht dotato di un solo albero a prua estrema, su cui può quindi essere issata solo la randa. Cat: 2) Con il termine cat alcune volte si vuole intendere un catamarano; inteso come attrezzatura, più propriamente quella del cat-boat, identifica uno scafo attrezzato con un albero verso prua, e la sola randa.

Catamarano:
imbarcazione a stabilità di forma dotata di due scafi simmetrici paralleli tra loro.

Catena:
maglie in metallo unite tra loro mediante saldature utilizzate per essere collegate all'ancora.

Catenaria:
linea curva che assume lo strallo (o un generico cavo) quando è sottoposto alla trazione della vela; se la catenaria è consistente si manifesta la tendenza della barca all'orza e un aumento dello sbandamento, con conseguente diminuzione di efficienza propulsiva.

Cavallino:
curvatura in senso longitudinale della coperta. E' chiamato anche "insellatura". Se la curva è concava si parla di cavallino dritto (o insellato), se è convessa, di cavallino rovescio.

Caviccio: Piccolo cuneo di legno duro, generalmente usato per tappare i fori lasciati dai chiodi - schiodati - nelle tavole del fasciame.

Caviglia:1) Sottile pezzo di legno durissimo, usato in luogo dei chiodi metallici per unire le tavole dei fasciami alle coste, nella costruzione delle navi in legno. 2) Bastoncello di legno duro o di metallo, lungo una trentina di centimetri, lavorato al tornio, e più grosso da un capo. Infilato verticalmente in un foro praticato in luogo acconcio, serve per legarvi una corda in tensione nel modo detto volta di caviglia, serve a legare e trattenere le manovre correnti. 3) attrezzatura asportabile simile alla galloccia a cui le manovre leggere vengono date volta. 4) Ciascuno dei raggi della ruota del timone, le cui estremità sporgenti dalla periferia della ruota stessa, vengono impugnate dal timoniere per girarla. Il comando "una o due caviglie di timone a dritta o a sinistra, all'orza o alla puggia", vale per far girare la ruota del timone di una o due caviglie nel senso indicato. 5) Caviglia per impiombare: arnese di legno o di ferro con la cui punta ricurva si allargano i legnoli dei cavi per fare le impiombature. 6) attrezzo utilizzato per allentare i nodi strozzati.

Cavigliere:
supporto con vari fori per le caviglie; le navi a vele quadre ne avevano a pi degli alberi, sulle coffe e presso le impavesate.

Cavo: nome dato a qualsiasi tipo di corda, di qualsiasi materia sia formata. Le parole “corda” e “fune” sono assolutamente estranee al linguaggio marinaresco.

Cavo piano:
nome generico del cordame costituito da legnoli semplici, in genere tre, disposti con commettitura destrorsa, ossia avvolti in senso destrorso.

Cavo di sicurezza: è quello che corre ambo le bande del ponte per fissarvi i moschettoni delle cinture.

Cavo torticcio:
nome generico del cordame, per lo più di maggiori dimensioni, costituito da tre o quattro cavi piani (cordoni) disposti con commettitura sinistrorsa.

Cazzare:
Mettere in tensione i cavi che tengono le vele per regolarle e orientarle al meglio in relazione del vento. Tendere una cima e chiudere le vele per affrontare la bolina. Meno usato "cassare".

Centro di carena:
baricentro del volume della parte immersa, ovvero dell'acqua spostata; detto anche centro di spinta (di Archimede) essendo il punto in cui si può immaginare concentrata la spinta idrostatica, il centro di carena varia al cambiare dello sbandamento dello scafo.

Centro di deriva:
centro geometrico della sezione laterale dell'opera viva di uno yacht: in esso si considerano applicate le forze che si oppongono allo scarroccio.

Centro di pressione:
punto della vela in cui possiamo immaginare sia concentrata tutta la forza del vento.

Centro velico:
centro geometrico delle vele: nell'approssimazione di fiocchi e randa di forma triangolare, il centro velico di ognuna di esse è determinato dall'incrocio delle mediane, cioè delle rette che congiungono i punti medi dei lati con gli angoli opposti.

Ceppo:
rinforzo situato nella parte superiore dell'ancora, e perpendicolare al fuso.

Ceppo1:
traversa in legno posta sul fuso dell’ancora in prossimità della cicala, perpendicolarmente al piano delle marre, generalmente sfilabile, per garantire che una delle marre penetri nel fondo.

Cerata:
indumento in tela cerata utilizzato per proteggersi dall'acqua in condizioni di brutto tempo.

Cervo volante: traduzione letterale in italiano del termine inglese “kite”, che si usa soprattutto al plurale, per indicare quelle vele, generalmente le più alte o le più leggere ecc. (come i “dicontra”, le “suppare” o “ali di colomba” o gli “spazza nuvole”, o anche lo spinnaker), che si alzano specialmente con brezze leggere.

Challenge: Sfida, competizione, regata.

Challenger:
Sfidante (termine utilizzato soprattutto per la Coppa America).

Charlie:
termine che rappresenta la C nell'alfabeto fonetico internazionale ICAO.

Chart plotter:  Lo schermo dove vengono visualizzate le carte nautiche elettroniche viene chiamato chart plotter o solo plotter, dall’inglese “tracciare, disegnare”.

Charter:
noleggio di una imbarcazione, con o senza conducente o equipaggio.

Checcia: (o chècchia) adattamento italiano dell’inglese ketch.

Chiaro: si dice di manovre che non si possono impigliare; mettere in chiaro significa appunto ordinare cime o catene in modo che siano sempre libere e manovrabili.

Chiave:
pezzo di legno o di metallo che, introdotto nell’apposita cavità fatta nella rabazza degli alberi di gabbia e di velaccio, li sostiene facendoli gravare sulle strutture poste alla sommità degli alberi sottostanti.

Chiesuola:
protezione di legno fissata sul ponte della bussola di rotta, delle carte di navigazione e del giornale su cui l'ufficiale annotava i cambiamenti di rotta della nave. l'ora dell'evento e la situazione meteorologica, oggi integrata nel sostegno della ruota del timone nelle barche di dimensioni maggiori.

Chiglia:
parte tra le più importanti negli scafi delle imbarcazioni in legno, composta da una trave longitudinale (dalla ruota di prua al calcagnolo) a costituire la base per l'ossatura della carena; nelle imbarcazioni moderne ha conservato questo nome l'irrigidimento longitudinale a centro scafo, spesso luogo dell'unione dei due semigusci.
Nelle navi o barche in legno la chiglia è una robusta trave che corre nella parte più bassa, da prora a poppa, rafforzata sopra e sotto da tre controtravi, detti rispettivamente (dall’alto verso il basso) controparamezzale, paramezzale, chiglia, controchiglia.

Chiglia basculante: nelle andature di bolina la possibilità di spostare sopravento la chiglia della barca, facendola ruotare trasversalmente (basculare), consente di aumentarne la stabilità (il braccio della copia raddrizzante) aumentando così la superficie velica. La chiglia basculante è stata adottata agli inizi degli Anni 90, sui mini Transat, gli scafi oceanici di 6,50 metri.

Cicala:
anello posto all'estremità del fuso di un'ancora per collegarvi la catena o il cavo.

Ciclogenesi: (Cyclogénèse; Cyclogenesis; Zyklogenese) -Sviluppo e crescita di una depressione.

Ciclone: area di netto abbassamento della pressione atmosferica, con conseguente afflusso di forti venti e condizioni di notevole instabilità meteorologica.

Cima:
nome generico marinaresco di ogni fune o corda di media dimensione; quelle più piccole sono dette sagole e quelle maggiori gomene o gherlini.

Cimatura: operazione di fasciare le cime di un cavo, affinché i legnoli non si aprano. Nei cavi di filato di resine artificiali, la cimatura si fa fondendo la cima alla fiamma.

Cintura o giubbetto di salvataggio:
la cintura, o giubbetto, di salvataggio è un particolare galleggiante che viene indossato per assicurare la galleggiabilità in caso di una accidentale caduta in mare.

Cintura di sicurezza: spesso dotata anche di bretelle e sottocosce, serve per mantenersi saldamente vincolati alla barca in caso di cattivo tempo o durante manovre pericolose; per questo è dotata di cima con uno o due moschettoni.

Circling (Cyrcling): particolare comportamento delle barche in regata Mace Race che, inseguendosi in un cerchio ravvicinato tentano di prevalere per acquisire maggiore controllo sull’avversario, e avvantaggiarsi nella scelta del lato di partenza (boa o barca giuria).

Circumnavigazione: la navigazione per cui si ripassa da un punto del viaggio, dopo aver girato intorno al mondo tagliando tutti i meridiani; oppure quella che si compie contornando, a non grande distanza dalla costa, un continente o un isola.

Cirmolo: legno tenero usato nel modellismo per costruire scafi pieni.

Cirri:
nubi molto alte (anche oltre 10000 metri); assumono l'aspetto di filamenti o ciuffi piumati bianchissimi essendo formati di cristalli di ghiaccio; i cirri possono indicare l'arrivo di cattivo tempo (un fronte caldo) se tendono a ispessirsi, ad unirsi a sistemi nuvolosi più bassi e se si muovono associati a venti da Sud.

Cirripedi:
vedi denti di cane.

Cirrocumuli:
è il famoso "cielo a pecorelle", formato da piccole nubi a gruppi o in file: indicano tempo variabile.

Cirrostrati:
nuvole che formano un velo sottile e omogeneo che dona al cielo un caratteristico colore grigio, come di vetro smerigliato, con la formazione di un alone attorno al Sole: sono indice di deterioramento delle condizioni meteo.

Ciurma: Nome collettivo di coloro che erano messi al remo nelle galee. Questi erano schiavi (prigionieri nemici o Turchi comprati), forzati (condannati), bonevoglie (volontari pagati), scapoli (giornalieri slegati).

Civada: piccolo pennone con coffa che si trova sul bompresso; lo stesso termine indica anche la tipica vela sotto il medesimo albero.

Clamcleat:
vedi strozzascotte.

Classe: suddivisione e raggruppamento per categoria e tipi di barche da regata aventi caratteristiche comuni.

Clinker:
particolare costruzione (di origine inglese) di uno scafo in legno, con parziale sovrapposizione delle tavole che formano il fasciame in modo simile alle tegole di un tetto.

Clipper:
veliero mercantile velocissimo a più alberi.

Cocca:
nave del XIII secolo, a volte anche armata.

Cockpit:
vedi pozzetto.

Codetta:
1) lunga cima per ormeggio (o traino) data volta a poppa.
2) seconda ancora disposta verso poppa per poter manovrare la barca abbattendo la prora quando l’ancora di posta lascia.

Coffa: Piattaforma di legno semicircolare che trovasi su ogni albero dei velieri a vele quadre, un po' al di sotto dell'estremità superiore del tronco maggiore, con la parte rotonda rivolta verso prora. E' sorretta dalle barre costiere e traverse. Ai suoi orli laterali si tende il cordame che tiene ferma lateralmente la parte media dell'albero, ossia le sàrtie di gabbia, le quali, in tal guisa, formano l'angolo necessario per compiere il loro ufficio. Sulla coffa fanno capo alcune manovre correnti delle vele superiori. Essa inoltre costituisce un comodo per i marinai che debbono lavorare alle vele, ed è un ottimo posto di vedetta. E' circondata da una ringhiera, meno che nella parte di prora. Il nome ebbe origine sui galeoni dove le coffe avevano la forma della cesta fonda che si chiama coffa o corba. Le galee non avevano coffe ma portavano al solo albero di maestra, presso il calcese, una specie di cesta formata da assicelli di legno, a cui si dava il nome di gabbia, che aveva soltanto l'ufficio di posto di vedetta. Pare che si chiamasse anche gatta o gatto.

Cogliere: mettere in ordine catene o cavi, evitando che prendano delle volte formando degli otto. Quando questa operazione si fa arrotolando in piano la cima si dice abbisciare o adugliare.

Collare e mandorletta: particolare legame, nodo e collare posto nella cima di uno strallo legato all’albero di trinchetto. Questo cavo è collegato al bompresso.

Collo: 1. posizione di una vela che si trovi o che sia stata disposta in modo che sia investita dal vento dalla parte anteriore della nave e che quindi non eserciti forza propulsiva, ma anzi contribuisca all'arresto o all'arretramento della nave stessa. 2. giro intero fatto fare ad un cavo intorno ad un oggetto.

Colmamento: (se combler; Filling; fuellen) - Detto di una depressione, quando i valori della pressione atmosferica al centro di essa vanno aumentando nel corso delle ore.

Colombiere: parte di ogni albero compresa tra la coffa e la testa di moro.

Coltellaccino:
vela di straglio di forma trapezoidale affiancata ai velacci quando il vento è debole. 

Coltellaccio:
vela di straglio di forma trapezoidale affiancata alle gabbie.

Colubrina:
pezzo di calibro ridotto rispetto al cannone.

Comandata:
denominazione del turno di guardia sulle navi in navigazione o in porto.

Comando:
sagola particolare adatta per fasciature di protezione intorno ad una cima più grossa o a un altro soggetto sottoposto a confricazione.

Comento:
lo spazio fra le tavole del ponte.

Comito: Il primo dei sottufficiali di ogni galea, a cui era affidata la direzione della manovra delle vele e di tutti i servizi marinareschi. Le galee capitane a volte ne avevano due. L'archinauta dei Greci e dei Romani, il nostro nostromo.

Compasso: quello da carteggio è a punte fisse e ad aste diritte.

Compensare:
correggere la deviazione magnetica affinché l'ago della bussola indichi senza errori il Nord magnetico.

Compensato marino:
lastra di legno costituito da diversi strati incollati e pressati tra loro, posti con le fibre in senso perpendicolare tra strato e strato per ridurre la possibilità di dilatazione o deformazione della struttura: il compensato marino è normalmente realizzato sovrapponendo fogli di mogano e utilizzando colle resistenti all'ambiente marino; spesso il lato a vista è in tèk o altro legno pregiato, eventualmente venato con sottili listelli neri (per esterni) o bianchi (per interni).

Consentire meglio acconsentire: significa mollare poco a poco un cavo per diminuirne la tensione.

Conserva:
navigare di conserva significa procedere in gruppo, ovvero in convoglio, ma anche in vicinanza con ugual rotta e velocità.

Contamiglia:
strumento per contare le miglia percorse: è detto anche solcometro.

Contre: Pezzi di grosso cavo attaccati alle bugne dei trevi, che servivano a rinforzare le mure e le scotte, e a tenere le bugne accostate alla murata.

Contro-: nel linguaggio marinaresco, in composizione con altre parole, indica contiguità, adiacenza, sovrapposizione di vele o di parti dell’attrezzatura: controfiocco, controranda, controvelaccio, ecc.

Controbelvedere: in un albero di mezzana a vele quadre, è quella più piccola e che stà più in alto delle altre (dal basso in alto: mezzana, contromezzana, belvedere, controbelvedere).

Controbracciare: dare ai pennoni un angolazione opposta a quella in atto (vedi bracciare).

Controdragante: nome del grosso rinforzo angolare posto all'interno della congiunzione del dritto di poppa con la chiglia.

Controfiocco: il fiocco più piccolo ed estremo verso prua.

Contromezzana: nome specifico della più bassa delle vele quadre solitamente spiegate sull’albero di mezzana, ovvero della vela cui, per le sue interferenze con la randa, si è spesso rinunciato, onde il suo pennone ha preso il nome di vergasecca.

Controranda:
vela issata sopra la randa nelle attrezzature auriche, normalmente inferita a un picco e a un alberetto: può essere di forma triangolare o trapezoidale.

Controparamezzale: nel linguaggio marinaresco, in composizione con altre parole, indica contiguità, adiacenza, sovrapposizione di vele o di parti dell’attrezzatura: controfiocco, controranda, controvelaccio, ecc.

Controstampo: quando riferito alla costruzione dell’imbarcazione, il controstampo è un secondo rivestimento interno, in genere di vetroresina, che avvolge sia lo scafo che la coperta. Rinforza, irrigidisce e isola la struttura della barca oltre a integrare alcuni elementi d’arredo. In alcuni casi il controstampo riempito di schiuma poliuretanica rende inaffondabile la barca.

Controtriganto: elemento di rinforzo del dragante.

Controvelaccio:
nome specifico della vela spiegata al di sopra del velaccio e quindi della più alta di quella dell’albero di maestra. Al plurale il nome designa nel loro complesso le vele più alte di una nave e cioè il controvelaccino, il controvelaccio stesso e il controbelvedere.

Conversione: l'operazione algebrica con la quale da rilevamenti e prore vere si passa a quelli magnetici e bussola.

Convezione: processo nei fluidi per cui entro un certo volume le particelle più calde si alzano e quelle più fredde si abbassano.

Cooffee grinder: Tradotto in italiano "macina caffè" è un grosso winch (verricello) ovvero un demoltiplicatore di forza come lo è il cambio nella bicicletta e come questa, ha due pedali che vengono azionati a mano da uno o due marinai. Serve a cazzare le scotte. 

Coordinate geografiche:
vedi latitudine e longitudine.

Coronamento:
nome specifico del lembo superiore della poppa, passato poi, per estensione, a designare tutta l'estrema zona poppiera.

Corrente:
movimento della massa d'acqua, che tende a trascinare le imbarcazioni che vi si trovano sopra.

Corridoio:
sulle navi che abbiano più ponti, lo spazio compreso tra l’uno e l’altro, salvo quello sottostante al più basso, che è la stiva, al di sotto della quale si trova la sentina.

Corridore:
v. rida. (più comunemente rida ) nome specifico della fune che, passata nei fori delle bigotte, con la sua trazione le avvicinava, mettendo in tensione le manovre dormienti.

Corsa: L'insieme delle azioni guerresche che, in passato, taluni privati eseguivano con navi armate, per conto e con l'autorizzazione di uno Stato allo scopo di danneggiare il commercio dei nemici e impedire quello dei neutri (guerra di corsa). L'autorizzazione veniva data con le cosiddette lettere di marca. Nella Convenzione internazionale di Parigi (1856) si dichiarò l'abolizione delle guerra di corsa. Ma durante la guerra del 1914-1918 gli atti di guerra compiuti da navi mercantili furono frequentissimi e assunsero grande importanza. La diretta dipendenza delle navi mercantili dallo stato e la cessione del loro comando ad ufficiali della Marina militare non mutarono la realtà dei fatti. Si può quindi asserire che in sostanza la guerra di corsa non è stata abolita.

Corsa - guerra di: guerra navale fatta da un veliero privato, ma munito di un’autorizzazione sovrana, contro il traffico marittimo di uno Stato nemico.

Corsaro: 1) oggi usato come sinonimo di pirata, ma soprattutto usato con riferimento ai pirati barbareschi. 2) Capitano di bastimento, legalmente autorizzato dal proprio governo, che conduceva guerra di corsa durante una guerra marittima, dava caccia a navi nemiche per predarle e acquisire il carico, a proprio vantaggio e le navi nemiche da consegnare alle autorità dello Stato da qui erano pagati. Corsaro e pirata oggi sentiti come sinonimi, indicavano in origine attività molto diverse. “Pirata” era chi percorreva il mare per assalire e depredare a proprio esclusivo beneficio. (v. bucanieri, filibustieri, pirati).

Corsaro: 1) oggi usato come sinonimo di pirata, ma soprattutto usato con riferimento ai pirati barbareschi. 2) Capitano di bastimento, che conduceva guerra di corsa, per acquisire il carico, a proprio vantaggio e le navi nemiche da consegnare alle autorità dello Stato da qui erano pagati. Corsaro e pirata oggi sentiti come sinonimi, indicavano in origine attività molto diverse. “Pirata” era chi percorreva il mare per assalire e depredare a proprio esclusivo beneficio.

Corso:
nome generico e comprensivo della serie di tavole del fasciame che si distende da prua a poppa.

Coperta:
ponte principale della nave. Superficie che ricopre e racchiude superiormente lo scafo: nelle moderne barche a vela in vetroresina tutte le aree calpestabili della coperta sono rese antisdrucciole mediante corrugazioni ricavate direttamente sullo stampo oppure con speciali vernici: sulle barche più lussuose si procede ad una ricopertura con legni resistenti all'ambiente marino. come il tèk del Siam.

Copiglia:
spranghetta metallica che si conficca nel foro di una vite o nell'occhiello di un perno, piegata poi a forcella per fissarne la posizione o impedirne la fuoriuscita.

Corda:
1. l`unico pezzetto di corda esistente eventualmente a bordo è quello che serve per muovere il batacchio della campana, tutte le altre sono cime; 2. retta congiungente il punto di inferitura della randa con la balumina.

Coronamento:
spigolo superiore della poppa, alla congiunzione tra scafo e coperta: è detta luce di coronamento la luce bianca di poppa che deve restare accesa durante la navigazione notturna: secondo il Codice Internazionale della navigazione essa ha un angolo di copertura di 135°, centrato sull'asse longitudinale del battello.

Corpo morto:
oggetto immerso, fissato sul fondo, di peso. forma o dimensioni tali da permettere l'ormeggio di uno yacht; il cavo di ormeggio in questo caso prende il nome di grippia.

Corrente:
1. parte dell'ossatura longitudinale dello scafo; 2. lato della cima, opposto a quello in tensione, utilizzato per fare un nodo; 3. spostamento dell'acqua determinato da fenomeni naturali come maree o venti dominanti.

CQR:
tipo di ancora a forma di vomere, il cui nome è l'abbreviazione fonetica della parola inglese "secure"; dal ridotto ingombro e dalla buona tenuta in particolare con sabbia e fango, è assai diffusa sulle imbarcazioni da diporto come ancora primaria.

Corvetta:
nave da guerra con un solo ponte di batteria, che era quello di coperta; armata in genere con tre alberi a vele quadre, poteva averne anche due ed essere quindi contemporaneamente un brigantino.

Costa:
1) elemento fondamentale della struttura trasversale degli scafi in legno. Nelle navi, ove non erano piegate, ma ritagliate nel legname, erano costituite da quattro parti, dette, dal basso verso l’alto, piana o madiere, staminale, scalmo e scalmotto. Due coste della stessa sezione formano un'ordinata o quinto. 2) fascia di terra che costeggia il mare o altra distesa di acqua.

Crocetta:
telaio per sostenere gli alberelli e punto di incrocio dell'albero.

Crocette:
aste poste lungo l'albero perpendicolarmente ad esso: la loro funzione consiste nell'accrescere l'angolo tra sartia e albero diminuendo così la tensione necessaria a mantenere quest'ultimo in posizione.

Crocette acquartierate: le crocette servono a distanziare le sartie dall’albero facendole lavorare con un angolo maggiore e quindi a sostenerlo meglio. Si parla di crocette acquartierate (il “quartiere” è l’angolo che la manovra fissa fa con l’albero), per indicare il loro orientamento verso poppa. Una disposizione che ha consentito l’eliminazione delle sartie volanti, perché con questo orientamento le crocette riescono a irrigidire a sufficienza l’albero sul piano longitudinale.

Cubia: apertura circolare sulla fiancata, normalmente sulle navi a prua estrema, per fare passare la catena dell'ancora; spesso le barche da diporto hanno una sola cubia sul piano di coperta, posta sopra il gavone dell'ancora.

Cuccetta:
letto di una barca. normalmente di larghezza contenuta, che può essere costituito da un ripiano di legno solidale allo scafo oppure da un telo sorretto da un sistema antirollio formato da tubolari di metallo. "Cuccetta di quarto" cuccetta posta sotto un lato del pozzetto.

Culatta:
nave a tre alberi a vele quadre.

Cumulo:
nube spessa, biancastra a sviluppo verticale, che annuncia l'avvicinarsi di un temporale se tende a diventare più scura; piccoli cumuli bianchi e isolati che svaniscono nelle ore più calde sono invece indice di bel tempo.

Cumulolembo:
nube temporalesca a forte sviluppo verticale (può superare gli 8000 metri): di imponenti dimensioni, con la parte alta di colore bianchissimo che si apre nella caratteristica forma ad incudine, mentre in basso è assai simile ai nembostrati: spesso associati al passaggio di un fronte freddo, i cumulonembi sono accompagnati da violenti acquazzoni e forti venti.

Cunningham:
al nome di Briggs Cunningham, il suo ideatore: è una cimetta fatta scorrere nell'apposito occhiello (cunningham hole) posto al di sopra del punto di mura; quando è messa in tensione, consente di smagrire la parte di tessuto prossima all'inferitura, spostando la freccia massima verso prua.

Curro: cilindro o rullo di ferro o di altra materia che, posto con altri sotto i bastimenti serve per vararli o rimetterli.

Cursori: detti anche verseggi; sono accessori metallici o di plastica applicati alla ralinga prodiera delle rande e che scorrono entro la rotaia applicata al profilo poppiero dell'albero.

Cutter:
1. nave con un solo albero a vele auriche. 2. imbarcazione a vela armata con un solo albero sorretto a prua da più stralli, così da potere issare contemporaneamente più fiocchi; derivato da un caratteristico tipo di yacht sviluppatosi in particolare in Francia e in Inghilterra alla fine del 1800, il moderno armamento a cutter presenta a prua due stralli paralleli, uno più interno all'altro, così da potere issare due fiocchi: lo yankee più a prua, dalla forma allungata, e con penna e bugna poste più in alto di quelle corrispondenti della vela più interna, detta trinchetta; in questo modo è possibile sfruttare l'effetto Venturi anche tra queste vele, con notevole efficienza nelle andature di bolina.

Cyrcling: Andature concentriche durante le fasi di partenza per avvicinarsi alla poppa dell'avversario.(vedi Circling).

 

Lettera D
 A - B - C - D - E F - G - H I J K - L - M
N - O - P - Q - R - S - T - U V - W X Y Z

D: Il nome di una bandiera quadra della serie da segnali del Codice Internazionale. Alzata sola significa: Mantenetevi largo da me. Sto manovrando con difficoltà.

Dacron:  il dacron è una fibra sintetica (poliestere), utilizzata soprattutto per realizzare vele e cime. È stata prodotta dalla multinazionale Duporit, che la commercializza con questo nome. In Italia il dacron è conosciuto anche come terital e terilene.

Danforth: tipo di ancora piatta a marre articolate: la grande superficie delle marre assicura una buona tenuta su fondali in sabbia e fango.

Dare acqua: Con questo termine si intende manifestare a viva voce il proprio diritto di precedenza.

Dare fondo all’ancora:
calare l'ancora in mare, ancorare.

Dare volta:
legare saldamente una cima ad un sostegno (bitta, anello, draglia) in modo che non si sciolga. Levare volta (sciogliere).

Darsena: Nella parte più interna degli arsenali e dei grandi porti, ciascuno di quegli specchi d'acqua cinti da opere in muratura (officine, magazzini) e da banchine, che offrono un rifugio comodo e sicuro alle navi che debbano sostarvi più a lungo.

Dart: catamarano monotipo mono o biposto progettato da Rodney March, avente lunghezza di m. 5,48 e larghezza di m. 2,28: la superficie velica è di 16,07 mq.

Datum: nella dicitura completa, ma meno usata, Chart Datum. E' termine latino, usato sulle carte inglesi per indicare il livello di riferimento degli scandagli, che tanto per gli  Inglesi, come per gli Italiani, è il livello medio delle basse maree sigizie.

Dead Weight: (ingl.) "Peso morto". Espressione d'uso internazionale che designa la capacità di carico d'una nave in tonnellate di peso. Corrisponde alla nostra "portata".

Decals:
foglio inserito nella scatola di un modello che riporta bandiere, lettere o numeri.

Declinazione magnetica:
angolo esistente tra il Nord geografico (o Nord vero) e il Nord magnetico. La differenza fra la direzione del meridiano magnetico e quella del meridiano geografico in qualsiasi punto della superficie terrestre (si rappresenta con il simbolo d).

Deep: 
il termine deep (in inglese, “profondo”) è usato alcune volte come sinonimo di ecoscandaglio, lo strumento che a bordo misura la profondità del fondale. Si può trovare scritto anche “profondimetro” o “eco”.

Deep Tanks: (ingl.) Espressione d'uso internazionale che designa sulle navi mercantili le casse in cui s'immette l'acqua di mare come zavorra.

Defender: Chi detiene la Coppa America e dovrà difenderla dagli sfidanti.

Defilare: Sfilare in parata di navi leggere, l'una dopo l'altra, ad alta velocità, a pochi metri di distanza dalla poppa d'una nave in moto, tagliando ad angolo retto la sua rotta.

Delegazione di spiaggia: Ciascuno degli uffici ai quali, nei luoghi d'approdo di poca importanza (spiagge aperte, piccoli porti per il naviglio peschereccio), sono affidati gli eventuali servizi della Marina mercantile e la vigilanza sul demanio marittimo. Dipendono dagli uffici di porto dei circondari marittimi in cui sono compresi.

Delfiniera: sporgenza prodiera presente in prevalenza su imbarcazioni da pesca ed utilizzata per l'avvistamento e la cattura delle prede.

Delta:
termine che rappresenta la D nell'alfabeto fonetico internazionale ICAO.

Dente:
v. gola.

Denti di cane:
piccoli crostacei (cirripedi) che si aggrappano stabilmente all'opera viva delle imbarcazioni, alterandone le caratteristiche e compromettendone le prestazioni; per combatterli si usa pitturare ogni parte immersa con speciali vernici contenenti sali o pigmenti velenosi, le antivegetative.

Depressione: (Dépression; Low; Tief): zona in cui le isobare hanno un andamento quasi circolare, con pressione che cresce dal centro verso la periferia della configurazione. Area in cui la pressione atmosferica risulta bassa rispetto ai valori normali.

Depressione complessa: (Dépression complete; Complex low; komplex Tief) - Zona depressionaria, generalmente estesa, che presenta più centri di bassa pressione).

Depressione relativa: (Dépression relative; shallow low; Randstoerung) - Depressione la cui pressione al centro rimane e-levata in valore assoluto (superiore, per es. a 1010 hPa), ma è più bassa rispetto ai valori al contorno.

Deriva: 1) parte dell'opera viva a forma di lama, fissa o mobile, posta normalmente al centro dello scafo per impedire lo scarroccio; per questa ragione essa presenta una grande sezione laterale rispetto a quella trasversale, che invece deve essere il più possibile contenuta per limitare la resistenza all'avanzamento: 2) per estensione al punto 1., il termine generico "deriva" indica una piccola imbarcazione aperta o semipontata dotata di deriva mobile sprovvista di zavorra (solitamente sono barchini di 4 o 5 metri); 3) deviazione, scostamento di una nave dalla sua rotta quando viene investita da un corrente che non è parallela od opposta al suo moto. 4) Andare alla deriva; dicesi di un oggetto galleggiante trasportato dalla corrente, che non può muoversi con i propri mezzi (relitto, barca che non governa, ecc.).

Derivare: andare in deriva, subire l’effetto della deriva.

Deviazione:  angolo fra la prora bussola e la prora magnetica dovuto all'influenza dei ferri di bordo; questo angolo varia a seconda della prora.

Deviazione magnetica:
angolo esistente tra il Nord magnetico e la direzione indicata dall'ago della bussola di bordo; la deviazione è provocata dalle masse ferrose (motore o altro) presenti a bordo, perciò varia a seconda della rotta tenuta.

Diagonali: le diagonali di uno scafo (o anche forme) rappresentano graficamente, nel disegno di una barca, le linee intermedie tra le linee d’acqua e le linee longitudinali. Si ottengono sezionando lo scafo secondo dei piani obliqui rispetto a quello longitudinale. Queste linee servono a rappresentare quelle parti dove l’acqua scorrerà lungo lo scafo durante la navigazione. Da questo punto di vista una carena potrà avere linee d’acqua più o meno “tese”. In linea generale più le forme di carena sono tese, più saranno veloci, come è frequente trovare sulle barche da regata; a una maggiore convessità corrisponderà invece una migliore manovrabilità, capacità evolutiva dello scafo, ma anche una maggiore tendenza al beccheggio.

Diagramma polare:
grafico che riporta l'andamento delle velocità del vento apparente in tutte le possibili andature, supposte costanti le velocità del vento reale e della barca.

Dial up:
 particolare comportamento delle barche in regata Mace Race che, dopo essere entrate nel campo di gara, ognuno dal suo lato, si posizionano parallele, ravvicinate tra di loro e controvento, tentando di mettere in difficoltà l’avversario, prevalere per acquisire maggiore controllo e avvantaggiarsi nella scelta del lato di partenza (boa o barca giuria).

Diamante: 1. parte centrale dell'ancora a cui sono unite le marre e il fuso; 2. sistema composto da sartiole e pennaccini per l'irrigidimento dell'albero frazionato.

Diana:
nome del segnale con cui l'equipaggio di una nave era destato al mattino, ma anche del turno di guardia delle prime ore di esso.

Diciotto piedi:
imbarcazione monotipo australiana leggera e dalla superficie velica particolarmente ampia.

Dinette:
La parola dinette è un francesismo, che nel linguaggio comune ha praticamente soppiantato l’equivalente italiano di “quadrato”. Identifica la parte centrale delle imbarcazioni, quella dove è presente il tavolo, il divano, la cucina, etc.

Dinghy:
imbarcazione monoposto armata di sola randa con picco; fu progettata da Cockshott nel 1913 e ammessa alle olimpiadi del 1920 e 1928: misura m. 3,66x1,42; la superficie velica è di mq 9,29.

Diporto:
è la navigazione fatta per puro divertimento o sport, senza fini di lucro.

Di rispetto: di riserva, di ricambio.

Disalberare: rompere l'albero in seguito ad una violenta raffica di vento.

Disarmare:
nella nautica si intende il togliere ad una barca tutte le attrezzature necessarie per navigare; è l'operazione che precede un minuzioso controllo di tutte le componenti dello yacht.

Dislocamento:
peso del volume di acqua spostato dalla barca (principio di Archimede), quindi peso totale effettivo dello yacht.

Dislocamento relativo: l'indicazione del dislocamento relativo di un imbarcazione prende in considerazione il peso dello scafo, in rapporto alla sua lunghezza. Si ha una divisione in tre diverse categorie: "dislocamento leggero", "dislocamento medio", o "dislocamento pesante". Appartengono alla prima categoria quelle barche il cui peso (in chilogrammi) è inferiore a tre volte la lunghezza (in metri) elevata al cubo; appartengono alla seconda categoria quelle compreso con peso tra 3 e 5 volte la lunghezza al cubo; si inseriscono nella terza categoria quelle il cui peso è superiore a cinque volte la lunghezza al cubo. Per esempio, uno scafo di 10 metri avrà dislocamento leggero se pesa sotto i 3.000 Kg., un dislocamento medio se pesa tra i 3.000 e i 5.000 Kg., e un dislocamento pesante se il peso supera i 5.000 Kg.

Dogre: piccolo veliero con due alberi a rande, usato nell’Europa settentrionale per traffici locali e per la pesca delle aringhe.

Doppiare:
superare un ostacolo, come un capo o un promontorio, seguendo una rotta molto larga.

Doppino:
termine con cui si indica genericamente il far passare una cima attorno a una bitta, un anello o un qualsiasi oggetto, tenendo entrambi i capi per potere tesare; molto usato è l'ormeggio con i cavi a doppino, in quanto è possibile lasciare la banchina allontanandosi lentamente (lascando uno dei capi del doppino), poi mollare un capo e recuperare sull'altro senza dovere scendere a terra o sul tender per sciogliere l'eventuale nodo.

Dormiente:
1. grossa trave corrente all'interno lungo ogni bordo della nave, destinata al rinforzo delle murate e al sostegno del ponte di coperta. 2. parte longitudinale dell'ossatura di un'imbarcazione: 3. lato della cima, utilizzata per un nodo, che va in tensione.

Dory:
nome specifico, senza corrispondente in italiano, di particolari imbarcazioni in uso su alcune coste atlantiche. Derivate dalle navi vichinghe, ne conservano la forma caratteristica con la prua e la poppa molto rialzate.

Douglas:
1) vedi Scala Douglas. 2) Douglas: conosciuto anche come “pino dell’Oregon”, il douglas è un legno dolce, stabile, che si lavora bene sia a mano che a macchina e con il quale si realizzano molte componenti delle imbarcazioni. Lo stesso nome ha la “scala Douglas”, usata per definire lo stato del mare.

Dracon:
nome commerciale con cui sono venduti negli USA i filati poliesteri, equivalente al nome italiano Terital: il termine dacron è entrato nel linguaggio corrente dello yachting essendo la gran parte dei tessuti poliesteri per vele fabbricati negli Stati Uniti.

Dragante:
elemento strutturale posto ortogonalmente alla ruota di poppa e connesso alle ultime due coste, od ordinate. Oggi questo termine viene usato per indicare un aletta verticale da cui esce il timone, che non sia in continuazione allo scafo.

Draglia:
1)ogni fune su cui vengono inferiti, cioè fissati, i fiocchi o le vele triangolari di straglio; 2) cavetto teso tra i vari candelieri per impedire cadute accidentali fuori bordo; I'insieme di draglie (normalmente due per lato dello scafo. posizionate a diversa altezza) e dei candelieri forma la battagliola.

Drakkar:
nave vichinga con un solo albero.

Drifter: 1) (dall’inglese to drift ) erano in origine imbarcazioni da pesca. Agili e leggere attrezzate per muoversi rapidamente lungo la costa. Furono le navi preferite da pirati e corsari. 2) fiocco molto grande fabbricato con tessuto assai leggero, per poter essere alzato quando esistono venti debolissimi; a volte non ha né i garrocci né il gratile di inferitura per uno strallo cavo, ma viene semplicemente tenuta tesata di drizza la fettuccia posta a rinforzo del bordo di ingresso del vento, si utilizza quando c’è poco vento.

Dritta:
destra. La banda di destra di un natante. Una barca ha mure a dritta quando il vento la investe da tale lato. Il termine è usato in mare in sostituzione di "destra" che nel linguaggio marinaresco non esiste.

Dritto:
1) nelle costruzioni navali in legno ciascuno degli elementi strutturali che chiudono lo scafo alle sue estremità e pertanto il termine è sempre usato con una specificazione: di prua, di poppa. Il nome è indipendente dalla forma, dunque si usa anche per prue fortemente incurvate, 2) dritto di prua è la linea a prua estrema dove confluiscono le fiancate; quando è arrotondato prende anche il nome di ruota di prua. Il dritto di poppa è, in modo simmetrico, la parte terminale della poppa, quasi sempre costituita non dal congiungimento diretto delle fiancate e dell'opera viva, ma da un ampio specchio di poppa, per accrescere lo spazio vivibile a bordo e la stabilità di forma dello scafo.

Drizza:
cavo che viene teso per alzare qualcosa. Viene chiamata alabasso quando ammaina l'oggetto. Manovra corrente.

Dromone: tipo di barca bizantina dell’alto medioevo, successore delle poliremi classiche e precursore delle galere, attrezzato con tre alberi a vele quadre, due castelli e, talvolta , con cento remi (cinquanta per parte ripartiti in due ordini di venticinque).

Duglia: spira in cui viene disposta una cima tenuta pronta per la manovra.

 

Lettera E
 A - B - C - D - E F - G - H I J K - L - M N - O - P - Q - R - S - T - U V - W X Y Z

E: Nome di una bandiera della serie da segnali del Codice internazionale. Alzata sola significa: Sto accostando a dritta..

Echo: termine che rappresenta la E nell'alfabeto fonetico internazionale ICAO.

Ecoscandaglio:
strumento elettronico per misurare la profondità del mare; presente su tutte le barche moderne in sostituzione dello scandaglio a mano, funziona sul principio della quasi uniforme velocità di propagazione del suono in acqua: misurando il tempo di ritardo dell'eco di un segnale a ultrasuoni emesso da un trasduttore posto in sentina, è possibile determinare l'entità del fondale.

Effemèride astronomica: annuario che contiene la serie di dati relativi alle posizioni degli astri (Sole, Luna, pianeti e stelle), alle congiunzioni, opposizioni ed altri aspetti dei pianeti, all'ordine con il quale durante l'anno si verificano i vari fenomeni astronomici, ai calcoli relativi alle apparenze dei corpi celesti ed in genere a tutte le notizie sui fenomeni celesti dipendenti dal tempo. Nelle effemeridi i valori degli elementi astronomici sono riferiti ad intervalli eguali di tempo medio del meridiano di Greenwich (p. es. per tutti i giorni, di 10 in 10 giorni, ecc); le coordinate relative agli astri e la previsione dei fenomeni celesti possono riguardare lunghi periodi di tempo.
Effemeridi astronomiche ad uso degli astronomi e dei naviganti vengono pubblicate periodicamente in tutte le nazioni.


Effetto evolutivo dell’elica:
si intende la tendenza di una barca a spostare la prua verso sinistra nella navigazione a motore quando la sua elica ha rotazione destrorsa; il contrario per le eliche sinistrorse; questo effetto è particolarmente evidente durante le manovre in retromarcia.

Effetto Venturi:
vedi Venturi.

Eletrolisi: reazione chimica fra due metalli diversi a contatto fra loro e bagnati dall'acqua di mare.

Elica:
organo di propulsione per natanti a motore.

Eliografo: strumento di segnalazione che utilizza i raggi del sole riflessi da specchi.

English Pilot: manuale inglese di istruzioni nautiche del XVII sec. Vi si descrive accuratamente la conformazione delle coste, delle secche, dall’Inghilterra ai Carabi.

EPIRB: (Emergency Position Indicator Radio Beacon) è l’ultima dotazione di sicurezza entrata a far parte di quelle previste dalla legge per navigare oltre le 50 miglia dalla costa. Questa boetta è l’ultimo e il più efficiente sistema di trasmissione di un messaggio di soccorso dal mare. Funziona in ogni angolo del globo e la sua attivazione mette in moto nel tempo medio di un’ora un meccanismo di ricerca internazionale che si avvale di ogni tipo di mezzo disponibile: aerei, elicotteri , navi, vedette, ecc. Il messaggio inviato si propaga via satellite alle stazioni a terra. La precisione del rilevamento del segnale è di circa due miglia. Il modello a 406 MHz consente di inviare anche un segnale digitale con informazioni riguardo il proprietario dell’apparecchio

Epoxi: le resine epossidiche, spesso abbreviate in epoxi, sono sempre più utilizzate nella nautica da diporto, sia come supporto adesivo, che come base di molti prodotti vernicianti, strutturali o impermeabilizzanti. Il termine “trattamento epossidico” sta invece a indicare che lo scafo in questione è stato sottoposto a procedimento antiosmosi, per proteggere la carena o sanare un precedente processo di osmosi.

Equilibrio velico: Poiché in ogni veliero vi è una parte della velatura (quartiere di poppa) che fa girare la nave avvicinando la prora al vento (orzare), e una parte (quartiere di prora) che ha l'effetto rotatorio opposto (puggiare), si chiama "Equilibrio velico" il compenso delle due azioni contrarie che si raggiunge proporzionando opportunamente le due parti della velatura totale. In generale si preferisce lasciare al veliero una leggera tendenza all'orza.

Equipaggio: insieme di persone a cui sono affidate le manovre di una imbarcazione; ad ogni membro d'equipaggio viene assegnato prima della partenza, di regola dallo skipper, una mansione da compiere a bordo durante la navigazione. Esclusi il comandante e gli ufficiali.

Equipaggio di una imbarcazione di Classe Coppa America: In regata è composto da 16 velisti più un ospite detto diciassettesimo uomo. Alcuni ruoli sono decisamente più fisici rispetto ad altri e ciascuno richiede caratteristiche ben precise.

Diciassettesimo uomo: in genere si tratta dell'armatore o di un suo ospite, è un semplice ospite. Per regolamento non può partecipare ad alcuna manovra e non può nemmeno dare suggerimenti a voce. Il 17° uomo deve spostarsi da un lato all’altro delle poppa a seconda dell’inclinazione della barca per fare zavorra.

Navigatore: è l'uomo seduto davanti al computer portatile nel pozzetto, estrapola dal computer i dati relativi alla posizione della barca nel campo di regata rispetto alle boe. Utilizza la pistola laser per controllare la distanza e le prestazioni dell'avversario. Comunica i dati utili al timoniere e al tattico, ed è soprattutto quest'ultimo che li elabora.

Tattico: l'uomo che, in piedi a poppa, saltella continuamente da un lato all'altro della barca scrutando l'orizzonte e fissando l'avversario, ha i sensi sempre in massima allerta per valutare le mosse dell’avversario e l’evoluzione meteorologica sul campo di regata. Dalla combinazione di istinto ed elaborazione dei dati ricevuti dal navigatore, decide dove dirigersi in partenza e sul campo di regata. Ha l’ultima parola su tutte le virate e le strambate e sulle proteste in mare.

Timoniere:
l'uomo sempre in piedi, a poppa, con le mani su una delle due ruote del timone. Normalmente utilizza quella di sopravvento per avere una maggiore visuale delle onde e delle raffiche di vento, è sempre concentrato per portare la barca al massimo della velocità. Ha lo sguardo incollato sulle vele, intento a carpire ogni minima reazione della barca che deve conoscere come sé stesso. E’ l’unica persona che interviene sul timone ed è lui a chiedere all’equipaggio di modificare la regolazione delle vele o dell’albero e di effettuare le manovre. E’ in contatto diretto con tattico e navigatore dai quali riceve continue informazioni.

Randista: l'uomo in pozzetto con la scotta della randa sempre in mano, è vicino al timoniere dal quale riceve informazioni per la regolazione della randa, il motore principale della barca. Le sua capacità sono fondamentali per permettere al timoniere di effettuare in velocità manovre e repentini cambi di direzione, soprattutto nelle fasi di circling del pre-partenza o negli incroci ravvicinati con l’avversario. E’ richiesto un ottimo livello di affiatamento con il timoniere. Ha un suo grinder personale che lavora al verricello dal quale si regola la scotta della randa.

Pompiere: colui che, come dice il nome, spegne gli incendi di bordo. Si tratta in genere di un velista molto esperto in grado di reagire in fretta agli imprevisti e di risolvere situazioni critiche in manovra. Lavora in pozzetto. E’ sempre pronto a intervenire sui verricelli, ma anche a collaborare alla regolazione e alla scelta delle vele. Una sorta di jolly assolutamente indispensabile soprattutto nei passaggi in boa dove è spesso necessario reagire d’istinto.

Regolatore vele di prua, sinistra: in pozzetto, sta accovacciato a sinistra accanto al verricello dal quale si comanda la scotta di sinistra del genoa, di bolina, o dello spinnaker/gennaker, nelle andature portanti, quando la barca naviga con mure a dritta. Nel linguaggio internazionale della vela si chiama (dall'inglese to trim, regolare).
Tiene la scotta del genoa o dello spinnaker/gennaker sempre in mano e ha gli occhi incollati sulle vele di prua per effettuare continue regolazioni. Lo scopo è quello di mantenere la barca alla velocità ideale in qualsiasi condizione e di effettuare le manovre nel migliore dei modi. Scambia continuamente informazioni con il timoniere e chiede ai suoi grinder di seguirlo ai verricelli con la regolazione delle scotte.

Regolatore vele di prua, destra: è la controparte del regolatore vele di prua di sinistra, sta accovacciato in pozzetto sulla destra accanto al verricello dal quale si comanda la scotta del genoa, di bolina, o la scotta dello spinnaker/gennaker nelle andature portanti con mure a sinistra. Lo stesso lavoro del trimmer di sinistra ma su mure opposte. Di bolina mure a dritta, ad esempio, non ha molto da fare se non essere pronto alla virata in qualsiasi momento. In poppa con le stesse mure ha in mano il braccio dello spinnaker.

Grinder randa: è colui che ha le mani inchiodate sul coffee grinder del verricello che controlla la scotta randa in uno dei ruoli più faticosi di bordo. Segue le indicazioni del randista con il quale deve raggiungere un ottimo livello di affiatamento. Soprattutto nelle fasi del circling di pre-partenza e in strambata, quando la randa deve essere cazzata in fretta al centro, deve mettere tutta l’energia e la potenza che ha per girare le manovelle alla massima velocità.

Stratega: è colui che ha maggiore libertà d'azione a bordo. E' un velista molto esperto e versatile, è una sorta di estensione del tattico soprattutto per quanto riguarda l'analisi e l'interpretazione dell'evoluzione meteorologica della giornata. Si muove per tutta la coperta e spesso, con vento leggero, si arrampica sull'albero per scrutare l'orizzonte e cercare le zone di maggiore vento sul campo di regata. Racconta la regata in una sorta di telecronaca ad uso interno.

Grinder 2: è colui che lavora al coffee grinder dei verricelli in sintonia con il grinder 1 per far sì che le vele siano regolate alla perfezione. Dall'inglese to grind, macinare. I grossi verricelli delle barche a vela sono mossi da manovelle montate su una colonnina detta anche coffee grinder perché simula il movimento di una macchina che macina il caffè. Disoccupato con vento debole, è di solito molto robusto e muscoloso e lo si fa quindi stendere sopravvento per fare peso. E’ sempre pronto a girarsi di scatto per tornare al coffee grinder dal quale, se il vento aumenta, non si separa mai.

Aiuto drizzista: è colui che, come dice il nome, aiuta il drizzista in pozzetto. Durante le virate e le strambate solitamente sta ai coffee grinders, mentre nei giri di boa o nelle manovre di ammainata e issata delle vele rimane al fianco del drizzista sui verricelli.

Grinder 1: è colui che non abbandona mai la sua colonnina del coffee grinder. Gira le manovelle del coffee che muovono i verricelli delle scotte. Lavora in sintonia con il grinder 2 e con i regolatori delle vele di prua. Da lui dipende l'efficacia con cui le vele, i motori della barca, vengono regolate.

Drizzista: è colui che agisce sulle drizze, ossia le cime che servono per issare e ammainare le vele. Sta in piedi all'estrema prua del pozzetto davanti alla cosiddetta tastiera delle drizze. In manovra è il punto nevralgico dell'azione. E' lui a sparare (cioè aprire) le drizze per ammainare le vele e a recuperare le drizze nelle issate. In strambata regola anche l'altezza della punta del tangone agendo su amantiglio e caricabasso.

Addetto all'albero: è colui che in manovra sta in piedi accanto all'albero, tira le drizze che escono dall'albero con lunghe e potenti bracciate, in sintonia con il drizzista che le recupera dal pozzetto. Aiuta il quartiere di prua a recuperare le vele che vengono ammainate.

Aiuto prodiere: è come dice il nome è colui che aiuta il prodiere. Divide ogni manovra e fatica con il prodiere, con il quale deve avere un eccellente livello di affiatamento. Lo aiuta nella preparazione delle manovre ai giri di boa, nei cambi di vele, nelle ammainate, nelle issate e nelle strambate.

Prodiere: è l'uomo a cui appartiene tutto il quartiere di prua della barca, è protagonista praticamente in ogni manovra - nella fase di pre-partenza e partenza fornisce al timoniere le indicazioni relative alle distanze dalla linea del via e dall'avversario, in strambata manovra il tangone, i bracci e le scotte, in virata fa passare il genoa, nelle issate e nelle ammainate prepara e recupera le vele. E' questo il ruolo più dinamico di bordo, molto ambito e solitamente riservato a velisti molto esperti.


Est:
punto cardinale, indicato con la lettera E, che corrisponde all'oriente, ovvero ai 90`° della Rosa dei Venti.

Estradosso:
superficie convessa della vela nel lato sottovento.

Ettopascal:
moderna unità di misura in sostituzione dei millibar; I hPa = 1 mbar.

Euforbia: Erba usata per avvelenare le acque a scopo di pesca. Anche "erba cipressina".

Euro: (Term. lett. Ant.) Vento da levante.

Europa: imbarcazione a vela monoposto con deriva mobile progettata dal belga Roland nel 1964; presenta una lunghezza di m. 3,35 per 1,38 di larghezza; la superficie velica è di mq 7,40; ha fatto il suo esordio come Classe Olimpica femminile nel 1992 a Barcellona.

Evoluire:
cambiare la rotta.

Evoluzione: L'insieme dei percorsi rettilinei e curvilinei compiuti da una o più navi per un determinato scopo di manovra o tattico.

 

Lettera F
 A - B - C - D - E F - G - H I J K - L - M N - O - P - Q - R - S - T - U V - W X Y Z

F: Nome di una bandiera della serie da segnali del Codice internazionale. Alzata sola significa: Sono inabilitato. Comunicate con me.

Faggio: legno utile per compensati e listelli.

Fagotto: Fascetto di stipa per bruscare la nave (= brusca).

Falca: 1) Ciascuna di certe tavolette opportunamente sagomate che si sovrappongono all'orlo superiore dei fianchi dei piccoli bastimenti per rialzare il bordo e diminuire l'entrata dell'acqua dal lato di sottovento, nella navigazione con mare grosso. 2) Ciascuna delle piccole tavolette con cui si chiudono le scalmiere delle imbarcazioni quando navigano alla vela.

Falchetta: nelle barche a remi è il luogo ove si trovano i rinforzi ai punti di appoggio che alloggiano i remi: negli yachts a vela è invece un bordo o un angolare in metallo o legno posizionato lungo il perimetro esterno della coperta; serve per puntare i piedi (per esempio con lo yacht sbandato) evitando il rischio di scivolare in mare; è sovente provvista di fori per fare scolare l'acqua.

Falcone: 1) Pezzo di legno piantato fortemente a terra per offrire una presa agli ormeggi, quando non ve ne sia una migliore. 2) Nelle manovre di forza a terra, lungo pezzo di legno che si dispone a un luogo stabile, inclinato all'insù per sostenere un argano. Dicesi anche "vette". 3) antico cannone navale.

Falconetto: cannone navale più lungo e leggero del falcone.

Falla: apertura accidentale dello scafo di una barca, da cui entra acqua.

Falsobraccio: Nome generico delle grosse corde, però flessibili e maneggevoli (canapa o altra fibra vegetale) che si usano pel tonneggio e per ormeggi temporanei.

Famiglio: nel linguaggio marinaresco designa genericamente l'addetto ai servizi di alloggio e quindi ha un accezione analoga a quella di cameriere.

Fanali:
luci di posizione della nave che vengono accese in navigazione durante le ore notturne.

Fanali di via:
fanali che vengono accesi di notte e si trovano ai lati della prua dello yacht: sono di colore diverso, a dritta verde e a sinistra rosso; ognuno di essi copre un angolo di visuale di 112,5 gradi a partire da prua.

Fanfarino: Grosso cavo torticcio (gomena o gherlino) che sulle navi a vela e a vapore si usava per alzare l'elica quando si voleva navigare con le sole vele.

Faraglioni: Scogli alti e sottili. Esempio: Faraglioni di Trezza: le Isole dei Ciclopi (Catania).

Farfalla: nelle andature in fil di ruota, si dice navigare con le vele a farfalla quando esse vengono messe una su di un bordo e l'altra su quello opposto (randa e fiocco si trovano così su opposte mura).

Faro:
sorgente di luce situata lungo la costa in posizione elevata in modo da permetterne un avvistamento notturno da notevole distanza; ogni faro emette un particolare tipo di luce, bianca. verde o rossa, con frequenze o intermittenze differenti; queste caratteristiche vengono riportate sulle cartine, oltre che sull'Elenco dei Fari e dei Segnali da nebbia, per facilitare il riconoscimento del punto cospicuo da parte dei navigatori.

Fasciame:
insieme delle tavole in legno o delle lamiere di alluminio, ferro o acciaio che formano la parte esterna dello scafo, ricoprendo l'ossatura; vi sono diversi tipi di fasciame come quello sovrapposto (detto anche fasciame a labbro quando è parzialmente sovrapposto), doppio, diagonale o a clinker. 

Fasciatura:
nome generico dell’avvolgimento continuo intorno alle estremità delle cime in modo che non si sferiscano, ossia che i legnoli (v. caviglia) non si separino.

Fata Morgana: Fenomeno di riflessione totale negli strati atmosferici, che fa apparire nell'aria le figure di colonnati, fabbricati, alberi, colline, navi e altre cose. Si manifesta più di tutto nello Stretto di Messina.

Fathom: misura inglese utilizzata per indicare le profondità, equivalente a 1,85 metri.

Feeder:
termine inglese per indicare l'invito situato all'inizio della canaletta dell'albero in cui viene inferita la ralinga della randa.

Feluca:
veliero a due alberi con vele latine e qualche fiocco.

Felza: La parte coperta della gondola, dove sono i sedili.

Femminella: parte femmina di una cerniera, dove va inserito l'agugliotto o il perno di rotazione.

Ferramenta:
l'insieme di tutti i componenti metallici dell'attrezzatura.

Ferzo:
ciascuna striscia di tessuto che cucita assieme ad altre forma la vela: i moderni tagli hanno sostituito ai ferzi i pannelli, grazie alla possibilità di utilizzare tessuti con trama e ordito orientati secondo le linee di sforzo.

Fetch:
termine inglese usato per indicare il massimo cammino che il vento o un'onda possono percorrere prima di incontrare ostacoli che ne modifichino il loro avanzare.

Fiamma:
stretta e lunga bandiera triangolare issata dalle navi da guerra.

Fighiera:  Nell’attrezzatura navale , lungo ferro tondo , detto anche guida di inferitura, fissato orizzontalmente alla parte prodiera dei pennoni delle vele quadre, per inferirvi le vele stesse.

Filaccia:
elemento fondamentale di ogni fune o cima ottenuto con la torsione delle fibre vegetali ( e ora anche sintetiche) che concorrono a costituirla. Con l’avvolgimento di più filacce si costituisce il legnolo (v. caviglia).

Filare:
lasciare scorrere una cima o una fune qualsiasi. Filare a sequaro tenendone cioè una volta attorno a una bitta o caviglia.

Filare per occhio:
lasciare completamente scorrere una drizza, una scotta o il cavo dell'ancora, fino a farlo uscire dal suo alloggiamento; si tratta sempre di una manovra d'emergenza (o un grave errore), ad esempio nel caso che si sia rotto lo spinnaker e non sia possibile ammainarlo in altro modo che lasciandolo cadere in mare. Se si rende necessario filare per occhio la catena dell'ancora, occorre legare il suo capo ad una grippia e un galleggiante, così da riuscire poi a recuperarla.

Filareto:
nome degli elementi orizzontali della battagliola quando sono costituiti in legno anziché in fune, vegetale o metallica.

Fil di ruota:
si dice del vento quando investa la nave dalla parte posteriore e con direzione parallela al suo asse longitudinale.

Fileggiare:
indica lo sbattere delle vele quando ricevono il vento parallelamente alla loro superficie. Lo sbattere e sventolare della vela lungo il bordo di inferitura; indica che la vela è troppo lasca o controvento.

Filibustiere: termine usato nel XVII per indicare i predoni di mare.

Filibustieri: Società di avventurieri francesi, inglesi, olandesi che, dopo la sconfitta dei Bucanieri, occupate alcune isole del Golfo del Messico, continuarono la mapagna piratesca contro le navi spagnole, e le città e i paesi costieri. Favoriti dapprima dalla Francia e dall'Inghilterra, alla fine del secolo XVII furono dispersi dalle potenze marittime. Loro stessi si chiamavano Fratelli della costa (v. bucanieri, corsari, pirati).

Finezza: il termine finezza viene utilizzato come aggettivo per descrivere forme di carena o di prua sottili, affusolate, strette. Più propriamente viene utilizzato in architettura navale per esprimere una serie di coefficienti, detti appunto “di finezza”. C’è il coefficiente di finezza al “galleggiamento, quello del piano di deriva”, quello di sezione maestra”, etc. A rendere maggiormente l’idea di uno scafo con forme fini è il coefficiente di “finezza totale”,che rappresenta il rapporto fra il volume di carena e il parallelepipedo che  la circoscrive. Se fosse uguale a “1” la carena sarebbe un perfetto parallelepipedo,misure inferiori rendono via via la carena più idrodinamica. La finezza può essere un indice della minore o maggiore attitudine alla velocità dello scafo.

Finn: imbarcazione monoposto a deriva mobile progettata da Richard Sarby avente lunghezza m. 4,50 e larghezza m. 1,51; la superficie velica è di mq 9,30; è Classe Olimpica dal 1952.

Fiocco:
termine generico di una vela di prua (cioè a pruavia dell'albero) a taglio triangolare; normalmente inferita lungo lo strallo, assume nomi diversi a seconda delle dimensioni, della forma, del peso del tessuto e del suo uso specifico (genoa leggero o pesante, fiocco 1, 2, 3, olimpico, trinchetta, yankee, tormentina, ecc.).

Fireball:
imbarcazione biposto a deriva mobile progettata da Peter Milne; I'armamento prevede randa, fiocco e spinnaker, quest'ultimo avente una superficie velica di 13,20 mq; le misure sono m. 4,92x1,43.

FIV
: sigla della Federazione Italiana Vela: è la federazione nazionale che si occupa dello yachting; organo del CONI e del CIO, Comitato Olimpico Internazionale, limitatamente alle discipline olimpiche.

Fiocco:
vela triangolare inserita tra il bompresso e il trinchetto.

Fischio del nostromo: Era il fischietto usato a bordo dal nostromo per impartire ordini all'equipaggio con trilli variamente modulati, sì da evitare che il rumore circostante potesse sopraffare la sua voce. Lo strumento è di origine britannica, attestato sin dal Medioevo, ma è invalso nell'uso corrente degli ufficiali da quando, nel tardo Seicento, Lord Heigh lo adottò come segno distintivo del suo rango di ammiraglio della flotta. Oggi è impiegato nella stessa funzione sulle navi scuola, altrimenti serve per "rendere gli onori" al comandante, agli ufficiali e alle persone di riguardo quando salgono a bordo o lasciano la nave. Si compone di tubicino detto "cannone", anello - detto "maniglia" - attaccato all'estremità terminale dell'impugnatura, detta "chiglia", e di pallina forata da cui esce il suono, detta "boa". Si impugna all'altezza della "chiglia" tra pollice e indice, mentre le altre dita regolano l'intensità e la modulazione del suono, che include una nota alta e una bassa, e tre toni: pieno, modulato e trillo. Il modello italiano, a differenza - per esempio - dal modello francese, ha il "cannone" piuttosto largo, tale da richiedere un certo sforzo di insufflazione, cosicché i nostri nostromi lo "personalizzano" schiacciandolo leggermente in modo da ridurne la sezione.

Flutto: onda del mare. E’ termine piuttosto ricercato e letterario.

Floater: spinnaker di tessuto particolarmente leggero, adatto quindi per venti molto deboli.

Flush deck:
termine inglese usato per indicare una coperta completamente piatta, cioè senza la tuga o altra sovrastruttura.

Flusso: 1)(Flux; Flow; Flut) - Lo scorrere dell'aria a grande scala. La direzione del flusso è data dall'orientamento delle isobare. In superficie, a causa dei rilievi e degli effetti termici, il vento locale può essere molto diverso dal flusso. 2)Flusso: movimento ascendente della marea.

Fluxgate: Con il termine fluxgate si intende il sensore elettromagnetico di una bussola, non di tipo tradizionale, in grado di misurare con estrema precisione la direzione delle linee di flusso del campo magnetico terrestre. Questi sensori, che possono avere dimensioni anche molto ridotte, si possono trovare anche all’interno di altri strumenti di navigazione, come piloti automatici, binocoli, etc. Le bussole fluxgate sono dotate di sistema di autocompensazione, non hanno parti in movimento e possono essere facilmente interfacciate con gli altri strumenti.

Flyng Dutchman:
imbarcazione biposto a deriva mobile progettata dall'olandese Uilke Van Essen; Classe Olimpica dal 1960 al 1992, presenta una lunghezza di m. 6,05 per 1,70 di larghezza.

Flyng Junior:
imbarcazione a deriva mobile, biposto e dotata di randa e fiocco progettata da Uilke Van Essen; presenta dimensioni di m. 4,03x1,50; un tempo usata come barca scuola è ancora oggi molto diffusa.

Foxtrot:
termine che rappresenta la F nell'alfabeto fonetico internazionale ICAO.

Fonda:
l'espressione alla fonda si riferisce a una nave che è legata con un ancora al fondo marino.

Fori di biscia: Nelle navi di legno, ognuno degli intagli praticati nei madieri per lasciar passare l'acqua che si accumula nelle sentine, e portarla al pozzetto di raccolta.

Fondale: distanza tra la superficie del mare e il fondo, ovvero profondità dell'acqua; questa grandezza è riportata in metri sulle carte nautiche edite dall'Istituto Idrografico della Marina.

Fondo: è l’ordine di lasciar andare l’ancora in mare. Dare fondo indica la manovra d’ancoraggio.

Fori di sentina: apertura nella parte profonda dell'ossatura, sopra la chiglia, per permettere all'acqua di scorrere ed accumularsi nella parte più bassa della sentina.

Formaggetta:
pomo di forma ellissoidale posto alla sommità delle aste da bandiera e degli alberi; detto anche galletta.

Fortress:
tipo di ancora a marre articolare: è simile alla Danforth dalla quale si differenzia per la peculiarità di essere completamente smontabile.

Fortuna:
designazione generica dei venti fortissimi; viene quindi definito di fortuna tutto quanto si usi quando essi spirano. Di fortuna si dice di qualsiasi pezzo che in qualche modo rimpiazza una parte avariata non essendone il pezzo di rispetto, ma che sia tale da consentire di continuare la navigazione.

Fortunale:
violenta tempesta.

Forza
: seguito da un numero questo termine indica l' intensità del vento secondo una tabella nota come Scala Beaufort

Forza di vele:
designazione generica di tutte le vele di straglio.

Forzare: mantenere a riva (cioè nell’alberatura) una velatura superiore a quella consentita dallo stato del tempo.

Foschia: visibilità ridotta, ma ancora superiore a 1 km: sotto tale distanza si usa il termine nebbia.

Fouling:
termine inglese usato per indicare l'insieme di vegetazione e incrostazione animale che si osserva attaccato alla carena di una barca o, più in generale, di un corpo rimasto a lungo immerso in acqua.

Frangente:
sommità dell'onda che si frantuma in una cascata di spruzzi e schiuma continuamente sospinta dal vento e dall'onda stessa.

Frangiflutto: Opera di difesa esterna di un porto o di una rada, destinata a rompere l'impeto delle onde.

Freccia: entità del grasso della vela determinato sulla perpendicolare della corda della randa.

Fregata:
nave da guerra dei secoli XVII e XVIII a tre alberi con vele quadre, con due ponti di batteria.

Frenello:
cavo che tiene a freno una manovra; in particolare i frenelli del timone sono i cavi (solitamente di acciaio) che trasmettono i comandi dalla ruota alla pala.

Fresco:
Vedi vento.

Frettazzo: (o frettazza) spazzola fitta e rigida, munita di manico, molto usata a bordo delle navi per la pulizia dei ponti, ecc. Con significato più ampio, e meno comune della variante frattazzo.

Frisata:
struttura che collega e copre la sommità delle coste, formando l’orlo superiore di uno scafo.

Fronte:
zona di contatto tra due masse d'aria aventi differenti caratteristiche di temperatura, umidità e pressione, esso assume grande importanza per la navigazione in quanto è al suo transitare che si verifica la massima variabilità atmosferica, con repentini cambiamenti di vento e quindi di stato del mare. Il fronte caldo è formato da aria calda e umida che si muove sopra aria più fredda e secca; esso è associato ad ampi sistemi nuvolosi, piogge persistenti e venti medi che si protraggono anche per alcuni giorni. Il fronte freddo è invece formato da aria fredda che si muove spostando aria più calda; il suo sviluppo è tipicamente verticale, con formazione di cumulonembi associati a violenti temporali e forti colpi di vento. Se entrambe le masse d'aria mostrano un movimento scarso o nullo, la zona di contatto prende il nome di fronte stazionario, mentre se tutta l'aria calda è stata spinta in quota e in superficie è rimasta solo l'aria fredda si è generato un fronte occluso (abbassamento della temperatura, precipitazioni abbondanti e persistenti, venti deboli).

Fronte occluso: (Occlusion, Occlusion; Okklusion) - Fronte risultante dall'unione di un fronte caldo e di un fronte freddo. Il settore caldo è spinto in altitudine, ma continua a generare precipitazioni.

Fullbatten: randa steccata; le stecche (quattro o più a seconda della grandezza della vela) contribuiscono a mantenere la forma della vela desiderata dal velaio, creando il necessario grasso con vento leggero ed impedendo, in caso di vento forte, che la concavità si accentui spostandosi verso poppa.

Fun:
imbarcazione monotipo cabinata: è stata progettata dai francesi Joubert e Nivelt per un equipaggio di 4 persone; le dimensioni sono m. 7,50x2,50, con una superficie velica (randa+genoa) di 29 mq.

Fuori tutto:
lunghezza massima della barca.

Furlex: Uno dei costruttori più noti di avvolgifiocco è la ditta svedese Seldén, che dal 1983 commercializza questo prodotto con il marchio Furlex. Con l’espressione “dotata di furlex”, si intende quindi la presenza di un avvolgifiocco, anche se non necessariamente di questa marca.

Fuso:
1. tronco principale dell'ancora dal quale si dipartono le altre parti componenti. 2. designazione generica di ogni tronco delle alberature composte.

 

Lettera G
 A - B - C - D - E F - G - H I J K - L - M N - O - P - Q - R - S - T - U V - W X Y Z

G: Nome di una bandiera della serie da segnali del Codice internazionale. Alzata sola significa: Ho bisogno del pilota.

Gabarra: con tale nome viene designato un antico bastimento militare a vela dalle forme piuttosto rotonde, armato con tre alberi a vele quadre, impiegato per il trasporto di viveri, munizioni e provviste destinate alle armate. Era dotato anche di cannoni, ma questi venivano adoperati quasi esclusivamente per difesa o per trasmettere segnali. Con lo stesso nome viene chiamato un barcone a fondo piatto, dalle forme panciute, destinato al carico dei bastimenti nei porti (oggi comunemente detta chiatta, pontone, bettolina).

Gabbia: nei bastimenti a vele quadre, che portavano alberi divisi in tre parti, è il nome attribuito al secondo pezzo dell'albero di maestra al plurale il termine designa nel loro complesso le vele sovrastanti i trevi, cioè il parrocchetto, la gabbia stessa e la contromezzana. Nell'albero di gabbia erano armati il pennone di gabbia fissa e, superiormente a questo, il pennone di gabbia volante. A questi due pennoni venivano inferite le due vele quadre chiamate con lo stesso nome: gabbia fissa e gabbia volante. Naturalmente anche le manovre fisse e volanti che interessano questa parte dell'alberatura prendono lo stesso nome (bracci, mure, drizze, amantigli, etc., di gabbia). Il vocabolo deriva dal termine gabbia, che designava, in similitudine all'arnese entro il quale venivano custoditi gli uccelli, quella piccola torre o garitta che serviva alle sentinelle per vedetta. Con lo stesso nome, a bordo degli antichi velieri, veniva chiamata quella piattaforma sistemata nella sommità dell'albero e utilizzata per ospitare i marinai destinati all'avvistamento. Conseguentemente, le vele sistemate al di sopra di tale piattaforma erano dette di gabbia. Per non confondere i pennoni, le vele e l'albero di gabbia con la piattaforma d'avvistamento, quest'ultima venne successivamente chiamata coffa.

Gabbiere: marinaio esperto che veniva scelto e destinato al coordinamento degli uomini che manovravano le vele di gabbia; il posto del gabbiere era sulla coffa.

Gabbiola: vela quadra posta sopra la vela di randa.

Gaettone: Sono chiamati, rispettivamente, primo e secondo gaettone i turni di guardia che vanno dalle ore 16.00 alle 18.00 e dalle 18.00 alle 20.00, che vengono effettuati sulle navi in navigazione. Questi turni di guardia sono di due ore, anziché quattro come avviene per le altre guardie, per far sì che non capitino sempre gli stessi turni alle stesse persone.

Gaffa: Altro nome con cui talvolta viene indicato l'alighiero, chiamato anche mezzo marinaio e gancio d'accosto. Si tratta di un attrezzo composto da un'asta di legno o da un tubo di alluminio, alla cui estremità è sistemato un gancio semplice o doppio, in ottone, metallo o materiale plastico, che viene usato per accostare o per allontanarsi da una banchina o da un altro galleggiante.

Gagliardetto: bandierina di forma triangolare che anticamente veniva portata in cima all'albero, dalle galere, per ornamento. Con questo nome, attualmente, si indica una bandierina rettangolare con il ventame (detto anche battente o coda) tagliato in modo da ricavare due punte triangolari, simili alla coda di una rondine. Le lettere A e B del Codice Internazionale dei Segnali sono raffigurate da due gagliardetti.

Gagliardo: riferito principalmente alle bandiere, indica quella principale di ciascun bastimento. Il termine spesso è riferito, più genericamente, anche al vento quando soffia con forza, con potenza.

Gala: è detto anche pavese, e designa l'ornamento che viene fatto al bastimento, in particolari occasioni, disponendo le bandiere e le fiamme (particolari tipi di bandiere triangolari e lunghe) tra un albero e un altro. Si distingue in gran gala e piccola gala (gran pavese o piccolo pavese). La prima consiste in una successione ordinata di bandiere che partono dall'estrema prua, passano per la testa di ciascun albero e terminano all'estrema poppa. La piccola gala, invece, consiste semplicemente nell'ornare ciascun albero con la bandiera nazionale; nell'eventualità che la festa sia in una nazione diversa da quella a cui appartiene la nave, all'albero di maestra andrà issata la bandiera della nazione in festa. Alcuni autori consigliano di sistemare le bandiere in un preciso ordine, disponendo, in testa a ciascun albero, la bandiera nazionale e sistemando un guidone o un pennello numerico ogni due bandiere quadre nelle tre ghie (quella che va dalla prua alla testa del primo albero, quella tesa tra la testa del primo e quella dell'ultimo albero, e infine quella che unisce la testa dell'ultimo albero con l'estrema poppa). Molti suggeriscono anche la sequenza delle bandiere che, in linea di massima, dovranno soddisfare, innanzitutto, il senso estetico dal punto di vista cromatico.

Galea: o galera,  Nave mediterranea, medievale, generalmente militare. A remi e a vela, lunga una cinquantina di metri, veloce e leggera, con prua molto affinata e con due alberi a vele latine,  Lo scafo, senza ponte, era munito a prua di una specie di castello (rembata) su cui trovavano posto i cannoni principali; la propulsione era fornita da 25-30 remi per lato. L'equipaggio, circa 500 uomini, dopo il XV sec. veniva formato in gran parte con schiavi o condannati (galeotti) addetti ai remi. In uso sino al XVIII secolo.

Galeazza:
galea di dimensione notevole.

Galeone:
nave da guerra del XVI secolo.

Galeotta: 1. bastimento militare, sottile e veloce, più piccolo della galea, con albero a vela latina, impiegato nel Mediterraneo nei sec. 17° e 18°. -  2. G. bombardiera : bastimento militare del sec. 18°, destinato ad azioni contro porti fortificati, armato con mortai da bombe e attrezzato con due alberi, di cui uno  al centro con vele quadre e uno a poppa con vele di taglio.

Galeotto: 1) Colui che vogava o serviva sulle galee o su altre navi. 2) Forzato. 3) Galeotto dapprima era il Buonavoglia.

Galèra: variante di Galèa. (vedi Galèa).

Galleggiamento: rimanere a galla. Intersezione della superficie dell’acqua con lo scafo della nave (linea di galleggiamento).

Galleggiante: nome generico per imbarcazioni, chiatte, zattere, di tipo non definito. E’ chiamata così, talvolta, anche una parte fuori bordo aggiunta per assicurare la galleggiabilità di un imbarcazione (di un aereo ecc.).

Galloccia: piccolo apparato di legno o di metallo costituito da un fuso parallelo al piano d’impianto e da uno o due sostegni, posto in luogo e in modo che vi possa essere data volta, cioè che vi si possa fissare, una cima di manovra.

Gambetto:
grillo di piccole dimensioni.

Gambino:
termine in uso lungo la costa del Medio-Alto Adriatico per indicare il vento proveniente da sud-ovest (vedi libeccio).

Garbo: tipo di navicella usata nel sec. 16° nel Mediterraneo orientale.

Garroccio:
particolare moschettone che viene applicato sul bordo di inferitura per inferire (ingarrocciare) la vela allo strallo.

Gassa:
nodo per formare un anello al termine di una cima così che essa possa serrare senza strozzare; ne esistono di vari tipi, la più nota e la gassa d'amante usata per fissare la scotta alla vela, essendo un nodo che non si scioglie con la cima in tensione.

Gavitello:
piccola boa o altro oggetto galleggiante che segnala la presenza di un corpo morto o un'ancora, a cui è collegata mediante un cavo chiamato grippia.

Gavone:
locale di deposito situato nella parte inferiore dello scafo.

Gel-coat:
resina poliestere usata per dare allo scafo di vetroresina protezione dall'acqua e dall'attacco degli agenti atmosferici e chimici.

Gelosa:
nome di qualsiasi imbarcazione molto sensibile allo spostamento del carico o al moto del mare.

Gennaker:
il gennaker è una vela che sta a metà tra uno spinnaker e un genoa. Non richiede il tangone e può stringere il vento più di uno spinnaker, ma il suo rendimento nelle andature tra il giardinetto e la poppa è inferiore rispetto a quest’ultimo. Denominato anche “Mps” o spi asimmetrico.

Genoa:
(genova) è il fiocco di bordo dalle maggiori dimensioni, con una lunga base così che la bugna, nelle andature di bolina, è a poppavia dell'albero di una distanza pari anche alla metà di quella tra l'albero stesso e il punto di mura (genoa al 150%); così chiamato dagli inglesi, deve il suo nome alla città di Genova dove fu utilizzato per la prima volta nel 1926 in occasione delle regate internazionali di febbraio.

Gerlo:
 ( o gherlo) Nell’attrezzatura navale, ciascuno dei pezzi di cavo sottile, di cui si muniscono in serie ordinate le fighiere dei pennoni, per legarvi le vele quando si serrano; è detto anche matafione.

Germa: tipo di nave mercantile a vela, in uso nel Mediterraneo orientale nel sec.16° .


Gherlino:
grossa fune, in genere costituita da un cavo torticcio, destinata alle manovre di forza, come il tonneggio, il rimorchio, ecc.

Ghia:
nome generico di ogni fune adibita al sollevamento dei pesi; può essere semplice, ossia passata in un bozzello o in una sola via (con una sola puleggia), o doppia e in tal caso forma un paranco.

Ghinda:
grossa cima usata per sollevare e porre in posizione i fusi superiori degli alberi composti,; veniva anche detta cavobuono.

Ghindare:
lato della vela che va dall'angolo di drizza all'angolo di mura; è la parte della vela che viene inferita lungo la canaletta dell 'albero.

Giardinetto:
anca poppiera della nave ordinariamente munita di una sorta di balconatura decorata con piante; questo nome è poi passato ad indicare le zone poppiere della nave e quanto venga o si trovi nella loro direzione.

Ginocchio: Negli scafi in legno il termine identifica il punto tondeggiante della costola che unisce il madiere con lo scalmo. Nelle moderne imbarcazioni di vetroresina la sua individuazione è meno precisa, anche perché con la riduzione degli slanci è sempre più difficile identificare questo elemento. Il ginocchio può essere immerso o stare sopra la linea di galleggiamento. Se è esageratamente disposto sotto la linea di galleggiamento riduce la capacità evolutiva della barca.

Ginocchio del remo: La parte centrale e cilindrica del remo che si appoggia alla falchetta o entra nella scalmiera: è la parte che trasmette il movimento all'imbarcazione.

Gioco: con questo termine si intende il gioco di vele ovvero il numero di queste, che la barca tiene a disposizione. Nell 'America's Cup ogni imbarcazione può averne fino a 60, naturalmente non tutte a bordo.

Giornale di bordo:
registro su cui lo skipper riporta, a scadenze orarie, tutti i dati e le variazioni concernenti la navigazione (ad esempio i cambiamenti di rotta, le condizioni del mare, l'intensità e la variazione del vento, ecc.).

Giornale di chiesuola:
brogliaccio su cui vengono minuziosamente annotate tutte le manovre e le evoluzioni della nave.

Giri di bussola:
operazione per determinare le deviazioni della bussola a seconda dell'angolo di rotta, così da apportare le necessarie correzioni durante i calcoli di carteggio.

Giunca:
piccola imbarcazione in uso in Estremo Oriente.

Giuncare:
legare lo spinnaker con sottili fili di lana o piccoli elastici, così che le balumine rimangano congiunte e tutta la vela, una volta terminata l'operazione, assomigli a un lungo "salame": questo modo di legare lo spi consente che esso non si apra e prenda vento durante la fase di issata, ma solo quando l'equipaggio cazza braccio e scotta, ovvero apre la base dando inizio alla schiusa.

GMT
: Greenwich Mean Time, vedi Greenwich.

Gnomonica: (carta) particolare proiezione della superficie terrestre sul piano, che consente di tracciare con linee rette dei tratti di circolo massimo.

Gola:
la parola ha vari significati che si ricavano dal contesto, e indica: l’angolo superiore prodiero di una randa aurica, l’estremità prodiera dei picchi e dei bomi, qualsiasi intaglio a sezione semicircolare fatto per favorire lo scorrimento di manovre correnti o, al contrario, per impedire quello di legature.

Goletta:
nave con due alberi inclinati a poppa e dotati di vele auriche e bompresso. Il tipo fondamentale ha avuto molte varianti: nave goletta con tre alberi, quello di trinchetto a vele quadre e gli altri due a vele auriche e bompresso; goletta a palo con tra alberi tutti a vele auriche e bompresso; brigantino goletta con due alberi, quello di trinchetto a vele quadre e l'albero maestro a vele auriche e bompresso.

Golf:
termine che rappresenta la G nell'alfabeto fonetico internazionale ICAO.

Golfare:
nome di ogni anello metallico solidamente unito ad un elemento strutturale dello scafo, perchè si possano agganciare bozzelli, paranchi, apparati di sollevamento ecc.

Gomena:
cavo di grosso spessore per ormeggiare o rimorchiare navi.

Goniometro:
strumento per misurare gli angoli.

Gottazza: strumento con cui si compie l'operazione di togliere l'acqua dal fondo di un imbarcazione. 

Governare:
condurre un'imbarcazione. Insieme di tutte le azioni per controllare la velocità e la direzione di una barca. Lo strumento principale per governare è il timone.

Gozzo:
battello da pesca.

GPS:
Global Positioning System; è un sistema per la determinazione in tempo reale della esatta posizione sul pianeta, in latitudine, longitudine e altezza: è basato sul rilevamento effettuato da uno strumento ricevente (detto semplicemente GPS) che capta e decodifica i segnali radio emessi da almeno quattro satelliti su un totale di 24 posti in orbita a questo scopo.

Gradiente di pressione: (Gradient de pression; Pressure gradient: Luftdruckgradient) - Variazione della pressione fra due punti vicini tra loro, alla stessa altitudine.

Grafometro: cerchio o semicerchio con graduazione sessagesimale la cui direzione 0 - 180° è coincidente o parallela all'asse longitudinale della barca; lo si usa per i rilevamenti polari e cioè per misurare l'angolo che la visuale di un oggetto forma con tale asse o qualsiasi linea da poppa a prua a questo parallela.

Gran lasco:
vedi andatura. andatura portante in cui il vento proviene quasi da poppa.

Grappino:
piccola ancora con quattro marre, spesso chiudibile a ombrello per favorirne lo stivaggio; è usata soprattutto sui gommoni, battellini di servizio e barche di piccola dimensione in genere.

Grasso della vela:
zona della vela in cui il tessuto, appositamente tagliato e cucito in eccedenza, forma una consistente concavità.

Gratile:
fune disposta a rinforzo di ogni lato di una vela; in quelle auriche e nei fiocchi può designare particolarmente il lato lungo cui sono inferite, cioè fissate. Cima posta a rinforzo dell'orlo nella base delle vele (da non confondere con quella a rinforzo dell'inferitura, detta ralinga): in particolare nella randa il gratile funge da spessore per inferire la base nella canaletta del boma.

Grecale:
freddo vento di NE; soffia sovente con grande intensità, specie in inverno; è detto anche Greco o Bora (spostata leggermente più verso Nord).

Greenwich:
sede di un importante osservatorio astronomico nei pressi di Londra; per convenzione internazionale il meridiano passante per Greenwich è quello 0 di riferimento; il termine GMT (Greenwich Mean Time) indica che l'ora è quella del tempo medio presente a Greenwich, utilizzata in tutti i calcoli astronomici e nautici, recentemente sostituita dal tempo UTC, di uguale valore.

Grembiule:
è la parte bassa del genoa, quella tagliata molto grassa.

Grey-tape:
nastro grigio da vele utilizzato in particolare per proteggere la testa delle crocette.

Grillo:
(sinonimo di maniglia) ferro a U con perno a vite per l’unione di pezzi di catena o per un più maneggevole collegamento di bozzelli, paranchi e manovre volanti in genere. – Nella marina militare italiana, speciale imbarcazione d’assalto in uso nella prima guerra mondiale per forzare i porti nemici, munita di propulsione a elica per la libera navigazione, e di manovra a cingoli per superare sbarramenti, ostacoli galleggianti, dighe, ecc.

Grinder:
ovvero un demoltiplicatore di forza come lo è il cambio nella bicicletta e come questa, ha due pedali che vengono azionati a mano da uno o due marinai. Serve a cazzare le scotte.

Grippia:
cavo che unisce un oggetto galleggiante ad uno immerso, ad esempio la grippia che unisce un battello ormeggiato a un corpo morto, oppure quella collegata ad una boetta per segnalare la posizione dell'ancora.

Grippiale:
segnale galleggiante in corrispondenza con un ancora affondata.

Grisella:
cavo disposto orizzontalmente come gradini per salire sulle sartie.

Grog: bevanda composta di rum, acqua calda e zucchero, con buccia di limone. Fu imposta dall’ammiraglio Vernon ai marinai per non assumere rum puro.

Groppo:
(Grains, Squalls, Windboe) - improvviso e violento colpo di vento. Fenomeno legato alla presenza di grandi Cumuli o Cumulonembi, caratterizzato da precipitazioni violente, raffiche di vento e talvolta temporali forti.

Guadagnare al vento: portarsi più sopravvento mediante bordi. Avanzare, superare, raggiungere.

Guaina: sacca di nylon che funge da contenitore in cui lo spinnaker viene alloggiato per essere velocemente alzato e, successivamente, ammainato.

Guaina del remo: Piega o striscia di rinforzo, nelle vele, nelle tende, nelle bandiere ecc.

Guardamano: (detto anche guardino) nome specifico di ognuna delle due cime poste ai lati delle biscagline per facilitarne l’uso.

Guardapalma: per il velaio è l'equivalente del ditale dei sarti, realizzato in modo simile alla palma di un guanto con una piastrina bugnata ove poggiare il grosso ago da vela per fare forza.

Guardia: 1) membro dell'equipaggio al timone. 2) L’insieme dei servizi nautici e di sorveglianza , ai fini dei quali l’equipaggio è diviso in due metà, guardia di dritta o dispari, e guardia di sinistra o pari, che montano di servizio a turno.

Guardia franca: dicesi di quel membro dell'equipaggio, addetto alla rotta o alla sorveglianza, che si trova in turno di riposo. I turni al timone si chiamano guardie. 

Guizzare:
v. alambardare.

 

Lettera H
  A - B - C - D - E F - G - H I J K - L - M N - O - P - Q - R - S - T - U V - W X Y Z

Hall: tipo di ancora (anno 1891). tipo di ancora a marre articolate: di peso notevole, tiene bene su qualsiasi tipo di fondale e viene usata prevalentemente su yacht dal grande dislocamento.

Harmattan: Vento secchissimo e carico di polvere, intermittente nell'inverno, sulle coste dell'Africa occidentale, in ispecie dal Senegal alla Guinea. Detto il dottore.

Head foil: strallo cavo.

HMS:
Her Majesty Ship (Nave di Sua Maestà). Così vengono tuttora designate tutte le navi della marina militare britannica.

Hobie cat:
classe di catamarani tra i più diffusi nel mondo: progettati da Hobie Alter vanno dai 4 ai 6,5 metri di lunghezza; in particolare l'Hobie Cat 16 (senza deriva mobile e dalla caratteristica forma a banana) ha una lunghezza di m. 5,11 e una larghezza di m. 2,41 con una superficie velica di mq 20,26; l`Hobie Cat 18, anch'esso biposto misura m. 5.94x2,44 con una superficie velica di mq 22,30.

Honerare: (basso lat., genov. Sec. XIII)  Caricare.

Hotel: termine che rappresenta la H nell'alfabeto fonetico internazionale ICAO.

Hublot: (franc.) Voce usata di frequente nella marina italiana, a volte nella forma Oblò, per indicare i portellini di murata.

Lettera I

I: Nome di una bandiera rettangolare, gialla, con un disco nero al centro, della serie dei segnali del Codice internazionale. Significa: Sto accostando a sinistra.

Iadi: Altro nome delle Pleiadi (pop. "gallinelle"), ossia le "stelle della pioggia", che sorgono quando comincia la stagione piovosa.

ICAO: International Aviation Organization, alfabeto fonetico internazionale utilizzato nella navigazione marittima e aerea per permettere la comprensione di lettere alfabetiche e cifre in tutte le lingue.

Idrocelere: Macchina idraulica per l'alaggio dei bastimenti.

Idrofono: Apparecchio elettro-acustico per rivelare la presenza di una nave e per determinare o per determinarne il rilevamento mediante la ricezione dei rumori subacquei che da essa provengono, principalmente di quelli prodotti dall'elica in movimento. Gli idrofoni possono servire anche per la ricezione di trasmissioni acustiche subacquee, per la quale però sono più convenientemente usati i segnalatori subacquei. Gli idrofoni costituiscono pure l'organo raccoglitore delle onde acustiche subacquee in taluni tipi di scandagli acustici. Gli idrofoni furono dapprima usati durante la guerra 1914-18 dai cacciasommergibili per scoprire la presenza di sommergibili nemici immersi. Posteriormente si sono sviluppati idrofoni di altro tipo, destinati allo scopo reciproco, per mettere cioè i sommergibili in grado di scoprire la presenza di navi nemiche e di avvicinarsi ad esse per l'attacco e per il lancio dei siluri, rimanendo in immersione. In mancanza di idrofoni il sommergibile dovrebbe manovrare con periscopio in affioramento, esponendosi così al rischio di essere avvistato da unità nemiche, di superficie e aeree. Gli idrofoni si usano anche in impianti costieri per la difesa antisommergibili e in impianti di balipedio per la determinazione dei punti di caduta dei proiettili.

Idrografia: Scienza che tratta dei problemi teorico-pratici relativi ai rilievi del fondo del mare, dei laghi, dei fiumi e delle coste adiacenti, e alla costruzione delle carte nautiche con i particolari necessari per il navigante. Indica anche la raccolta delle carte nautiche, dei portolani, e delle altre strumentazioni per i naviganti, che riguardano un determinato mare o bacino o altra ripartizione.

Idrologia: Scienza che studia il ciclo terrestre che compiono le acque da quando, sotto forma di precipitazione liquida o solida, cadono sulla superficie della Terra a quando, per diverse vie, o ricapitano al mare, o si disperdono definitivamente nel sottosuolo o, infine, ritornano per evaporazione all'atmosfera.

Idrometro: Apparecchio per misurare la profondità dei corsi d'acqua.

Idroscopio: Specie di cannocchiale per esplorare il fondo del mare, inventato dal Pino.

Igrometro: Strumento di misura dell'umidità assoluta dell'aria, la quale viene generalmente indicata col peso in grammi del vapore d'acqua contenuto in un metro cubo di aria. A bordo e negli osservatori a terra si usa però misurare l'umidità relativa dell'aria mediante un altro strumento detto psicrometro.

Imbagliatura: 1) L'insieme dei bagli sistemati da un fianco all'altro della nave. La superficie di imbagliatura è quella su cui vengono fissati i corsi di tavole o di lamiere costituenti il fasciame dei ponti. 2) L'unione dei bagli alle coste nella costruzione di una nave.

 

Imbando: (in bando) la parte di cima che avanza e quindi dev'essere recuperata per metterla in trazione. In genere è in bando qualsiasi manovra che non lavora.

Imbarcazione:
nome comune che indica uno scafo di ridotte dimensioni; per la legge italiana sulla navigazione da diporto col termine imbarcazione si definisce una barca avente lunghezza fuori tutto superiore a 6 metri (altrimenti è un natante) e stazza lorda compresa tra le 3 e le 50 tonnellate (sopra detto limite è una nave).

Imbarcazioni:

  • Acal: Navicella simile al canotto. (Spagn. Acal derivato dall’atzeco acalli).

  • Accone: (term. ant.) Solido barcone lungo e quadrato, già usato per trasportare a bordo, rimorchiandolo, il carico e l’armamento.

  • Aksak: Piccola barca groenlandese.

  • Alamena Qaighi: (turco) Barca con 4 o 5 paia di remi, usata per la pesca del bonito (specie di tonno), nel Mar Nero.

  • Albatrosso: Tipo di nave inventata, verso la fine del ‘400, da mastro Giovanni dell’arsenale di Pisa.(cfr. Albastotte - franc. ant. - bastimento forse veneziano o portoghese).

  • Alleggio: (barca d' alleggio) Pontone, zattera o barca qualsiasi - spesso vecchi bastimenti disattrezzati - impiegati per alleggerire il carico di navi maggiori.

  • Almadia: Canotto (monossilo) lungo da 3 a 12 metri. Quelli indiani hanno la poppa quadrata. Nel lago di Lucerna servono per la pesca.

  • Alvarenga: (portogh.) Barcaccia da carico usata in Brasile.

  • Appoggio: Veliero usato per la pesca con lo scafandro. Anche deposito.

  • Argue: Specie di naviglio che porta vino del Reno da Colonia in Olanda, a fondo piatto, largo al basso, con la ruota di prua larga come quella di poppa.

  • Atalaia: (portogh.) Battello leggero a remi dell’India portoghese.

  • Atqaighy: (turco) Battello largo, fatto per il trasporto dei cavalli.

  • Avviso:  (term. ant.) Piccolo bastimento celere da guerra, per esplorazione e crociera. E’ il Tabellario e lo Speculatorio dei Latini; il Catascopio dei Greci. Anche Mosca, Goletta. Oggi Esploratore.

  • Iole: Le imbarcazioni a remi, leggere e sottili, destinate al capitano e agli ufficiali delle navi mercantili. Detta anche Scappavia.

Imbonare: Riempire un vuoto tra i membri o tra le coste di un bastimento.

Imbrogliare: raccogliere le vele quadre a festoni mediante alcune funi predisposte, dette imbrogli; le vele auriche sono raccolte con imbrogli che ne contengono la discesa sul boma.

Imbroglio:
cima che serve per imbrogliare.

Immersione:
distanza verticale misurata dalla linea d'acqua fino al punto più basso dello scafo (chiamasi anche pescaggio o tirante d'acqua).

Impalmatura:
legatura fatta in cima ad un cavo per impedire che i vari trefoli possano discommettersi e strecciarsi.

Impavesata:
parapetto in legno che limita il ponte di coperta e, nella maggior parte delle antiche navi, costituito all'interno dai cassoni nei quali erano riposte le brande.

Impegolare: Impeciare

Impiombare: fare una gassa a una fune o congiungerla con un altra mediante intrecciamento dei legnoli.

Impiombatura:
intreccio dei legnoli di due o più cime per formare un occhiello, impedire che il cavo si strefoli o per effettuare una giunta: si eseguono anche impiombature tra cavi di tessile o di acciaio, ad esempio per le drizze che così sono meno soggette ad allungamenti sotto sforzo.

Impoppata:
il navigare in poppa pieno a forte velocità.

Inalberare:
mandare sulla cima di un albero una bandiera.

In bando: mollare, abbandonare del tutto una cima, un cavo,un oggetto; si dice anche “imbando”. L’imbando è pure la quantità di cavo che non è tesa e che occorre ancora tirare per mettere il cavo in forza.

Incagliare: dicesi di una imbarcazione la cui chiglia va ad incastrarsi sul fondo immobilizzandosi.

Incappellaggio:
accessorio metallico mediante il quale si assicurano gli stralli all'albero. Tratto di un albero ove si uniscono le gasse e i collari delle sartie che lo sostengono.

Incappellare:
porre in opera le gasse e i collari delle sartie.

Incappellata:  [da incappellare]. Violento colpo di mare sulla prua di nave o imbarcazione che porti l'onda a superare la murata e a frangersi sulla coperta.

Incastellatura: soprastruttura o (con francesismo) attrezzatura.

Incattivare:
l'impigliarsi e intrecciarsi di una cima su se stessa, con altri cavi o su oggetti estranei.

Inclinazione dell’albero:
appoppamento della testa d'albero; questa regolazione viene effettuata nel caso in cui si voglia modificare la posizione del centro di spinta rispetto al centro di deriva.

Inclinometro:
misuratore dell'angolo di sbandamento.

Incocciare:
attaccare stabilmente una cima a un punto fisso della barca; per estensione dicesi anche del porre in opera grilli e moschettoni e nel fare passare una cima in un anello o in un punto obbligato, ad esempio il braccio dello spi nella varea del tangone.

India:
termine che rappresenta la I nell'alfabeto fonetico internazionale ICAO.

Inferire:
inserire l'inferitura della vela nell'apposita canaletta. Dicesi anche invergare.

Inferitura:
lato o lembo di una vela lungo il quale essa viene fissata alla parte dell’alberatura o alla manovra dormiente che la deve sostenere. Viene ad essere solidale con l'albero (inferitura di randa) o lo strallo (inferitura del genoa o dei fiocchi).

Ingaggio:
Due barche cominciano l'ingaggio quando la prua di una è allineata alla poppa dell'altra ad una distanza non superiore di due volte la lunghezza della barca più grande.

Ingarrocciare:
inferire il fiocco allo strallo mediante il posizionamento dei vari garrocci (moschettoni legati alla vela muniti di un pistoncino mobile con cui catturare lo strallo).

Ingavonare:
atto della barca di rollare tanto da essere parzialmente sommersa, a causa di un'onda, una raffica di vento o manovra errata.

Inghinatura:
legatura a molti giri giustapposti fatta intorno a un’ asta o pennone per evitare che siano soggetti a fessure o che quelle che vi sono si allarghino ulteriormente.

Ingiuncare:
vedi giuncare.

Inquadrare:
vedi bracciare.

Insegna: la versione nautica della bandiera nazionale del paese di registrazione della barca. Viene issata a poppa.

Insellatura: vedi cavallino. Alcuni chiamano così l’andamento leggermente concavo del ponte di coperta da prua a poppa. In genere è l’insellamento, cioè il difetto della chiglia di una nave consistente in una leggera concavità nella parte mediana.

Instabile: (Instable; air instable; Unstabil) - L'atmosfera è instabile quando i suoi bassi strati sono anormalmente caldi in rapporto agli strati medi o superiori dell'atmosfera. Un'atmosfera instabile è sede di movimenti verticali che provocano delle raffiche di vento, migliorano la visibilità e favoriscono lo sviluppo di nubi a sviluppo verticale (Cu, Cb) generatrici di precipitazioni sotto forma di rovesci. Per contro, l'aria stabile è incollata al mare, il vento è regolare, la visibilità mediocre o scarsa e le nubi sono stratificate.

Intelligenza: bandiera del Codice Internazionale dei segnali che, issata isolata, significa "ho capito": se issata a metà corsa significa "ho ricevuto il messaggio ma non l'ho ancora interpretato"; se issata dalla giuria di regata assume diversi significati.

Intermedio:
vedi working jib.

Interponte: lo spazio compreso tra due ponti delle navi mercantili da passeggeri.

Intradosso: superficie concava della vela nel lato di sopravvento.

Intregnare:
inserire tra i legnoli di una cima una sagola, in modo da riempire i loro interstizi e da renderne liscia la superficie esterna.

Intugliare:
congiungere due cime o due gomene con gasse in genere assicurate da legature.

Invaso:
impalcatura sulla quale viene appoggiata la barca per i lavori di manutenzione allo scafo.

Invasatura:
telaio per sostenere una barca in secco.

Invelare:
Alzare le vele.

Invergare: inserire l'inferitura della vela nell'apposita canaletta. Dicesi anche inferire.

Inversione:
Cambiamento di rotta di 180 gradi.

Iole: imbarcazione a remi.

Iolla: (Yawl) barca a due alberi di cui la mezzana è posta dietro all'asse del timone.

IOR
: International Offshore Rule, regolamento internazionale di stazza per le regate d'altura.

Isobara:
(Isobare; Isobar; Isobare) - Linea che unisce i punti che hanno la stessa pressione al l.d.m., alla stessa ora, sulle carte meteo unisce punti aventi tutti la stessa pressione e la medesima profondità, detta anche batometrica o batimetrica.

Isobata: linea congiungente punti aventi tutti la medesima profondità, detta anche batometrica o batimetrica.

Isoterma:
linea che unisce punti aventi tutti la stessa temperatura.

Issare:
far alzare per mezzo di apposite cime, dette drizze, le vele dello yacht.

IYRU
: International Yacht Racing Union, associazione internazionale delle varie federazioni nazionali di vela; organo che sovrintende a tutte le attività veliche a carattere mondiale.

Lettera J

J: Nome di una bandiera della serie da segnali del Codice internazionale. Alzata isolatamente significa: "Sto per segnalare con il telegrafo a braccia".

J 24: imbarcazione monotipo a bulbo tra le più diffuse al mondo; è stata progettata da Rod Johnstone per un equipaggio di 5 persone e presenta una lunghezza fuori tutto di m. 7,32 per una larghezza di m. 21,72; la superficie velica è di mq 32,20.

Jack:
nome inglese dato dalla bandiera di prua durante l'ormeggio, ed esposta esclusivamente dalle navi in guerra.

Jib:
termine inglese per indicare i fiocchi, ovvero le vele di prua come l'olimpico e la tormentina.

Jockey-pole:
vedi buttafuori.

J-Prop/Max Prop: i termini J-Prop e Max Prop si riferiscono a due particolari tipi di eliche prodotte rispettivamente dalla Marine Propellere e dalla Max Prop Propeller. In linea generale la particolarità di queste eliche, sta nel fatto che consentono la possibilità di regolare facilmente il passo, modificando l’inclinazione delle pale, e consentono di ottimizzarne la resa. Il disegno delle pale, che nei vari modelli possono anche mettersi automaticamente “a bandiera” durante la navigazione a vela, è studiato in modo tale da offrire bassa resistenza all’avanzamento.

Juliet:
termine che rappresenta la J nell'alfabeto fonetico internazionale ICAO.

Jumbo: Si fa riferimento a strumenti o ripetitori jumbo, intendendo quei grandi display che di solito vengono collocati a piede d’albero, poco sopra la tuga, per consentire di vedere meglio i dati relativi al vento e alla navigazione in genere.

Lettera K

K: Nome di una bandiera della serie da segnali del Codice - Kilo nell'alfabeto fonetico internazionale (Codice ICAO); nell'alfabeto morse corrisponde a "- . -" (linea-punto-linea): secondo il Codice Internazionale dei Segnali quando la bandiera K viene alzata isolata significa "desidero comunicare con voi".

Ketch: 1) barca a vela munita di due alberi, di cui quello più a pruavia (l'albero di maestra) è più alto dell'altro (albero di mezzana): quest'ultimo è comunque posizionato davanti all'asse del timone, altrimenti la barca prenderebbe il nome di yawl, in cui la randa di mezzana è utilizzata più come organo direzionale ("timone a vento") che come propulsore. 2) Nave a due alberi usata per la guerra, da corsa o diporto.

Kevlar:
fibra aramidica (poliammidica aromatica) dal tipico colore giallognolo; recentemente è stata introdotta anche nella nautica da diporto sia nella costruzione degli scafi che nella realizzazione delle vele e delle cime per le sue straordinarie doti di resistenza alla trazione; infatti il kevlar è cinque volte più resistente dell'acciaio, a parità di peso. con allungamento sotto sforzo praticamente nullo.

KILO:
termine che rappresenta la K nell'alfabeto fonetico internazionale ICAO.

 

Lettera L
 A - B - C - D - E F - G - H I J K - L - M N - O - P - Q - R - S - T - U V - W X Y Z

L: La bandiera da segnali corrispondente a questa lettera significa sul Codice internazionale"Fermatevi, ho bisogno di comunicarvi".

Lacia: Erba con cui si avvelenano le acque, dove si vuol pescare.

Lay line: è la linea ideale, che delimita il campo di regata conveniente per arrivare alla boa rispetto al vento, oltre il quale è sconveniente andare.

Lamellare: modo di costruire gli scafi in legno sovrapponendo sottili listelli in vari strati disposti diagonalmente tra loro, legando il tutto con particolari colle così che, a sandwich ultimato, la struttura non risente di alcuna deformazione indotta dall'assorbimento di acqua da parte del legno.

Lanata: Grossolano pennello formato da un bastone guarnito a un capo con pelle di capra, che serve per applicare alla carena la miscela di pece e catrame per il calafataggio.

Lancia: imbarcazione a remi tenuta a bordo delle navi per il salvataggio o gli spostamenti dell'equipaggio.

Lanciasagole: Piccolo cannone con sistemazione fissa che, per mezzo di una debole carica, può lanciare un proiettile leggero, cui è legata una cordicella (sagola), che viene usato per operazioni di rimorchio o di salvataggio.

Landa, Landra: grossa spranga metallica attraverso la quale ogni sartia è collegata allo scafo.

Lapazza: grossa tavola longitudinalmente incavata usata per riparazioni temporanee di un albero o di un pennone, cui veniva fissata con molte legature dette inghinature. Rinforzo che si applica a un pennone, a un'antenna, a un albero, per evitarne la rottura o per ripararla in modo provvisorio. Le lapazze sono generalmente costituite da lunghi pezzi di legno sagomati o da lamiere di ferro, inchiodati o imperniati e assicurati con forti legature in cavo o con collari di ferro. Le lapazze possono essere costituite anche con aste, barre d'argano, ceppi di legno di ancore, ecc.

Lapazzare:
riparare o consolidare una parte dell'alberatura mediante lapazze, ossia grosse tavole longitudinalmente incavate.

Lapidaria: Chiatta romana per trasporto.

Lascare: diminuire la tensione su una cima; contrario di cazzare; mollare una cima e aprire le vele per una andatura di poppa, l'operazione indica il togliere tutta la tensione sulla cima.

Lasco:
si dice del vento che investe la nave a poppavia del traverso; gran lasco indica una direzione di provenienza ancor più prossima alla poppa.

Laser: 1)
laser 1 imbarcazione monoposto a deriva mobile a baionetta progettata la Bruce Kirby; dotata di sola randa (attrezzatura a cat) ha una superficie velica di mq 7,06; misura m. 4,23x1,37; è stata eletta classe Olimpica a partire dal l996; 2) Laser 2: imbarcazione monotipo con deriva mobile progettata da lan Bruce; è un biposto armato con randa (mq 8,64), fiocco (mq 2,88) e spinnaker (mq 10,20); misura m. 4,39x1,42.

Latina:
vela triangolare superiormente inferita in un pennone inclinato e connesso all'albero poco oltre la sua metà e inferiormente trattenuta da una mura e da una scotta.

Latitudine:
distanza angolare in gradi e minuti primi di un luogo dall'Equatore, misurata lungo il meridiano che passa per il luogo stesso: latitudine e longitudine costituiscono le coordinate geografiche di un punto.

Latitudini dei cavalli: dall’inglese “Horse Latitudes” per indicare due zone, intorno ai 30° N e  ai 30° S dove dominano le bonacce o le brezze leggere.

Lavarello: (o gatta) area prodiera del ponte di coperta delimitata da una mastra posta trasversalmente affinchè l’acqua penetrata dagli occhi di cubia non scorra lungo le impavesate, ma fuoriesca da due ombrinali posti subito prima di essa.

Lazy bag: con il termine inglese lazy bag si definisce quella sorta di sacco-raccoglitore di tela, chiudibile, disposto lungo il boma e destinato ad accogliere e proteggere la randa.

Lazy Jacks:
piccole cime issate ad entrambi i lati della randa, tra l'albero ed il boma. per far scendere la vela all'interno di un percorso obbligato. Si può trovare scritto anche “easy jack”.

Lechner A-390:
tavola a vela a dislocamento progettata da George Lechner: Classe Olimpica nel 1988 e nel 1992, misura m. 3,90x0,63 ed ha una superficie velica di mq 6,80.

Leech:
termine inglese per balumina.

Lega:
misura di distanza pari a tre miglia marine. (unità di misura ormai desueta. Poteva equivalere a 1/25 di grado di meridiano, lega antica, e quindi a 4,445 chilometri, oppure a 1/20 di meridiano, lega marina o geografica, e quindi a 5,559 chilometri.

Lega Leggera:
materiale a base di lega di alluminio utilizzato nella costruzione di alberi e boma: recentemente è stato introdotto anche per la realizzazione di scafi aventi dislocamento medio-leggero.

Legnuolo: L'insieme, nei cavi vegetali, di più filacce avvolte a spirale con torsione in senso contrario a quella delle filacce stesse. Con la commettitura dei legnuoli, torti nello stesso senso delle filacce, si formano i cavi.

Lentìa: nome specifico del doppino un tempo usato per imbarcare o sbarcare le botti e gli altri carichi che potessero essere rotolati su un piano inclinato.

Leudo:
forma genovese per Leuto.

Leuto: ( o Liuto) 1. Nella marina medievale, tipo di bastimento a vela a due alberi, usato soprattutto in Provenza. Il nome passò poi a indicare anche un comune alleggio, cioè un galleggiante da carico. - 2. Imbarcazione da trasporto e da pesca, a vela, in uso nel sec. 19° e ancora nei primi decenni del 20°, diffusa soprattutto in Liguria, ma anche nell’Adriatico e altrove, caratterizzata dall’albero inclinato verso prua, armato con vela latina, e da un bastone per il fiocco.

Levante:
vento proveniente da Est.

Level class:
classe di barche aventi tutte il medesimo rating; in competizione l'ordine di classifica è stabilito dagli arrivi in tempo reale.

Lezzino:
piccolo cavo utilizzato per legature.

Libeccio:
vento di direzione SW, quasi sempre violento con intensità superiore anche ai 40 nodi; solleva molto mare specie nei bacini occidentali italiani risultando tra i più pericolosi per la navigazione da diporto in quanto è spesso seguito da una perturbazione.

Life line:
letteralmente linea della vita, è una cima distesa in coperta e saldamente fissata a prua e a poppa, a cui agganciare il moschettone della cintura di sicurezza durante manovre con cattivo tempo.

Lightning:
imbarcazione monotipo a deriva mobile progettata nel 1939 da Olin Stephens: misura m. 5,79xm. 1,99 con uno spinnaker di mq 16,36; l'equipaggio è formato da tre persone.

Lima:
termine che rappresenta la L nell'alfabeto fonetico internazionale ICAO.

Linea:
(di) è sinonimo generico di nave da guerra o più specificamente da battaglia. Il nome deriva dalla formazione lineare che le antiche navi assumevano accingendosi al combattimento.

Linea di fede:
tacca o segnale sulla bussola che indica l'asse longitudinale dello yacht, cioè la direzione di avanzamento; serve per leggere sulla rosa della bussola i gradi della rotta rispetto al Nord magnetico.

Linea di galleggiamento:
è la linea di separazione tra la parte di scafo immerso (opera viva) e quello emerso (opera morta): normalmente viene disegnata alcuni centimetri sopra quella reale per potere facilmente osservare l'assetto longitudinale della barca.

Linea di posizione: è quella di cui un punto dovrebbe rappresentare la posizione della nave.

Linea Summer: una linea di posizione determinata con un metodo di osservazione dovuto al capitano americano del sec. XIX Thomas H. Summer.

Linee d'acqua: Nella rappresentazione grafica dì un piano di costruzione di una barca, le linee d'acqua sono quelle curve che concorrono a definire la carena. Si ottengono sezionando lo scafo a fette, in vista orizzontale, secondo i piani paralleli al galleggiamento. Per linea al galleggiamento si intende la più alta delle linee d'acqua.

Listello: definizione modellistica che indica una striscia di legno necessaria per fasciare lo scafo.

Liuto:
Variante di Leuto, tipo di imbarcazione. (vedi leuto o Leudo).

Livarda: Asta diagonale che sostiene l’angolo superiore poppiero delle vele a tarchia; è più usato il sinonimo struzza.

Log: la parola inglese log ha praticamente sostituito l’equivalente italiano di solcometro, lo strumento che serve a misurare le miglia percorse e la velocità della barca, viene correntemente chiamato con questo termine anche il misuratore di velocità, ma il termine italiano corretto sarebbe tachimetro. Vedi contamiglia.

Longitudine:
distanza angolare in gradi e minuti primi di un luogo dal meridiano di Greenwich (riferimento internazionale), determinata lungo il parallelo passante per quel punto.

Loran:
sigla per Long Range Navigation, o meglio navigazione a lungo raggio: il termine indica un sistema di navigazione elettronica per determinare la posizione basandosi sulle differenze dei tempi di ricezione di segnali radio emessi contemporaneamente da più stazioni di riferimento; attualmente è utilizzato il sistema Loran C, un perfezionamento dell`originale ormai in disuso.

Losca:
foro ricavato a poppa per inserirvi la parte superiore dell’asse del timone a cui è fissata la barra.

Lossodromica:
dicesi di rotta quando nell`andare da un punto ad un altro è mantenuto un angolo costante rispetto ai meridiani, cioè appare sulla carta nautica come una linea retta; in generale tutte le rotte effettuate per diporto sono lossodromiche.

Lossodromia:
rotta che sulla terra unisce due punti tagliando i meridiani con angolo costante.

Louis Vuitton Cup:
E' la competizione velica che precede la sfida della Coppa America. E' costituita da una serie di regate a due tra i partecipanti (challenger) e il vincitore della Louis Vuitton Cup si aggiudica il diritto a sfidare i detentori della Coppa America (attualmente i neozelandesi).

Luce di fonda: luce visibile in tutto l'arco dell'orizzonte, che viene fissata sullo strallo di prua o in testa d'albero di una barca ancorata in rada.

Luci di navigazione: luci di colore diverso poste in maniera di poter rilevare l'imbarcazione di notte e di conoscerne la direzione.

Luci laterali di via: fanno parte delle luci di navigazione; a sinistra il rosso e a dritta il verde. Sono visibili dalla prora per 112°30', e cioè fino a 22°30' a poppavia del traverso. Un fanale a poppa, a luce bianca, è posto in corrispondenza dell'asse longitudinale ed ha un settore di visibilità di 135°(coronamento).

Luffing match: manovra nella quale la barca più sottovento cerca di stringere la bolina in modo da costringere le barche più sopravvento alla stessa operazione, perchè se la loro efficienza di bolina stretta è inferiore perderanno rapidamente terreno.

Lugro: ( o Lugre). Veliero a due o tre alberi con più vele auriche al terzo o al quarto, tipiche di altre imbarcazioni come il trabaccolo; ancora in uso per i traffici di cabotaggio e la pesca costiera nel Mare del Nord, fino al secolo scorso fu anche armato dalla marina inglese per difendere le coste da similari bastimenti corsari.

Lunghezza al galleggiamento:
lunghezza dell'imbarcazione calcolata all'altezza del galleggiamento della stessa.

Lunghezza d’onda:
distanza tra due creste (o due cavi) di onde, una di seguito all'altra, determinata parallelamente alla superficie del mare.

Lunghezza fuori tutto:
lunghezza massima di uno scafo.

 

Lettera M
 A - B - C - D - E F - G - H I J K - L - M N - O - P - Q - R - S - T - U V - W X Y Z

M: Bandiera da segnali di forma rettangolare turchina con due strisce bianche diagonali a guisa di croce di S. Andra. Se alzata isolatamente, nel Codice internazionale dei segnali significa : Ho a bordo un medico.

Macaisa: Albero delle Filippine, atto a fornire legno leggerissimo per piccole imbarcazioni.

Maccaja: In genovese, vuol dire tempo umido.

Maccheria: Calma di mare senza moto, quando il cielo è nuvoloso.

Madia: Cassa traforata per far scolare il catrame soverchio delle corde incatramate.

Madiere: Nelle navi di legno, pezzo centrale delle ossature del primo ordine, che appoggia direttamente sulla chiglia fra gli staminali dei due lati., più robusto degli altri scalmi. In corrispondenza al madiere si trovano nel secondo ordine i due ginocchi. Nelle navi in ferro le ossature sono rinforzate nella parte più bassa al fondo della nave generalmente per mezzo di una lamiera madiera. I madieri resistono agli sforzi dovuti ai pesi che gravano sui ponti e sulle murate e tendono a deformare il fondo verso l'alto.

Maestra:
di maestra sono detti l'albero e la vela maggiore di ogni veliero.

Maestrale:
vento che soffia da nord-ovest; chiamato anche col termine francese Mistral, soffia violento, specie durante il passaggio di una perturbazione, generando condizioni di mare assai dure per la navigazione.

Maestro:
sinonimo di albero di maestra.

Mace Race: regata a due concorrenti in un campo di regata a bastone. Con regole diverse dalle regate di flotta. ( alla voce regolamento Mace Race).

Macinacaffè: verricello cazzascotte di notevole potenza che viene azionato ruotando due leve a manovella; viene montato sul ponte in posizione centrale.

Maglia:
anello di catena.

Maglio: Martello di legno del calafato per affondare il maguglio.

Magnetica declinazione: angolo esistente tra il Nord geografico (o Nord vero) e il Nord magnetico. La differenza fra la direzione del meridiano magnetico e quella del meridiano geografico in qualsiasi punto della superficie terrestre (si rappresenta con il simbolo d).

Maguglio: Cavastoppa, becco corvino.

Majaqua: Albero di Cuba, la cui corteccia dà fibre usate per la preparazione di corde resistenti alla siccità e all'umidità.

Manajo: Albero delle Filippine che dà un legno usato per foderare le imbarcazioni.

Mancina: Macchina per sollevare grossi pesi da imbarcare o sbarcare, agendo in posizione laterale rispetto alla loro verticale, costituita essenzialmente da una struttura metallica (talvolta anche in legno) inclinata e sporgente per il necessario sbraccio, alla cui estremità superiore c'è un grosso paranco in cavo o in catena, i cui tiranti, mediante rinvii, sono azionati da argani o verricelli. Il sollevamento dei pesi in talune mancine si effettua per mezzo di un cilindro idraulico, situato all'estremità superiore invece del paranco, La mancina può essere girevole intorno al proprio asse verticale, e l'inclinazione della struttura può essere variabile per regolare lo sbraccio.

Mandola: Bozzelletto sprovvisto di puleggia atto a guidare le manovre minori (da "mandorla", per somiglianza).

Mandorletta e Collare: particolare legame, nodo e collare posto nella cima di uno strallo legato all’albero di trinchetto. Questo cavo è collegato al bompresso.

Mandracchio (mandracchio): Darsena, dove si ormeggiano i piccoli bastimenti. Termine registrato fin dal sec. XVI.

Manica a vento: apparato di aerazione dei locali sottocoperta, un tempo costituito da un tubo conico di tela, sospeso verticalmente e munito di un imboccatura, che era disposta verso la direzione del vento.

Maniglia:
attrezzatura usata per unire due anelli dalla forma ad U e la cui apertura viene regolata da una copiglia avvitabile.

Maniglione: 1) Maniglia più grande delle altre, che unisce la prima lunghezza di catena all'ancora. Un altro maniglione assicura la cima posteriore della catena all'apparecchio a scocco situato nel pozzo. 2) nel linguaggio marinaresco denominazione generica di ogni anello metallico apribile con la rimozione del perno passante nelle sue estremità appositamente rinforzate e forate.

Mano di grasso: detta anche "mezza mano" perchè si riferisce alla parte più concava della randa, subito in prossimità del boma; prendere la mano di grasso significa togliere dall'area esposta al vento la parte più grassa, ovvero smagrire la randa.

Mano di terzaroli:
una porzione della randa (o anche dei fiocchi) che si può ammainare e raccogliere tenendola ben serrata con l'ausilio di cimette dette matafioni. Prendere i terzaroli (prima, seconda e a volte anche terza mano) significa ridurre progressivamente l'area della randa esposta al vento.

Manovre:
1) (Le) insieme di cavi di una nave a vela. 2) Manovre rispetto il vento:

Cazzare: Tendere una cima e chiudere le vele per affrontare la bolina.
Lascare: Mollare una cima e aprire le vele per una andatura di poppa.
Orzare:Portare la prua della barca maggiormente contro il vento(bolina), si dice "Stringere il vento".
Poggiare: Allontanare la prua della barca per portarla nella direzione di propagazione del vento (poppa).
Strambare: Cambiare direzione in un lato di poppa.
Virare: Cambiare di bordo in una andatura di bolina.


Manovre correnti:
1) manovre necessarie a muovere, sollevare e compiere certe operazioni. 2) manovre correnti, dette anche volanti; è il termine generico che comprende le scotte, le drizze, gli imbrogli, le ritenute, ecc.: tutti i cavi di manovra delle vele.

Manovre dormienti: l'insieme dei cavi (fissi e in tensione) che sorreggono l'albero (drizze, stralli, paterazzi).

Manovre fisse:
cavi per tenere in posizione sartie a altre parti dell'alberatura.

Mante:
nome specifico della grossa cima con cui si alzano i pennoni delle gabbie, poi genericamente passato a qualsiasi cima di sospensione, specie se dotata di paranco.

Mantiglio:
designazione generica di ogni cima o catena destinata a sostenere parti mobili dell'alberatura, come pennoni, picchi, bomi, ecc.

Marciapiede:
funi stabilmente distese sotto i pennoni sulle quali si spostavano i gabbieri per compiere le manovre.

Marconi:
attrezzatura velica così denominata perchè le imbarcazioni attrezzate con questo tipo di vele ricordavano le antenne della radio inventata dallo scienziato italiano: è l'attrezzatura usata su tutte le moderne imbarcazioni a vela.

Mare: il vento provoca il moto ondoso; le onde sollevate dal vento sul posto sono chiamate <onde vive > ed il tratto di mare sul quale questo vento soffia è chiamato < mare vivo >. Di questo esiste una scala descrittiva, con delle cifre che ne indicano la forza: da 0, mare calmo, a 9, tempestoso, ed altre che danno la relativa altezza delle onde in metri (da 0 a 14 m). Una volta formate, le onde escono dalla zona d'influenza del vento che le ha provocate e diventano per solito lisce e lunghe; il tratto di mare in cui si muovono si chiama < mare morto > o più comunemente < mare lungo >. Anche di questo mare esiste una tabella descrittiva. Quando sulla stessa zona si abbiano onde vive e morte provenienti da direzioni diverse si forma il cosidetto < mare incrociato >.

Mare al giardinetto:
offrire all'onda il giardinetto della barca, ovvero mantenere una rotta tale che il mare sopraggiunga per 3/4 da poppa.

Mare al mascone:
presentare alle onde il mascone, cioè mantenere una rotta tale che la barca avanzi e salga sul fronte d'onda in arrivo con un angolo di circa 45 gradi rispetto ad esso.

Marea:
periodica variazione del livello del mare causata dall'attrazione di Luna e Sole combinata col moto terrestre.

Maree quadrature: di minore ampiezza delle sizigie, si formano due giorni dopo il primo e l'ultimo quarto lunare.

Maree sizigie: dette anche sizigiali; sono quelle che portano le acque al più alto livello di flusso ed al più basso di riflusso.

Margherita, nodo:
nodo utilizzato allo scopo di accorciare una cima così da evitare di tagliarla.

Marina:
porto turistico attrezzato appositamente per le imbarcazioni da diporto.

Marra:
parte terminale, appiattita e acuminata, dei braci dell’ancora per facilitarne la presa sul fondo marino. Per estensione, nome dell’intero braccio.

Masca:
denominazione specifica dell'anca prodiera di una nave, più comunemente detta mascone. Analogamente a giardinetto, la voce è passata a indicare la corrispondente zona della nave e quanto si trovi o provenga in direzione di essa: mare al mascone.

Maschetta:
(o galtella) nome specifico del ringrosso laterale posto al di sotto del colombiere per il sostegno delle barre costiere.

Maschette:
parti del bozzello.

Maschio: l'estremità inferiore di un albero.

Mascone:
v. masca parte prodiera (di dritta o di sinistra) della barca, subito a poppavia della prua.

Massa d'aria: porzione dell'atmosfera che con caratteristiche e proprietà fisiche quasi uniformi si estende su una zona della superficie terrestre di grande ampiezza (migliaia di Km²).

Mastra:
indica sia il battente, o riparo, posto intorno a ogni apertura del ponte di coperta per ostacolare l'entrata dell'acqua, sia l'apertura con robusto collare fatta in esso per il passaggio degli alberi.

Mastro d'ascia:
termine per definire il carpentiere esperto nelle riparazioni degli alberi e altre parti in legno a bordo delle navi.

Mastro velaio:
carpentiere esperto addetto alle vele.

Matafione:
cimetta con la quale si contiene la parte di vela sottratta al vento quando si prendono una o più mani di terzaroli.

Matt:
fibra di vetro pressata a stuoia e utilizzata nella costruzione delle barche in vetroresina.

May Day:
chiamata radio di richiesta di soccorso, normalmente sul canale 16 VHF; deriva dal francese "m'aider", aiutatemi.

Match Race:
Regata tra due sole barche, tipica della Coppa America, in cui una vince e l'altra perde.

Max Prop / J-Prop: i termini J-Prop e Max Prop si riferiscono a due particolari tipi di eliche prodotte rispettivamente dalla Marine Propellere e dalla Max Prop Propeller. In linea generale la particolarità di queste eliche, sta nel fatto che consentono la possibilità di regolare facilmente il passo, modificando l’inclinazione delle pale, e consentono di ottimizzarne la resa. Il disegno delle pale, che nei vari modelli possono anche mettersi automaticamente “a bandiera” durante la navigazione a vela, è studiato in modo tale da offrire bassa resistenza all’avanzamento.

Meda:
segnalamento marittimo per avvisare di pericoli o per aiutare negli allineamenti.

Meltemi:
vento prettamente estivo che spira da nord nella zona del Mare Egeo.

Meolo:
sottile sagola fatta passare all'interno di una guaina cucita lungo la balumina; tesando o lascando il meolo è possibile evitare il fileggiare della vela o variare la sua concavità lungo la caduta poppiera.

Mercatore (Gerhard Kremer):
geografo belga a cui si deve l'invenzione dell'omonima proiezione delle carte nautiche ancora oggi utilizzata.

Meridiano:
circolo massimo terrestre, passante per i poli e perpendicolare ai paralleli (vedi anche Greenwich).

Merlino: sottile cavo utilizzato per cuciture a mano.

Meteora:
meteora è il nome generico che viene dato a tutti i fenomeni che si manifestano nell’atmosfera o possono essere veduti in cielo.

  • le meteore possono essere classificate in:

1.    meteore aeree, se interessano l’aria e i suoi movimenti (venti, trombe d’aria, etc.);

2.    meteore acquee, se interessano l’acqua nei suoi vari stati fisici (nebbie, nubi, pioggia, grandine, neve.);

3.    Meteore luminose, se interessano fenomeni legati a particolari effetti della luce (arcobaleno, miraggi, etc.);

4.    meteore elettriche, se legate alla manifestazione di fenomeni elettrici (lampi, aurore, tramonti, albe, etc.);

5.    meteore sonore, se si manifestano con la generazione di suoni (tuoni);

6. meteore astronomiche, se interessano i corpi celesti (aloni, code delle comete, stelle cadenti, etc.).


Meteorologia:
la meteorologia è la scienza che studia l’atmosfera terrestre e tutte le meteore che in questa si generano e che assumono un particolare interesse nella variazione del tempo e del clima.

Meteorologo:
il m. è lo studioso della meteorologia e di tutti i fenomeni legati a questa scienza.

Mettere a collo: (vedi accollo). 

Mettere in chiaro:
fare ordine; nel caso sia riferito ad una cima significa predisporla affinché non si imbrogli durante una manovra.

Mettere in croce: bracciare i pennoni, in modo che assumano un orientamento in direzione perpendicolare alla chiglia.

Mezza mano: vedi mano di grasso.

Mezzagalera: ( o mezza galera/ galea) Bastimento da guerra del periodo remiero (sec. 16° -17°), analogo alla galea ma più piccolo, con circa 20 remi per lato e un solo vogatore per remo, due alberi con vele latine e tre cannoni in coperta.

Mezzaluna:
era l’altro nome che era dato alla coffa dei velieri, a causa della sua forma a semicerchio. Sempre mezzaluna (o anche tamigio) veniva chiamato quel pezzo di legno o metallico di forma semicircolare, sul quale si poggiava la barra lunga e pesante dei timoni. Nei grandi bastimenti la mezzaluna era posta al disotto del baglio e su questa scorreva un pezzo metallico ripiegato a “C” (chiamato manovella), collegato ai frenelli, al quale era assicurata la barra del timone. Con lo stesso nome viene chiamato quel collettore che è adattato sui boma che utilizzano la presa di terzaroli con il sistema a rullino. Questo, ormai del tutto scomparso, consiste in un boma girevole attorno al proprio asse longitudinale, attorno al quale si avvolge la randa. La mezzaluna (un bracotto a rulli) è il meccanismo che permette di mantenere assicurata al boma la scotta della randa.

Mezzana:
il nome mezzana è dato all’albero situato a poppavia dell’albero di maestra; nei velieri a tre alberi, quello di mezzana è l’albero centrale. nei bastimenti a due alberi, come le golette, l’albero di mezzana è assente, mentre nei velieri armati a ketch e a yawl l’albero di mezzana è il secondo albero a partire dalla prua. E’ chiamata mezzana anche la vela inferita all’albero.
Lo stesso nome generico prende tutto ciò che abbia attinenza con esso (vele comprese).

Mezzanave:
nel linguaggio marinaresco designa la zona che si trova alla metà della lunghezza della nave.

Mezzanella:
la mezzanella è l’antico nome che veniva attribuito ad una piccola vela latina, armata all’estrema poppa dei bastimenti, la cui scotta veniva fissata ad un buttafuori. Per similitudine oggi il nome viene attribuito alla randa di mezzana degli yawl, assai più piccola rispetto alla randa di maestra, a differenza di quella dei ketch, che ha una dimensione meno ridotta.

Mezzeria:
per mezzeria s’intende tutto ciò che sta verso il centro della nave, sia nel senso longitudinale sia nel senso trasversale.

Mezzocassero:
il mezzocassero è una particolare soprastruttura incompleta, costituita da un lieve rialzamento (meno di un metro e mezzo) del ponte principale e dal prolungamento dei fianchi dello scafo. In genere, però, più che una soprastruttura, è considerato una vera e propria parte dello scafo.

Mezzo collo:
dare volta a una cima facendogli fare un mezzo giro su se stessa, ad occhiello, così che il corrente passi sempre sotto e tenda ad autostrozzarsi; è la forma più semplice di nodo.

Mezzogiorno:
il mezzogiorno è la direzione opposta al settentrione, corrisponde alla direzione cardinale sud. Lo stesso nome viene attribuito all’ostro, il vento che spira da tale direzione. E’ detta mezzogiorno anche l’ora del passaggio del Sole al meridiano dell’osservatore.

Mezzomarinaio: il mezzomarinaio è l’attrezzo costituito da un asta di legno o alluminio, alla cui estremità è sistemato un gancio semplice o doppio, che viene usato per accostare o per scostarsi da una banchina o da un altro galleggiante. Il termine deriva dal fatto che, in passato, il compito di usare questo attrezzo era normalmente affidato ai marinai più giovani. Viene anche detto alighiero, anghiere o gancio d’accosto.

Miccia:
la miccia, fatta eccezione per quella costituita dalla particolare corda, che accesa fa innesco all’ordigno che deve fare esplodere, è la parte terminale del piede dell’albero, quella che si incastra nell’apposita scassa ricavata sul paramezzale, per gli alberi passanti o direttamente in coperta negli altri casi.

Miglio: il termine miglio indica l’unità di misura delle distanze in mare, il m. m. è la distanza equivalente a un primo di latitudine, cioè 1 miglio -1851,8 metri (il miglio terrestre è invece 0,869 miglia marine, cioè 1,609 chilometri). . Tale unità di misura viene definita, tenendo conto della forma ellissoidica della Terra, come la lunghezza di un primo di ellisse meridiana alla latitudine di 45°. A tale latitudine un primo d’ellisse meridiana misura esattamente 1.852 metri. Sulla stessa ellisse, all’ equatore (latitudine 0°) avremmo ottenuto 1.843 metri, mentre, in corrispondenza dei poli (latitudine 90° ), il suo valore è di 1.862 m.

Mike:
termine che rappresenta la lettera M nell'alfabeto fonetico internazionale ICAO.

Millibar: il millibar è l’unità di misura della pressione atmosferica equivalente a 1000 dine per cmq., o meglio lo era fino a quando non è stata sostituita dall’ectopascal. Il millibar rappresenta la pressione esercitata da una colonna di mercurio alta 760 millimetri che agisce sulla superficie di un centimetro quadrato. Il millibar corrisponde esattamente all’ectopascal, perciò una pressione atmosferica di 1.050 mb è uguale a 1.050 hPa.

Minio:
il minio è il nome dato all’ossido di piombo dal caratteristico rosso brillante. Viene utilizzato nelle costruzioni navali come primer. Queste sostanze creano un ambiente alcalino che ritarda la reazione di corrosione, proteggendo i metalli e il legno nei punti in cui viene eseguita la chiodatura.

Miraglio:
struttura verticale aggiunta ad un segnalamento per renderlo più facilmente avvistabile.

Mistico:
Nel passato, piccolo veliero a tre alberi, di cui l’ultimo disposto alla estrema poppa, con una sola vela quadra ciascuno. (Altra versione: veliero con più alberi e vele di forma mista (da cui il nome) e quindi senza una precisa caratterizzazione).

Mistral:
1. vedi maestrale: 2. tavola a vela monotipo progettata da E. Prade; classe olimpica dal 1996, misura m. 3,80x0.68; superficie velica di mq 6.

Modello:
nave costruita in scala ridotta.

Mogano:
legno fibroso, si trova solo in listelli. Soggetto a spezzarsi e scheggiarsi facilmente.

Mollare:
allentare completamente la tensione su una cima o un cavo.

Monossilo: barca scavata d'un solo tronco d'albero.

Monotipo: serie di imbarcazioni identiche per misure e disegno le quali possono competere in regata senza la necessità di ricorrere ai tempi compensati.

Morse:
alfabeto telegrafico inventato da Samuel Morse: il sistema si basa su di un insieme combinato di linee e punti in grado di rappresentare tutte le lettere dell'alfabeto.

Morsello: morsello o muscello è una specie di treccia, che veniva eseguita a bordo legando assieme filacce di vecchi cavi e che veniva utilizzata per eseguire legature.

Mortaio: 1)
cannone corto atto a sparare con notevole inclinazione e di regola imbarcato sulle bombarde. 2) il mortaio è il contenitore cilindrico di materiale amagnetico, che contiene il sistema magnetico della bussola marina e il liquido entro il quale si trova immerso. Sul fondo del mortaio, appe­santito per garantire una buona stabilità, è ricavato un serbatoio a superficie elastica, detto pol­mone, che dilatandosi in caso di aumento di temperatura, compensa l'aumento di volume del liquido. Viceversa, all'ab­bassarsi della temperatura, al­lorché si verifica una contrazio­ne del volume del liquido, per­mette il passaggio dello stesso all'interno del mortaio. Dal fondo del mortaio si eleva la punta di sospensione, sulla qua­le poggia il cappelletto al quale è collegata la rosa dei venti del­la bussola. Il mortaio è chiuso superiormente da un robusto cristallo a tenuta stagna.

M
ortasa -dicesi incastro a Mortasa e Tenone, il tipo di innesto che viene utilizzato nelle costruzioni degli scafi in legno. È costituito da un foro a sezione quadra o rettangolare (la mortasa), entro il quale viene inserito il maschio dell'altro pezzo (il tenone). Il più noto è l'incastro del dritto del timone sulla chiglia.


Moschettone
: gancio apribile usato per incocciare una drizza o per ingarrocciare una vela: quello usato per il fiocco è chiamato garroccio.

Mostacci: mostacci o mustacchi, è il nome che si da alle manovre che vengono fissate al bompresso, che, partendo dalla sua estremità, fanno testa a dritta e a sinistra, sui masconi, allo scopo di tenere salda questa asta. Sono più conosciuti con il nome di venti.

Mostra: la mostra è l'orologio di precisione, che periodicamente si confronta col crono­metro di bordo, e che viene ado­perato per calcolare l'istante dell'osservazione degli astri quando col sestante, se ne determina l'altezza sull'orizzonte. La mostra è regolata sull'ora del fuso. Su molte mostre è possibile anche leggere l'ora in gradi, primi e secondi.


Mostrarombi:
antico strumenti usato per la navigazione stimata, ossia per una determinazione approssimata e induttiva del percorso fatto dalla nave. Esso era costituito da una tavoletta ove era dipinta la rosa dei venti e in ogni rombo era fatti otto fori e altrettanti se ne trovano in serie numerate poste al di sotto di essa e corrispondenti alle velocità in nodi. Dopo mezz’ora di guardia il timoniere metteva un piccolo cavicchio nel primo dei fori del rombo entro cui veniva fatto rotta e ne metteva un altro nel primo dei fori della serie di quelli della velocità tenuta dalla nave; dopo un’ora procedeva a operazioni analoghe, ponendo un cavicchio nel secondo dei fori, dello stesso rombo se non aveva mutato rotta, di un altro se questa fosse venuta a cadere in uno diverso, e poneva un altro cavicchio nel secondo dei fori delle serie delle velocità (di nuovo la stessa, se anche questa non era cambiata, in un’ altra in caso di mutamento). Al termine delle quattro ore i cavicchi erano esauriti e i dati così annotati erano trasferiti su giornale di chiesuola o sulla carta nautica.

Mostravento:
vedi segnavento. banderuola girevole posizionata in testa d' albero, che indica la direzione da cui proviene il vento.. Nelle barche moderne è collegato con a un trasduttore che trasmette il segnale a un indicatore  nel pozzetto che mostra la direzione e la velocità del vento, in modo che possa essere vista più comodamente. I mostravento più semplici sono quelli costituiti da striscioline di nailon o da fili di lana, fissati alle vele, alle sartie e in altre posizioni utili.

Moto: il termine moto, oltre che indicare il movimento, lo spostamento di un corpo nello spazio circostante e il funzionamento di motori e congegni, è la prima di molte parole composte che designano unità che adottano come propulsore motore a combustione interna, sia a scoppio che diesel. Abbiamo così:- la motobarca, che è il nome generico delle imbarcazioni dotate di motore; la motobetta, la motochiatta e il motopontone, che sono galleggianti di medie dimensioni, utilizzati nei porti per trasporto di merci o per lo spostamento di altro materiale da nave a terra; la motocisterna, che è il termine che indica una nave a propulsione meccanica adibita al trasporto di liquidi;  la motolancia; la motonave; il motopeschereccio.

Motonautica: con il termine motonautica si intende la parte della nautica che riguarda tutte le attività inerenti alla navigazione delle unità munite di motore, sia entrobordo, che fuoribordo o entrofuoribordo, impiegate per diporto o per competizioni sportive.

Motore: il termine motore indica il meccanismo atto a trasformare l'energia naturale o generata dalla combustione, in lavoro meccanico. Per quanto attiene all'applicazione nautica, tralasciando i motori che funzionano utilizzando la pressione del vapore e quelli termici con turbina a gas, distinguiamo due tipi di motori: quelli ad accensione comandata e quelli ad accensione per compressione. I primi sono i motori che utilizzano come carburante una miscela esplosiva composta da benzina e aria (sono i cosiddetti motori a scoppio). I motori ad accensione per compressione sono, invece, i motori diesel, la cui combustione avviene per iniezione di una determinata quantità di carburante all'interno del cilindro. Entrambi hanno un ciclo di funzionamento a quattro fasi: aspirazione, compressione, espansione e scarico. Queste quattro fasi corrispondono a quattro distinte corse del pistone, che imprimono all'albero motore (cui sono collegati mediante un meccanismo biella-manovella), due giri completi. In questo caso il motore viene detto "a quattro tempi". Molte applicazioni marine utilizzano anche i motori a due tempi, nei quali le quattro fasi sono divise in due coppie, che corrispondono a due corse del pistone e ad un solo giro dell'albero motore.

Motorista:  motorista è il termine generico col quale viene indicata la persona addetta alla conduzione e manutenzione del motore. In particolare, esistono diversi titoli professionali, che distinguono i ruoli e le diverse mansioni del personale addetto alle macchine. Tra questi: - a. ufficiale di macchina; b. capitano di macchina; e. capitano di macchina di seconda classe; d. direttore di macchina; e. direttore di macchina di seconda classe: f. comune di guardia di macchina.

Motorsailer:
motorsailer si definisce, utilizzando un termine anglosassone, l'imbarcazione che noi chiamiamo motoveliero.Barca da diporto a vela dotata di un motore il cui numero di cavalli supera numericamente la metà dei metri quadrati di velatura disponibile; in questo caso per la Legge è considerata barca a motore dotata di velatura ausiliaria.

Motoscafo: motoscafo, come indica lo stesso termine, è uno scafo dotato di motore, intendendo l'insieme dell'ossatura e del fasciame che lo ricopre. Il termine è destinato a indicare piccole unità a motore (entro o fuoribordo), indipendentemente dal materiale di costruzione, generalmente scoperte o dotate di un corto ponte nella parte prodiera. Queste imbarcazioni sono utilizzate soprattutto nel diporto nautico e nella pesca sportiva.

Motoveliero: il  motoveliero è il corrispondente termine italiano utilizzato per indicare una unità da diporto dotata di propulsione mista, vela e motore, nella quale nessuna delle due ha la prevalenza sull'altra, fornendo ciascuna le stesse prestazioni dell'altra. Per questa sua caratteristica veniva chiamato, sempre dagli anglosassoni,   "fifty-fifty" ! (mezzo e mezzo).

Mozzo:
  1) apprendista marinaio, è la figura più bassa, nella scala gerarchica della gente di mare di prima categoria. È la qualifica di prima iscrizione a cui competono i servizi più umili e ingrati lavori generici e non qualificati di bordo.  2) Il mozzo è anche il pezzo pressoché cilindrico, che s'incastra nell'albero dell'elica e che porta attorno le pale dell'elica. 

MPS
: ovvero Multi Purpose Sail, vela per le andature portanti concepita per la crociera; è realizzata in tessuto da spinnaker, da cui si differenzia per la asimmetria del taglio; l'MPS è infatti murato a prua come un fiocco (eventualmente con una corta borosa) e issato non ingarrocciato, col punto di scotta manovrato come uno spinnaker; può assumere anche altri nomi, a seconda della veleria che lo fabbrica. L’mps non è sostanzialmente differente dal gennaker. L’mps è una vecchia versione di vela di prua grande e leggera da lasco non inferita. L’mps quando nacque era murato sulla landa del genoa, e cioè a poppavia dello strallo, e le due scotte facevano la stessa via di quelle del genoa. Successivamente venne murato davanti allo strallo, ottenendo così una manovra di strambata più pulita, nel senso che la vela passa sulle altre mure più agevolmente e con minori probabilità di incattivarsi allo strallo. Naturalmente la via delle scotte in questo caso è diversa, in quanto quella che non lavora passa a proravia dello strallo. Il gennaker è un perfezionamento dell’ mps. Il gennaker ha una forma migliore e viene sempre murato a proravia dello strallo, molto spesso su un bompresso. Per ambedue le vele le manovre possono essere rese più agevoli mediante l’uso della calza, utile specialmente con equipaggio ridotto a due persone.

Mulinello: sono chiamati mulinelli quei congegni realizzati dall'unione, mediante un perno, di due pezzi, ciascuno dei quali è libero di ruotare attorno al perno, indipendentemente dall'altro. Sono frequenti nell'attrezzatura di bordo e vengono applicati a grilli, bozzelli, maglie delle ancore, etc.

Mura: l'angolo di mura (detto anche bugna) è l'angolo anteriore in basso di una vela, sia essa randa o fiocco. e viene fissato nel punto di mura: quest'ultimo si trova alla base dello strallo per le vele di prua e alla congiunzione tra albero e boma per la randa. Nei moderni yachts la mura del fiocco e quella di randa si trovano entrambe lungo l'asse longitudinale della barca, per cui con i termini mura a dritta o mura a sinistra viene inteso che il vento colpisce rispettivamente il lato destro o quello sinistro dello scafo; cambiare di mura è quindi sinonimo di virare di bordo. 2: Manovra corrente sulle navi a vele quadre tira e trattiene verso prua le bugne delle vele stesse, dalle scotte tirate e trattenute verso poppa.

Murare:
murare deriva dal precedente termine e significa legare sopravvento e verso prua la bugna della vela quadra, affinché resti tesa e ferma nelle andature strette. Oggi utilizziamo lo stesso termine per indicare l'operazione mediante la quale si fissa l'angolo basso e prodiero di una vela.

Murata:
nome generico e comprensivo del fianco di una nave, con speciale riguardo alla sua parte emersa. La murata è la superficie esterna e laterale dello scafo, che si estende dalla linea di galleggiamento fino all'orlo superiore del parapetto. Il nome deriva dal fatto che, anticamente (verso la fine del XV secolo), per difendersi dai colpi delle bombarde nemiche, si usava rinforzare la parte interna dell'opera morta, costruendo un vero e proprio muro, fatto di mattoni e calce, fino al parapetto. Si trattava delle prime corazze, che, più tardi, avrebbero protetto le navi militari dette appunto, "corazzate".

Mure:
1) mure o masconi sono dette le due superfici laterali della prua di una nave, simmetriche rispetto al tagliamare. Il termine deriva da masca, con significato di maschera, di faccia. Per tal motivo, probabilmente, gli antichi navigatori disegnavano su queste superfici gli occhi. Ed è per questo motivo che, ancora oggi, i fori praticati nei masconi, attraverso i quali passa il fuso dell'ancora e la catena alla quale è assicurata, vengono chiamati "occhi di cubia". Anche se la derivazione etimologica del termine non è certa, è possibile legarla a "escùbia", che significa l'occhio che veglia, l'occhio aperto, sentinella notturna.2) Si usa nelle espressioni: mure a dritta, mure a sinistra, per indicare da quale parte una barca a vela riceve il vento. Si naviga con mure a dritta, quando la barca riceve il vento da dritta, e con mure a sinistra quando lo riceve da sinistra.

Musone:
è la ferramenta che si trova a prua estrema e generalmente composta da un unico blocco con l'attacco per lo strallo e il passacatena dell'ancora, contiene, nei modelli più completi, i passacavi, la landa alla quale viene assicurato lo strallo e gli angoli di mura del fiocco e dove è sistemata la puleggia che permette lo scorrimento della catena dell'ancora. Altri, più semplici ed economici, contengono solamente la guida per la catena e la relativa puleggia.

Mylar:
pellicola di poliestere utilizzata per confezionare vele per vento leggero: la sostituzione del tradizionale tessuto con una pellicola comporta l'ottenimento di una vela con un coefficiente di elasticità uguale lungo ogni direzione di sollecitazione, ovvero senza maggiore allungamento e deformazione nel senso della trama.

 

Lettera N
 A - B - C - D - E F - G - H I J K - L - M N - O - P - Q - R - S - T - U V - W X Y Z
 

N: Nome di una bandiera da segnali. Se alzata isolatamente nel Codice internazionale dei segnali significa : No.

Nadir: punto immaginario posto sulla verticale passante per l'osservatore, direttamente sotto i suoi piedi; il suo opposto è lo zenit.

Nafta: la nafta è il residuo della distillazione tra i 300°C e i 400°C del petrolio. La nafta viene adoperata per il funzionamento dei grossi motori diesel e nei generatori di vapore, ha una temperatura di infiammabilità variabile tra i 70°C e i 150°C. La nafta non è da confondere con il gasolio, che si estrae dalla distillazione del petrolio a temperature variabili tra i 200°C e i 300°C. Quest'ultimo è quello che viene utilizzato normalmente per alimentare i motori diesel delle imbarcazioni.

Nailon: il nailon è una fibra tessile derivata dall'industria chimica e trova largo impiego a bordo sia per confezionare vele molto leggere (spinnaker, drifter, blooper, etc.)  che  per confezionare cavi estremamente elastici, buoni per l'ormeggio e da evitare assolutamente per drizze e scotte. È una fibra imputrescibile, molto resistente all'usura e non infiammabile. Il nailon, oltre come fibra tessile, esiste in forma di resina e, come tale, viene utilizzato nella fabbricazione di bozzelli, pulegge, gallocce, passacavi, etc.

Nassa: La nassa è un attrezzo da pesca costituito da una grossa cesta di vimini o di giunco, con una apertura larga e facilmente imboccabile da un lato e che termina all'interno della nassa, con un fascio di giunchi. I pesci e i crostacei, attratti dall'esca che viene messa all'interno della nassa, vi entrano facilmente per mangiare, ma trovano praticamente impossibile imboccare l'uscita ostruita dal fascio di giunchi e così vi rimangono intrappolati. Vi sono diversi tipi di nassa, di diverse dimensioni, con maglie di diverso tipo e vengono impiegate in modi, tempi e luoghi differenti. La confezione delle nasse è considerata un'arte antichissima risalente al II secolo d.C. Le nasse vengono adoperate anche per conservare il pesce vivo in mare.


Nastro (Azzurro):  il Nastro Azzurro è il nome attribuito all'ambito distintivo riconosciuto internazionalmente, che viene attribuito alla nave che abbia compiuto la traversata atlantica nel tempo inferiore. La nave che per tre mesi detiene il primato della traversata può fregiarsi del riconoscimento dipingendo una fascia azzurra sul fumaiolo.

Natante:
barca o altro oggetto costruito per navigare in genere che indica tutti i galleggianti; la legge italiana con questo termine definisce le piccole unità da diporto, l'unità a vela o a motore, di lunghezza uguale o inferiore a 10 metri, e le unità a remi. 

Natta: Stuoia fatta di canne o specie di copertoio fatto di canne spaccate e intrecciate le une con le altre, o di scorze d'alberi di cui servonsi nelle navi per guarnire o foderare il posto dove stanno il biscotto, le vele, la stiva, quando è piena di grani, per difenderli dall'umido. Anche canniccio.

Naufragare: significa che una nave o un galleggiante in genere si è persa in mare colando a picco, andando a fondo.

Naufragio:
Il naufragio è la perdita di una nave, intesa con il suo significato più ampio, che va a fondo. Le cause di un naufragio possono essere le più diverse, come l'urto con altra nave o con oggetti galleggianti, l'imbarco d'acqua a causa di una falla o del cattivo tempo, l'incendio, un evento bellico, l'incaglio, etc. Il naufragio non è da confondere con l'incaglio volontario o con l'arenamento della nave, effettuato per evitare danni peggiori o per salvare l'equipaggio. Il termine naufragio è legato alla perdita totale e definitiva della nave.

Naufrago
- Naufrago è colui che ha subito il naufragio del mezzo sul quale era imbar­cato ed è scampato, utilizzando i mezzi di salvataggio collettivi o individuali. Con lo stesso ter­mine si indica la persona che cade in mare dalla nave in na­vigazione.

Nautica:
l'arte e la tecnica del navigare.

Nautico: è il termine legato alla scienza della navigazione marittima e a tutte le attrezzature, le scuole, le attività legate alla navigazione, alle imbarcazioni e alle navi. Sono noti i termini, carta nautica, compasso nautico, bussola nautica, istituto nautico, salone nautico, dizionario nautico, etc.

Nautofono:
  il nautofono è uno strumento,"un segnalamento marittimo sonoro", da utilizzarsi in caso di nebbia o scarsa visibilità, costituito da un particolare congegno formato da una lamina che vibra tra due poli di una elettrocalamita, che emette un suono con una nota alta udibile a molte miglia di distanza. Sono conosciuti anche con il nome inglese, di typhoons.

Navale
: indica tutto ciò che ha attinenza con la nave e, come tale, viene utilizzato per specificare il tipo di cantiere, di costruzione, di storia, di museo, di battaglia, di arte, di accademia, di ingegnere, di meccanico, etc.

Navalestro: 1) Colui che per mercede fa attraversare i fiumi sopra una grossa barca detta Nave. 2) Colui che naviga su per i fiumi di poco fondo, non usando remi per muovere la barca, ma puntando al fondo con una lunga pertica, e così spingendo la barca innanzi.

Nave:  La nave è una costruzione galleggiante di grandi dimensioni, dotata di mezzi propri di propulsione, attrezzata allo scopo di trasportare merci e persone in viaggi più o meno lunghi. Per tale motivo possiede attrezzature e dotazioni particolari, che consentono la vita a bordo per periodi lunghi. Le navi possono essere classificate: secondo il mezzo propulsivo (vela, meccanica, mista); secondo l'uso cui sono destinate (difesa dello stato, mercantili, pesca, diporto, ricerca scientifica, ausilio); secondo la navigazione esercitata (Lungo Corso, Gran cabotaggio, Piccolo cabotaggio, Navigazione costiera, Navigazione locale, Navigazione interna). Per la nautica da diporto la nave è l'unità a vela o a motore di lunghezza superiore a 24 metri. Il termine nave designa anche un tipo di bastimento a vela, armato con tre alberi (Trinchetto, Maestra e Mezzana), attrezzati con vele quadre e vele di strallo. A prua porta il bompresso con fiocchi. Nell'antico linguaggio marinaresco nome generico del veliero a tre alberi con vele quadre e bompresso. Usato anche come sinonimo di vascello. Il veliero che, verso poppa, aveva un quarto albero (con vele auriche) era detto a palo (dalla denominazione di quest'ultimo albero).

Nave a Palo: è un veliero di grandi dimensioni, armato con tre alberi attrezzati tutti con vele quadre e vele di strallo. Un palo, situato a poppavia dell'albero di mezzana e armato con randa aurica e controranda e, a prua, il bompresso con fiocchi.- Alberatura di una nave a palo.  A. Albero di trinchetto; B. Albero di maestra; C. Albero di mezzana; D. Palo; 1. Bompresso; 2. Fuso maggiore di trinchetto; 3. Fuso maggiore di maestra; 4. Fuso maggiore di mezzana; 5. Fuso maggiore del palo; 6. Albero di parrocchetto; 7. Albero di gabbia; 8. Albero di contromezzana; 9. Alberetto; 10. Alberetto di trinchetto; 11. Alberetto di maestra; 12. Alberetto di mezzana; 13. Pennone di trinchetto; 14. Pennone di parrocchetto fisso; 15. Pennone di parrocchetto volante; 16. Pennone di velaccino fisso; 17. Pennone di velaccino volante; 18. Pennone di controvelaccino; 19. Pennone di maestra; 20. Pennone di gabbia fissa; 21. Pennone di gabbia volante; 22. Pennone di velaccio fisso; 23. Pennone di velacio volante; 24. Pennone di controvelaccio; 25. Pennone di mezzana; 26. Pennone di contromezzana fissa; 27. Pennone di contromezzana volante; 28. Pennone di belvedere fisso; 29. Pennone di belvedere volante; 30. Pennone di controbelvedere; 31. Boma della randa del palo; 32. Picco della randa inferiore; 33. Picco della randa superiore.

Nave a Goletta:  la nave goletta è un bastimento a vela armato con tre alberi, dei quali quello prodiero (trinchetto) attrezzato con vele quadre e gli altri due (maestra e mezzana) armati con randa aurica e controranda. A prua porta il bompresso con fiocchi.

Nave a tre alberi: nave “ attrezzata a nave”, cioè con tre alberi a vele quadre (più il bompresso sul quale si bordano i fiocchi, e, quasi sempre, una randa di poppa all’albero di mezzana, spesso priva del suo trevo ma, per il resto, con le sue normali vele quadre, cioè contromezzana, belvedere e controbelvedere).

Navicello: veliero a due alberi, dei quali il primo, molto inclinato a prua, con una vela trapezoidale bordata in testa all'albero di maestra, che ha vela latina o aurica. Aveva anche un asta per il polaccone.

Navigare:
viaggiare sull'acqua per mezzo di un'imbarcazione.

Navigatore:
1. colui che va per mare; 2. addetto al tracciamento della rotta; in marina il compito è svolto dall'Ufficiale di Rotta.

Navigazione:
l'atto del trasportare o del viaggiare sull'acqua; 1. la navigazione astronomica : consente, con l'aiuto del sestante e delle effemeridi, di rilevare il punto nave osservando gli astri; 2. la navigazione costiera : consiste nel navigare tenendo conto dei punti cospicui e dei punti di riferimento in genere situati lungo la costa; 3. la navigazione stimata : è la più comune tra i diportisti e consiste nel valutare la posizione istantanea della barca grazie alla distanza stimata percorsa lungo la rotta, anch'essa stimata, tenendo conto delle influenze di deriva e scarroccio.

Navigazione costiera: quella che si compie in vista di costa, in cui la posizione della nave e i problemi relativi alla navigazione costiera vengono risolti con osservazioni di punti a terra.

Navigazione Satellitare: concepita alla fine degli anni Cinquanta a seguito dei primi lanci di satelliti artificiali, è stata perfezionata nel tempo fino alla realizzazione, negli anni ottanta, di un sistema in grado di fornire su tutto il pianeta , in ogni momento , precisioni di qualche decina di metri: il GPS (Global Positioning System). La navigazione satellitare, concepita alla fine degli anni Cinquanta a seguito dei primi lanci di satelliti artificiali, è stata perfezionata nel tempo fino alla realizzazione, negli anni ottanta, di un sistema in grado di fornire su tutto il pianeta , in ogni momento , precisioni di qualche decina di metri.

Navigazione stimata: metodo di navigazione con il quale il punto nave è determinato dalla velocità, al tempo trascorso e dalla rota seguita, a partire da una posizione nota.

Naviglio:
Insieme di navi.

Nebbia:
condensazione dell'umidità atmosferica in minutissime goccioline d'acqua che riducono la visibilità a meno di 1 km (altrimenti dicesi foschia).

Nembaizza: (venez.)Cielo che minaccia tempesta.

Nembo: Massa di forte spessore di nuvole oscure, senza forma definita, a margini frastagliati e dalla quale cadono generalmente pioggia o neve persistente. Talora il nembo si squarcia in brandelli che possono rimanere anche sotto il nembo principale. Secondo una convenzione internazionale, i nembi vengono classificati fra le nuvole cella zona inferiore dell'atmosfera, aventi cioè un'altezza inferiore ai 2000 metri.

Nembostrato: nube di pioggia molto scura e con margini frastagliati che si trova a circa 1500-2200 metri di altezza; nella parte inferiore, dove cade una pioggia continua, appare sfrangiata.

Nocchiere:
ufficiale che sovrintendeva alla condotta e al governo marinaresco della nave.

Noce: 1) legno compatto e robusto in tonalità che variano dal marrone chiaro al marrone scuro. Utile al modellista per realizzare il fasciame (in listelli) e i ponti (in Tavolette) o per i tondini degli alberi. 2) Rigonfiamento a forma di noce della parte superiore degli alberi di legno, immediatamente al di sotto del colombiere e delle estremità dei pennoni in legno, in prossimità delle varee, derivante dal maggior diametro che si dà alle parti stesse in relazione allo sforzo che sono destinate a sopportare.

No Cure No Pay: (ingl.) "Nessuna assistenza, nessun pagamento". Denominazione di una convenzione divenuta di uso generale, in base alla quale l'impresa di salvataggio si obbliga di fare tutti gli sforzi possibili per salvare la nave e il carico, provvedendo a suo proprio rischio quanto occorre alle relative operazioni a avendo diritto alla retribuzione stabilita nel solo caso di utile risultato dei suoi servigi. Se l'esito del salvataggio è solo parzialmente favorevole, e non è imputabile all'impresa alcuna negligenza o mancanza di ordinaria utilità, è dovuto un ragionevole compenso, non superiore a una determinata percentuale delle cose salvate.

Nodo: 1). intreccio tra uno o più cavi in modo da ottenere delle legature; 2). unità di misura che indica la velocità di un'imbarcazione corrispondente ad un miglio marino, ovvero a 1852 metri. Un nodo è un miglio all'ora.

Nominativo: iI nominativo o indicativo di chiamata è la sigla internazionale, composta da quattro lettere dell'alfabeto, assegnata a una stazione di nave o di imbarcazione munite di impianto radio. Per l'Italia sono riservate le lettere comprese tra "IAAA" e "IZZZ".

Nominativo internazionale: gruppo di quattro lettere dell'alfabeto che identificano un'imbarcazione.

Nonio: il nonio è il particolare dispositivo che consente di leggere i sottomultipli della divisione della scala di uno strumento. Il nonio è presente anche nel sestante e consente di valutare il numero dei primi nel caso in cui la lettura non coincida esattamente con un valore intero di gradi. È detto anche "verniero" in onore di Pierre Vernier, che perfezionò il dispositivo.

Nord: uno dei quattro punti cardinali, indicato con la lettera N, che corrisponde al “settentrione” o "Tramontana". Direzione coincidente con lo 0° e i 360° della rosa dei venti e dista circa un grado dalla direzione indicata in ciclo dalla stella Polare.

Nord magnetico: polo del campo magnetico terrestre verso il quale si dirige l'ago della bussola magnetica.

Norvegese: (poppa alla...) - La poppa alla norvegese è quel particolare tipo di poppa che termina aguzza o leggermente tondeggiante, senza specchio. Questo tipo di poppa è utilizzata soprattutto dalle imbarcazioni nordiche.

Nostromo: primo coadiutore del nocchiere, dirigeva l'esecuzione delle manovre disposte da lui o dal comandante. Il nostromo è il marinaio più esperto e più anziano a bordo, l'anello di congiunzione tra i marinai e gli ufficiali. A lui è affidata tutta l'attrezzatura marinaresca di bordo. Sui velieri francesi era chiamato il "maestro". L'etimologia fa derivare il termine dalle parole spagnole nuestro, con significato di "nostro", e da amo, con significato di "padrone"; il dialetto genovese ha poi trasformato amo in "omu", modificando padrone in "uomo".  In passato era preposto alla gestione delle attrezzature veliche della nave e, quindi, era colui che più degli altri doveva impartire ordini ai subordinati. Usava pertanto lo strumento noto come "fischio del nostromo".

Noto: Noto è il nome antico attribuito a un vento che spira da Sud, corrispondente all'attuale Ostro o Mezzogiorno. È un vento caldo e umido.

Notturlabio: antico strumento per la navigazione, descritto per la prima volta nel 1581, impiegato per determinare l’ora di notte e per ottenere le correzioni da apportare all’altezza della stella Polare, al fine di ottenere la latitudine osservando la posizione delle “Guardie”, ovvero stelle dell’Orsa Minore o dell’Orsa Maggiore, rispetto alla Polare.

November:
termine che rappresenta la lettera N nell'alfabeto fonetico internazionale ICAO.

Nube: La nube è il fenomeno meteorologico causato dalla presenza di particelle d'acqua, allo stato liquido o solido, presenti in una massa d'aria satura di vapore. Queste nubi possono essere a temperature positive e in tal caso sono costituite esclusivamente da goccioline d'acqua; se, invece la loro temperatura è negativa, le nubi possono essere formate da acqua sopraffusa, da neve e anche da minuscoli cristalli di ghiaccio. Le nubi hanno spesso un grande sviluppo verticale e all'interno delle stesse la temperatura potrà variare di parecchie decine di gradi, pertanto, all'interno della stessa nuvola l'acqua può trovarsi in diverse forme: con temperature comprese tra 0° C e - 40° C saranno presenti sia le goccioline d'acqua che i cristalli di ghiaccio, mentre, a temperature inferiori a -40° C sarà presente esclusivamente in forma di cristalli di ghiaccio.
Le nubi sono in continua evoluzione, essendo generate da continui e complessi processi di evaporazione, di condensazione e di sublimazione. A causa di questa loro continua variabilità nell'aspetto e nella forma, le nubi vengono classificate in dieci generi principali che sono:

Nubi alte (oltre i 6 km)

  • Cirri (Ci).
  • Cirrocumuli (Cc).
  • Cirrostrati (Cs).

Nubi medie (tra i 2 e i 6 Km)

  • Altocumuli (Ac).
  • Altostrati (As).
  • Nembostrati (Ns).

Nubi basse (dal livello del mare a 2 Km)

  • Stratocumuli (Se).
  • Strati (St).
  • Cumuli (Cu).

Nubi ad elevato sviluppo verticale (da pochi metri a 18 Km)

  • Cumulonembi (Cb).

Sulle carte sinottiche queste nubi sono spesso rappresentate con il loro simboli.

Nuoto: per nuoto si intende l'insieme dei movimenti che consentono all'uomo e, più genericamente, agli animali, di stare e di spostarsi nell'acqua (in superficie o in immersione). Il nuoto, oltre che essere praticato per attività sportive e ricreative, è un requisito essenziale per chi decide di esercitare la propria attività navigando a bordo delle navi. Per ottenere l'iscrizione nella gente di mare è, infatti, necessario superare una prova pratica di nuoto e di voga. È pur vero che anche qualcuno dei grandi navigatori e comandanti di bastimenti a vela non conoscesse la pratica del nuoto, fra questi il capitano Joshua Slocum, che, per primo, dopo aver abbandonato il lavoro di comandante mercantile, affrontò la navigazione in solitario attorno al mondo. Slocum così racconta nel suo libro Solo, intorno al mondo: "Afferrai la falchetta e tenni duro mentre la barca si girava a fondo in su, perché mi ero improvvisamente ricordato di non saper nuotare".

Nuvola: nuvola è sinonimo di nube. Con il primo termine viene generalmente e comunemente indicato quanto descritto alla voce "nube".

Nuvoloso: nuvoloso è l'aggettivo attribuito al cielo e al tempo, per indicare che è caratterizzato dalla presenza di nuvole. In meteorologia la nuvolosità, che rappresenta la copertura del cielo, viene espressa in ottavi; indicando con otto ottavi la totale copertura del cielo e con zero ottavi l'assenza totale di nubi. Tutte le altre frazioni, da un ottavo a sette ottavi, rappresentano, in via crescente, la maggior copertura del cielo.

 

 

 

Lettera O
 A - B - C - D - E F - G - H I J K - L - M N - O - P - Q - R - S - T - U V - W X Y Z

O: Nome di una bandiera della serie dei segnali del Codice Internazionale. E' di forma rettangolare, suddivisa per diagonale in due triangoli rettangolari, quello inferiore e adiacente all'inferitura giallo, quello superiore rosso. Significa: Uomo in mare.

Obiettivo: l'obiettivo (più raramente, ma egualmente corretto, è il termine "obbiettivo") qui è inteso come il sistema ottico che, in uno strumento, viene rivolto verso l'oggetto che si osserva, ponendo l'occhio davanti a un altro sistema, diametralmente opposto, detto oculare. Talvolta l'obiettivo e l'oculare sono sistemi complessi costituiti da prismi ottici o da lenti, altre volte, come ad esempio accade in alcuni strumenti nautici, oculare e obiettivo sono costituiti semplicemente da due traguardi.

Oblò: il termine oblò deriva dal francese ("hublot") e designa l'apertura rettangolare, quadrata, ma più spesso circolare, che praticata a murata e sulle sovrastrutture, da luce e aria agli ambienti interni. Gli oblò presentano un controtelaio e un telaio di ottone o alluminio che contiene un cristallo a forte spessore (portellino); tale cristallo è protetto da un controportellino metallico a tenuta stagna chiudibile con alcuni tiranti filettati, provvisti di maniglia a vite.

Oceanico: Oceanico è l'aggettivo che indica tutto quanto si riferisce all'oceano; si hanno così, per esempio, i rimorchiatori oceanici, i pescherecci oceanici, i navigatori oceanici, la fauna oceanica, etc.

Oceano: Oceano è il nome attribuito alla enorme distesa d'acqua salata che ricopre per circa il 71 per cento l'intera superficie terrestre. La formazione degli oceani è attribuita alla teoria della deriva dei continenti. Gli oceani sono tre, Atlantico, Pacifico e Indiano. Il primo è delimitato dalle due Americhe a Ovest e dall'Europa e Africa a Est; il secondo è situato tra le due Americhe e l'Australia, mentre l'ultimo si trova tra la costa orientale dell'Africa e l'Australia.

Oceanografia: l'oceanografia è la scienza che studia le leggi che regolano i fenomeni che si verificano negli oceani, in particolare i movimenti, i componenti e le proprietà fisiche e chimiche delle acque marine e i rapporti che queste hanno sull'ambiente circostante e gli esseri viventi.

Occidentale: occidentale è tutto quanto è situato a Ovest della direzione cardinale Nord, cioè tutto quanto si trova a sinistra di chi guardi verso la direzione del Polo Nord.

Occidente:  occidente è il sinonimo di Ovest, la direzione diametralmente opposta all'Oriente. Nel linguaggio marinaresco si preferiscono i due termini Ponente e Levante per indicare le direzioni Ovest ed Est; con questi ultimi due nomi sono pure chiamati i venti che spirano da queste direzioni.

Occhiaia: Il luogo dove stanno gli occhi e gli occhielli delle gomene, delle pulegge, dei terzaruoli e simili.

Occhiello: foro sulla vela, rinforzato lungo i bordi con un anello di metallo o plastica; serve a permettere il passaggio delle borose o dei matafioni: è detto anche brancarella.

Occhiellaio: Maestro velaio che pratica gli occhielli alle vele.

Occhio: La parola occhio nella terminologia marinaresca è assai comune e indica, in senso generale, un'apertura di forma circolare o un anello chiuso eseguito con cavo o tondino d'acciaio. Largamente conosciuto il termine "occhio di cubia" per indicare le aperture ricavate nei masconi di navi e imbarcazioni e destinate al passaggio del fuso dell'ancora e della catena. Vengono detti occhi anche gli anelli terminali dei ganci, ai quali viene assicurato il grillo.

Occhio di cubia: foro aperto a prua della nave per far passare i cavi e le catene delle ancore.

Occlusione: l'occlusione è dovuta alle diverse velocità con le quali si muovono un fronte caldo e un fronte freddo. Questo ultimo è più veloce del fronte caldo e, con il trascorrere del tempo, finirà per raggiungerlo, costringendo l'aria calda che si trova tra i due fronti a sollevarsi.

Ochette:
sono così chiamate le prime creste bianche che si formano sulla superficie del mare e che denotano un vento superiore ai 15 nodi.

Oculare: l'oculare è la lente o il complesso di lenti che fanno parte di uno strumento ottico verso cui si porta l'occhio dell'osservatore e attraverso il quale si osserva l'immagine dell'oggetto posto davanti all'obiettivo. Binocoli, sestante, cerchio azimutale sono dotati di oculare e di obiettivo.

Odometro marino: Solcometro.

Ofiuco: il nome Ofiuco appartiene alla costellazione che si considera rappresenti il dio della medicina, Esculapio (o Asclepio). Posta tra le costellazioni di Èrcole e dello Scorpione, dalla parte occidentale della Via Lattea. La costellazione viene immaginata divisa in tre parti, la prima, rivolta a Ovest, rappresentante la testa del serpente, la seconda, posta al centro, che rappresenta il portatore di serpenti, mentre a Est è la parte che raffigura la coda del serpente. La stella principale di questa costellazione è Ras Alhague, una stella rossa brillante; altre stelle sono Kelb Alrai e Sabik.

Off-Shore: vedi altura.

Ogiva: ogiva è la parte terminale dei proiettili delle armi da fuoco, così chiamata per la sua similitudine con la forma dell'arco a ogiva tipico delle volte dell'arte gotica. Il termine nella nautica è riferito alla parte terminale di alcuni mozzi delle eliche, generalmente costituiti da anodi sacrificali.

Olona: olona è il nome che viene attribuito alla tela particolarmente robusta e impermeabile, con la quale, anticamente, si confezionavano le vele.

Ombrinale: il termine ombrinale deriva dal greco "Ombros" significa "pioggia". Sono così chiamati quei fori, praticati sul ponte, per scaricare in mare le acque eventualmente raccolte in coperta (pioggia, colpi di mare, etc.), anche apertura sul fondo del pozzetto direttamente collegata a mare, per permettere lo svuotamento dell'acqua eventualmente entrata.  E' dotato, come tutti gli scarichi a mare, di una valvola che impedisce all'acqua di entrare nello scafo.

Omega:  L'Omega è un sistema di radionavigazione basato sulla misura indiretta della differenza di fase tra segnali radiotelegrafici trasmessi da tre stazioni costiere e ricevuti da apparecchi posti a bordo delle navi. Questo tipo di navigazione viene pure detta iperbolica perché i luoghi di posizione, che derivano dalle misure, sono iperboli. Le stazioni trasmittenti sono otto e hanno copertura globale.

Onda: l'onda, in oceanografia, è quel movimento della superficie marina generato dall'azione del vento o dall'effetto delle maree. Altre cause di moto ondoso sono da addebitarsi a movimenti sismici sottomarini. Il moto ondoso può essere anche locale e limitato nel tempo quando è causato dal passaggio di una nave. Nell'onda si distinguono:
- la cresta, che è la parte superiore;
- il cavo (detto anche "gola"), che è la parte compresa tra due creste successive,
- l'altezza, che è la distanza verticale compresa tra la parte superiore della cresta e la parte più bassa della gola;
- la lunghezza, che è la distanza orizzontale compresa tra due creste successive;
- la velocità di propagazione, che è lo spazio percorso da una cresta nell'unità di tempo;
- il periodo, che è l'intervallo di tempo che intercorre tra il passaggio di due creste.
Sono dette "onde vive" quelle generate dall'azione diretta del vento, che continuano ad aumentare in altezza, velocità e lunghezza. Sono dette "onde morte" quelle generate dall'azione delle onde vive, quando l'azione del vento che le ha prodotte scema di intensità o di direzione e le prime continuano a propagarsi formando "onde lunghe" (con forme arrotondate e meno ripide).

Onda di prua: quella sollevata a prua dalla nave, nel suo avanzare.

One-Off: termine inglese per indicare un prototipo di imbarcazione. per lo più da regata.

Opera morta:
 parte dello scafo al di sopra della linea di galleggiamento. Il termine deriva dal fatto che la sua funzione non è vitale come quella della parte opposta, situata sotto la linea di galleggiamento,  detta per questo motivo “opera viva”. Viene detta anche “bordo libero"; nella descrizione della barca si sottolinea di solito la sua altezza più o meno elevata. 

Opera viva: parte dello scafo al di sotto della linea di galleggiamento.

Opposizione: Posizione di due astri rispetto alla terra allorché le loro longitudini geocentriche e le loro ascensioni rette differiscono di 180 gradi o di 12 ore, in modo cioè che rimangono da parti opposte. La Luna è in opposizione col Sole al plenilunio. Passano in opposizione col Sole i pianeti maggiori esterni e gli asteroidi (orbita esterna a quella della Terra).

Optimist: imbarcazione a deriva mobile con scafo a spigolo e fondo piatto progettata nel 1954 da Clark Mills; misura m. 2,30x1,13 ed ha una superficie velica di mq 3,25; è utilizzata nelle scuole di vela di tutto il mondo per insegnare i primi rudimenti velici ai bambini.

Ora: è definita ora la ventiquattresima parte del giorno. Viene considerata anche come la ventiquattresima parte della circonferenza descritta dal moto apparente del Sole, attorno alla Terra. In astronomia sono considerate diverse ore (chiamate comunemente tempi) a seconda che si consideri l’intervallo di due passaggi in meridiano consecutivi del centro del Sole (ora o tempo vero),  del punto equinoziale  di primavera  (ora o tempo siderale), del Sole medio  ( un astro immaginario che compie il suo moto apparente attorno all’equatore, con moto uniforme), che fornisce il tempo o ora media. La diversa classificazione di questi tempi è indispensabile per la pratica della navigazione astronomica. Esiste anche: - l’ora di Greenwich, che corrisponde all’ora del fuso orario di Greenwich adottato ( la Terra è stata suddivisa in 24 fusi orari, ciascuno ampio 15 gradi e numerati, a partire dal fuso centrale di Greenwich, da 0 a 24); - l’ora solare, che rappresenta l’ora legale aumentata di un ora per poter usufruire, nella giornata, per un certo periodo dell’anno, di una maggiore porzione di luce; - l’ora dell’aòlta e della bassa marea, che corrispondono all’ora dell’istante medio fra la fine del flusso ( movimento ascendente dell’acqua) e l’inizio del riflusso (movimento discendente dell’acqua) e viceversa.

Orario: in astronomia l’orario rappresenta il luogo dei punti che sulla sfera celeste, hanno lo stesso angolo orario. Quest’ultimo è l’arco di Equatore celeste compreso tra il mezzocielo superiore ( il punto in cui la parte del meridiano celeste dell’osservatore, che contiene lo zenit e il polo celeste dell’osservatore, taglia l’equatore celestre) e il piede dell’astro. Si conta, in senso orario (per un osservatore che guardi l’Equatore celeste dal polo celeste Nord) a partire dal mezzocielo superiore.

Orbo: 1) Del gavitello che non galleggia e sta sott'acqua. 2) Ancora orba: ancora che ha una sola marra, e invece dell'altro braccio che potrebbe offendere il fondo del bastimento nei mari o nei porti di poca altezza d'acqua, ha un anello.

ORC: Offshore Racing Council: è l'organismo internazionale che si occupa delle Classi IOR e delle regate d'altura.

Orca: (anche  urca o ulca) tipo tradizionale di veliero olandese, largo e piatto, attrezzato con tre alberi e bompresso , usato per trasporto nei sec. 15° e 16°.

Orcipoggia: Paranco che in alcuni bastimenti a vela trovavasi tra orza e poggia, secondo il bisogno, faceva il servizio or di orza or di poggia.

Ordinata: elemento della struttura trasversale dello scafo che dalla chiglia raggiungeva i dormienti. Le ordinate, numerosissime, erano costituite da vari pezzi denominati staminali, scalmi e scalmotti.

Ordito: insieme di fili tenuti tra loro paralleli sui quali viene intrecciato avanti e indietro un altro filo (la trama) fino a formare un tessuto.

Orecchia:
con questo termine si indica il ritmico ondeggiare della parte alta dello spinnaker lungo il bordo di ingresso del vento; denota che la vela è perfettamente regolata.

Orecchino: Bozzello pendente da un'asta o da un pennone o da un albero.

Orecchioni: Le due brevi sporgenze cilindriche laterali, con cui le bocche da fuoco si appoggiano sui loro affusti e intorno alle quali si compiono i loro movimenti di elevazione. Negli affusti a culla gli orecchioni fanno parte di questa e non del cannone.

Orizzonte: apparente, il piano perpendicolare alla verticale, passante per l'occhio dell'osservatore. Astronomico o vero: il piano perpendicolare alla verticale dell'osservatore, che passa per il centro della terra. Marino: quello visto dall'osservatore in mare, depresso a causa della rifrazione.

Ormeggiare:
ormeggiare significa compiere le operazioni necessarie per assicurare con cime e ancore lo scafo alla terraferma. Per ormeggiare uno scafo esistono diversi sistemi che tengono conto del tipo di ormeggio adottato (di fianco, perpendicolare alla banchina, con utilizzo di corpo morto, con ancora, alla boa, etc.) oltre che delle condizioni meteomarine (venti e correnti). Il tipo più classico è quello parallelo alla banchina con quattro cime distese a terra e un'ancora data fondo.

Ormeggio: con il termine ormeggio si intende il modo di assicurare lo scafo alla terraferma. Con lo stesso termine sono indicati in generale i cavi utilizzati per ormeggiare uno scafo. Generalmente queste cime di ormeggio sono quattro e si distinguono in:
- prodese o barbetta, quello che parte da prua e viene assicurato a una bitta posta a pruavia dello scafo;
- poppese o codetta, quello che parte dalla poppa e viene assicurato a una bitta posta a poppavia dello scafo;
- traversino, ciascuno di quei cavi che partono da prua e da poppa e vengono assicurati in banchina perpendicolarmente all'asse longitudinale dello scafo;
- spring o batticulo, i cavi che partono da prua o da poppa e vengono distesi obliquamente verso il lato opposto (quelli di prua verso poppa e viceversa).

Ormeggiato: ormeggiato è il natante assicurato alla terraferma con cavi o ancore.

Ormeggiatore: L'ormeggiatore è l'operatore portuale che assiste le navi e le imbarcazioni durante le manovre di ormeggio e si interessa di prendere le cime da bordo e assicurarle nelle apposite bitte a terra.

Orsa:  Orsa Maggiore e Orsa Minore sono i nomi di due importanti costellazioni dell'emisfero celeste Nord. Sono due costellazioni circumpolari (sempre visibili) note anche con i nomi di Piccolo e Grande Carro. Le sette stelle dell'Orsa Maggiore sono:
- Dubhe, la più brillante, che con Merak permette di individuare la stella Polare;
- Merak, che significa fianco. Prolungando per cinque volte la distanza che separa questa stella da Dubhe, dalla parte di quest'ultima, s'individua la posizione della stella Polare;
- Phekda, che significa coscia;
- Megrez, che significa anca;
- Alioth, che significa coda;
- Benetnash, che è l'ultima stella della coda;
- Mizar, nelle cui vicinanze e-sistono altre due stelle. Le stelle dell'Orsa Minore sono:
- Polare, che significa coda del cane. Benché questa stella sia poco luminosa, deve la sua importanza alla vicinanza con il Polo celeste Nord dal quale dista circa un grado;
- Kochab;
- Pherkad;
- Phercard.

Ortodromie: archi di circolo massimo disegnati sulla superficie terrestre.

Ortodromica: dicesi di rotta congiungente due punti sulla superficie terrestre in modo tale che la distanza sia la minima possibile (ad esempio le rotte aeree: per raggiungere la California dall'ltalia è assai più breve sorvolare il Polo piuttosto che andare per Est o Ovest, rotte lossodromiche). L'ortodromia è l'arco di circolo massimo (detto così perché ha per raggio quello terrestre), che rappresenta, sulla sfera terrestre, la più piccola distanza che unisce due punti. Pertanto, una imbarcazione che, per collegare due punti della sfera terrestre, percorra un tratto di circolo massimo minore di 180°, si sposta su un'ortodromia e segue una rotta ortodromica. Questa rotta non è costante e, conseguentemente, richiede cambiamenti periodici dell'angolo di rotta, ma fa risparmiare, su lunghe traversate, parecchie miglia rispetto alla più pratica lossodromia (ossia la curva che unisce due punti tagliando i vari meridiani con angolo costante). Basti pensare che in una traversata tra la costa giapponese e quella occidentale degli Stati Uniti può far risparmiare 300 miglia, mentre tra il Sud Africa e la Nuova Zelanda il risparmio si avvicina alle 1.000 miglia. Trattandosi di un arco di circolo massimo, a seconda dei punti da raggiungere, l'ortodromia ci porterebbe a seguire un percorso ad alte latitudini, in condizioni avverse alla navigazione (condizioni meteorologiche e presenza di ghiacci). Per questo motivo, frequentemente, si percorre una rotta mista, in cui l'ortodromia viene interrotta in corrispondenza di una certa latitudine (parallelo limite), percorrendo il tratto di parallelo limite, e quindi, un percorso lossodromico, cioè linee rette sulle carte in proiezione di Mercatore, per poi riprendere la navigazione ortodromica.

Ortodromico: ortodromico è tutto quanto riferito alla ortodromica: percorso ortodromico, rotta ortodromica, etc.

Orza:. termine che deriva dall'antica marineria e che indicava quel cavo o quella manovra che nei bastimenti a vele latine serviva a bordare l'antenna dal lato di sopravvento. Da tale termine è derivato quello di "orzare", che significa manovrare in maniera da avvicinare la prua del bastimento alla direzione da cui proviene il vento. Lato sopravvento della barca.

Orzare: avvicinare la prua della nave alla direzione del vento, contro il vento (bolina). Si dice anche andare all'orza, venire all'orza o stringere il vento. Ad esempio, manovrando per passare da una andatura al traverso a una andatura di bolina si esegue una orzata.

Orzata:  è la manovra che avvicina la prua alla direzione da cui proviene il vento.

Orze: tavole fissate verticalmente ai lati dello scafo per ridurre lo scarroccio.

Orziera: è la barca che si porta spontaneamente all'orza, ovvero tende a stringere sempre di più il vento.

Orziero: è uno scafo a vela il cui centro velico complessivo cade a poppavia del centro di deriva. Questo, con timone al centro, tende ad avvicinare la prua alla direzione da cui proviene il vento. Viene detto anche "ardente".

Oscar:
termine che rappresenta la lettera O nell'alfabeto fonetico internazionale ICAO. Tale lettera è rappresentata, sempre secondo il Codice, da una bandierina rettangolare divisa in due triangoli, uno rosso e uno giallo, da una diagonale, che dall'alto, lungo l'inferitura, giunge in basso sul ventate. È una bandierina che viene utilizzata nella segnalazione a braccia, prevista dal Codice. Quando è issata isolatamente a riva, la bandiera assume il significato di "uomo in mare".

Osmosi:
fenomeno naturale in cui il gel-coat si comporta come una membrana semipermeabile e si lascia lentamente attraversare dall'acqua, che va così a riempire gli interstizi vuoti della lavorazione della vetroresina; è da ritenere un danno grave in quanto rende fragile la struttura dello scafo.

Ossatura:  L'ossatura è l'insieme degli elementi e delle strutture che costituiscono lo scheletro di uno scafo. Si divide in ossatura longitudinale, come la chiglia, i paramezzali, i trincarini, le serrette, etc.; trasversale, come le costole, i bagli, etc.; e verticale, come puntelli, etc.

Osteriggio: copertura a lucernario posta sulle aperture del ponte che danno luce e aria ai locali sottostanti; un tempo veniva detta anche spiraglio. È costituito da un'intelaiatura con robusti cristalli, il tutto incernierato su un'apposita mastra.

Ostino: ostino è il nome attribuito a quella manovra corrente che serve a regolare e tenere fermo nella posizione voluta, il picco di una randa aurica ). È detta ostino anche la manovra che serve a regolare la posizione, nel piano trasversale, del bigo di carico.

Ostro: uno dei nomi indicante il vento proveniente da Sud, 180 gradi, è Ostro. Il termine deriva dal latino "Auster, Austrum", che significa vento di mezzogiorno. È un vento assai raro nell'area mediterranea, tanto che molti ne ignorano persino il nome.

Ottante: (di Hadley) antico strumento per la navigazione, costruito sulla doppia riflessione, già usato da Newton nel suo quadrante. Lo strumento facilitava osservazioni precise, aveva l’ampiezza di un ottavo di circonferenza, da cui il suo nome, grazie al principio di ottica su cui si basava, permetteva di misurare angoli fino a 90°. Sperimentato in mare nel 1732, fornì precisioni di 1- 2 primi. L'ottante è da considerarsi lo strumento che ha preceduto l'attuale sestante. Assai simile nella costruzione, l'ottante differiva dal sestante nella scala, che, anziché essere la sesta parte dell'angolo giro (360° : 6 = 60°), era, nell'ottante, corrispondente all'ottava parte di un angolo giro; era cioè ampia 45 gradi.

Ottica: In un faro l'ottica è l'insieme di lenti e di prismi che hanno il compito di concentrare e dirigere orizzontalmente il fascio di luce emesso dalla sorgente luminosa.

Outrigger: con il termine inglese Outrigger si indica quel tipo di scafo a remi, utilizzati nelle competizioni, le cui scalmiere non sono sistemate sulla falchetta, ma sono collocate su appositi telai metallici che si estendono fuoribordo.

Ovest: punto cardinale, indicato con la lettera W, che corrisponde all'occidente, ovvero ai 270 gradi della Rosa dei Venti. Ovest è il punto cardinale opposto all'Est, che corrisponde alla sinistra di un osservatore che guardi verso il Nord. Dista da questo un angolo ampio 270 gradi.

 

Lettera P
 A - B - C - D - E F - G - H I J K - L - M N - O - P - Q - R - S - T - U V - W X Y Z

P: Bandiera da segnali del Codice internazionale: di forma rettangolare turchina, avente nel mezzo un piccolo rettangolo bianco coi lati paralleli agli orli. Alzata isolatamente significa: Tutti devono ritornare a bordo perché la nave è in procinto di partire, oppure (se in navigazione) I vostri fanali sono spenti o ardono male.

Pack: L'insieme di masse di ghiaccio, nei mari polari, sospinte le une contro le altre dai venti, dalle correnti, dalle onde contrastanti, e così accatastate, con massi enormi ammucchiati in forma di torri.

Padiglione: L'insieme del sartiame e degli stralli di ogni albero d'un veliero che sorreggono l'alberatura. In un albero a vele quadre si chiamano Basso padiglione. Padiglione di gabbia e Padiglione alto rispettivamente quelli del tronco maggiore, dell'albero di gabbia e dell'alberetto.

Padrone marittimo: è un titolo professionale marittimo di prima categoria, rilasciato per l'esercizio della pesca o per il traffico. Il titolo si divide in quattro categorie:

       1° - Padrone marittimo di prima classe per il traffico.
       2° - Padrone marittimo di seconda classe per il traffico.
       3° - Padrone marittimo di prima classe per la pesca.
       4° - Padrone marittimo di seconda classe per la pesca.

Pagaia: per pagaia si intende un tipo di corto remo, con una unica pala e una impugnatura a "T", che non si articola su nessuno scalmo o scalmiera e viene adoperato con ambedue le mani. È impiegato a bordo di piccole e leggere imbarcazioni dagli indiani e da altre popolazioni primitive a bordo di piroghe e canoe. Esiste anche la pagaia doppia, più propriamente chiamata remo alla battana (così detto perché utilizzato a bordo di un piccolo e sottile battellino a fondo piatto, detto Batto), costituito da due pale, disposte su piani perpendicolari e collegate da una corta asta, che funge anche da impugnatura.

Paglietto: paglietto è il nome generico attribuito a qualsiasi stuoino, realizzato con tela robusta o con intrecci di filacce o di vecchie corde, è utilizzato per fasciare e proteggere parti dello scafo o dell'attrezzatura dai danni causati dall'attrito causato dallo sfregamento e dagli urti. A bordo dei vecchi bastimenti veniva preparato anche il paglietto turafalle. Questo era costituito da un pezzo di grossa tela olona lardata o da un fitto intreccio di filacce di vecchio cavo, che veniva anch'esso lardato. Ai quattro angoli del paglietto venivano assicurati dei lunghi cavi, che servivano a guidarlo e assicurlo fuoribordo perché ostruisse una falla, riducendo notevolmente la quantità d'acqua imbarcata e consentendo l'intervento di riparazione dall'interno dello scafo.

Pagliolato: il piano di calpestio, costituito da tavole o da lamiere amovibili della sala macchine, delle sentine e delle stive delle navi è chiamato pagliolato. Sulle imbarcazioni da diporto il pagliolato è il piano di calpestio della cabina. La parola deriva dal termine pagliolo e ha origine dalla ricopertura di stuoie in paglia, che si faceva nel fondo delle stive per proteggere dall'umidità i carichi di farina, legumi ed altre merci simili.

Pagliolo (Pagliuolo): 1) piano di calpestio che può essere posto in diverse zone di un grande scafo o in prossimità del fondo di uno minore; distinto da un ponte per la sua esiguità strutturale e perchè non si distende con continuità da una parte all'altra dello scafo stesso. 2) Il pagliolo anticamente era quel locale ricavato nelle stive dei vecchi bastimenti, in cui si conservavano merci come il pane, la farina, i legumi, etc. Per proteggere queste merci dalla sporcizia e dall'umidità si disponevano sul fondo delle stuoie di paglia. Oggi, per pagliolo si intende ciascuno elemento amovibile, che forma il pagliolato.

Pala: il termine pala indica la superficie larga, con forme più o meno curve, presente nel remo, nell'elica e nel timone. Nella pala di un'elica si distingue:
- la faccia attiva, che è la parte della pala rivolta al lato opposto alla imbarcazione,
- il dorso, che è la faccia della pala rivolta verso l'imbarcazione;
- il bordo d'attacco, che è la parte della pala che per prima taglia l'acqua. Va dal mozzo alla punta;
- il bordo d'uscita, che è la parte dell'elica più lontana dalla barca, quella in cui l'acqua lascia l'elica;
- la punta, che è il punto della pala più distante dal mozzo e che separa il bordo d'attacco dal bordo d'uscita.

Pala del timone: parte immersa del timone che permette alla barca di modificare la rotta, grazie alla resistenza sia in direzione che in intensità che può, a comando, offrire allo scorrimento dell'acqua.

Palamaro: (sec. XVII) Canna da pescare.

Palamito: (nodo da...) - II palamito è una lunga cima alla quale vengono assicurati ad intervalli regolari dei penzoli, chiamati braccioli, alla estremità dei quali si trova un amo. Nell'unire il bracciolo al palamito (detto anche trave) è impiegato, frequentemente, il nodo da palamito. Questo nodo risulta efficacissimo ogni qualvolta occorra eseguire un nodo di avvolgimento con tiro a 90°. Il termine deriva dalle parole greche "Palys" e "mitos" con significato di "molto" e "filo", da cui la parola "palymitos" con il significato "dai molti fili".

Palanca:  Ponte volante. Con il termine palanca si indica la tavola che viene disposta tra bordo e terra o tra bordo e bordo a guisa di passerella volante, per consentire l'imbarco, lo sbarco e il trasbordo.

Palata: La palata corrisponde al colpo di pala del remo che, immerso verso prua o verso poppa (secondo il tipo di voga esercitato), viene portato verso il lato opposto, prima di farlo riemergere (spalandolo) per riportarlo nuovamente nella posizione iniziale prima di compiere una nuova palata.

Palella:  (1) Palella è il nome dato a un particolare tipo di incastro utilizzato nelle costruzioni degli scafi in legno. Può essere semplice, doppia o a catena. (2) Lo stesso termine viene utilizzato per indicare un remo relativamente corto, che può essere manovrato in coppia, da due vogatori, seduti nello stesso banco, che impugnano il remo con due mani, oppure da un solo vogatore che impugna due remi, uno per ciascuna mano. 3) Ferro piatto.

Palischermo: (ant. paliscalmo, paliscarmo ecc.) 1. Con il nome di palischermo si intendeva la più piccola imbarcazione tenuta a bordo di una nave e che veniva adoperata per servizio. Era una imbarcazione con più ordini di remi (oltre che a vela), e ciò è suffragato dall'origine etimologica del termine, che deriva dal greco "polyskalmos" con significato di "imbarcazione dai molti scalmi", ma anche nome con cui è stata designata, spec. nel passato, ogni grossa imbarcazione a remi, a vela o a motore, soprattutto se a servizio di un bastimento maggiore. – 2. Nelle tonnare, barca lunga una dozzina di metri posta su ciascuno dei lati lunghi della camera della morte, precisamente a nord e a sud del caporais.

Palmetta: piattaforma sporgente al di sopra del tagliamare con il fondo grigliato e lateralmente protetta da battagliole. Nelle navi meno antiche è stata sostituita da una rete triangolare tesa tra i venti del bompresso e a questa è passato il nome.

Pallone:  II termine pallone viene utilizzato per indicare la forma di un segnale diurno di colore nero, con diametro non inferiore a 60 centimetri che, isolato o in combinazione con altri segnali, indica la condizione di alcune navi (ancorata, incagliata, che non governa, con difficoltà di manovra).

Palo:  il palo è un corto albero posto a poppavia degli alberi principali di un veliero, attrezzato in maniera più semplice e armato con randa e controranda. Si hanno così: - navi a palo, dotate di tre alberi armati con vele quadre e il quarto, il palo, armato con randa aurica e controranda; 
- brigantini a palo, dotati di due alberi armati con vele quadre e il terzo albero, il palo, armato con randa aurica e controranda;
- goletta a palo, dotata di tre alberi a vele auriche e qualche vela quadra all'albero di trinchetto. Più semplicemente
ultimo albero a poppa che porta una randa e una controranda.

Pampero:  Il Pampero è un vento che spira da Sud Ovest ed è tipico delle coste del Brasile e dell'Argentina; prende questo nome perché attraversa le Pampas. E caratteristico per la sua violenza.

Panatica:  La panatica corrisponde al vitto che l'armatore somministra all'intero equipaggio; talvolta, in sostituzione del vitto, viene riconosciuto un compenso in denaro, che conserva il nome di panatica.

Panfilo:  Panfilo è il vocabolo italiano sinonimo di yacht, che dovrebbe essere utilizzato per indicare una unità da diporto, imbarcazione non necessariamente di lusso, di piccolo e medio tonnellaggio, a vela o a motore. Oggi il termine è quasi caduto in disuso a beneficio di quello inglese.

Panna: La panna è la manovra che i vecchi velieri eseguivano per mantenersi pressoché fermi, senza dover ammainare le vele e senza doverle far fileggiare. Consisteva nel disporre alcune vele in modo da ricevere il vento a collo e altre in portare. Tale regolazione equilibra la spinta in avanti delle vele in portare e la spinta indietro delle vele a collo, permettendo allo scafo di restare pressoché immobile e di scarrocciare sottovento. Il vocabolo deriva dalla sincope del termine capanna, dall'aspetto che assumono le vele quando si mette in panna. E' spesso confusa con la cappa.

Panna Galleggiante: La panna galleggiante è un sistema antinquinamento, che viene disteso attorno a possibili fonti di inquinamento da idrocarburi, al fine di evitarne lo spargimento e l'immediato smaltimento. È costituito da una sorta di lungo salsicciotto, che si immerge per un buon tratto e che, disteso attorno ai galleggianti che potrebbero rilasciare in mare sostanze inquinanti, non consentono il loro espandersi, permettendo a opportuni mezzi antinquinamento un agevole smaltimento. 

Pannello: piccola porzione di tessuto che, cucita assieme ad altre, forma una moderna vela; si differenzia dal ferzo per la forma (il ferzo è lungo e stretto) e le dimensioni più contenute; i pannelli sono sempre orientati così da seguire le direzioni di massimo sforzo sulla vela.

Papa: termine che rappresenta la lettera P nell'alfabeto fonetico internazionale ICAO. Pronuncia fonetica della lettera "P", secondo il Codice Internazionale dei Segnali. Tale lettera è rappresentata, sempre secondo il Codice, da una bandierina rettangolare di colore blu con un rettangolo bianco al centro. Quando è issata isolatamente a riva, in porto, la bandiera assume il seguente significato: "Tutti debbono ritornare a bordo: la nave è in procinto di partire". In navigazione la bandiera può essere issala da un peschereccio e assume il seguente significalo: "Le mie reti si sono impigliate in un ostacolo".

P
appafico: II pappafico è il termine con il quale, a bordo dei bastimenti a vele quadre, veniva indicato il pennone di velaccino dell'alberello di trinchetto.

Parabordo:
oggetto messo a protezione dello scafo; normalmente si tratta di un corpo sferico o cilindrico gonfiabile sorretto da una cimetta legata alle draglie con un nodo parlato.

Paraelica:  II paraelica è una sorta di gabbia messa attorno all'elica per proteggerla da urli e anche per evitare il pericolo di ferimento per chi si trovasse in mare.

Paragambe: striscia di tela disposta lungo le battagliole.

Parallele: Le parallele, a snodo o a rulli, erano due strumenti adoperali nel carteggio nautico prima del diffondersi delle attuali e più pratiche squadrette. Le parallele permettevano di trasportare una direzione parallelamente a sé stessa, in un punto qualsiasi della carta nautica; in tal modo, consentivano di adoperare il goniometro raffigurato in color magenta sulle carte nautiche per leggere le direzioni. Il tipo più antico e usuale è costituito da due asticelle vincolate in parallelismo da due barriere che, restando a loro volta parallele, possono variare gli angoli di intersezione con le prime, consentendo di mutare la distanza tra le prime.

Parallelo:
circonferenza sulla superficie terrestre tracciata parallelamente all'Equatore, per cui tutti i punti che si trovano sul medesimo parallelo hanno la stessa latitudine; i paralleli sono sempre perpendicolari ai meridiani.

Paramezzale: rinforzo longitudinale della chiglia. La chiglia, una robusta trave che corre nella parte più bassa, da prora a poppa, rafforzata sopra e sotto da tre controtravi, detti rispettivamente (dall’alto verso il basso) controparamezzale, paramezzale, chiglia, controchiglia. Sopra i madieri delle costole.

Paramezzaletto: il paramezzaletto, detto anche paramezzale laterale è quella trave parallela al paramezzale, ma di sezione inferiore, che corre lateralmente a questo.

Parancare: parancare è il termine che viene adoperato per indicare l'azione che si compie quando si ala su un filo di un paranco, tendendolo in senso trasversale, per poi rilasciarlo recuperando lestamente l'imbando. Questo sistema permette di esercitare una forza inferiore nel tendere il cavo.

Paranco: carrucola formata da due bozzelli che riduce lo sforzo di sollevamento. Il paranco è un sistema funicolare composto da due bozzelli, uno fisso e doppio (cioè costituito da due pulegge) e l'altro semplice e mobile. Il cavo che unisce i due bozzelli, fa da dormiente sul bozzello mobile. Nel paranco si ottiene l'equilibrio quando sul tirante viene applicata una forza uguale a un terzo della resistenza. Quello descritto è detto paranco semplice, a differenza del doppio, in cui anche il bozzello mobile è doppio. In questo secondo paranco il dormiente viene assicurato al bozzello fisso e la forza equilibrante è uguale a un quarto della resistenza.

Paranza:  la paranza è il nome dato a un tipo di pesca, che viene esercitata da due imbarcazioni che, in coppia, trascinano una rete a sacco detta sciabica. Talvolta il termine viene utilizzato anche per indicare quelle unità che esercitano questo tipo di pesca. Un tempo queste imbarcazioni erano attrezzate con un albero a calcese e una lunga antenna armata con vela latina; avevano la poppa e la prua aguzza, un solo ponte con un basso parapetto e avevano la possibilità di armare una decina di remi per la bonaccia.

Paraonde: si chiamano paraonde le protezioni disposte a prua delle imbarcazioni e, talvolta, delle navi, con lo scopo di attenuare l'impatto dell'onda con la prua e limitare la quantità d'acqua imbarcata.

Parapetto: con il termine parapetto si intende qualsiasi costruzione posta sul ponte di coperta, sul prolungamento della murata e su qualsiasi altra struttura (scale, casseri, castelli, coffe, etc.), che ha lo scopo di offrire riparo alle persone. Oltre al classico parapetto cieco, costituito da una struttura chiusa, che forma un prolungamento della struttura verticale sul quale è posto, vi sono il parapetto a giorno, costituito da una struttura metallica formata da tubi orizzontali e da tubi verticali, e la battagliola (utilizzata sulle piccole imbarcazioni, le scale e altre modeste strutture), formata da elementi verticali rigidi, chiamati candelieri, e da cavi d'acciaio, chiamati draglie, che si stendono orizzontalmente e collegano i vari candelieri.

Parasartie: i parasartie, nei velieri, sono delle strutture orizzontali, disposte esternamente allo scafo, sulla dritta e sulla sinistra, in corrispondenza del punto in cui le sartie sono murate. Lo scopo principale dei parasartie è quello di aumentare quanto possibile l'angolo che la sartia forma con la verticale (dar quartiere), per garantire una maggiore stabilità all'albero.

Paratia:
si chiama paratia la struttura verticale impiegata per suddividere e per limitare i vari locali dello scafo, sia trasversalmente che longitudinalmente. Alcune paratie sono stagne e possono essere anche tagliafuoco. Le paratie stagne si elevano dal fondo fino oltre il piano di galleggiamento e servono a delimitare alcuni locali, che, per tal motivo, vengono detti compartimenti stagni. Tra le varie paratie è notevole la prima paratia stagna di prua, detta paratia di collisione. Anche elemento continuo di separazione verticale all'interno di uno scafo o a delimitazione delle sue sovrastrutture, come il cassero e il castello.

Paratopi: i paratopi, o più propriamente pararatti, sono delle specie di imbuti che vengono disposti sui cavi di ormeggio, in maniera tale da impedire ai topi (abbondanti nelle aree portuali) di salire a bordo attraverso gli stessi cavi.

Parelio: fenomeno di rifrazione dei raggi solari entro nubi formate da cristalli di ghiaccio; si ha l’impressione che al lato del sole appaiano dischi luminosi.

Parlato, nodo:
nodo usato sia per l'ormeggio che per fissare i parabordi; è formato da due mezzi colli appaiati e incrociati in modo che la cima in tensione ed il suo capo rimangano interni ai mezzi colli, così da autostrozzarsi. Può essere eseguito semplice o doppio, con o senza ganciatura.

Parrocchetto: 1) con il termine parrocchetto si indica l'albero posto subito sopra al fuso maggiore di trinchetto (nei bastimenti a vela è il primo albero verticale a cominciare da prua). Sono detti di parrocchetto anche il pennone fisso e quello volante, che vengono armati su questo alberetto, e le vele a questi inferite. Così come sono chiamate di parrocchetto le sartie, gli stralli e le altre manovre fisse e volanti impiegate nei pennoni e nelle vele di questo alberetto. 2) nome di una vela dell'albero di trinchetto.

Pascal
: unità di misura della pressione pari a 1 newton su mq.

Passacavo: sono chiamate passacavo tutte le aperture, praticate lungo i parapetti degli scafi, destinate al passaggio e allo scorrere dei cavi (generalmente quelli di ormeggio). Queste aperture, di forma circolare o ellittica, sono rinforzate e sagomate per ridurre al minimo i danni provocati dall'attrito. Vengono genericamente chiamati passacavo anche le bocche di rancio e i golfali, quando destinati a quest'uso.

Passascotte:
o passacavo; golfare, rinvio, bozzello fisso o mobile entro cui passa una cima per deviarne la direzione di tiro, per portare la manovra in pozzetto o, ad esempio, per fare giungere la scotta al verricello col giusto angolo.

Passauomo:
osteriggio di grandi dimensioni che di solito serve per fare passare le vele o gli uomini dell'equipaggio.

Passavanti: il passavanti era ciascuna di quelle assi di legno che, a bordo dei vecchi bastimenti, mettevano in comunicazione il cassero con il castello. Oggi per similitudine vengono chiamate passavanti le parti della coperta, ai lati della tuga e del pozzetto, lungo le quali è possibile camminare per andare da prua a poppa e viceversa.

Passerella: la passerella è una corta tavola utilizzata per permettere il passaggio da una barca a un'altra o da una barca a terra e al contrario.

Passerino: congiunzione tra due gasse fatte con varie passate di sagola, ma anche cima disposta a festone intorno alle imbarcazioni di salvataggio per il sostegno dei naufraghi in acqua ( in questo caso è sinonimo di guardacorpo o passamano.

Pastecca: La pastecca è un bozzello semplice (quindi con una sola puleggia) dotato di una moschetta apribile per mezzo di una cerniera per consentire il suo inserimento nel doppino di una manovra. Viene adoperata principalmente per fare cambiare direzione al tirante.

Patente: La patente è un certificato che abilita al comando e alla conduzione delle unità da diporto "entro le 12 miglia dalla costa" o "senza limiti". È necessaria, in ogni caso, per navigare oltre le 6 miglia dalla costa o per condurre unità dotate di un apparato motore di potenza superiore a 40,8 hp. La patente viene rilasciata anche per il comando e la conduzione di navi da diporto (unità con lunghezza superiore a 24 metri). Queste patenti sono rilasciate dagli Uffici Marittimi e, limitatamente per l'abilitazione entro le 12 miglia dalla costa, anche dagli Uffici Provinciali per i trasporti terrestri. La patente è pure un titolo professionale marittimo per quanto attiene al comando di navi mercantili.

Paterazzo: 1) con il termine paterazzo si intende ciascuna delle manovre fisse che reggono l'albero nel senso longitudinale verso poppa: queste, unitamente allo strallo di prua e alle sartie, trattengono l'albero in posizione verticale. Queste manovre partono dalla testa dell'albero e giungono in coperta dove vengono assicurate ad apposite lande sistemate a dritta e a sinistra della poppa. Talvolta in sostituzione dei paterazzi, specie a bordo delle imbarcazioni minori, si trova un'unica manovra che, partendo dalla testa dell'albero, termina al centro della poppa. 2) grossa fune (ora d'acciaio) che fa parte del sartiame e che concorre a sostenere lateralmente e verso poppa l'albero di gabbia. Strallo di poppa.

 Paternostro: 1) il paternostro, detto anche bertoccio, è quella sfera di legno, simile al grano di un grosso rosario che, forato al centro e attraversato da una scottina detta bastardo, forma la trozza. 2) I paternostri si trovano anche nei cavi a festone disposti lungo i bordi delle lance e alle zattere di salvataggio. 3) ciascuna delle sfere forate in legno riunite a collare che, collegate a un pennone, ne riducevano lo sfregamento con l'albero e lo mantenevano alla giusta distanza.

Patta: La parola patta ha derivazione francese (che significa zampa) e viene adoperata per indicare la marra di un'ancora, parte inferiore dell'ancora destinata a penetrare nel fondo, la branca di bolina e la zampa d'oca. Ciò che accomuna questi tre elementi è la loro forma triangolare, simile al piede palmato degli uccelli acquatici.

Patta d'oca:
sistema di funi (in genere tre) disposte a raggiera per distribuire le sollecitazioni di una trazione.

Pavesare: il vocabolo pavesare è un termine antico che, in origine, significava disporre adeguatamente le difese costituite dai pavesi. Questi erano degli scudi di forma rettangolare, con superficie leggermente curva, alti tanto da proteggere tutta la persona. Erano dipinti con gli emblemi e con vivaci colori così come era in uso in quel periodo nella città di Pavia.

Pavesata: la pavesata, nelle vecchia marineria, era il parapetto protetto dagli scudi pavesi per difendersi dagli attacchi del nemico. Più tardi il termine è rimasto per indicare il parapetto formato da tavole variamente dipinte dei bastimenti ed è giunto fino ai tempi nostri per indicare l'insieme di bandierine di varia forma e colore (le bandiere del Codice Internazionale dei Segnali) che, in occasione di festività, particolari ricorrenze ed eventi, vengono esposte sull'attrezzatura delle navi lungo gli stralli e tra un albero e il successivo. Questa usanza è detta anche Gala o Gran pavese.

Pavese: addobbo dello yacht costituito da una serie di bandierine annodate ad un cavo passante tra gli stralli e l'albero. II pavese anticamente era lo scudo rettangolare, con superficie leggermente curva, alto tanto da proteggere tutta la persona, colorato a tinte vivaci e raffigurante vari emblemi. Oggi, per similitudine, è chiamata con lo stesso nome ciascuna bandierina variamente colorata esposta per festosità.

Pazienza: le pazienze sono quelle caviglie che vengono poste alla base degli alberi maggiori e alle quali vengono date volta le varie manovre. Le caviglie sono mobili e le manovre, prima di essere date volta a queste, fanno via in appositi bozzelli di rinvio. Nei velieri con molte manovre, onde evitare che una di queste venisse erroneamente scambiata con un'altra, un membro dell'equipaggio, esperto nelle manovre, veniva messo di guardia alla pazienza. Tale marinaio era chiamato Alberante.

Pece: Usata per calafatare, per turare i buchi dove potrebbe passare l'acqua, e per coprire i legni e le corde per conservarle.

Pecorella: il termine pecorella viene attribuito alle nuvole e viene adoperato in senso figurativo per indicare un certo tipo di nuvole, tondeggianti, bianche e di piccole dimensioni come sono i cirrocumuli, che accompagnano spesso la parte avanzata di un fronte caldo e che preannunciano probabili acquazzoni, cui si fa riferimento con il proverbio "ciclo a pecorelle acqua a catinelle". Queste nubi non sono da confondere con gli altocumuli, benché il loro aspetto sia abbastanza somigliante. Il termine è utilizzato anche per indicare un aspetto tipico del mare, formato da piccole onde che frangono e si presentano con una cresta bianca e spumosa somigliante a un gregge di pecorelle.

Pedagna: 1) Ciascuna delle traverse di legno incastrate sul fondo interno delle imbarcazioni a remi, sulle quali i vogatori puntano i piedi mentre vogano. Termine già usato sulle galee. 2) Aletta di deriva. 3) Strada per pedoni, sugli argini, sulle palafitte, sotto i ponti.

Peeling: termine inglese che indica un cambio di spinnaker mentre un secondo spi è a riva: la manovra prevede l'issata della nuova vela internamente all'altra, con ammainata veloce dello spi da sostituire non appena quest'ultimo non ha più portanza.

Pegaso: Pegaso è il nome dato a una costellazione, appartenente al nostro emisfero, che ricorda la mitologica figura del cavallo alato delle favole, figlio di Nettuno e di Medusa. Le principali stelle di questa costellazione sono Markab, che in lingua araba significa "sella", Algenib, che rappresenta l'ala del cavallo e Scheat che significa "spalla".

Peloro: Pelerò è il nome di uno strumento di navigazione utilizzato per la determinazione del punto nave con l'impiego dei rilevamenti polari. Si tratta di uno strumento costituito da un piatto, sul quale è impressa una rosa dei venti dotata di una alidada e di un indice fisso, che serve a indicare la direzione della prua. Il tutto è fissato a una sospensione cardanica zavorrata.

Penna: 1) la penna è l'angolo superiore delle vele di taglio, siano esse rande auriche, rande marconi, fiocchi, genoa, vele latine, etc. Il termine indica la parte alta di qualsiasi asta e, in particolare, dell'antenna della vela latina quando essa è in un solo pezzo. Se l'antenna necessitasse di una seconda verga per allungarla, la prima assumerebbe il nome di "carro" e l'antenna sarebbe rappresentata dalla verga aggiunta. Con lo stesso nome veniva indicato l'insieme di piumette che venivano sistemate in alto, in prossimità della penna, e che servivano per mostrare la direzione del vento. 2) parte alta della vela dove si incoccia la drizza. 3) Punto di penna. Estremità superiore degli alberi e dei picchi.

Pennaccino: il pennaccino è il buttafuori che si trova al di sotto del bompresso e che serve per dare quartiere alle briglie e alle draglie delle aste di fiocco e controfiocco, detto anche buttafuori di briglia.

Pennello: col termine pennello veniva chiamata quella banderuola leggera, fatta di seta o di leggerissime piume, che, disposta in alto, sui bastimenti a vela, indicava la direzione del vento. Spesso un mostravento così fatto veniva sistemato a poppa, in prossimità del timoniere che lo utilizzava per governare il bastimento, tenendo conto della variazione della direzione del vento. Da qui, molto probabilmente, deriva la locuzione "occhio alla penna" o "occhio al pennello". Per similitudine vengono chiamate "pennelli" quelle bandierine aventi forma trapezoidale, piuttosto allungata, inferita lungo la base maggiore, che, nel Codice Internazionale dei Segnali, rappresentano i numeri e la bandiera distintiva del Codice, la così detta "Intelligenza".

Pennese: o anche penese, è il termine che veniva attribuito a colui che a bordo era destinato alla custodia e alla distribuzione delle provviste e del materiale di consumo.

Pennola: 1) Pennoncino delle vele delle lance. 2) Breve antenna alla quale è allacciato il lato superiore delle vele a terzo e a quarto, usate dai trabaccoli e dalle imbarcazioni.

Pennoncino: sono detti pennoncini i piccolo pennoni appartenenti a piccole navi o a piccole vele.

Pennone: il pennone è un'asta orizzontale, prismatica nella parte centrale e con le due estremità troncoconiche rastremate, disposta in croce con l'albero nel senso trasversale, connessa alla sua metà a un albero tramite uno snodo, detto trozza. A questo viene inferita una particolare vela, detta "quadra". In un albero vi sono diversi pennoni (fino a sei) e ognuno prende un nome diverso secondo la sua posizione lungo l'albero. Il pennone può essere basso, o fisso e alto, o volante; può, cioè, restare fisso nella sua posizione o essere sollevato lungo l'albero. I pennoni vengono classificati secondo la loro posizione nel senso verticale in: pennoni maggiori, i più bassi, pennoni di gabbia, quelli immediatamente sopra i precedenti, mentre i superiori sono detti minori. Ogni pennone prende poi nome dalla sua vela: pennone di gabbia, pennone di parrocchetto, ecc.

Penzolo: viene detto penzolo qualsiasi attrezzo sospeso, tenuto fisso superiormente e libero inferiormente. Il termine viene adoperato in senso generale, per indicare un bozzello, un cavo, una catena, un'ancora, quando sono tenuti fissati superiormente e liberi nella loro parte inferiore, pronti a essere utilizzati.

Perielio: il perielio è il punto occupato da un pianeta nel momento in cui lo stesso si trova più vicino al sole.

Perigeo: il perigeo è il punto dell'orbita di un pianeta che dista meno dalla posizione occupata dalla terra.

Periodo: il termine periodo nella nautica può essere attribuito alla luce di un faro, che rappresenta l'intervallo di tempo che intercorre perché la luce e le eclissi di un faro completino la loro caratteristica, al tempo che intercorre tra il passaggio successivo di due creste di un'onda, al tempo di oscillazione di un movimento completo di rollio o di beccheggio.

Periscopio: il periscopio è il sistema ottico a riflessione, che permette, a un sommergibile in immersione, di osservare la superficie di mare circostante. Questo strumento è costituito da un sistema di specchi e di lenti contenute all'interno di un tubo telescopico stagno, manovrato dall'interno del sommergibile.

Perturbazione: con il termine perturbazione si intende in meteorologia quel particolare fenomeno che modifica, in peggio, lo stato del tempo.

Pescaggio: il pescaggio è la misura verticale compresa tra la parte inferiore della chiglia e la linea di galleggiamento e rappresenta, quindi, l'altezza della carena. Sulle navi il pescaggio è indicato da apposite scale raffigurate a poppa, a prua e, talvolta al centro. Vi sono due modi di rappresentare il pescaggio a seconda dell'unità di misura adoperata. Se la misura viene espressa secondo il sistema metrico decimale, nella scala sono rappresentati soltanto i numeri pari (normalmente si utilizzano le cifre arabe), ogni numero è alto un decimetro e lo spazio tra un numero e il successivo è pure di un decimetro. Se si adopera il sistema di misura anglosassone, nella scala sono rappresentati sia i numeri pari che quelli dispari (normalmente si utilizzano i numeri romani), ogni numero è alto mezzo piede e lo spazio tra un numero e il successivo è pure di mezzo piede.

Pescante: il termine pescante, detto anche pescatore, in marineria designa un grosso e robusto gancio impiegato per incocciare la marra dell'ancora tipo ammiragliato, per traversarla. Questo gancio è dotato di una braca con un nodo scorsoio a una estremità e un occhio munito di redancia nell'altra.

Pescare: pescare significa, oltre che l'azione esercitata per cercare di catturare i pesci utilizzando uno qualsiasi degli attrezzi (rete, nassa, amo, fiocina, bilancelle, etc.), anche togliere qualsiasi altra cosa dal mare (pescare un gavitello, un oggetto caduto fuori bordo, un cavo, etc.). Il termine pescare viene anche utilizzato per indicare di quanto uno scafo è più o meno immerso. Un'imbarcazione quindi può pescare più a poppa che a prua e allora si dice che è appoppata, oppure può pescare più a prua e allora si dice appaiata.

Pescatore: (gru del) paranco con un grosso gancio adibito ad alzare l’ancora dalla parte delle marre per disporla nella posizione che doveva conservare durante la navigazione (ossia con il fuso orizzontale). Nelle navi a vela di minori dimensioni, prive dell’apposita gru, l’apparato destinato alla medesima funzione era connesso all’albero di trinchetto.

Peschereccio: il peschereccio è una unità adoperata per l'esercizio della pesca professionale. Può avere dimensioni variabili ed essere destinato per la pesca costiera (detta anche piccola pesca), per la pesca d'altura o per la pesca atlantica. I pescherecci possono essere classificati anche per il tipo di pesca esercitata (a strascico, con nasse, con reti da posta, con palamiti, etc.).

Petaccio: ( o petacco o petacchio) Tipo di nave da guerra del sec 16°, analoga al bertone.

Petroliera: con il vocabolo petroliera si indica una nave mercantile destinata al trasporto di carichi liquidi infiammabili, derivati dal petrolio. Sono navi costruite con particolari tecniche atte a garantire il trasporto di questi carichi in sicurezza. La loro caratteristica principale è quella di possedere un ponte sgombro da alberi di carico, ma attraversato da un fitto sistema di tubature che collegano le varie tanche. In esse l'apparato motore e le soprastrutture concentrate nella parte poppiera e sono dotate del doppio scafo.

Piano: il termine piano viene associato a diverse parole ed è utilizzato, in marineria, per indicare numerose cose assai differenti tra loro. Si hanno, per esempio, i piani geometrici dello scafo (longitudinale, trasversale e verticale), il piano di deriva, che rappresenta la proiezione della superficie di carena sul piano longitudinale di simmetria dello scafo, il piano di galleggiamento, il piano del garbo, che è il piano delle diverse ossature, il piano di carico, il piano velico, che rappresenta lo studio della superficie velica di un veliero, della sua suddivisione a seconda del tipo di vela e della posizione e della forma che assume nello scafo, il nodo piano, che è il più comune nodo di congiunzione, etc.

Piano, nodo: nodo usato per congiungere due cime.

Piano velico: progetto di superficie velica, con indicata la forma e la posizione delle varie vele.

Piassava: la piassava era una fibra vegetale ricavata dalle piante tipo palma e impiegata nella commettitura di cavi tessili; aveva la caratteristica di resistere molto bene all'azione della salsedine.

Piatta: vedi calma.

Pible: Nell’attrezzatura navale dei velieri a vele quadre, albero a p. (o a pioppo), albero di legno, di un solo pezzo, o composto da più tavole incollate assieme, senza coffe ne barre, affusolato dal basso verso l’alto, con semplici risalti per dare presa alle sartie.

Piccaressa:  piccaressa è il nome che viene attribuito per indicare quella bozza in cavo, ma più comunemente in catena, che, incocciata alla cicala dell'ancora tipo ammiragliato, la tiene sospesa al di sotto della gru e assicurata all'affondatoio in maniera tale da liberarsi e permettere all'ancora di andare a fondo, una volta scosso l'affondatoio. Il termine deriva da "appiccare", che a sua volta deriva da "a picco", con il significato di "tenere sospeso sulla verticale

Picco: 1) corta antenna (o pennone) adoperata solitamente per alzare la randa nelle attrezzature auriche; per essere posta in assetto vengono utilizzate due drizze: una, collegata alla base, regola l'altezza; l'altra, incocciata lungo il picco, ne determina l'inclinazione.
2) picco ha il significato di verticale, dritto. Il termine è largamente utilizzato in marineria per indicare coste a picco, ancora a picco, etc. La parola picco si utilizza anche per indicare l'asta disposta pressoché verticalmente a poppavia dell'albero, che serve a sostenere il lato superiore della randa aurica.

Piè: (di ruota) - il pie di ruota, nelle costruzioni in legno, è quella parte dell'ossatura che raccorda la parte anteriore della chiglia con il tagliamare.

Piede: il termine piede viene largamente utilizzato nella nautica e indica, generalmente, la parte bassa, la base di qualcosa. Si ha, così, il piede dell'albero, il piede della verticale dell' astro, il piede della vela, piede di pollo (il nodo) etc. Il termine piede indica anche l'unità di misura anglosassone corrispondente alla lunghezza di 30,48 centimetri; questa misura viene largamente adoperata, anche nel nostro paese, per indicare la lunghezza delle imbarcazioni da diporto. È detta piede marino l'abilità conseguita dai marinai di muoversi e camminare (a gambe larghe per consentire un più agevole equilibrio) a bordo della nave, nonostante il suo continuo e noioso movimento.

Piede d'albero: parte inferiore dell'albero che si infila nell'apposito foro praticato nel ponte.

Piede di pollo:
ripiegamento ed intrecciamento dei legnoli di una cima, fatto in vario modo, ma sempre per ottenere un ringrosso che faciliti l'appiglio.

Pielego: (meno comune pielago) – 1)veliero a due alberi e bompresso , con vele al terzo e randa, scafo pontato alquanto simile al trabaccolo, in uso nell’Adriatico sino ai primi anni del sec. 20° per il trasporto di merci. - 2) Barca a vela, con scafo simile al bragozzo e alberi a vele latine (tipo tartana), usata nell’Adriatico settentrionale specie per la pesca (pesca a pielego) sino ai primi decenni del secolo 20°.

Pigna: 1) la pigna per i marinai è un particolare nodo a bottone che viene eseguito lungo alcune manovre o in cima ad alcuni cavi, sia per avere un ingrossamento, sia per formare un fermo. E frequente vederli eseguiti lungo i marciapiedi dei bastimenti a vela o lungo la battagliola delle scale reali. 2) È chiamato pigna anche il pezzo metallico bucherellato, che viene disposto nella parte finale delle tubazioni che pescano nei serbatoi, dalle prese a mare o nella sentina, per evitare che la morchia o la sporcizia vadano a ostruire valvole, tubazioni o giranti delle pompe. 3) Arnese con cui si fa l'unione e il torcimento dei legnuoli, per farne un cavo, e dei cavi per farne una gòmena.

Pilota: il pilota è colui che coadiuva il comandante di una nave nel suo ingresso e nell'uscita dal porto, nei canali e in passaggi particolari. La figura del pilota è stabilita dal Codice della navigazione (articolo 86 e successivi). Il Codice stabilisce che nei porti e negli altri luoghi di approdo o di transito delle navi, dove è riconosciuta la necessità del servizio di pilotaggio, venga istituita, mediante decreto del Presidente della Repubblica, una corporazione di piloti. Nei luoghi dove è riconosciuta l'opportunità, il pilotaggio può essere reso obbligatorio con decreto del Presidente della Repubblica, mentre nei luoghi dove il pilotaggio è facoltativo, spetta al direttore marittimo renderlo temporaneamente obbligatorio, per particolari esigenze. Il compito del pilota è quello di suggerire la rotta e assistere il comandante nella determinazione delle manovre necessarie per seguirla. Nelle località dove il pilotaggio è obbligatorio, il pilota deve prestare la sua opera fino a quando la nave sia giunta fuori della zona prevista dall'obbligo o sia ormeggiata nel luogo assegnato. Nelle località dove il pilotaggio non è obbligatorio il pilota deve prestare la sua opera fino a quando questa sia esplicitamente richiesta dal comandante della nave.

Pilota automatico: (autopilota) apparecchio elettromeccanico con una bussola incorporata che viene accoppiato al timone e mantiene costante una rotta prefissata.

Pilotaggio: il pilotaggio è l’insieme delle operazioni e manovre connesse con il governo della nave nell’ingresso e nell’uscita dai porti o in canali e passaggi particolari.

Pilotina: imbarcazione a motore di dimensioni ridotte utilizzata per pilotare le navi dentro il porto o per condurre il pilota a bordo della nave stessa.

Pinaccia: 1) Nome dato un tempo a una grossa imbarcazione impiegata nella sorveglianza delle coste, o a un leggero veliero, con remeggio ausiliario, usato come unità esploratrice di forze navali. 2) In epoca più recente, è stata così chiamata l’imbarcazione maggiore (detta anche barcaccia ) in dotazione alle navi a vela, che veniva anche utilizzata per rimorchiare la nave quando mancava il vento.

Pinco:
Veliero, per lo più mercantile, di portata variabile da 150 a 300 t , con tre alberi a calcese ( il trinchetto molto inclinato in avanti) e vele latine usato dai corsari barbareschi e diffuso nel Mediterraneo dal sec. 18° fino alla metà circa del secolo successivo.


Pinna:
deriva fissa, spesso zavorrata (bulbo), per limitare lo scarroccio.

Pioggia: la pioggia è un fenomeno meteorologico appartenente alle idrometeore, queste sono costituite da gocce d’acqua di piccole dimensioni o da cristalli di ghiaccio, dovute ai fenomeni di condensazione, di solidificazione o di sublimazione del vapore acqueo presente nell’aria.

Pirata: Corsaro e pirata oggi sentiti come sinonimi, indicavano in origine attività molto diverse. “Pirata” era chi percorreva il mare per assalire e depredare a proprio esclusivo beneficio. V. Bucaniere, Corsaro, Filibustiere.

Pirobetta: betta, un piccolo galleggiante ausiliario utilizzato per il trasporto di materiale e personale, dotato di motrice a vapore. Analogamente sono chiamate pirocisterne, piroscafi, pirolance, etc. le rispettive unità che utilizzano la motrice a vapore.

Piroga: la piroga è un imbarcazione a remi e vela, ricavata dal tronco di un albero scavato o da cortecce o da pelli rinforzate e cucite assieme. Lo stesso nome viene dato alle imbarcazioni polinesiane, dotate di vela ed equilibrate con un bilanciere collegato allo scafo principale.

Piroscafo: nave mercantile a propulsione meccanica.

Planante: è detta planante la carena di uno scafo che permette allo stesso di diminuire il proprio pescaggio e , conseguentemente, la resistenza all’avanzamento, dovuta a una diminuzione della parte immersa, grazie alla particolare forma della carena. Ciò si verifica soprattutto con le imbarcazioni a motore. Anche le barche a vela possono planare, alle andature portanti, dal traverso alla poppa, consentendo in questi casi di superare la velocità limite in condizione di navigazione in regime dislocante. La velocità limite è data dal valore2,5 moltiplicato per la radice quadrata della lunghezza al galleggiamento espressa in metri.

Planare: superare la velocità critica legata alla lunghezza al galleggiamento della barca, causando di conseguenza il sollevamento idrodinamico per cui l'imbarcazione viene portata sopra la sua onda.

Plancia: la plancia è la parte del ponte di commando delle navi. Vi si trovano tutti gli strumenti e le attrezzature atti alla navigazione ( la ruota del timone, ripetitori di bussola, gli schermi radar, l’autopilota, i comandi per le macchine oltre ai sistemi di sicurezza).

Platea: nei bacini di carenaggio la platea designa il fondo, sul quale poggiano le taccate che sostengono la nave quando questa è a secco.

Plenilunio: il plenilunio è la fase lunare corrispondente alla Luna piena. In questa fase la Luna si trova in posizione opposta a quella del Sole.

Plotter - Lo schermo dove vengono visualizzate le carte nautiche elettroniche viene chiamato chart plotter o solo plotter, dall’inglese “tracciare, disegnare”.

Plotting: il plotting è il termine inglese che significa “tracciare sulla carta” e che viene utilizzato per indicare l’insieme delle operazioni che vengono svolte per segnare sullo schermo radar le diverse posizioni assunte dalle varie navi e dagli oggetti contenuti all’interno della zona battuta dal radar.

Pluviografo: il pluviografo è lo strumento che registra la quantità di acqua caduta.

Pluviometro: il pluviometro è lo strumento meteorologico che serve per misurare la pioggia, cioè l’altezza in millimetri di pioggia.

Poggiare o puggiare: allontanare la prua dalla direzione del vento. Si dice anche andare alla poggia o venire alla poggia.

Poggiata: la poggiata è la manovra dell’imbarcazione a vela mediante la quale la prua viene allontanata dalla direzione del vento. Manovra conseguente all’azione del poggiare.

Poggiero: è detto poggiero il veliero il cui centro velico, nel piano longitudinale, sia situato a pruavia del centro di deriva.

Polacca:  (o pollacca o polacra)  Veliero mercantile, diffuso nel Mediterraneo sino al sec. 19°, a velatura mista disposta su tre alberi: quello di trinchetto a vela latina, quello di maestra e quello di mezzana a vele quadre e, inferiormente, con vela latina o vela di randa; dalla fine del sec. 17° po9rtò gli alberi di un sol pezzo, senza coffa né crocetta (alberi a pible) caratteristica che contraddistinse l’attrezzatura alla polacca.

Polaccone:
Nell’attrezzatura navale, vela triangolare, molto usata nei piccoli velieri mediterranei (detta anche mezzavela), che si dispone a prua di un albero a vela latina, invece di un fiocco, sostenendola con un’asta (buttafuori o spigone) che tiene luogo del bompresso.


Polare:
1. circolo polare: parallelo terrestre che delimita una regione polare; quello Nord è detto circolo polare artico, quello Sud antartico; 2. rilevamento polare: angolo determinato tra l'asse longitudinale dell'imbarcazione e un punto cospicuo.

Polena:
statua in legno, spesso raffigurante una figura femminile, situata a prua della nave.

Polireme: Sul modello di bireme, trireme. Nella costruzione navale classica, unità remiera, soprattutto militare, a più ordini sovrapposti di remi (in genere da due a cinque).

Pompa: apparecchiatura per vuotare acqua fuori bordo.

Pompa di sentina:
apparecchio utilizzato per espellere fuori bordo l'acqua accumulata in sentina.

Ponente:
ovest; vento che spira da ovest.

Pontato: in nautica il termine pontato è impiegato per indicare una unità dotata almeno di un ponte, anche se parziale.

Ponte: ogni struttura continua orizzontale che si estenda da una parte all'altra dello scafo; quello superiore a ogni altro è detto di coperta.

Pontile:
struttura che si protende verso il mare per permettere un facile attracco a imbarcazioni di piccolo o medio tonnellaggio.

Pontone a biga:
zatterone munito di una sorta di gru (biga) in genere usato per sollevare grossi carichi e porre in posizione i fusi maggiori degli alberi dei velieri.

Poppa:
1) parte posteriore della barca. 2) Andatura che è caratterizzata dal vento che colpisce la poppa della barca che avanza con una rotta uguale alla direzione di propagazione del vento.

Poppavia: la direzione verso o dietro la poppa di una barca. A poppavia del traverso o del baglio maestro sta la parte posteriore della barca.

Poppa piena:
andatura col vento che colpisce esattamente la poppa, ovvero avanzare con una rotta esattamente uguale alla direzione di propagazione del vento reale.

Poppese: detto anche codetta, è il termine con il quale si identifica il cavo di ormeggio di poppa.

Poppetta: nelle imbarcazioni, è il piccolo spazio dove sta il timoniere, tra lo schienale del sedile di poppa e il limite della poppa stessa; è detta anche timoniera.

Poppiere: vene chiamato poppiero tutto ciò che, a bordo di una nave, è attinente alla poppa. Si ha, per esempio, la faccia poppiera dell’albero, i cavi poppieri ecc. e quant’altro sia attinente alla poppa o sia rivolto verso questa parte.

Portante: vengono dette portanti le andature di una barca a vela quando il vento relativo la investe con angoli superiori ai 90 gradi, cioè dal traverso alla poppa.

Portanza: componente perpendicolare della forza generata sulla superficie di un solido (vela, timone, deriva, ecc.) per effetto del suo movimento in un fluido; ad esempio la portanza della deriva è la forza che si oppone allo scarroccio.

Portare:
azione propulsiva delle vele quando sono bordate e gonfiate dal vento.

Portare (in)- In portare: è detto della vela orientata in maniera adatta a spingere in avanti l’imbarcazione, ricevendo il vento sulla sua faccia poppiera. Una vela è “in portare” quando non dileggia e la scotta è cazzata sottovento. La posizione opposta è detta “a collo” , in tale posizione la scotta viene cazzata sopravento, la vela riceve il vento sulla sua faccia prodiera e fa retrocedere l’imbarcazione.

Portata: la portata è la quantità di carico che una nave è in grado di trasportare. Si misura in tonnellate e si distingue in portata netta e portata lorda. La prima è il peso del solo carico trasportato a fini commerciali, mentre nella portata lorda è contenuto anche il peso del carico destinato all’esercizio della navigazione e al mantenimento dell’equipaggio.

Portata geografica: di un faro, è la somma delle distanze dell'orizzonte per le due elevazioni, dell'osservatore e del faro.

Portata luminosa: di un faro, detta anche portata ottica; è stabilita in base alla frequenza di visibilità alle varie distanze e indicata sugli elenchi dei fari in miglia.

Portavoce: con il termine portavoce si intende il congegno meccanico costituito da un lungo tubo recante alle due estremità una sorta di corto imbuto e utilizzato, un tempo, per portare la voce dal ponte di commando al locale macchine e in ogni altro locale in cui si ritenesse necessario.

Portelleria: Tutti i portelli e i portellini di murata, sui fianchi della nave.

Portello: 1) copertura movibile del foro praticato sul fianco delle navi per i cannoni. 2) il termine portello viene utilizzato per indicare la chiusura rettangolare, con gli spigoli arrotondati e collegata alla mastra mediante cerniere, delle piccole boccaporte, cioè di quelle aperture rettangolari praticate sul ponte o sulle soprastrutture, che mettono in comunicazione il ponte il locale sottostante. Sono chiamate portelli anche quelli praticati lungo la murata, dotati di asse orizzontale, che si aprono soltanto verso l’esterno e che servono alla rapida evacuazione dell’acqua imbarcata. Anche gli oblò possono essere chiamati portellini di luce.

Portellone: il portellone è la chiusura della grande apertura ricavata a murata o a poppa delle navi è destinata all’imbarco e allo sbarco di passeggeri e auto.

Porticciolo: il porticciolo è un piccolo specchio acqueo protetto da una diga esterna, costituita da due bracci, che consente l’ormeggio e la sosta di natanti principalmente adibiti ala pesca, al diporto o al traffico costiero. All’interno è attrezzato con locali destinati al rimessaggio, con officine meccaniche e quanto altro sia d’ausilio ai mezzi ospitanti.

Porto: il porto è un grande specchio acqueo, protetto naturalmente o artificialmente dal vento e dalle correnti predominanti, che offre riparo alle navi e alle imbarcazioni e che consente la movimentazione delle merci e delle persone trasportate via mare. Il porto è delimitato da terra dalla banchina e protetto da due bracci che si protendono verso il mare, chiamati dighe, e protetti esternamente da frangiflutti, costituiti da grossi massi o da scogli artificiali aventi una forma particolare e chiamati tetrapodi. All’interno dello spazio acqueo si trovano i moli i pontili e i pennelli. Lo spazio di banchina compreso tra due moli è detto calata, mentre lo spazio acqueo delimitato dalla banchina e dai due moli è detto darsena.

Porto campione: termine usato sulle tavole di marea. E' quello per il quale sono valide le intere ampiezze previste.

Porto secondario: nelle previsioni di marea quelle che lo riguardano sono relazionate a quelle del porto campione.

Portoghese: il termine portoghese viene attribuito sia ad alcuni nodi marinareschi (gassa portoghese e legatura alla portoghese) sia a un tipo di attrezzatura velica, originaria delle vecchie barche da pesca del Portogallo. Questa attrezzatura è caratterizzata per avere una randa aurica inferita in basso al boma e in lato a un lungo picco, posto quasi verticalmente. E’ un tipo di armamento efficace per tutte le andature ed è quello che ancora oggi viene utilizzato sui dighy.

Portolano: pubblicazione edita dall'Istituto Idrografico della Marina contenente notizie particolareggiate e descrizioni di ogni tratto di costa con riferimenti su tutti i punti cospicui; fornisce inoltre indicazioni sui regimi dei venti e sulle correnti nonchè suggerimenti per le entrate nei porti, gli ancoraggi ecc.

Portuale: viene detto portuale tutto ciò che ha attinenza con il porto . Si hanno così la polizia portuale,  lavori portuali, etc.

Posacavi: posacavi è il nome attribuito a una speciale nave destinata alla posa, al salpamento e alla manutenzione dei cavi telefonici o elettrici sottomarini. Queste navi sono dotate di grandi stive  all’interno delle quali sono tenuti i cavi da posare, all’estrema prua o a poppa, posseggono delle grandi ruote alle quali gli stessi cavi si appoggiano.

Posizione osservata: è come dire punto nave osservato e cioè quella che risulta da osservazioni di segnalamenti o punti cospicui.

Pot-au-noir: la zona delle calme equatoriali, in francese ( in inglese è “doldrums”). Si noti che tale zona è soggetta a frequenti fenomeni temporaleschi.

Potenza: cavigliera posta a piè d’albero dei velieri, detta anche pazienza.

Pozzetto: spazio situato in coperta, al centro o a poppa delle barche da diporto per permettere all'equipaggio di sedere ed essere riparati in caso di maltempo; vi è situata la barra o la ruota del timone, la bussola e vi arrivano le principali manovre correnti; sui bordi del pozzetto sono di solito posizionati i verricelli delle scotte.

Pozzo: Qualunque apertura fatta dalla coperta del bastimento in giù, specialmente quelle delle catene e quelle che si facevano una volta sulla tolda tra i due castelli, per metter la barca nella batteria sottoposta, (pozzo di sentina, pozzo della catena dell’ancora, etc.).

Praho: ( o prao) - (voce malese). Imbarcazione a vela, talvolta a remi, con scafo spesso asimetrico e collegato talora a bilanceri, in uso in indonesia e nei mari della Cina; il tipo di maggiore tonnellaggio era, in passato, impiegato anche come piccola e veloce nave da guerra.

Pram: Battellino di servizio, caratterizzato dall’avere la prua a specchio come la poppa, in dotazione a imbarcazioni da pesca dei mai del Nord Europa e a imbarcazioni da diporto.

Prama: 1. Grossa chiatta, in uso fin dal sec 14° per operazioni di carico e scarico nei porti e nei canali interni del Baltico e del Mare del Nord; munita di cannoni fu anche impiegata, nei sec. 18° e 19°, come guardaporto. –  2. Veliero a più alberi con vele auriche, a fondo piatto, di scarsa immersione, idoneo per navigare nei fiumi e lungo coste sabbiose nei Mari del Nord Europa; nel sec. 19° fu anche usato, dai francesi, come cannoniera per la difesa delle coste.

Premistoppa: elemento della scatola in cui ruota l'asse dell'elica.

Premitrecce: il premitrecce detto anche pressatrecce, premistoppa o premibaderne, è costituito da due tubi flangiati e collegati assieme mediante bulloni e dadi o da due manicotti che vengono strettamente collegati in modo da poter comprimere le baderne o le trecce ingrassate, a loro volta sistemate attorno agli assi rotanti per garantirne la tenuta.

Presa a mare: tubo chiudibile per aspirare ed espellere l'acqua attraverso un'apertura nella carena.

Pressione atmosferica:
è il peso dell'aria che ci sovrasta.

Pressione livellata: (Marais barometrique; Fiat low; Flackdrucklage) - Zona in cui la pressione varia di poco, su una certa distanza. Il vento è scarso o molto debole.

Prestantino: il prestantino è, in uno scafo in legno, la parte strutturale del massiccio di prua costituito da quei grandi pezzi che costituiscono il prolungamento del paramezzale e servono per unire questo alla ruota di prua. Il prestantino è presente anche nel massiccio di poppa e unisce il paramezzale al dritto di poppa.

Previsione: (del tempo). La previsione del tempo è la determinazione degli elementi meteorologici per un determinato tempo futuro in una data zona dell’atmosfera. Si tratta in semplice analisi, di determinare i probabili fenomeni meteorologici (pressione, temperatura, umidità, nuvolosità, venti, stato del mare, etc.), che si potranno verificare dopo un certo periodo di tempo 6, 12, 24, 48, ore etc.) in una certa zona, analizzando il tempo meteorologico presente, le carte del tempo che interessano scale più grandi e le immagini satellitari.

Primo ufficiale: l’ufficiale che come grado segue immediatamente il capitano; come tale è anche chiamato “secondo” (sottinteso:  “di bordo”), ma non deve essere confuso col secondo ufficiale.

Prismatico (coefficiente): II parametro del coefficiente prismatico (o longitudinale) indica il rapporto tra il volume della carena immersa e quello del prisma a questa circoscritto. Questo valore rivela l'omogeneità della ripartizione dei volumi di carena e la loro eventuale riduzione verso le estremità: in pratica è una sorta di indice di penetrazione dello scafo nell'acqua. Un alto coefficiente prismatico, quindi, attesta che l'imbarcazione ha volumi importanti alle estremità e una velocità più limitata. Se il coefficiente è minore i volumi saranno più concentrati a metà scafo. A titolo indicativo, una nave cargo ha un coefficiente prismatico intorno a 0,9, mentre un'imbarcazione a vela tra 0,5 e 0,6.

Prodese: Prodese è il cavo d’ormeggio che esce da prua e che viene dato volta o incappellato a una bita situata a pruavia dello scafo. Sulle piccole imbarcazioni prende anche il nome di barbetta.

Prodiere: 1) prodiere è tutto ciò che sta a prua o verso prua, esiste così l’albero prodiero, il boccaporto prodiero, il quartiere prodiero, etc. 2) Sulle imbarcazioni a vela il prodiere è il membro dell’equipaggio destinato al controllo e alla manovra delle vele di prua,(issate e ammainate delle vele, cambi di fiocchi, ecc.),  mentre sulle imbarcazioni a remi, tipo lance, il prodiere è il marinaio che sta a prua, che impiega il mezzo marinaio e che interviene nelle manovre di attracco e di disormeggio.

Profilo alare: Il termine profilo alare si usa per descrivere la qualità di un oggetto capace di offrire la minima resistenza aerodinamica accompagnata dalla massima portanza (una delle componenti della forza aerodinamica), come un'ala d'aeroplano o una vela. Una deriva o una pala di un timone hanno generalmente un profilo alare pieno e simmetrico, mentre una vela ha un profilo alare sottile e a-simmetrico. L'Ente Aeronautico Americano (Naca, National Ad-visory Committee for Aeronau-tics) è stato uno dei primi organismi a studiare e catalogare centinaia di profili alari. Un bulbo di un'imbarcazione con "profilo Naca" è realizzato quindi utilizzando uno dei modelli realizzati da questo ente.

Proiezione di Mercatore: proiezione cilindrica in cui meridiani e paralleli sono linee rette parallele che si intersecano ortogonalmente. E' la classica carta nautica sulla quale è possibile tracciare le rotte lossodromiche con line rette e misurare le distanze sulla scala delle latitudini e cioè lungo il meridiano.

Prolunga: viene detta prolunga qualsiasi asta fissata o articolata su di un’ altra, al fine di aumentarne l’estensione. Per esempio, la prolunga articolata con uno snodo cardanico e sistemata nella faccia superiore della barra del timone (chiamato anche con il termine inglese stick) delle piccole imbarcazioni a vela utilizzata dal timoniere per potere manovrare pur stando distante dalla barra, soprattutto quando è costretto a stare fuoribordo per compensare lo sbandamento dello scafo.

Promontorio: (Dorsale; Ridge; Ruecken eines Hochs) -Lingua di alta pressione che s'insinua in una zona dove la pressione è bassa; comporta miglioramento del tempo.

Propulsione: la propulsione è l’azione mediante la quale si assicura il moto allo scafo. Questa può essere: a. a remi, se il moto è generato dalla spinta dei remi mossi dai rematori; b. eolica, se il moto è generato dall’azione del vento che investe le vele, opportunamente orientate; c. meccanica, se il moto è generato dall’azione di un meccanismo messo in movimento per effetto della combustione.

Propulsore: il propulsore è l’organo che produce il movimento dello scafo. Nelle imbarcazioni a remi il propulsore è il remo, che in fisica è considerato una leva di secondo genere, con la potenza nell’impugnatura, la resistenza nella scalmiera ed il fulcro in mare, nel centro della pala immersa. Negli scafi a vela il propulsore è la vela, che sfrutta la portanza generata dallo scorrere del vento sulla sua superficie. Negli scafi a propulsione meccanica i propulsori possono essere eliche, idrogetti, ruote a pale, rotori, ect. Che sfruttano il movimento meccanico degli organi, generato da un fluido per mezzo della combustione.

Prora o prua: 1) parte anteriore dell'imbarcazione. 2) la direzione in cui la barca sta puntando, ma non quella seguita, che può essere diversa a causa dello scarroccio e della deriva. Prora al vento: dicesi di quando la prua è proprio nel letto del vento e cioè l'asse longitudinale della barca coincide con la direzione del vento che investe la prora.

Prora bussola: (Pь) l'angolo fra la direzione della prora della barca e la direzione del nord indicata dalla bussola, che subisce l'effetto della declinazione magnetica (vedi) e quello dei ferri di bordo e cioè la deviazione (vedi).

Prora magnetica: (Pm) l'angolo fra la direzione della prora e quella del meridiano magnetico del punto in cui la barca si trova (vedi Nord magnetico).

Prora vera: (Pv) l'angolo fra le direzioni del Nord vero, ossia geografico, con la direzione della prora della barca e cioè del suo asse longitudinale.

Proravia: il termine proravia (o pruavia) viene utilizzato per indicare tutto quanto si trova anteriormente al piano centrale dello scafo (che generalmente coincide con la sezione maestra), sia che si tratti di parti o persone che stanno sullo scafo, sia di oggetti, cose o persone al di fuori. Si utilizza anche la locuzione: “a proravia del traverso” per indicare oggetti, cose o persone che si trovano fuoribordo, in una direzione compresa tra l’asse trasversale (il traverso) e la direzione della prora. In questo caso viene indicato anche il relativo lato dicendo “ a proravia del traverso a dritta” o a sinistra secondo le circostanze.

Provveditore: fornitore di bordo, fornitore navale, generalmente chiamato all’inglese, “ship chandler”, anche nella marina mercantile italiana.

Prua: la parte anteriore di qualsiasi imbarcazione. Viene chiamata indifferentemente anche prora; col significato di direzione viene preferito quest'ultimo.

Prua al vento: si dice di una barca ancorata o anche ormeggiata contro vento. Mettere la prua al vento e una manovra che si fa per fermare rapidamente la barca in quanto le vele prendono a collo.

Pruavia: vedi proravia.

Puggia: Puggia o poggia è l’allontanamento della prua dalla direzione da cui proviene il vento. Il termine deriva dal nome “poggia” dato alla manovra corrente sistemata, nelle vele latine, nella parte inferiore dell’antenna e che serve a tesare il “carro” (la parte bassa dell’antenna) sottovento. Questa manovra era opposta all’orza che, al contrario, serviva per tesare il carro sopravvento.

Puggiare: o poggiare, manovrare per portare la barca maggiormente nella direzione di propagazione del vento, ovvero aumentare l'angolo tra vento apparente e rotta dello yacht (massimo 180 gradi). Dalla bolina si passa al traverso e da questo alle andature portanti.

Puleggia:
ruota girevole intorno ad un asse; al suo interno, lungo la circonferenza, ha una gola sulla quale viene fatto scorrere un cavo: è la parte centrale di bozzelli e pastecche.

Pulpito:
sostegno realizzato normalmente in acciaio e posto a prua e a poppa della barca come elemento di sicurezza per l'equipaggio.

Pumping:
manovra proibita in regata che consiste nel muovere in modo continuo e rapido le vele a guisa di ali d'uccello: questo, infatti, genera un'accelerazione forzata, seppur minima, della barca.

Pungere: dicesi di quando, per aver stretto troppo al vento, una vela si gonfia irregolarmente lungo il bordo d'inferitura o comincia  a fileggiare. Viene impiegato per indicare che una vela che si trova sul punto di dileggiare soprattutto nella parte alta, in prossimità della penna, o comunque quando inizia a non portare in modo corretto.

Puntale: elemento centrale di sostegno situato fra i ponti. Il puntale anticamente era un regolo opportunamente graduato che, sistemato verticalmente (e quindi di punta), serviva a misurare l’altezza interna dello scafo, dalla faccia superiore della chiglia alla faccia inferiore del baglio. Ancora oggi è chiamata puntale la misura verticale dell’altezza dello scafo compresa tra la chiglia e il baglio.

Puntello: in senso generale il puntello è qualsiasi asta in legno o altro materiale impiegato per sostenere qualcosa. Più propriamente è ciascuno di quei grossi travi che sorreggono in più punti i bagli dei grandi bastimenti costituendo una specie di colonnato.

Punti cardinali: nella geografia terrestre indica le 4 posizioni convenzionali di riferimento: Nord, Est, Sud, Ovest.

Punto: con il nome generico di punto si indica la posizione di qualcosa. Si ha così il punto di fonda, il punto di attracco, il punto nave, il punto di rotazione, il punto cardinale, il punto di arrivo, il punto di partenza,il punto sub astrale, il punto stimato, etc.

Punto astronomico: la posizione della nave in navigazione, in un determinato istante, calcolata con i dati dell’osservazione dell’altezza degli astri (punto osservato).

Punto cospicuo: qualsiasi oggetto sulla costa facilmente visibile e identificabile dal mare; sono punti cospicui fari, campanili, ciminiere ed anche montagne o gole; i punti cospicui più significativi sono indicati sui Portolani.

Punto di mura:
vertice in cui la vela è fissata alla barca; nei fiocchi e nella randa corrisponde all'angolo che verrà a trovarsi più in basso e a pruavia, nello spinnaker e l'angolo in testa al tangone.

Punto di penna:
angolo in cui si incoccia la drizza per issare la vela.

Punto di scotta:
angolo della vela in cui si lega la scotta.

Punto di tenuta: la zona del fondo dove l'ancora ha fatto presa.

Punto nave:
punto geografico dato dalla latitudine e longitudine, corrispondente alla posizione della barca sulla superficie terrestre nel momento considerato.

Punto nave osservato: è l'intersezione di più linee di posizione determinate con l'osservazione di astri o di oggetti terrestri.

 

Lettera Q
 A - B - C - D - E F - G - H I J K - L - M N - O - P - Q - R - S - T - U V - W X Y Z

Quadrantale: viene detta quadratale la rotta, la prora e qualsiasi altra direzione relativa all’orizzonte che viene legata a un sistema di riferimento i cui valori non siano superiori alla quarta parte dell’angolo giro. Pertanto una direzione espressa con il sistema quadratale non supera il valore di 90° e deve essere preceduta dal segno Nord o Sud e seguita dal segno Est o Ovest. In questo modo ogni direzione compresa nel primo quadrante sarà indicata con N x° x’ x” E, una direzione compresa tra 90° e 180° sarà indicata con S x° x’ x” E, una direzione compresa nel terzo quadrante (da 180° a 270°) sarà indicata con S x° x’ x”  W e, infine una direzione compresa tra 270° e 360° verrà indicata con N x° x’ x”W. Questo sistema di riferimento per l’angolo di rotta è utilizzato nella soluzione di alcuni problemi di navigazione. Le relazioni che legano il valore della rotta quadrantale  “r” con la rotta circolare “R” sono le seguenti: - nel 1° quadrante R = r; nel 2° quadrante R = (180° - r); nel 3° quadrante R = (180° + r); nel 4° quadrante R = (360° - r).

Quadrante: 1) termine generico, che oltre ad indicare lo schermo di uno strumento, orologio, barometro, etc. viene anche attribuito alla quarta parte dell’angolo giro. In base a tale considerazione l’orizzonte viene diviso in quattro quadranti, ognuno ampio 90°, numerati con cifre romane, in senso orario, a partire dalla direzione cardinale Nord. 2) antico strumento per la navigazione, menzionato per la prima volta in un documento del 1456, era sicuramente in uso ben prima di quella data, consisteva in un settore circolare di 90°, in legno o metallo, con il lembo graduato, che recava su uno dei lati due traguardi per osservare l’astro , mentre un filo di piombo consentiva di misurarne l’altezza.

Quadrante di Davis: antico strumento per la navigazione, comparve alla fine del XVI secolo, si usava dando le spalle al Sole, così da misurare l’altezza senza essere abbagliati.

Quadranti: sono i quattro settori in cui è idealmente divisa la rosa della bussola: da 0 a 90 gradi primo, 90-180 secondo, 180- 270 terzo e 270-360 gradi quarto quadrante: ad esempio si usa dire "venti del primo quadrante" se essi stanno sopraggiungendo da una direzione compresa tra Nord ed Est.

Quadrato: locale di raccolta e di ritrovo degli ufficiali dei velieri.

Quadratura: viene detta “di quadratura” la marea che si verifica durante la fase lunare del primo e dell’ultimo quarto. Durante tale periodo lunare le maree generate (di primo quarto e di ultimo quarto) sono le più piccole.

Quadrireme: antica nave a quattro ordini di remi usati dai romani.

Quadro: termine generico per indicare il tipo di bastimento armato con vele quadre come le navi, i brigantini, etc. Con lo stesso termine veniva indicata la branda che, in seguito, utilizzando termini di origine caraibica venne chiamata amaca.

Quadro di poppa: lo spazio centrale, sopra la linea di galleggiamento della poppa, ove generalmente è scritto il nome delle navi mercantili.

Quaranta ruggenti: sono così chiamati i forti venti da Ovest al di sotto del quarantesimo grado di latitudine Sud; essi soffiano quasi senza tregua non incontrando nel loro moto nessuna terra emersa.

Quarta: angolo di 11°15’(la quarta parte di 45°) , corrispondente a ciascuna delle 32 divisioni comunemente segnate sulla circonferenza della rosa delle bussole nautiche (e che per la forma con cui sono disegnate sono dette anche rombi), ancora in uso talvolta nella navigazione a vela per precisare l’ampiezza dell’angolo che la prua fa con la direzione del vento (stringere il vento fino a 4, a 6 q., con vele di taglio e rispettivamente quadre), e più raramente la direzione di un punto rispetto alla prua; è usata anche la mezza quarta., angolo di 5°37’30’’.

Quarantena: La quarantena è il periodo di quaranta giorni di isolamento che veniva imposto a persone infette o sospette di avere malattie contagiose. Il termine è ancora in uso nella nautica, anche se il periodo di isolamento è generalmente limitato al tempo necessario per permettere all’ufficiale sanitario del porto di verificare lo stato di salute e le condizioni igieniche di quelle navi che provengono da parti dove vi siano epidemie o malattie endemiche contagiose. Le navi che chiedono la visita dell’Ufficiale sanitario, per potere liberamente accedere al porto e alle operazioni di sbarco e carico delle merci e delle persone, espongono la bandiera gialla, corrispondente alla lettera “Q” del codice internazionale dei segnali.

Quartabuono: il quartabuono, detto anche quartabuono, è quello strumento in legno utilizzato dai maestri d’ascia per tracciare angoli e per squadrare pezzi ricurvi.

Quartiere: con il termine quartiere nella nautica si intende ciascuna delle tre parti in cui è divisa longitudinalmente una nave, vale a dire il quartiere prodiero, il quartiere maestro e quello poppiero. Con lo stesso vocabolo viene indicata ciascuna di quelle tavole che, nel vecchio sistema di serraggio dei boccaporti, venivano utilizzate per la loro chiusura. Il termine figura anche nella bussola per indicare ciascuna delle quattro divisioni dell’orizzonte composto da due venti. Per finire, l’espressione “far quartiere” o “dar quartiere” significa allargare qualcosa, aprire l’angolo dei tiranti, delle sartie e di qualunque altra manovra. Le crocette nell’alberatura moderna servono per dare quartiere alle sartie alte.

Quartieri: chiusure dei boccaporti.

Quartina: riferendosi alla rosa dei venti, la quartina, è la sua più piccola suddivisione, equivalente alla misura di 2°48’45”, che corrisponde alla metà di una mezza quarta,ampia 5°37’30”. Nell’antica suddivisione della rosa dei venti, la mezza quarta veniva rappresentata con numerosi rombi oblunghi, che per similitudine agli aghi calamitati delle bussole, indicavano con la loro diagonale maggiore la direzione di trentadue settori ampi una quarta (11°15’). Otto rombi maggiori, ampi ciascuno quattro quarte (11°15’ x 4 = 45°), formavano gli otto venti principali, tra questi otto rombi ve ne erano altri otto più piccoli, ampi quattro mezze quarte (5°37’30” x 4 = 22°30’), tra questi ancora sedici piccoli rombi, ciascuno quattro quartine (2°48’45” x4 = 11°15’).

Quarto: 1). quella parte della barca che sta a mezzavia tra baglio maestro e la poppa. 2). turno di guardia di quattro ore.

Quartiermastro: sugli antichi velieri l'ufficiale incaricato di sovrintendere alle guardie e di avviare i gabbieri alle manovre.

Quattro e settanta:
imbarcazione monotipo biposto a deriva basculante progettata da André Cornu; è Classe Olimpica sia maschile che femminile dal 1976; presenta una lunghezza di m. 4,70 per una larghezza di m. 1,68.

Quattro e venti:
imbarcazione monotipo biposto armata con randa, fiocco e spinnaker, progettata da Christian Maury: misura m. 4,20x1,63.

Quebec:
termine che rappresenta la lettera Q nell'alfabeto fonetico internazionale ICAO. Tale lettera è rappresentata da una bandierina a forma rettangolare di colore giallo. Quando viene issata isolatamente a riva, assume il seguente significato: “Sono indenne e chiedo libera pratica”. Con i simboli Morse, la lettera “Q” è rappresentata da due linee seguite da un punto e da un'altra linea, vale a dire da due suoni lunghi seguiti da uno breve e da uno lungo (la durata del suono della linea deve essere tre volte quella del punto). Se la lettera “Q” viene esposta da una nave rompighiaccio che comunica con la nave o navi assistite, significa: “Accorciate la distanza tra le navi.”; se invece la lettera “Q”viene esposta dalla nave assistita, significa: “Sto accorciando la distanza”.

Quercia: albero usato anticamente per costruire vascelli. Nel modellismo si adopera nei listelli per il fasciame.

Quinto: quinto è sinonimo di costola, o ordinata principale, che veniva fissata alla chiglia a distanza regolare e che serviva da guida e allineamento alle altre costole. Il nome deriva dal fatto che queste costole erano sistemate in corrispondenza di ciascuno dei cinque punti, pressappoco equidistanti, in cui veniva  suddivisa la lunghezza della chiglia.

 

Lettera R
 A - B - C - D - E F - G - H I J K - L - M N - O - P - Q - R - S - T - U V - W X Y Z

R: Bandiera da segnali di forma rettangolare, rossa con croce gialla. Alzata isolatamente, nel Codice internazionale significa: Son fermo e senza abbrivo, potete passare navigando con molta cautela.

Rabazza: parte inferiore di un albero di gabbia o di velaccio compresa tra la testa di moro e il suo piede.

Raccare: Dar di stomaco. "Voce marinaresca di uso familiare, che ha in sé una punta dispregiativa per coloro che soffrono il mal di mare"

Racco: nome specifico del tipico vomito da mal di mare.

Raccomandatario: il raccomandatario è la persona che, nei porti diversi da quello di armamento, rappresenta l’armatore, il noleggiatore o il vettore della nave mercantile. Il raccomandatario marittimo svolge attività di assistenza al comandante nei confronti delle autorità locali, di ricezione o di consegna delle merci, di operazioni d’imbarco e di sbarco dei passeggeri, di acquisizione di noli, della conclusione di contratti di trasporto per merci e passeggeri con il rilascio dei relativi documenti, nonché qualsiasi altra analoga attività per la tutela degli interessi a lui affidati.

Rada: area di mare racchiusa e protetta da terra emersa o barriere artificiali, con ampia apertura rivolta al mare aperto, così da rendere agevole l'ingresso anche con cattive condizioni meteorologiche.

Radar:
(sigla dell'ingl. radio detecting and ranging, rilevamento radio e misurazione di distanze), nome di apparecchiature con le quali, mediante onde elettromagnetiche, è possibile determinare la posizione di un oggetto nello spazio. Il principio di funzionamento del r. consiste nell'inviare verso l'oggetto cercato radioonde generalmente modulate a Impulsi e nel ricevere le onde riflesse dall'oggetto medesimo (echi r.). Schematicamente, un impianto r. a impulsi consta di un'antenna fortemente direttiva, del tipo paraboloide, che rotando attorno a un asse o a un punto emette uno stretto fascio di onde generato da un trasmettitore, modulato a impulsi da un modulatore. L'eco di ritorno captata dall'antenna è inviata a un ricevitore e, dopo l'amplificazione, a un indicatore. La stessa antenna è usata per la trasmissione e la ricezione; a tal fine sulla linea di alimentazione è inserito un dispositivo di commutazione che sconnette il ricevitore du­rante la trasmissione degli impulsi e sconnette il trasmettitore nell'intervallo tra la trasmissione di un impulso e quella del successivo. Il radar fu sperimentato per la prima volta sulla nave statunitense “Learynel 1937.

Radazza: la radazza, detta anche redazza è quella sorta di scopa formata da un certo numero di filacce di canapa o cotone, tenute assieme e fissate all’estremità di un bastone, a mappa, mediante un nodo. Erano utilizzate per sciacquare i ponti o asciugarli dopo averli lavati.  Può considerarsi il primo modello dell’attuale “mocho” utilizzato oggi nelle case.

Raddobbare: raddobbare è il termine marinaresco utilizzato per indicare i lavori che vengono eseguiti per la riparazione di una barca, eliminando le parti danneggiate e sostituendole con altre nuove.

Raddobbo: operazione o lavoro di riparazione e restauro.

Radio: Con l’avvento della radio furono estesi a tutte le navi i servizi inerenti la navigazione, potendo controllare il cronometro in mare si risolse definitivamente il problema di stabilire la longitudine.

Radiocomunicazioni: le R. comprendono tutti i diversi sistemi adoperati per la comunicazione in mare mediante apparecchiature che utilizzano le onde radio.

Radiofaro: con il termine radiofaro si intende una stazione costiera radio marittima che trasmette circolarmente segnali radiotelegrafici, opportunamente studiati per agevolare la loro propagazione, su frequenze comprese tra i 280 ed i 315 kHz. Questi segnali vengono emessi da antenne verticali alte una cinquantina di metri e sono periodicamente interrotti per trasmettere il nominativo della stazione. Oltre ai radiofari rotanti, esistono i radiofari direzionali (R.D.). Questi ultimi trasmettono un determinato segnale, corrispondente a una certa lettera del codice Morse, in un ristretto settore e, contemporaneamente, altri due segnali diversi tra loro, in due settori a dritta e a sinistra del principale. L’operatore dovrà mantenersi con la direzione della prua in corrispondenza del segnale principale e sarà avvisato, dal ricevimento di uno degli altri due segnali, della variazione di prua che dovrà assumere.

Radiogoniometro: nacque nei primi anni del 1900 e nel 1921 fu installato il primo Radiofaro.

Raffee: vela a forma di triangolo isoscele (mezzatela) che si alza in testa d’albero, solitamente al di sopra di una vela quadra , con venti di poppa.

Raffetto: Strumento a vite e madrevite per forzare e rimettere a posto le teste di tavole spostate nel fasciame.

Raffica: innalzamento violento ed improvviso, ma di durata limitata, della velocità del vento.

Raffio: Arnese già usato per distaccare e sollevare le torpedini dal fondo del mare.

Ragna: Ciascuna delle funicelle che passano per i buchi aperti davanti alla facciata di una coffa e per i buchi della mocca, che formano come altrettanti rami. Una tale rete è usata per difesa della vela, che altrimenti si consumerebbe contro la coffa.

Ragno: insieme di elastici legati assieme e utilizzati per serrare una vela.

Rais: 1) Titolo di colui che faceva da comandante nei bastimenti piratici. 2) Nelle tonnare italiane il dirigente di tutta l'organizzazione tecnica della pesca. 3) Rais di montagna: le vedette che, nelle tonnare, si tengono in luoghi elevati per avvistare le frotte di tonni in arrivo. Dall'arabo ra'is "capitano di bastimento".

Ralinga: cima posta su un bordo della vela come rinforzo dell'orlatura; quando si trova sull'orlo inferiore (ad esempio nella randa) prende il nome di gratile. Si dice che le vele sono in ralinga quando non sono gonfiate dal vento.

Rampino: ferro curvo con cavo, utilizzato per afferrare il bordo di una barca o di una nave in caso di abbordaggio.

Randa: 1.
vela di forma triangolare issata a poppavia dell'albero, sostenuta ad esso mediante inferitura o canestrelli inferiti nell'apposita canaletta, mentre la base presenta il gratile inferito nella parte superiore del boma. 2. vela trapezoidale inferiormente fissata, sul boma, anteriormente all'albero e superiormente sostenuta dal picco.

Randeggiare: navigare in prossimità di costa.

Rastremare:
assottigliare.

Rapportatore:
cerchio graduato per la misurazione di angoli, utilizzato nelle operazioni di carteggio; è chiamato anche regolo.

Rastremato: Un oggetto è rastremato quando ha forme più sottili, levigate, dal basso verso l'alto o da un lato all'altro. In un'imbarcazione a vela è l'albero, per esempio, ad avere spesso forme rastremate, con profilo schiacciato per offrire meno resistenza al vento. A questo scopo sono sempre più diffusi sulle barche da regata anche gli alberi girevoli, orientabili al vento per avere un migliore bordo di attacco soprattutto nelle andature di bolina. Un coefficiente di rastremazione, che indica il rapporto tra la lunghezza della parte superiore e quella del lato inferiore di un oggetto, si usa anche per descrivere la forma della chiglia.

Rastrematura: assottigliamento dell`albero nella parte anteriore terminale alta, per diminuire il peso e aumentare la flessibilità longitudinale.

Rating:
numero che esprime la potenzialità della barca; dato convenzionalmente in piedi, esso rappresenta infatti una equivalente lunghezza al galleggiamento, termine proporzionale alla velocità critica di uno scafo: ricavato dalle misure di stazza, il rating viene utilizzato nelle formule di regata per trasformare il tempo realmente impiegato da un concorrente in un 'tempo compensato" confrontabile con quello degli altri partecipanti su un piano di maggiore equità.

Reacher:
particolare tipo di genoa da utilizzare nelle andature di bolina larga.

Redancia:
anello di materiale plastico o di metallo, normalmente a forma di goccia, con una profonda scanalatura nella parte esterna per alloggiarvi una cima o un cavo; viene utilizzata per mantenere il raggio di curvatura entro valori che impediscano al cavo di lavorare con sforzi a taglio, riducendo di conseguenza l'usura del tessile o dell`acciaio anche quando questi ultimi formano un anello nel sostenere il lavoro.

Redazza:
speciale scopa usata per pulire il ponte.

Refe
: filo resistente che si ottiene accoppiando o ritorcendo due filati.

Refitting - Uno scafo che ha subito consistenti lavori di rifacimento o restauro si dice che è stato sottoposto a refitting.

Refolo:
raffica di piccola intensità alternata a vento debole o calma; tipico nelle giornate di tempo buono.

Regata:
gara tra imbarcazioni, in cui l'ordine di arrivo è determinato dal minor tempo impiegato, reale o compensato.

Regnante: Si dice del vento che in una località soffia con maggior frequenza durante un determinato periodo. Quando la frequenza si riferisce distintamente alle quattro stagioni, si hanno i venti regnanti, rispettivamente in inverno, in primavera, in estate e in autunno. Dei venti regnati si tiene conto nello studio della disposizione delle opere di difesa dei porti.

Regolamento Mace Race: (regole base)

Dare acqua: Con questo termine si intende manifestare a viva voce il proprio diritto di precedenza.
Ingaggiare: Questo termine si usa quando le due barche sono vicine e le loro figure sovrapposte; in questo caso hanno diritto di chiedere l'intervento dei giudici.
Mura: Con il termine mura a destra o a sinistra si indica il lato della barca in riferimento alla direzione del vento.
Partenza: A 5 minuti dalla partenza una barca entra da destra (bandiera gialla) ed una da sinistra (bandiera blu).
Penalità: Contraddistinta dalla bandiera blu o gialla a secondo che la penalità sia riferita ad una delle due barche oppure verde se non c'è infrazione. Deve essere eseguita nel corso della regata, subito se si tratta della seconda penalità, e consiste in un giro di 270°.(regole coppa America).
Umpires: Sono gli arbitri che seguono la regata e che infliggono le penalità.


Regolo:
vedi rapportatore.

Relitto: tutto ciò che avanza da un naufragio.

Remo:
attrezzo in legno per muovere una barca.

Remo alla battana: pagaia doppia, (così detto perché utilizzato a bordo di un piccolo e sottile battellino a fondo piatto, detto Batto), costituito da due pale, disposte su piani perpendicolari e collegate da una corta asta, che funge anche da impugnatura.

Remolino: groppo di vento violentissimo e turbinoso, ossia tendente a ruotare continuamente.

Remora: area sopravvento alla barca dove si crea una diminuzione del moto ondoso per effetto dello scarroccio, sia con cappa secca che con cappa filante.

Reticolo: una serie di linee, solitamente parallele, sovrapposte a una carta per carteggio, che servono come riferimento direzionale per la navigazione. Due serie di rette perpendicolari che che dividono una carta o un piano in quadrati e rettangoli, per permettere la localizzazione di qualsiasi punto, usando un sistema di coordinate ortogonali.

Ricalare: fare scendere in coperta un albereto, o un albero di gabbia, di una nave a vele quadre.

Rida: (detto anche corridore) nome specifico della fune che, passata nei fori delle bigotte, con la sua trazione le avvicinava, mettendo in tensione le manovre dormienti.

Ridondare:
è il contrario di rifiutare e indica il ruotare del vento così che l'andatura divenga più poggiata pur mantenendo la stessa rotta; si dice anche che il vento "dà buono".

Ridosso:
riparo dal vento e dalle onde costituito da qualsiasi elemento naturale che ne interrompa o ne freni l'impeto.

Ridurre:
termine usato in mare nel senso di diminuire: la superficie di vela esposta al vento, la velocità, lo sbandamento, ecc.

Rifiutare:
ruotare del vento così da costringere ad una bolina più stretta e al cambiamento della rotta con allungamento del percorso: si dice anche che il vento "dà scarso".

Rifiuto:
si dice del vento che investe le vele di una nave dopo essere deviato e perturbato da quelle di un’altra che navighi in prossimità.

Riflettore radar:
è un particolare poliedro di materiale metallico che serve ad accrescere la probabilità che un segnale radar sia riflesso in modo sufficiente ad essere sicuramente rilevato; per questo esso deve essere issato il più in alto possibile.

Riflusso: movimento discendente della marea.

Rigge: Bastoni di ferro posti ai lati delle coffe per fissare le sartie di gabbia, e ai lati delle barre per le sartie di velaccio.

Rigger: (velico) marinaio iper-specializzato, si occupa esclusivamente di montare, regolare e riparare tutte le manovre dormienti e correnti con le quali viene armata una barca a vela, dall’alberatura, al sartiame, alle drizze, alle scotte, ai bracci, alle attrezzature di sicurezza e agli accessori di coperta.

Riggia:
barra metallica che collega l'orlo della coffa all'albero sottostante e che vi scarica la trazione delle sartie di gabbia e di velaccio.

Rilevamento:
angolo sotto il quale un oggetto è traguardato rispetto al nord (rilevamento azimutale) o rispetto all'asse longitudinale della nave (rilevamento polare).

Rilevamento bussola (Ril b): l'angolo fra la visuale dell'oggetto rilevato e l'indicazione della bussola e cioè la direzione del Nord indicata dalla bussola.

Rilevamento magnetico: (Ril m) l'angolo che la visuale dell'oggetto osservato forma con la direzione del meridiano magnetico locale.

Rilevamento vero: (Ril v) la somma algebrica del rilevamento magnetico e della declinazione (d), e cioè l'angolo fra la direzione del Nord vero e la visuale dell'oggetto osservato.

Rimessaggio:
tenere la barca in secco e al riparo (normalmente nei mesi invernali); eseguire il rimessaggio significa compiere l'insieme di operazioni di manutenzione che consentano il non deterioramento della barca e delle attrezzature.

Rimontare: raggiungere, oltrepassare. Rimontare la corrente, il vento: navigare contro corrente, contro vento.

Rimpotio: Piccola maretta molto frequente e incomoda, che si fa sentire a volte anche in porto. Anche "ribollìo".

RINA: Registro Italiano Navale; organo ministeriale a cui è affidata la verifica, il collaudo e l'omologazione di attrezzature nautiche o imbarcazioni in genere.

Rinfrescare:
designa l’aumentare dell’intensità del vento, senza riguardo per la sua temperatura.

Rinvio dei fiocchi:
passacavo che rimanda la scotta al verricello corrispondente così che l'angolo di arrivo sulla campana (e quindi di trazione) sia lo stesso indipendentemente dal tipo di fiocco; deve essere dimensionato così da sostenere uno sforzo doppio di quello massimo esercitato sul cavo.

Risacca:
ripercussione del moto ondoso determinata dagli ostacoli naturali o artificiali quando esso si infranga in acque relativamente ristrette.

Risalire:
navigare verso un punto situato più sopravvento (o contro corrente).

Rispetto, materiale di rispetto:
attrezzatura di bordo pronta per sostituire quella usurata o rotta.

Ritenuta:
fune o paranco che limita o impedisce le oscillazioni accidentali di parti dell'attrezzatura o che trattiene o guida vele o altri carichi durante l'ammainata, ossia la discesa.

Ritenuta del boma:
cavo o paranco posto ad impedire che il boma possa pericolosamente brandeggiare, specie nelle andature portanti; è di norma usato un moschettone anzichè una legatura qualora si rendesse necessario mollare la ritenuta rapidamente.

Riva:
a riva, derivata dal temine spagnolo "arriba", nel linguaggio marinaresco, designa tutto quanto sia in alto sull'alberatura. Se una vela è issata si usa dire che è a riva. Non si riferisce mai alla costa.

Rizza: cima usata per assicurare qualsiasi oggetto mobile.

Rizzare:
legare fortemente i materiali, gli attrezzi e gli oggetti che potrebbero essere spostati dal beccheggio e dal rollio della nave.

Rizzatura:
il nome designa tanto l’azione del rizzare quanto le legature con le quali si procede.

R
oll-bar: struttura fissa disposta in genere a poppa dove si possono installare pannelli solari, antenne, altoparlanti, etc.

Rollare, rollio: l’oscillazione alterna della nave da un fianco all’altro per effetto del motto ondoso del mare. La parola vuol dire invece “arrotolare” nelle espressioni come “rollare una branda, una tenda”.

Rollio: oscillazione trasversale della nave impressa dal moto ondoso.

Romeo:
termine che rappresenta la lettera R nell'alfabeto fonetico internazionale ICAO.

Rosa del pilota: l’antenata della moderna bussola. Già dotata di un ago magnetizzato, veniva orientata con il levante, al sorgere del sole: permetteva al timoniere di mantenere la rotta.

Rosa dei venti:
stella a 16 punte indicante i punti cardinali e i nomi che assumono i venti a
seconda delle corrispondenti direzioni di arrivo.

Rosa della bussola:
vedi bussola.

Rostro:
sperone installato sulle navi antiche atto a perforare lo scafo nemico.

Rotaia:
guida metallica su cui viene fatto scorrere un carrello munito di bozzello; serve per semplificare e velocizzare alcune manovre come, ad esempio, lo spostamento del punto di scotta del fiocco.

Rotazione antioraria del vento: (Revenir; backing, links drehen) - Variazione della dirczione del vento in senso contrario alle lancette dell'orologio.

Rotazione oraria del vento: (Tournant a droite; Veering; Recht drehen) - Variazione della direzione del vento nel senso delle lancette dell'orologio.

Rotta: direzione lungo cui muoversi per raggiungere un punto desiderato; I'angolo di rotta è espresso in gradi e può essere riferito al Nord geografico (rotta vera), al nord magnetico terrestre (rotta magnetica) o al nord indicato dalla bussola di bordo (rotta bussola) a seconda che siano o meno considerate la deviazione e la declinazione, apportando di volta in volta le dovute correzioni.

Rotta superficie (Rvs): anche rotta vera di superficie; il camino effettivamente seguito dalla barca rispetto alla superficie marina supposta ferma e cioè in assenza di corrente. E' data dalla prora vera e dall'angolo di scarroccio che viene considerato positivo con spostamento sulla dritta (vento da sinistra) e negativo in caso contrario.

Round Robin: è il nome dei primi tre gironi della Louis Vuitton Cup.

Ruota:
organi di governo del timone, ma anche elemento costruttivo e parte dello scafo.

Ruota del timone:
ruota con caviglie per muovere il timone.

Ruota di prua:
tronco curvo al quale si collega il fasciame a prua

 

Lettera S
 A - B - C - D - E F - G - H I J K - L - M N - O - P - Q - R - S - T - U V - W X Y Z

S: Nome di una bandiera nella serie da segnali del Codice internazionale, di forma rettangolare bianca, avente nel mezzo un piccolo rettangolo turchino coi lati paralleli agli orli. Alzata sola significa: Le mie macchine vanno indietro a tutta forza.

Sabordo: portello praticato sulla fiancata della nave per la fuoriuscita del cannone.

Saccatura: (Thalweg; Trough; Trog) - Lingua circoscritta di bassa pressione che s'insinua in una zona dove la pressione è alta; comporta peggioramento del tempo. Collegata a quella principale evidenzia un corrugamento più o meno accentuato delle isobare.

Saccoleva: 1. Vela di forma quadrilattera, inferita a un albero, e tenuta distesa da un’asta disposta diagonalmente, dal piede dell’albero al vertice superiore poppiero della vela ( detta anche vela a tarchia o a sacco). 2. Tipo di piccolo veliero, siciliano e greco, attrezzato a trabaccolo per la pesca delle spugne.

Saettia:
veliero con tre alberi a vele latine.

Sagola:
cavetto usato per lo scandaglio, il solcometro o per fare griselle.

Sala nautica: sulle navi mercantili, la camera situata sul ponte di comando, riservata al capitano e agli ufficiali, in cui si tengono carte e strumenti nautici, e si eseguono i calcoli necessari alla navigazione.

Salmastra: Le salmastre sono fatte come i morselli, ma invece di filacce s'impiegano fili di comando, in maggior numero, e la cui grossezza varia secondo la dimensione della salmastra. Serve per collegare il viratore con la catena dell'ancora e per altri lavori d'ormeggio.

Salpa ancora: particolare tipo di verricello normalmente munito di barbotin, per facilitare le manovre di ancoraggio (salpare, spedare. gettare l'ancora, ecc.).

Salpare:
trarre l'ancora a bordo e lasciare gli ormeggi.

Salvagente:
oggetto predisposto a fare restare a galla una persona caduta in acqua; può essere individuale (a ciambella, ferro di cavallo, anulare, a giubbotto, ecc.) o collettivo (atolli e zattere di salvataggio).

Sampang:
classico e comune battello dell'Estremo Oriente.

Sandwich:
nella nautica da diporto il termine indica una particolare lavorazione a strati, simile al panino che porta il nome di Lord Sandwich (ad esempio due strati di vetroresina con in mezzo uno di balsa o poliuretano, così da creare una struttura rigida e leggera al tempo stesso).

Santabarbara:
camera delle polveri di una nave.

Saracinesca:
sistema adottato in particolari valvole di intercettazione per effettuare a mano e con rapidità la chiusura stagna di una presa o scarico a mare.

Sartia:
cavo di acciaio che serve per sostenere e impedire flessioni laterali dell'albero; il loro numero varia a seconda del numero di crocette, queste ultime utilizzate per accrescere l'angolo sartia albero, diminuendo così lo forzo di compressione. Manovra dormiente.

Sartiame:
insieme delle sartie. è l'insieme delle sartie e degli stralli che reggono l'albero.

Sartie volanti: speciali sartie fissate a poppavia del traverso che possono essere tesate o allascate. Mentre si tesa quella sopravvento si allasca quella sottovento, per non impedire il movimento del boma.

Sassola: cucchiaio recipiente in plastica  o in legno a forma di paletta usata per sgottare.

Savoia, nodo: nodo di arresto; viene usato per impedire che l'estremità di una cima sfugga da un foro.

Sbandamento:
allontanamento dal normale assetto, ovvero inclinazione della barca rispetto alla superficie del mare. L'inclinazione della barca dovuta alla spinta del vento sulle vele e all'effetto dell'onda.

Sbandare:
verbo che indica l'azione della nave che si inclina lateralmente per effetto del vento sulle vele.

Sbarra di Flinders: masse di ferro dolce sistemate presso la bussola per compensare e ridurre quanto più possibile le deviazioni dell’ago magnetico provocate dal ferro di bordo.

Sbirro: anello di cima usato per fissare un paranco a un’ asta o per fare una braca.

Scadere:
essere spinti sottovento per effetto dello scarroccio o della corrente (deriva).

Scafo:
insieme degli elementi che compongono la nave.

Scala Beaufort:
scala internazionale che descrive lo stato del vento; è suddivisa in 12 gradi ai quali corrispondono altrettante forze del vento (ad esempio vento Forza 7 significa vento con intensità media da 28 a 33 nodi, ovvero 50-61 Km/h).

Scala Douglas:
scala che descrive lo stato del mare; è suddivisa da 1 a 9 gradi a cui corrispondono altrettanti termini descrittivi, convenzionalmente utilizzati al posto dei numeri per non creare confusione con i gradi della scala Beaufort (ad esempio anzichè mare forza 7, che potrebbe confondersi con lo stato Forza 7 del vento, si deve dire "mare grosso").

Scalandrone:
scala o passerella mobile per salire sulle navi dalle imbarcazioni di servizio o dalle banchine.

Scalmiera: apertura ricavata sul parapetto o sulla falchetta, che sostiene il remo e fa da fulcro per la voga.

Scalmo:
elemento centrale delle ossature trasversali di una nave; quelli superiori si dicono scalmotti. Se è riferito a piccole imbarcazioni indica il cavicchio fissato nella falchetta su cui fa forza un remo.

Scalmotto:
parte superiore dell'ordinata.

Scandaglio:
strumento per misurare la profondità; lo scandaglio più semplice in uso anticamente, è formato da un piccolo peso a cui è attaccata una lunga sagola su cui sono fatti dei nodi, ad esempio ogni metro: calato il peso in acqua si lascia scorrere la sagola contando i nodi fino a quando il peso non ha raggiunto il fondo. Esso dava la profondità impedendo quindi alla nave di finire su un fondale basso e arenarsi.

Scapolare:
oltrepassare un capo, un riferimento o un ostacolo, mantenendosi lungo una rotta di sicurezza.

Scarrocciare:
Spostamento laterale della barca per effetto del vento; è più evidente in bolina.

Scarroccio:
spostamento laterale della barca per effetto del vento; è maggiormente evidente nelle andature di bolina in quanto il vento agisce sulle vele con un angolo assai diverso da quello di avanzamento.

Scarso:
si dice del vento quando tenda ad accostare la sua direzione alla prua della nave.

Scassa:
armatura per l'incastro degli alberi con la chiglia.

Schooner:
(goletta) è un tipo di veliero a due alberi generalmente inclinati verso poppa, dotato di vele di diverso tipo. L'albero di maestra è collocato a poppa ed è più grande e più alto dell'albero di trinchetto posizionato a prua. Il più classico armamento schooner è a vele auriche.

Scia: traccia spumeggiante che viene lasciata sull'acqua da un'imbarcazione in movimento.

Sciabecco:
nave a tre alberi, due con vela latina e uno a vela aurica.

Scialuppa:
imbarcazione a remi. Le più grandi erano anche dotate di vela.

Scirocco:
vento proveniente da Sud Est, con intensità media di circa 10-15 nodi; è assai umido e solleva notevole moto ondoso per il suo perdurare, provocando il fenomeno dell' acqua alta in Alto Adriatico; l'inizio del suo distendersi può precedere di 12-24 ore il passaggio di una perturbazione.

Scopamare: vela di straglio posta lateralmente al trinchetto.

Scosa:
chiglia secondaria aggiunta su ogni lato di quella principale sulle navi e sulle imbarcazioni che hanno il fondo piatto e quindi facilmente soggette a rollio accentuato e a forte scarroccio.

Scotta: cima di manovra per tendere verso poppa qualsiasi vela; ogni scotta prende nome dalla vela cui è connessa: scotta di randa, scotta di fiocco. Cima utilizzata per regolare la vela partendo dal suo angolo posteriore basso (punto di scotta); la trazione sulle scotte viene di solito esercitata parallelamente al piano di coperta.

Scovolo:
attrezzo per pulire l'interno del cannone dopo ogni colpo.

Scuffia: fare scuffia, scuffiare. Il capovolgersi di un imbarcazione.

Scuffiare:
si usa questo termine per indicare uno sbandamento violento al termine del quale la barca ha l'albero in acqua; tipico delle derive senza bulbo zavorrato, per cui il raddrizzamento deve essere fatto direttamente dall'equipaggio utilizzando il proprio peso.

Secca:
zona di mare pericolosa per la navigazione perché presenta un fondale particolarmente basso.

Secco:
a secco di vele si dice della nave che sia o che proceda con le vele del tutto ammainate o serrate, per maltempo insostenibile, ma anche per altra ragione.

S-drive: l’S-drive (Sail-drive) è un tipo di trasmissione meccanica che non necessita di linea d’asse ma utilizza un piede collegato al motore attraverso un apposito foro situato al centro della carena. Sempre più diffusa a bordo delle imbarcazioni a vela, è stata progettata per prima dalla Volvo Penta e commercializzata a partire dal 1975.

Segnalamento marittimo:
struttura fissa o galleggiante predisposta per sostenere ed evidenziare un segnale.

Segnalatori subacquei: Sono basati sull'emissione, più o meno lunga a seconda dei segni dell'alfabeto Morse, fatta per mezzo di un disco metallico, o da un gruppo di essi, sistemati a contatto dell'acqua e posti in vibrazione con dispositivi elettrodinamici o elettromagnetici azionati da un tasto manipolatore. Le onde sonore propagandosi in acqua e giungendo al disco, o al gruppo, di eguale apparecchio della nave ricevente, lo fanno entrare in vibrazione, generando in analoghi dispositivi elettrodinamici ed elettromagnetici delle correnti elettriche, che, amplificate da valvole termojoniche, azionano la cuffia telefonica di chi riceve, riproducendo i segnali Morse trasmessi.

Segnavento: oggetto atto a indicare la direzione di arrivo del vento normalmente è formato da una freccia o una banderuola ruotanti su un perno fissato sulla testa d'albero; può essere anche un sottile filo di lana posizionato soprattutto nelle vicinanze della inferitura e lungo la balumina: il suo distendersi al vento o il muoversi scomposto segnala la presenza o meno di moti turbolenti che diminuiscono drasticamente la efficienza della vela.

Segno:
mettere la vela a segno significa regolare la vela in modo che quest'ultima esprima la massima efficienza rispetto all'andatura che si sta tenendo.

Self tackig:
vedi autovirante.

Self tailing:
strumento posto sopra il winch per poter cazzare e contemporaneamente strozzare la scotta. Vedi verricello. II sistema self tailing consente al winch di recuperare automaticamente una cima man mano che si aziona. Tra i vantaggi, quello di essere un dispositivo autobloccante e di consentire di utilizzare entrambe le mani nell’azionare la maniglia.

Senale:
veliero a due o  tre alberi, con vele quadre su quelli di trinchetto e di maestra e con una grande vela latina e un piccolo belvedere su quello di mezzana.

Sentina:
  1) La parte più bassa della stiva, dove si raccolgono gli eventuali rifiuti liquidi, (acqua proveniente da lavaggi, condensazioni, infiltrazioni, spurghi di macchinari, ecc.). Le varie parti della sentina sono generalmente coperte con
pagliuoli. 2) Cassettone fatto di tavole, a guisa di una canna da pozzo, per escludere i copri estranei dannosi alle trombe , che, partendo dal fondo della stiva, s'innalza fin sotto i bagli del primo ponte e che fa l'ufficio di rinchiudere le canne delle trombe; esso è forato all'interno sul fondo di stiva per far sì che l'acqua quivi penetrata vi si raccolga. Fatto intorno al piede dell'albero di maestra e, nelle navi da guerra, anche intorno a quello di mezzana.

Sequaro: può indicare sia il modo di trattenere una cima di manovra sia la parte di essa che resta sempre a disposizione di chi deve maneggiarla.

Serpe:
legni ricurvi montati fra la ruota di prora e la polena.

Serrapennone:
nome specifico dell’imbroglio con cui si rivoltavano verso prua i lembi laterali delle vele quadre, perchè potessero essere più facilmente serrate.

Serrare:
raccogliere e legare strettamente le vele alle parti delle attrezzature che lo sostengono.

Serrette:
listelli o tavole di legno poste longitudinalmente all'interno dello scafo, così da ricoprire tutta l'ossatura della barca (la parte esterna è il fasciame).

Sestante:
strumento per misurare l'angolo tra gli astri visibili e l'orizzonte, ideato dopo l’ottante, questo è ampio un sesto di circonferenza, in grado di misurare angoli fino a 120°., preso come riferimento; attraverso apposite tabelle (le effemeridi) che descrivono la posizione di stelle e pianeti ad ogni momento di ogni giorno dell'anno, è possibile determinare il punto della superficie terrestre in cui viene fatto l'avvistamento, ovvero il punto nave astronomico.

Settore caldo: (Secteur chaud; warm air; warme Luft) - La massa d'aria relativamente calda e stabile compresa fra il fronte freddo e il fronte caldo di una perturbazione extratropicale.

Sezioni: Nei piani costruttivi di un'imbarcazione per sezioni si intendono solitamente quelle trasversali, ovvero i disegni delle linee che risultano tagliando lo scafo a fette perpendicolari all'asse più lungo (le "ordinate"). Sapere "leggere" la loro disposizione è fondamentale per la comprensione delle caratteristiche della barca. Sezioni a "U" con fiancate verticali, per esempio, sono spesso caratteristiche dei progetti da regata ottimizzati per il sistema di stazza Ims.

Sferire: togliere le vele ai pennoni ecc.; l’opposto di inferire.

Sferzina: 1) "Corda marinaresca di sforzo grandissimo rispetto alla sua dimensione. Suole avere la circonferenza di sette centimetri: usa canape sceltissime di primo tiglio, e così ben torta, che non si piega altrimenti che a larghi colli. Serve a tirare lo strascico del gran sacco di rete dietro alle paranze; ed ai più ardui lavori di tonnellaggio e rimburchio". 2) Corda attaccata alla rete delle bilancelle.

Sgottare: togliere l'acqua dalla sentina, dai gavoni o in generale dal fondo della barca.

Sierra: termine che rappresenta la lettera S nell'alfabeto fonetico internazionale ICAO.

Sinistra:
lato sinistro dell'imbarcazione; preferibile al francesismo babordo.

Sistema frontale: (Système frontal; frontal System; frontales System) - Insieme di fronte caldo, fronte freddo e fronte occluso, facenti parte della stessa depressione.

Skeg: supporto rigido posto a volte anteriormente alla pala del timone allo scopo di sostenere le cerniere su cui ruota l'asse del timone stesso; funge anche da protezione alla pala in caso di urto con corpi semimmersi.

Skiff: Con il termine skiff vengono chiamati quelle veloci derive plananti, monotipo o classe open, dotate di terrazze, grande gennaker e bompresso. Diffusi da molti decenni in Australia, sono stati introdotti in Europa agli inizi degli anni 90 con la classe dei 18 piedi. Dal 2000 uno skiff, il 49er, è anche classe olimpica.

Skipper:
termine anglosassone che indica il comandante dello yacht.

Slanci: Per slancio si intende quella parte dello scafo che oltrepassa le perpendicolari della linea al galleggiamento, sia a poppa che a prua. Molto pronunciati nelle imbarcazioni d'epoca, consentono tra l'altro di far defluire meglio l'acqua quando la prua fende l'onda. Attualmente gli slanci nelle imbarcazioni sono ridotti o assenti per aumentare al massimo la linea di galleggiamento, guadagnare spazio interno e anche per ragioni di rating legati alle stazze Ims e Ire.

Slitta: ceppo metallico scorrevole in una rotaia, portante un gufare su cui si attacca lo strozzascotta della randa o un bozzello di scorrimento della scotta del fiocco.Serve per variare gli angoli di scotta.

Sloop: 1:
piccolo e veloce veliero usato da vedetta o come porta ordini, con un solo albero a vela aurica. Lo sloop inglese era invece a tre alberi con vele quadre e venti cannoni. 2. è l'armamento più diffuso, con un solo albero capace di portare la randa e il fiocco (ovvero con un solo strallo a prua); quando lo strallo è collegato alla testa d'albero prende il nome di armamento in testa d'albero, altrimenti di armamento frazionario (a 3/4, 9/10 e soprattutto 7/8 a seconda di dove è posizionato l'attacco rispetto all'altezza totale dell'albero).

Slot: è detta slot la zona in cui genoa e randa si sovrappongono. Spazio tra le vele. La larghezza dello slot dipende dal modo in cui le due vele sono state regolate.

Smagrire:
appiattire maggiormente la vela; regolazione che si effettua nelle andature di bolina.

Smanigliatore:
strumento per svitare (o stringere) i perni dei grilli; a volte accoppiato alla lama di un coltello da barca, è formato da una sottile barretta di metallo con una fessura rastremata in cui inserire l'occhiello del traversino da allentare.

Snipe:
imbarcazione monotipo con deriva a baionetta progettata da William F. Crosby, conosciuta anche col nome di "Beccaccino"; è armata con randa e fiocco e misura m. 4,72x1,52.

Solcometro:
strumento per misurare la velocità della nave.

Solcometro a barchetta: antico strumento per la navigazione, descritto per la prima volta nel 1574 da William Bourne. Esso era costituito da una sagola graduata per mezzo di nodi e da un legno zavorrato in modo che rimanesse verticale una volta messo a mare: la distanza tra i nodi corrispondeva a una frazione di miglio pari alla frazione di ora impiegata per misurare il tempo ; se, per esempio, si usava una clessidra da mezzo minuto corrispondente a 1/120 di miglio, una volta filata a mare la barchetta , la velocità della nave era data dal numero di nodi che scorrevano nell’unità di tempo, da cui si è tramandata fino a oggi l’usanza di esprimere in nodi la velocità delle navi.

Soling:
imbarcazione monotipo a chiglia fissa progettata da Jean Herman Linge; è a più rande tra le imbarcazioni Classe Olimpica, con una lunghezza i m. 8,15 per 1,90 di larghezza; l'equipaggio è formato da tre persone.

Sopravvento:
indica tutto ciò che si trovi dalla parte dalla quale proviene il vento; è il contrario di sottovento.

Sorgitore:
luogo adatto all’ancoraggio.

S.O.S.: le lettere sos sono state adottate da una commissione internazionale nel 1906 perché nel codice morse costituiscono una serie sonora molto caratteristica (…---… tre linee tre punti tre linee). Successivamente (Save Our Souls - salvate le nostre anime). Al contrario la chiamata di soccorso “May Day” utilizzata in fonia, anch’essa adottata internazionalmente, viene dal francese “m’aidez”, aiutatemi.

Sospensore: catena o asta metallica cui è in genere sospeso ogni pennone maggiore e di gabbia.

Sottobarba:
sostegno inferiore del bompresso.

Sottovela: con le vele spiegate al vento.

Sottovento:
indica tutto ciò che si trovi dalla parte verso la quale spira il vento.

Specchio:
parte poppiera della barca, spesso di profilo piatto, che funge da parte terminale in collegamento con le due fiancate.

Spectra: una delle fibre sintetiche più leggere e resistenti è lo Spectra. Di colore azzurrognolo, è molte volte più resistente dell’acciaio e meno soggetto all’abrasione. Utilizzato per vele e cordame. Un prodotto con caratteristiche analoghe è il “Dyneema”.

Spedare:
operazione che si effettua per rimuovere l'ancora dal fondo, facendo trazione lungo la verticale al punto d'ancoraggio, seguita da relativo recupero dell'ancora.

Spera:
Specie di ancora o di grosso peso tenuto a rimorchio che, strisciando sul fondo, frena i movimenti di un imbarcazione.

Sperone:
come il rostro. Sporgenza di prua atta a fracassare lo scafo avversario.

Spi: il termine spinnaker, la grande vela di taglio simmetrico che viene alzata a prua per sfruttare al meglio il vento di poppa, subisce spesso numerosi tentativi di abbreviazione. Tra questi: spi, spin, spy, etc.

Spiaggetta: nell’uso nautico attuale, il termine spiaggetta indica la parte a estrema poppa dello scafo realizzato a mo’ di piattaforma orizzontale in modo tale da consentire di scendere e risalire comodamente in acqua. Viene definito anche “plancetta” o “ poppa attrezzata”.

Spiegare: per una vela s'intende l'atto di scioglierla, inferirla se necessario e mandarla a riva ossia issarla o alzarla.

Spigolo: In una carena non rotonda lo spigolo è l'angolo (più propriamente il "diedro") formato dai vari piani longitudinali dello scafo. In base al numero di diedri si possono avere carene a doppio, triplo spigolo, etc. Si ricorre a questo tipo di costruzione quando si utilizzano materiali con lamiere o assi di legno piani a cui non è possibile dare adeguata curvatura nei due sensi (longitudinale e trasversale). A spigolo sono barche come il Vaurien, il Caravelle, l'Opti-mist, lo Star, ma anche imbarcazioni d'altura come l'Ovni del cantiere francese Alubat.

Spigone: asta leggera sulla quale erano inferite alcune vele di straglio.

Spingarda:
piccola bocca da fuoco direzionabile fissata sulle murate delle navi. Veniva caricata a mitraglia e usata in particolare durante gli abbordaggi contro l'equipaggio nemico.

Spinnaker:
grande vela di prua utilizzata nelle andature portanti e perciò molto concava; è caratterizzata da un taglio simmetrico che ricorda un triangolo isoscele dai lati curvi verso l'esterno (le spalle dello spi); costruita in leggerissimo nylon (tessuto che può essere colorato senza alterarne le caratteristiche) può avere un'area grande oltre il doppio del genoa ed è murata fuori bordo mediante l'uso del tangone. Non incocciata agli stralli.

Spinta di Archimede:
è la forza dal basso verso l'alto che si manifesta su ogni corpo immerso in un liquido, di intensità pari al peso del liquido spostato; una barca perciò galleggia in quanto pesa meno dell'acqua che sposta.

Spoiler:
appendice rigida applicata allo specchio di poppa per accrescerne la lunghezza dinamica o semplicemente per agevolare la risalita dal bagno.

Sprayhood:  la copertura, fissa o amovibile, che parte dalla tuga e copre parte del pozzetto è detta cappottina o paraspruzzi. Si può dire anche capote, ma spesso viene citata con il termine inglese sprayhood.

Springs:
termine inglese che indica le cime per l'ormeggio che vengono incrociate dalla prua in barca verso poppa in banchina e viceversa; impediscono il movimento longitudinale della imbarcazione, ovvero tengono fisso rispetto alla banchina il punto ove si incrociano, sostenendo perciò lo sforzo maggiore.

Spruce:
legno usato per la costruzione di alberi; è preferito ad altri per la sua leggerezza, resistenza ed elasticità.

Stabilità:
attitudine di una barca a rimanere immobile e, di conseguenza, di tornare nella sua posizione di normale assetto dopo che sia cessata una forza che l'abbia fatta sbandare.

Staffa:
nome di ognuno dei puntoni inferiormente infissi nei pennoni per il sostegno dei marciapiedi.

Stallo:
generazione di turbolenza con perdita pressochè totale di portanza; normalmente provocato da una variazione violenta dell'angolo sotteso al vento, se accade ad una vela cessa la spinta propulsiva, mentre se va in stallo il timone la barca diviene ingovernabile.

Staminale:
elemento inferiore delle ossature trasversali delle navi.

Stanca:
stasi dell'acqua tra i due flussi di marea, onde si ha la stanca alla fine tanto delle colma quanto della magra.

Star:
imbarcazione monotipo dotata di chiglia a bulbo; progettata nel 1911 da William Gardner, Classe Olimpica dal 1932, è un biposto tra i più tecnici, caratteristico per lo scafo a spigolo; misura m. 6,92x1,73 con una superficie velica di mq 26.

Starcut:
particolare spinnaker con i ferzi tagliati a forma di stella; ormai obsoleto per l'avvento di nuove vele come il gennaker, è particolarmente adatto alle andature con vento al traverso.

Staysail:
vedi trinchetta.

Staziografo: nella sua versione più comune è uno strumento composto da un cerchio graduato e da tre alidade, che serve nella navigazione costiera per fare il punto nave con la differenza di due rilevamenti.

Stazione del vento: la misura della direzione e dell’intensità del vento, a bordo è affidata alla stazione del vento che comprende almeno un rilevatore in testa d’albero, uno strumento che riporta i vari dati e i necessari collegamenti.

Stazza:
esprime la capacità degli spazi interni, chiusi, della barca e rappresenta quindi un volume e non un peso, anche se viene calcolata in tonnellate (per definizione 1 tonnellata di stazza è uguale a 2,83 mq.); la stazza di regata serve invece per determinare il rating o i compensi per fare gareggiare insieme barche di differenti potenzialità.

Stecca:
piccola asta, quasi sempre piatta e lunga, in legno o resina sintetica che viene inserita in una apposita tasca cucita sulla vela per rendere maggiormente rigido il tessuto e impedirne il fileggiamento.

Stellata: si dice di prua o di poppa molto snella. a doppia stellatura sono quelle barche aventi la prua e la poppa ugualmente affusolate.

Stellato: Le parti stellate di una barca, nella costruzione navale sono quelle che fanno riferimento alle sezioni prodiere, che terminano con le estremità più o meno appuntite. Per estensione si dice stellata una carena dalle forme affinate, tendenti a formare una "V".

Sticcare: stringere molto il vento, ossia orzare finché le vele non accennano a fileggiare.

Stick:
piccola asta o prolunga articolata, a volte telescopica, applicata all'estremità della barra del timone; serve per timonare correttamente anche quando si è lontani dal pozzetto, ad esempio nelle derive spostati fuori bordo al trapezio.

Stipetto: termine generico per indicare un armadietto.

Stiva: locale all'interno dello scafo della nave atto a contenere merci, viveri e attrezzature.

Stopper:
particolare tipo di strozzascotte dove per bloccare la cima viene utilizzato un eccentrico dentato autobloccante collegato a una leva esterna per quando si vuole liberare la presa (fino a quando la leva è abbassata, il sistema permette alla cima di scorrere solo nel senso dell'aumento della tensione); l'uso degli stopper permette di tenere tesate più manovre cazzate con un unico verricello.

Straglio:
fune che sostiene gli alberi verso prua. Siccome per lo più su di esso erano inferite, le vele sussidiarie spiegate quando il vento era debole, tutte le vele di tal genere ne hanno preso nome, indipendentemente dal luogo in cui venivano poste.

Strale:
imbarcazione monotipo a deriva mobile progettata da Ettore Santarelli; è un biposto con trapezio armato con randa, fiocco e spinnaker, quest'ultimo di 13,50 mq; la lunghezza è di m. 4,90 e la larghezza è di m. 1,57.

Strallare:
portare il tangone più vicino allo strallo; operazione che si esegue lascando il braccio e cazzando il caricabasso.

Stralletto:
piccolo strallo a pruavia dell'albero messo in forza per impedire spostamenti longitudinali o per aiutare l'albero a raggiungere una forma ottimale.

Stralli: o stragli (plurale di strallo), manovre dormienti che reggono la spinta all'indietro degli alberi, nel senso da prua a poppa; quindi lavorano nello stesso piano longitudinale della barca, facendo forza verso prua.  2) prendono il nome della vela che vi si inferisce, un cutter avrà così lo “strallo di fiocco” e lo “strallo di trinchetta”.

Strallo o straglio: cavo di prua di sostegno per l'albero verso prua e luogo di inferitura dei fiocchi.

Strallo cavo:
profilato che avvolge lo strallo; munito normalmente di due canalette di inferitura permette un rapido ed efficiente cambio dei fiocchi in quanto è possibile issare la nuova vela e metterla in forza e solo successivamente ammainare l'altra (la barca non resta mai senza fiocco a riva); al posto dei garrocci le vele debbono però disporre di una apposita ralinga.

Stramba: Corda fatta di fibre intrecciate, non ritorte, di ginestre, canna o paglia.

Strambare: cambiare di bordo in una andatura di poppa, ovvero cambiare le mure al vento passando per la poppa piena.

Strambata: rotazione di una vela di taglio con andatura di poppa e conseguente cambio di mura. E' una delle fasi della virata in poppa, per cui si passa il boma da una banda all'altra. Trattasi di manovra controllata quando viene eseguita par cambiare rotta o mure, ma può essere anche accidentale.

Straorzare:
andare involontariamente e bruscamente all'orza a causa di una improvvisa raffica, di un'onda o di un qualsivoglia errore: è pericoloso in quanto la barca viene fortemente sbandata, a volte addirittura "sdraiata" con le crocette in acqua e la pinna fuori (scuffiare).

Strapoggia:
l'atto dello strapoggiare, contrario di straorzare; la strapoggia può essere più pericolosa della straorza in quanto il brusco poggiare può provocare una strambata non controllabile con rovinoso passaggio del boma sulle altre mure.

Stratocumuli:
nubi ampie a forma di ciottoli o ammassi rotondeggianti grigiastri, spesso intervallate da cielo azzurro; si trovano a 3500-4500 metri e precedono o seguono un temporale.

Stringere il vento:
mantenere un'andatura di bolina cercando progressivamente di ridurne l'angolo del vento stesso.

Strisce: bande di stoffa tese longitudinalmente sul fondo, all'interno della barca a vela (derive) che servono per tenersi con i piedi quando il corpo è  teso verso l'esterno per controbilanciare lo sbandamento.

Stroppo:
( o stroppio) nome dell’anello di fune che avvolge la cassa di un bozzello , ma anche di quello che trattiene un remo al suo scalmo.

Strozzacavo: un tipo di galloccia speciale che consente di fissare la cima molto rapidamente con un dispositivo di blocco.

Strozzascotte:
dispositivo per impedire lo scorrimento della scotta nel senso dell'allentamento della tensione; lo strozzascotte più semplice (detto anche clamcleat) è formato da una gola ricavata in un blocchetto di materiale plastico, entro cui la cima si autostrozza.

Strumenti di navigazione antichi: Prima dell’invenzione nel 1736, del cronometro marino a opera del britannico Harrison, il tempo a bordo veniva misurato con l’aiuto della clessidra. L’ora in rapporto alla posizione del sole (di giorno) si legge sulle meridiane, dette anche “quadranti solari”. L’astrolabio e il bastone di Giacobbe sono certamente gli strumenti più antichi tra quelli che permettono di misurare l’altezza di un astro sulla linea dell’orizzonte. Dal bastone di Giacobbe, perfezionato dal navigatore John Davis, nascerà cosi il “quadrante di Davis”, strumento a visione diretta per la determinazione dell’altezza del sole sull’orizzonte, che rimarrà in uso fino alla metà del XVIII secolo, quando sarà a sua volta sostituito dall’ottante, che si trasformerà presto in sestante (verso la fine del XVIII sec.) Per la topografia marittima veniva utilizzato il grafometro che permetteva di effettuare accurati rilevamenti delle coste. Con L’orologio marino di Ferdinand Berthoud (1777) si calcolava la longitudine in funzione dell’ora di Greenwich. Lo scarto tra l’ora solare e l’ora di Greenwich permette di calcolare (in gradi) la distanza tra la posizione della nave al momento dell’osservazione e la longitudine di Greenwich (meridiano 0).

Struzza: Nel linguaggio marinaro,  asta che sostiene, traversandola diagonalmente, la vela a tarchia, specialmente sui velieri latini, altre vele volanti, perchè si aprano bene al vento.

Sud:
punto cardinale, indicato con la lettera S, che corrisponde al mezzogiorno, ovvero ai 180 gradi della Rosa dei Venti.

Sudovest: il berretto di tela cerata usata dai marinai in caso di cattivo tempo.

Superficie velica: misura dell’area di tela che una nave o un’imbarcazione può esporre al vento.

Surfista: colui che conduce un wind-surf.

Sventare:
propriamente togliere vento alle vele e cioè disporre queste o la nave nella direzione del vento in modo da lasciarle fileggiare e ad annullarne l'effetto propulsivo.

 

Lettera T
 A - B - C - D - E F - G - H I J K - L - M N - O - P - Q - R - S - T - U V - W X Y Z

T: Bandiera dei segnali della serie del Codice internazionale, di forma rettangolare, divisa in 3 strisce verticali, rossa, bianca e turchina. Alzata sola significa: Non mi passate di prora.

Taccata: grosso palo o pezzo di trave posto con altri sotto la carena di una nave in secco per facilitarne l'appoggio.

Tachimetro:
strumento per misurare la velocità; il termine è poco usato e sostituito nel linguaggio corrente dall'inglese log. anche se quest'ultimo è il contamiglia, essendo i due indicatori sempre assieme.

Tacktick: gli strumenti che dialogano tra loro in “wireless”, senza fili, stanno arrivando anche a bordo delle barche. La società inglese Tacktick è stata tra le prime a commercializzarli e il suo nome si sta imponendo come sostantivo.

Taga: Amante.

Taglia: Bozzello a più pulegge. Poco usato oggi.

Tagliagrisiole: Ferro tagliente simile a un larghissimo scalpello, acciaiato, con manico di legno, impiegato per tagliare sott'acqua i cannicci vecchi impiantati nel terreno fangoso, per ripiantarne altri.

Tagliamare: lembo anteriore del dritto di prua, così detto perchè fende l'acqua con il moto della nave.

Taglio: Fenomeno dovuto alla periodica inversione delle correnti di marea nello Stretto di Messina e che si manifesta come un ribollimento d'acqua con formazioni di vortici e frangenti trasversali alla direzione longitudinale dello Stretto.

Tall-Boy: particolare tipo di trinchettina alta e stretta da alzare sotto lo spinnaker, non inferita e murata sulla coperta o sulla falchetta tra l'albero e la prua estrema, per migliorare il flusso dell'aria nella zona di sottovento alla randa; è assai utile anche per impedire caramelle in caso di forte rollio o per evitare straorze (un fiocco tende a portare la barca alla poggia).

Tambucio, tambuccio o tambugio:
cassone con apertura e relativa porta o scorrevole per scendere sottocoperta.

Tango:
termine che rappresenta la lettera T nell'alfabeto fonetico internazionale ICAO.

Tangone: 1)
sulle antiche navi l'asta laterale protesa fuori della murata cui venivano legate le imbarcazioni di servizio durante le soste e tramite la quale i marinai salivano a bordo.
2) Robusta asta che consente di sostenere il braccio dello spinnaker e tenerlo aperto sottovento. Asta usata per buttare fuori il punto di scotta del fiocco nell'andatura a farfalla.

Tarchia:
Nell’attrezzatura navale, vela a tarchia, vela aurica, trapezoidale, allacciata all’albero col suo latoprodiero, dispiegata mediante un’asta (detta struzza o livarda) che, a sua volta, è disposta diagonalmente dal piede dell’albero al vertice poppiero, più alto della vela stessa.

Tartana:
veliero ad un solo albero con una grande vela latina e talvolta con un fiocco o un polaccone.

Tasca della stecca:
guaina ricavata direttamente sulla vela per potervi inserire una stecca.

Tavola a vela:
nome italiano del più famoso windsurf; la Tavola a vela Divisione II è una tavola a dislocamento creata dall'lYRU per far entrare il surf tra le Classi Olimpiche nel 1988 a Seul.

Tavole: di marea, tavole che danno tutti gli elementi per determinare tempi e grandezze riferentesi alle maree. Nautiche, pubblicazioni che riportano dati e tabelle per la navigazione piana; dati fissi per la navigazione astronomica e quantità fisiche. A soluzione diretta, per il calcolo degli azimut e della retta d'altezza. Matematiche, contenenti logaritmi, funzioni trigonometriche, ecc.

Tavoletta:
irrigidimento (anche in metallo o materiale plastico) della penna di randa, per distribuire su una maggiore area il grande sforzo esercitato dalla drizza.

Tavolo da carteggio:
tavolo utilizzato per le operazioni di carteggio.

Teak: legno duro, di colore marrone dorato scuro il teak è conosciuto per la sua robustezza e longevità anche in presenza di condizioni atmosferiche variabili. È usato per costruire imbarcazioni e anche per opere strutturali esterne come ponti, banchine, etc.

Tek:
albero della famiglia delle verbenacee da cui si ricava un legno leggero e molto resistente, utilizzato a listelli nella realizzazione del piano di coperta o degli interni. Particolarmente pregiato è il tèk del Siam.

Tell-tale:
vedi segnavento.

Telo sopra: la copertura che si usa per riparare l’imbarcazione dal sole e dalla pioggia viene chiamata cagnare ma è frequente trovare la dizione telo-sopra o telo sopra-sotto.

Tempesta:
corrisponde alla forza 10 della scala Beaufort (48-55 nodi di vento; nella tempesta violenta (fr.: violente tempeste; ingl.: violent storm) (forza 11) il vento può superare i 60 nodi.

Tendaletto: 1) Piccola tenda per imbarcazioni, per carrozze di boccaporti, per barcarizzi (a riparo della sentinella), per la controplancia (a riparo della bussola normale), ecc. 2) Nelle antiche imbarcazioni copertura della parte poppiera, a riparo dei passeggeri, formata da una parte orizzontale (cielo) e da cortine disposte verticalmente.

Tender: battellino di servizio o piccolo gommone utilizzato per scendere a terra quando non è possibile attraccare o avvicinarsi sufficientemente a riva, per le imbarcazioni a vela di solito un gommoncino, viene generalmente definita “tender”. Dall’inglese “tender to” (“guardiano a”).

Tendale: Tendalino
, riparo di tela teso sopra il ponte di coperta, per lo più durante le soste, per difendere la coperta stessa dalla pioggia, ma anche dai raggi del sole.

Tendistrallo:
vedi arridatoio.

Tenditore:
vedi arridatoio.

Tenitore:
(buono o cattivo) si dice del fondo marino a seconda che offra forte o debole resistenza alla trazione dell’ancora.

Terrazzano:
nel linguaggio marinaresco designava gli uomini inesperti di navigazione e in genere imbarcati a forza.

Terzarolare:
ridurre la superficie velica esposta al vento con vari artifizi, il più comune dei quali è costituito da una serie di fori allineati e rinforzati (brancarelle) fatti nelle vele perchè vi possano passare manovre correnti per tesarle nuovamente e per legare la parte eccedente con pezzi di cima detti matafioni.

Terzarolo: ( o terzaruolo),
propriamente porzione di vela che può essere serrata per ridurne la superficie. Tali porzioni sono usualmente distinte in mani, numerate nell'ordine in cui si prendono, ovvero in cui avviene la riduzione progressiva. Prendere una mano di terzaroli vuol dire appunto ridurre di una porzione la vela.

Terzo:
con l'espressione al terzo si intende un tipo di vela trapezoidale superiormente sostenuta da un pennone connesso all'albero a un terzo della sua lunghezza.

Tesabase o tesabugna:
cima collegata alla bugna di randa e fatta passare in un rinvio posto alla varea del boma per poter regolare la base della vela.

Tesare:
vedi cazzare.

Tessere: Verbo indicante il movimento delle teste dei bagli rispetto ai punti di attacco alle ossature durante un forte rollio, dovuto alla forza d'inerzia dei pesi (cannoni, ponti, murate, sovrastrutture) che, al termine della sbandata, tendono a scorrere fuori del loro posto e a produrre delle deformazioni trasversali. Per opporsi a questo si mettono in opera i bracciuoli.

Testa dell’albero: parte terminale superiore dell'albero dove si trovano gli attacchi delle sartie e degli stralli, le carrucole per le drizze, i sensori della strumentazione del vento e l'antenna della radio.

Testa della vela: il lato superiore, inferito al pennone, al picco, ecc., che viene chiamato “antennale, inferitura”.

Testa di moro: tavola di legno che riunisce le sezioni degli alberi. La tipica verniciatura in nero diede origine alla denominazione.

Tientibene:
corrimano o equivalenti profili sagomati, fissati saldamente alla tuga, ai lati del tambuccio o anche all'interno della barca come appiglio per l'equipaggio.

Tiglio: 1) legno chiaro e tenero, adatto per fasciame e sovrastrutture. 2) Le fibre lunghe che si ottengono dalla pettinatura della canapa costituiscono il primo tiglio; le fibre corte e spezzate il secondo tiglio.

Timone: organo di manovra della barca, formato da una pala immersa in grado di ruotare attorno ad un asse e governata mediante una barra o una ruota del timone posta in pozzetto; la pala, offrendo resistenza allo scorrimento dell'acqua, induce la rotazione della prua dallo stesso lato in cui è stata posizionata: l'asse può essere o meno sostenuto, incernierato e protetto da uno skeg, in caso contrario il timone dicesi appeso: i cavi per trasmettere i comandi della ruota alla pala sono chiamati frenelli: il timone è detto compensato se l'asse di rotazione è impostato un poco a poppavia del bordo d'entrata dell'acqua, così che una volta ruotata la pala risultino diminuiti gli sforzi sulla barra o sulla ruota. Timone al centro, dicesi quando la pala è coincidente con il piano longitudinale della barca.

Timone compensato: Un timone si dice compensato quando il suo asse si trova nel terzo anteriore della sua superficie. Questo tipo di timone si è diffuso a partire dagli Anni 70, quando si è iniziato ad applicare alle imbarcazioni i timoni "appesi", ossia senza skeg e non incernierato alla chiglia. Il suo compito è diminuire lo sforzo di chi governa quando accosta o compensa la naturale tendenza orziera di uno scafo. Il rapporto di compensazione è quello tra la superficie della pala a proravia dell'asse di rotazione e la sua intera superficie.

Timoneria: locale dove è situato il timone.

Timoniere: colui che governa la nave per mezzo della ruota o della barra del timone. “Timoniere di un imbarcazione”, detto anche “padrone”, è il marinaio cui l’imbarcazione è affidata e che ne maneggia il timone.

Tirante: la parte del cavo su cui si fa forza, che termina con la cima.

Tonneggiare:
spostare o far avanzare una nave tirandola da terra.

Tonneggio:
indica sia il movimento della nave trainata da terra sia la gomena con cui si opera.

Tonnellaggio: uno degli indici della grandezza di una nave; può essere riferito a criteri diversi (al peso dell’acqua spostata, alla portata del carico). “Tonnellaggio di registro” è quello calcolato secondo le regole degli istituti di classificazione; equivale alla stazza (lorda o netta).

Torello: Ciascuno dei due corsi di fasciame esterno più vicini alla chiglia, uno a dritta e l'altro a sinistra di essa. I due corsi immediatamente appresso si chiamano "controtorelli". I torelli sono i corsi più robusti del fasciame del fondo, dovendo concorrere alla resistenza contro gli sforzi longitudinali.

Tormentina: piccola vela triangolare di prua (fiocco), di tessuto particolarmente robusto tale da potere essere tenuta issata anche in condizioni di vento forte o burrasca.

Tornado:
catamarano biposto progettato da Rodney March: è l'unico pluriscafo Classe Olimpica (dal 1876): misura m. 6,09x3,01 ed ha una superficie velica di mq 20,30.

Trabaccolo:
Piccolo veliero da carico che esercitava il cabotaggio lungo tutto l’Adriatico e lo Ionio, interamente pontato, con due alberi muniti di vele al terzo caratterizzate dal fatto di essere sospese l’una a dritta e l’altra a sinistra del proprio albero, in modo da permettere una ottimale andatura a pieno carico con il vento spirante da poppa ( la cosiddetta “andatura o velatura a trabaccolo” per navigare a farfalla); furono impiegati come batterie galleggianti costiere.

Traguardare:
"puntare" un oggetto tra due mirini di uno strumento di rilevamento.

Trama:
filo che intrecciato sull'ordito forma un tessuto.

Tramontana:
vento freddo proveniente da Nord che soffia normalmente al termine di una perturbazione, presentandosi quindi con cielo molto terso e sereno; è tipico dei mari settentrionali dove può apparire con raffiche anche molto violente.

Trapezio:
attrezzatura che permette ad un membro dell'equipaggio di sporgersi fuori bordo per aumentare il raddrizzamento della barca: formato sostanzialmente da cinghie o corpetto con sottocoscia sostenuto ad un cavetto di acciaio fissato circa a metà dell'albero; è la "divisa" tipica del derivista.

Trasduttore:
è la componente del circuito di uno strumento che trasforma il segnale ricevuto dal sensore in corrente elettrica che, una volta misurata, fornisce l'indicazione sull'entità della grandezza in esame (ad esempio il trasduttore del log trasforma i giri dell'elichetta in una corrente a bassa intensità, quest'ultima è inviata alla centralina dove viene poi misurata).

Trasto:
baglio o supporto trasversale su cui è fissata la rotaia del carrello di scotta della randa.

Travel lift:
gru a ponte.

Traversari:
essere spinti (ad esempio da una straorza) parallelamente alle onde che sopraggiungono; è spesso una posizione di grave rischio, soprattutto in presenza di frangenti.

Traversino:
corto cavo d'ormeggio che viene fissato il più possibile perpendicolare alla banchina per impedire il movimento trasversale della prua o della poppa negli attracchi con la fiancata al molo; 2. piccola asta di acciaio, quasi sempre filettata e munita di chiavetta, posta trasversalmente nei grilli e nei moschettoni allo scopo di serrarli.

Traverso:
con l'espressione al traverso si indica tutto ciò che si trova in una posizione la cui congiungente forma un angolo retto con l'asse longitudinale della nave.

Trefolo:
ogni filo che forma un cavo metallico; per estensione è chiamato trefolo anche l'intreccio base delle cime tessili.

Trevo:
nome generico della vela bassa di maestra e del trinchetto.

Triangolo di posizione: figura geometrica formata dall'incontro di tre linee di posizione che non si intersecano in un solo punto, la cui superficie copre la zona di probabile posizione della nave.

Tribordo:
parte destra della nave.

Tridente:
imbarcazione con scafo a spigolo e deriva basculante progettata per la scuola di vela; è armata con randa e fiocco e può ospitare fino a quattro persone; misura m. 4,99x1,92 ed ha una superficie velica di mq 16.

Triganto:
v. dragante.

Trilingaggio:
( o trinca di sartia o carrega) legatura orizzontale che poco al di sotto degli incappellaggi univa le sartie di dritta con quelle di sinistra e contribuiva alla resistenza alla trazione delle manovre dormienti soprastanti connesse alle coffe e quindi alle sartie dei fusi superiori, ovvero di gabbia.

Trim Tab: ala mobile situata posteriormente alla chiglia.(quasi un secondo timone).

Trimarano:
barca con tre scafi, uno maggiore al centro e due più piccoli laterali con funzione di stabilità.

Trimmer:
termine di derivazione inglese che indica un secondo timone posto lungo il bordo di uscita della pinna e adottato sulle barche da regata per correggere l'assetto.

Trinca:
tipo di legatura di rinforzo fatta con corde o catene.

Trincare:
unire strettamente, e in senso più specifico legare due aste con molte passate di fune, vegetale o metallica.

Trincarino:
primo corso esterno, in genere più largo degli altri, del fasciame di un ponte e specialmente di quello di coperta.

Trincatura:
stretta legatura fatta con più passaggi di fune o di catena.

Trinchetta:
o trinchettina, vela di fortuna che un tempo i velieri issavano sullo strallo di trinchetto, è il nome generico di una vela murata tra l'albero e il punto di mura dei fiocchi; vela classica dei cutter su cui è alzata dietro lo yankee, può assumere vari nomi a seconda del tipo di taglio e dell'uso (vedi ad esempio tall boy).

Trinchettina:
nome specifico del più basso e più interno dei fiocchi.

Trinchetto:
nome specifico della più bassa delle vele quadre dell'albero che da essa prende il nome.

Triradiale:  il taglio triradiale fa riferimento alla realizzazione di un tipo di spinnaker, il più diffuso, dove i ferzi e i filamenti dell’ordito sono orientati a ventaglio verso il centro sia in prossimità della penna che nei due angoli inferiori. 

Trireme:
nave a tre ordini di remi.

Tromba:
nel linguaggio marinaresco, nome generico della pompa.

Tromba marina: moto vorticoso dell’aria sul mare, causa di una colonna d’acqua ascendente, anch’essa animata da moto vorticoso.

Troposfera: la parte dell'atmosfera a contatto con la superficie terrestre il cui spessore è variabile da circa 9 Km ai poli fino a circa 18 Km all'equatore.

Trozza:
1. ciascuno dei cavi con sfere fissati attorno agli alberi per il movimento dei pennoni. 2.attacco del boma sull'albero. formato da un sistema a snodo cardanico o a doppia cerniera affinchè il boma possa muoversi in qualunque direzione.

Truciolato:
pannello di trucioli di legno pressato.

Tuff Luff: l’utilizzo della doppia canaletta sullo strallo è diffuso soprattutto nelle barche da regata, che in questo modo possono sostituire comodamente le vele, durante le competizioni, senza rimanere mai scoperti a prua. Il Tuff Luff della statunitense Schaefer Marine è da anni una delle canalette più utilizzate, tanto da essere usata come sinonimo.

Tuga:
parte rialzata rispetto al piano di coperta per aumentare l'altezza in cabina.

 

Lettera U
  A - B - C - D - E F - G - H I J K - L - M N - O - P - Q - R - S - T - U V - W X Y Z

U: Bandiera da segnali di forma rettangolare suddivisa in quattro rettangoli eguali a colori alternati rosso e bianco. Nel Codice internazionale alzata isolatamente significa: State dirigendo verso un pericolo.

Uccellina: nome specifico della vela di straglio di controvelaccino.

Uccelline: Nome collettivo di tutte le vele volanti, ma più specialmente degli stragli e straglietti degli alberi di velaccio e di contra.

UCINA: Unione dei Cantieri Nautici ed Affini; l'associazione raggruppa i più importanti operatori della nautica italiana.

Ugello: Nei motori a turbina, condotti di forma particolare che ne costituivano la parte fissa, affacciati lateralmente alla corona di "palette" costituenti la parte mobile. Il vapore, uscendo dagli ugelli con grandissima velocità (circa 1000 m al secondo), imbocca i canali mobili, compresi tra paletta e paletta, nei quali viene deviato ed esce dalla faccia opposta della corona di palette con una velocità molto più piccola. Tale deviazione produce un impulso contro la superficie concava delle palette, mettendo in rotazione la ruota mobile e quindi l'asse motore.

Ulca: vedi urca.

Ulva: Alga marina, buona da esca.

Umidità relativa: valore misurato dall'igrometro; indica la percentuale di vapore acqueo esistente rispetto al totale che può essere contenuto nell'aria alla temperatura ambiente (raggiunto il 100% si ha la condensazione).

Umpires: sono gli arbitri che seguono la regata in mare e che infliggono le penalità.

Unghia: estremità dell'ancora che per prima affonda nel terreno.

Uniform: termine che rappresenta la lettera U nell'alfabeto fonetico internazionale ICAO.

Uragano: corrisponde alla forza 12 della scala Beaufort e indica venti con velocità superiore a 64 nodi, cioè oltre i 118 km/h.

Urca: (anche orca o ulca) tipo tradizionale di veliero olandese, largo e piatto, attrezzato con tre alberi e bompresso , usato per trasporto nei sec. 15° e 16°.

Uscocchi: pirati Serbo-croati abitanti la Serbia e la Bosnia, i quali al principio del secolo XVI, dopo la conquista turca dell'Ungheria, passarono in territorio veneziano e sulla costa adriatica, dandosi alla pirateria.

Usto: 1) Ormeggio fatto da due gomene, e talvolta da tre, impiombate fra loro; e però lungo 240 o 360 braccia. Esso permetteva ad una nave esposta alla traversia su di una rada di filare molto ormeggio, nonché di sorgere sopra acque assai profonde. Annodavasi ad una delle ancore di servizio. 2) Gomena che serve per tonneggiarsi con vento forte e mare grosso; ma che serve pure per cavo ordinario di ormeggio. Prima dell'adozione delle catene, la gomena dell'ancora di dritta chiamavasi "posta" e quella di sinistra "usto".

UTC: Universal Time Coordinated; questa sigla indica il tempo li riferimento universale; recentemente ha sostituito il tempo GMT proprio per evidenziare l'aspetto di riferimento temporale assoluto.

Uva di mare: Uova di certi cefalopodi, in particolare della seppia.

Uvari: Vento tempestoso di alcune isole dell'America.

Uzza: Aria fresca e pungente che si prova per lo più la sera e la mattina presto, specialmente sul mare.

 

Lettera V

V: Bandiera da segnali di forma rettangolare, bianca con due strisce diagonali rosse, disposte a croce di S. Andrea. Alzata isolatamente nel Codice internazionale significa: Ho bisogno di aiuto.

Vacchetta: Sulle navi mercantili si dà questo nome al libro dei conti correnti individuali delle persone dell'equipaggio, registrati separatamente per ognuna (anticipi sul salario, compenso per lavoro straordinario, multe, ecc.)

Va-e-vieni: Cavo che, disteso tra il bordo e un punto fermo a terra, serve a far andare, mediante sforzo di mani su quel cavo, un'imbarcazione senza remi a terra, e viceversa.

Vaina: tasca cucita lungo la balumina delle vele per infilare le stecche.

Vaiolature: Corrosioni della ruggine sulle lamiere.

Valentini: Gli ami adoperati nella pesca dei palangresi sono di tutti i numeri dal n° 1 al n° 6 e i napoletani li distinguono in "catalani""e "valentini", secondo la provenienza di Catalogna e Valenza, donde, almeno per un tempo, li avevano, ma secondo le diverse Nazioni si hanno scale più complesse di ami, diversamente graduati.

Vallante: Pescatore che bada alle chiusure d'acqua.

Vang: sistema a paranco, a molla o idraulico (questi ultimi detti vang rigidi) per cazzare il boma verso il basso, ovvero impedirgli di alzarsi, specie quando la scotta è molto lasca come nelle andature portanti.

Varea: parte terminale del boma o del tangone; in quest'ultimo vi si trova il sistema a pistoncino per inserire il braccio dello spinnaker. Estremità di qualsiasi attrezzatura orizzontale, come pennoni, bomi, tangoni.

Variazione della bussola: Somma algebrica della declinazione magnetica e della deviazione, che costituisce la correzione complessiva da apportare ad una direzione indicata dalla bussola magnetica per ottenere la direzione vera.

Variazione magnetica: (V) è la somma degli errori di declinazione e di deviazione della bussola, ciascuno con il proprio segno.

Vascello: nave da guerra; la categoria era divisa in ranghi: 1° 110-130 cannoni, 2° 80-100 cannoni, 3° sino a 80 cannoni.

Vaurien: imbarcazione biposto con deriva a baionetta; progettata nel 1953 da Jean Jacques Herbulot, misura m. 4,08x1,47.

Vedetta: servizio di avvistamento. L’uomo della guardia specialmente incaricato di tale servizio, e cioè vigilare sul mare e segnalare prontamente le cose emergenti dal mare che possono interessare la navigazione.

Vela: superficie formata da ferzi o pannelli di tessuto, utilizzata per trasformare la pressione del vento in forza propulsiva a muovere la nave.

Velacciere: veliero a tre alberi, con quello di trinchetto a vele quadre e quello di maestra e di mezzana con vele latine.

Velaccino: nome specifico di una delle vele superiori dell'albero di trinchetto.

Velaccio: nome specifico di una delle vele superiori dell'albero di maestra.

Velaio: il sottufficiale addetto alla costruzione e alla riparazione delle vele e delle tende.

Vele:

a.      La vela quadra: è la forma più antica di vela diffusa in tutte le civiltà, dai fenici ai vichinghi, ed è sopravvissuta fino ai tempi dei grandi clipper dell'ottocento. La sua caratteristica princi­pale è che il baricentro, o se volete il centro di spinta, è sempre in linea con l'asse della nave e pertanto è una vela stabile, soprattutto con il vento in poppa. Certamente nell'antichità una simile vela era utilizzata soltanto con ì venti portanti; poi lentamente, con alcuni accorgimenti e con scafi opportuni, si è riusciti a risalire timidamente il vento. La vela quadra è stata utilizzata come vela unica sulle navi da guerra e sui bastimenti da carico fino alla caduta dell'impero romano. Nel medioevo è rimasta relegata alle navi da carico, mentre per le navi da guerra si sviluppava la vela latina, che rispetto alla quadra consentiva di stringere meglio il vento. La vela quadra riprendeva la sua supremazia dal medioevo in poi, quando crescendo la stazza delle navi l'armamento velico poteva essere frazionato con più vele quadre su un albero; cosa impossibile con la vela latina.

b.      La vela latina: la vela latina (da vela alla trina, triangolare) ha anch’essa origine molto antica, ma il suo impiego è rimasto legato alle piccole imbarcazioni costiere. Se da un lato, infatti, una vela latina riesce a risalire il vento meglio di una vela quadra, per contro e una vela poco stabile con il vento in poppa (il baricentro viene a trovarsi lateralmente all'asse dell'imbarcazione e ciò crea un’eccessiva spinta orziera). E inoltre una vela che ha più efficienza con il vento su un lato (quello in cui la vela viene a trovarsi sottovento all'albero) che non sull'altro. Viene facile immaginare che il fiocco sia nato con la vela latina, per compensarne l'effetto orzante con un'altra vela a prora. La vela latina ha avuto un grande sviluppo in Mediterraneo per tutto il medioevo fino al XVI secolo, anche su imbarcazioni di una certa dimensione, come le galee; la difficoltà di ridurre velatura con tempo cattivo ne ha limitato l'impiego nelle navigazioni atlantiche e ne ha decretato la scomparsa dopo il XVI secolo. È comunque rimasta fino ai nostri giorni nelle imbarcazioni da pesca e da trasporto costiero.

c.      La vela a tarchia: mentre in Mediterraneo si diffondeva la vela latina, prima in Grecia e Asia Minore e poi nel nord Europa prendeva sviluppo la vela a tarchia, una vela abbastanza efficiente, con baricentro basso, con buone capacità di stringere il vento. Per contro risultava meno efficiente con vento su un lato rispetto all'altro. Era inoltre di difficile riduzione di velatura con vento forte e la sua diffusione è rimasta nell'ambito delle piccole imbarcazioni.

d.      Le rande: la randa (forse dal veneziano granda, vela grande) ha probabilmente origine dalla vela latina, eliminando da questa la parte di vela anteriore all'albero si ottiene, secondo i casi, la randa aurica o la vela al terzo o la randa portoghese. Le prime rande sono comparse sulle grandi navi abbastanza tardi, fra il XVI e il XVII secolo. Ma la loro efficienza e la semplicità d’impiego hanno contribuito a decretarne un successo incontestabile: oggi è diventata la vela principale, presente su ogni tipo di barca da regata. Bisogna tuttavia osservare che già da qualche millennio in estremo oriente veniva usata una randa formidabile, la randa cinese, che presentava alcune caratteristiche (facilità di riduzione vela, steccatura totale, allunamento del bordo di uscita), introdotte solo di recente sulle moderne rande occidentali. La randa cinese è praticamente rimasta uguale fino ai tempi moderni; il suo impiego è rimasto però confinato ad imbarcazioni o a piccole navi costiere mentre in occidente la vela quadra, frazionabile in più vele sullo stesso albero, portava allo sviluppo di grandi vascelli oceanici.

e.      Le controrande: Inizialmente sopra le rande auriche era posta una piccola vela quadra, che in passi successivi si è trasformata in una vela, chiamata controranda, la quale, ai fini del governo delle vele, faceva corpo unico con la randa stessa ed era quindi più facilmente gestibile rispetto alla vela quadra di origine. Il complesso randa-controranda si prestava inoltre facilmente alla riduzione di velatura; mediante il serraggio o l'ammainata della controranda.

f.   I fiocchi e le vele di strallo: il fiocco nasce con la vela latina e con la vela a tarchia, con la necessità di compensare la tendenza orziera, insita in tali vele, mediante una vela posta a prora, che dia una spinta puggera. Per tenere il fiocco o i fiocchi più a prora possibile è nato poi il bompresso. Il fiocco ha avuto una rapida diffusione: si è dimostrata una vela molto efficiente, con una buona capacità di stringere il vento ed è stato usato sul tutte le navi con vele quadre anche come vele di strallo fra un albero e l'altro, oltre che come vele di estrema prora. Ciò non solo per aumentare la superficie velica totale ma anche per dare alla nave una maggiore capacità di stringere il vento

g. Vela di cappa: vela triangolare con bordame libero, inferita a poppavia dell'albero al posto della vela maestra, in condizioni di cattivo tempo o burrasca.

Vele àuriche: vele di taglio di forma trapezoidale.

Velista: chi pratica la vela o lo sport della vela.

Velocità limite: la massima che uno scafo non planante può raggiungere in base alle sue caratteristiche di dimensioni e forme.

Vento: aria in movimento; può essere generato per variazioni di pressione tra zone differenti anche a grande distanza (vento sinottico); quando si manifesta per gradienti termici prende il nome di brezza; col termine vento reale si indica il vento che scorre liberamente, non alterato dalla presenza dell'imbarcazione; il vento apparente è invece la risultante tra il vento reale ed il vento di avanzamento; quest'ultimo è quanto viene avvertito, in completa assenza di vento reale, da ogni corpo in movimento per effetto della sua velocità. Il vento catabatico è un forte vento di discesa che si avverte in particolare modo di notte ed è dovuto al maggiore raffreddamento verificatosi in quota sulla cima dei monti; sommato all'effetto della brezza di terra richiamata dal mare genera spesso forti raffiche.

Venti principali: rappresentano le 8 principali direzioni della rosa, a 45° l'una dalla successiva, a partire da Nord, ruotando in senso orario: Tramontana, Greco, Levante, Scirocco, Ostro, Libeccio, Ponente, Maestro. L'ulteriore divisione della rosa era un tempo in mezziventi, quarte, mezze quarte e quartine. Oggi questa suddivisione non è più usata per indicare delle direzioni, che si esprimono semplicemente in gradi, ma lo è ancora per indicare la provenienza del vento.

Venti portanti: si sogliono indicare, con tale espressione, i venti che consentono andature favorevoli alla rotta della nave, in particolare le andature al gran lasco e in poppa.

Vento apparente: il vento che spira su una barca in movimento, risultante del vento reale e della velocità.

Vento geostrofico: Vento d'alta quota che non sente più l'effetto dell'attrito con la terra e a 1000 metri assume un cammino parallelo alle isobare di questa quota.

Vento reale: il vento considerato con la velocità e direzione con cui investe un oggetto fermo. 

Ventrino: sospensione di tela o di cime intrecciata che si usa per tenere alzata la parte centrale delle vele quadre quando siano serrate.

Venturi: Giovan Battista, fisico (1746-1822), scoprì che il restringimento della sezione di un tubo in cui stia scorrendo un fluido provoca un aumento della velocità di scorrimento e una diminuzione di pressione esercitata dal fluido sulle pareti, l'effetto Venturi viene sfruttato nella vela creando una fessura tra randa e genoa, con aumento della velocità di scorrimento dell'aria e quindi di trazione della randa nella sua zona di sottovento.

Vergasecca: nome che assume il pennone di mezzana sulle navi nelle quali questa vela non venga ordinariamente inferita, cioè fissata.

Verniero: Dal nome dell'inventore P. Vernier (ca 1580-1637). Dispositivo di regolazione che viene usato in parallelo ad un altro simile, per consentire una più precisa regolazione di una grandezza caratteristica del complesso costituito dai due dispositivi.

Verricello: particolare tipo di argano per moltiplicare la forza che può essere esercitata sulle scotte e sulle drizze, permettendone così una maggiore tesatura; è essenzialmente formato da una campana fatta ruotare (sempre in senso orario) mediante una manovella; viene spesso usato il termine inglese winch, detto anche self-tailing se sulla parte superiore la campana è fornita di un sistema per catturare e strozzare automaticamente la scotta durante il riavvolgimento; i verricelli sono chiamati coffee grinder quando vengono azionati da appositi sistemi a corpo separato per le loro grandi dimensioni.

Verseggi: detti anche cursori; sono accessori metallici o di plastica applicati alla ralinga prodiera delle rande e che scorrono entro la rotaia applicata al profilo poppiero dell'albero.

Vetroresina: insieme composto da fibre di vetro impregnate di resina poliestere o epossidica, così da formare un laminato rigido di notevole resistenza.

VHF: sigla che indica genericamente la frequenza radio compresa tra 30 e 300 megahertz (Very High Frequency: altissima frequenza); è divenuto sinonimo di radio per imbarcazioni in quanto è questa la gamma di frequenze utilizzata internazionalmente nella nautica.

Victor: termine che rappresenta la lettera V nell'alfabeto fonetico internazionale ICAO.

Viradore: paranco a una sola via talvolta necessario per spedare le ancore quando queste oppongano forte resistenza all'alaggio.

Virare: far ruotare la nave intorno al suo asse verticale in modo che essa venga ad essere investita dal vento dalla parte opposta alla precedente e facendo passare la prua nella direzione del vento stesso, ovvero cambiare di bordo in una andatura di bolina.

Virare in poppa: manovra con la quale ci si porta in fil di ruota, si strambano le rande e si passano i fiocchi, continuando a far sentire alla barca l'azione del timone, fino a quando non si sia raggiunta la prora voluta ed in base a questa si bordino le vele.E' invalsa in molti l'erronea abitudine di chiamare "strambata" la virata in poppa. La strambata non è che una fase della virata in poppa tanto che è possibile eseguirla senza virare.

Virare in prua: girare la barca facendo passare la prua contro vento, portandosi sulle mure opposte.

Virata: atto del virare.

Visibilità moderata: (Visibilité mediocre; Moderate visibility; maessige Sicht) - Visibilità fra 4 e 10 km.

Visibilità scarsa: (Mauvaise visibilité; Poor visibility; schlechte Sicht) - Visibilità fra 1 e 4 km.

Visibilità buona: (Bonne visibilité; Good Visibility; gute Sicht) - Visibilità superiore a 10 km.

Volante: manovra che non ha un punto di lavoro fisso o un utilizzo costante; ad esempio le sartie volanti sono sartie gemelle che trattengono l'albero verso poppa, ma avendo l'attaccatura su quest'ultimo posizionata più in basso della penna della randa, vengono alternativamente cazzate o lascate a seconda di quale viene a trovarsi rispettivamente sopravvento o sottovento al boma.

Volta: giro di cima intorno a un oggetto fisso, come una bitta o una gallocia. Usuale nelle espressioni ‘dar volta, levar volta, è raro assoluto, in quanto gli viene preferito l’equivalente collo.
 
Vortici di Von Karman:
turbolenze indotte dal vento che si formano a valle di corpi di forma cilindrica; essi danno luogo alla particolare sonorità delle sartie con forte vento o al ritmico oscillare di uno yacht che abbia lo spinnaker issato; prendono il nome da Theodor Von Karman che ne sviluppò la trattazione teorica.

Votazza: (gottazza) – cucchiaia di legno per aggottare (sgottare) le imbarcazioni.

 

 

Lettera W
 A - B - C - D - E F - G - H I J K - L - M N - O - P - Q - R - S - T - U V - W X Y Z

W: Bandiera da segnali di forma rettangolare, costituita da un rettangolo rosso in campo bianco bordato di azzurro. Alzata isolatamente nel Codice internazionale significa: "Ho bisogno di assistenza sanitaria".

Waypoint: termine inglese con cui si definisce il punto verso cui un'imbarcazione fa rotta.

West System: la più famosa resina epossidica è la West System, prodotta e commercializzata dalla società statunitense Gougeon Brothers. Molteplici gli utilizzi come adesivo, legante e rivestimento con tutti i materiali: legno, ferro, vetro­resina, etc.

Whiskey:
termine che rappresenta la lettera W nell'alfabeto fonetico internazionale ICAO.

Winch:
termine inglese equivalente all'italiano verricello.

Windsurf:
termine inglese entrato nell'uso comune al posto di tavola a vela; indica uno scafo piatto munito di deriva e pinna poppiera e condotto da un surfer in posizione eretta; questi governa la tavola grazie allo spostamento del proprio peso e del centro velico.

Wishbone:
termine inglese che indica il doppio boma usato per manovrare il wind surf; è anche una forcella a doppio arco utilizzata su alcuni grossi ketch.


Lettera X

X: Bandiera da segnali di forma rettangolare, costituita da una croce azzurra in campo bianco. Alzata isolatamente nel Codice internazionale significa: "Sospendete quello che state facendo (o avete intenzione di fare) e fate attenzione ai miei segnali".

X-RAY: termine che rappresenta la lettera X nell'alfabeto fonetico internazionale ICAO.

Lettera Y

Y: Bandiera da segnali di forma rettangolare, a strisce diagonali gialle e rosse alternate. Alzata isolatamente nel Codice internazionale significa: "Ho la posta a bordo".

Yacht: termine inglese entrato nell'uso comune per indicare genericamente una imbarcazione da diporto, sia a vela che a motore di piccolo tonnellaggio.

Yachting: nome che indica il mondo della vela nel suo insieme, sia diporto che regate.

Yachtman: trascrizione italiana dell’inglese “Yachtsman” per indicare l’uomo dedito allo sport nautico.

Yankee:
1. termine che rappresenta la lettera Y nell'alfabeto fonetico internazionale ICAO; 2. fiocco stretto e allungato, con la bugna particolarmente alta, che si alza sullo strallo di prua davanti ad una trinchetta nelle attrezzature a cutter, con angolo di scotta che rimane sollevato dalla coperta.

Yawl:
imbarcazione a due alberi, con quello di mezzana (ovvero quello più a poppa) posto più a poppavia dell'asse del timone così che la randa di mezzana contribuisce alla stabilità di rotta.

Lettera Z
 

Z: Bandiera da segnali; di forma rettangolare, suddivisa dalle due diagonali in quattro triangoli colorati rispettivamente in nero, giallo, azzurro, e rosso. Alzata isolatamente nel Codice internazionale si usa per chiamare semafori e stazioni costiere con le quali si vuol segnalare.

Zabuglire: Gettare in mare una persona al passaggio dell'equatore. Scherzo che un tempo solevano fare i marinai spagnoli e portoghesi ai nuovi naviganti.

Zaffo: il tappo dell'alleggio.

Zanca: 1) Ala di deriva di piccole barche veneziane. 2) Remo corto legato fuori della poppa e impiegato come timone per guidare una barca piccola, che ne manchi.

Zapponi: 1) Pezzi di legno tra un quinto e l'altro, per tenerli equidistanti, o per riempire i vuoti e rinforzarli. 2) Anche i travi di larice delle minori dimensioni, secondo i costruttori veneziani.

Zattera di salvataggio: dotazione di sicurezza obbligatoria per tutte le barche abilitate alla navigazione oltre le 6 miglia dalla costa; è il mezzo collettivo di salvataggio e per questo deve poter ospitare tutte le persone imbarcate; normalmente si tratta di un battello pneumatico e autogonfiabile, contenente particolari dotazioni per permettere la sopravvivenza in caso di naufragio; vedi anche autogonfiabile.

Zavorra:
peso posto in sentina o appeso sotto la chiglia (a costituire il bulbo) per accrescere la stabilità di peso della barca, ovvero per fare in modo che la posizione di equilibrio dello yacht sia quello di una naturale posizione diritta (quando non è sottoposto a nessuna forza tendente a generare sbandamento). Navigare in zavorra significa procedere senza carico di merci o passeggeri.

Zefera: (napol.) Raffica.

Zenit: punto teorico posto lungo la verticale passante per l'osservatore, in direzione del cielo; il suo opposto è il nadir.

Zoofiti: Animali a simmetria raggiata, molli, spesso gelatinosi, acquatici, più che tutto marini. Anche celenterati.

Zulu: 1) termine che rappresenta la lettera Z nell'alfabeto fonetico internazionale ICAO. 2) (salent.) Buco nel fondo della barca, per l'uscita dell'acqua.